3' Grezzi di M. Cristina Marras

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3' Grezzi di M. Cristina Marras episodes

  • 3' grezzi Ep. 8 Lupin
    Da bambina impazzivo per i telefilm di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. Me ne sono riguardata uno e racconto qui cosa è successo. Sempre nei miei tre minuti grezzi, così come vengono, senza editing.

    TRASCRIZIONE
    Attenzione: pericolosissimo leggere da adulti i libri che abbiamo amato da adolescenti. E altrettanto pericoloso è riguardare da adulti gli sceneggiati televisivi che ci piacevano quando eravamo piccoli. Io da bambina adoravo il ladro gentiluomo, Lupin. Ricordo era uno sceneggiato in bianco e nero. Vabbè [RIDE] avevamo noi la televisione in bianco e nero quando ero bambina e mi sa che lo trasmettevano la domenica pomeriggio. Comunque mi ricordo che era un appuntamento settimanale che io aspettavo e mi piaceva tantissimo. Mi ricordo, mi ricordo la sigla con la musica ecc.

    Adesso, complice la nuova serie tv che sto vedendo su Netflix che s'intitola appunto Lupin, raccontata in chiave moderna, molto interessante, anche perché a me Lupin piace comunque in tutte le salse, mi piace tantissimo anche Lupin III, l'anime, il manga e poi l'anime di Monkey Punch, ho visto tutti gli episodi, i film animati, recitati da attori ecc. Ecco, mi è presa una botta di malinconia, ieri pomeriggio, domenica, e mi sono messa a cercare un vecchio episodio del ladro gentiluomo, anche perché, come facciamo noi genitori, stavo raccontando a mio figlio "Ah, quando io ero bambina guardavo questo blablabla". Ecco, allora ho provato sulle Teche Rai, non mi ricordo nemmeno se ci sono riuscita, perché è un'interfaccia per me non-navigabile, quindi ci provo ogni volta 5 minuti, poi mi arrabbio, mollo tutto, niente, e mi sono vista un episodio comunque di di Lupin, il ladro gentiluomo che ho trovato su YouTube.

    Mamma mia che delusione! Diciamo che l'unica cosa che non mi ha delusa è stato la sigla, la sigla iniziale che mi piaceva tantissimo, sia dall'aspetto grafico che proprio il, la musica, però è un racconto senza né capo né coda. Dal punto di vista della sceneggiatura non c'erano buchi ma voragini, cose che non ci appiccicava una con l'altra, salti di... Non so se è stato l'adattamento, il passaggio dai racconti alla sceneggiatura per televisione, e poi il fatto che l'ho visto a colori. Infatti il mio primo pensiero è stato "Oh mamma mia, ma era in bianco e nero!", poi invece mi sono ricordata appunto che in bianco e nero era la nostra televisione all'epoca.


    Sì, una grande delusione. Io me la ricordavo come una cosa assolutamente brillante, piena di trovate divertenti, questi suoi travestimenti - che si vedeva lontano un miglio che era lui. Vabbè questo per confermare il fatto che le cose che ci sono piaciute da bambini o da giovanissimi, dovremmo lasciarle lì e tenerle belle nel ricordo. Oppure, perché no, riguardarle.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 7 Quotidiani locali
    Puntata inconcludente: non mi sono perparata niente di cui parlare e finisco col lamentarmi della stampa locale. Cose che succedono quando si apre il microfono senza avere uno script, che è esattamente quello che voglio fare in questi miei 3 minuti grezzi (unedited) giornalieri.

    TRASCRIZIONE
    Ieri non ho deciso di cosa avrei parlato nei miei 3 minuti grezzi di questa mattina, domenica 10 gennaio. Di solito dopo aver ascoltato i miei podcast, dopo aver letto eccetera, la notte, quando sono in fase di dormiveglia, penso a cosa... all'argomento che affronterò nei miei 3 minuti, vabbè... 'di solito', è una settimana che lo faccio. [RIDE]

    Allora, nell'ultima settimana, prima di addormentarmi, pensavo all'argomento di cui avrei parlato nei miei 3 minuti mattutini, 3 minuti grezzi che faccio per cercare di liberarmi dalla gabbia dell'editing. Ecco, ieri me ne sono dimenticata. Sono andata a letto molto tardi, ho fatto binge watching in una serie di Netflix, approfittando del fatto che oggi è domenica, quindi posso stare a letto, posso dormire fino a tardi. Quindi stamattina mi sono alzata e per prima cosa, dopo colazione mi sono messa a registrare - quello che sto facendo adesso - senza avere un argomento di cui parlare.

    Mi è passato così per l'anticamera del cervello di parlare dello stato pietoso in cui versa la stampa in generale, e in particolare la stampa locale. Io non ho un quotidiano da leggere la mattina, un quotidiano sardo, locale, di Cagliari, c'è l'Unione Sarda, ma non è più un quotidiano glorioso del passato, ormai è l'ombra di se stessa. Un tempo ci scrivevano bravissimi giornalisti, per puro caso alcuni di questi sono miei carissimi amici.

    Adesso l'Unione Sarda è il posto dove vado a cercare cose su cui ridere e su cui sparare, quando voglio sparare sulla Croce Rossa perché i 'giornalisti' tra virgolette questa parola... non sono professionisti, scrivono strafalcioni, non danno informazione, non sanno come si danno le notizie, eccetera eccetera. Sì, quindi ho pensato di parlare dello stato pietoso della stampa locale, in particolare perché mi manca un posto da andare a leggere quando voglio sapere quando che strade chiudono, se ci sono stati incidenti, se hanno arrestato qualcuno che conosco.

    Ecco, però accantonato questo perché non mi va di mettermi a fare invettive la domenica mattina, poi ho pensato di parlare più in generale magari della della stampa nazionale, ma anche questo sarebbe un capitolo doloroso per me, perché alla categoria dei giornalisti - anche se io non lo dico mai, non non mi piace dire che sono un giornalista - però appartengo alla categoria dei giornalisti e cioè ne ho fatto parte parte attiva per molti anni, in un posto però del mondo dove essere un giornalista non è appartenere a una casta ma essere un professionista serio che deve seguire la deontologia professionale eccetera eccetera.

    Ecco mi sono incartata e mi sono fregata, sono arrivata alla fine di questi miei 3 minuti e non ho parlato assolutamente di niente.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 6 Avantieri e dopodomani
    Lo sanno tutti che le parole esistenti in una lingua condizionano il modo di pensare di chi le parla. E se fosse invece il contrario? Cerco di spiegarmi meglio in 3 minuti grezzi, senza copione e senza editing. Continua il mio esperimento nel tentativo di uscire dalla prigione dell'editing.

    TRASCRIZIONE
    Avete presente 'avantieri' e 'dopodomani'? Ci sono certe lingue che non hanno queste parole, ad esempio in inglese se voglio dire 'avantieri' devo dire 'il giorno prima di ieri', devo usare diverse parole allo stesso modo se voglio dire 'dopodomani' devo dire 'the day after tomorrow'. Però diciamo che più in generale in inglese si dice 'in two days' o 'two days ago'. Ci sono certe lingue invece che oltre ad avere, così come abbiamo noi in italiano, i termini 'dopodomani' e 'avantieri' ne hanno anche degli altri, molto interessanti.

    Ecco, il giapponese ha non solo 'avantieri' e 'dopodomani' ma ha anche i corrispettivi per indicare lo stesso lasso di tempo però riferito alla settimana, quindi in giapponese c'è una parola, un termine che significa 'la settimana scorsa' e ce n'è un altro che significa 'la settimana prossima'. Non solo, ma c'è anche un termine che significa 'il mese scorso' quindi un'unica parola che significa il mese scorso, e un'unica parola che significa 'il mese prossimo' e - surprise! - ce n'è anche uno in giapponese che significa che vuol dire 'l'anno scorso' e 'l'anno prossimo'. Perché vi sto dicendo queste cose? Perché le trovo assolutamente affascinanti e mi chiedo anche che impatto abbiano, che impatto abbia l'esistenza di questi termini nella lingua, quando le persone crescono, quando da bambini si impara la lingua, perché insieme alla lingua si imparano anche i concetti.

    Me lo sono chiesta perché mi rendo conto che aveva ragione Goethe quando diceva noi siamo tante persone quante lingue parliamo. Io lo prendo proprio alla lettera. Io mi rendo conto, quando ascolto la mia voce, che la mia voce è completamente diversa se parlo in italiano, se parlo in inglese o se parlo in tedesco, che sono le tre lingue che parlo, diciamo, bene. E questo anche se dico esattamente le stesse cose. Se traduco una cosa e la leggo prima in una lingua e poi nell'altra, cambia proprio il mio tono di voce, il ritmo del suono, eccetera. E quindi mi sono chiesta che impatto avrà il fatto che i giapponesi abbiano avuto la necessità di creare delle parole specifiche, quindi parole pronte da usare per non perder tempo a dire tante cose, volevano un termine unico che indicasse questi concetti.

    Poi però mi sono resa conto che forse è esattamente il contrario: non è il fatto che questi termini esistano a dare un certo modo di pensare ai giapponesi, ma è proprio perché i giapponesi pensano in quel modo che hanno avuto bisogno di creare, di coniare questi termini così precisi. Vabbè, sono arrivata a 3 minuti.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 5 Ancora UK
    Finisco di spiegare la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Questa volta senza interruzioni, senza rivoluzioni e sempre senza filtri e senza editing.

    TRASCRIZIONE
    Sono sempre Cristina. Oggi cerco di portare a termine quello che mi sono proposta due giorni fa, cioè dirvi la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Sì, ieri avrei dovuto proseguire il discorso, solo che causa di forza maggiore non ce l'ho fatta.

    Allora, ho già iniziato a spiegare che il Regno Unito, United Kingdom, abbreviato UK, anche sulle targhe delle auto, è l'intera isola della Gran Bretagna. Spoiler: più parte dell'isola d'Irlanda, la parte nord, e il nome ufficiale del Regno Unito "United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland" ed è l'unione di quattro Paesi con capitale Londra.

    La Gran Bretagna, invece, Great Britain, non è uno stato politico, ma è una denominazione geografica. È un'isola che è formata da tre stati più o meno autonomi, alcuni vorrebbero pure essere indipendenti: l'Inghilterra, il Galles è la Scozia.

    Quindi il Regno Unito è Gran Bretagna, più la parte nord dell'Irlanda, mentre la Gran Bretagna da sola è solo l'isolotto, l'isolone.

    L'Inghilterra invece, England, è uno dei quattro stati del Regno Unito, nonché una delle tre nazioni che forma quella cosa geografica che è appunto la Gran Bretagna ed è lo Stato anche, diciamo politicamente più forte, perché è in Inghilterra che risiede la regina e a Londra c'è la capitale dell'Unione di questi quattro Paesi, Londra, quindi quando la gente dice 'Inghilterra' magari pensa di starsi riferendo al Regno Unito, ma sono due cose separate.

    Inoltre l'Irlanda non esiste come nazione politica, non esiste l'Irlanda, abbiamo la parte nord dell'Irlanda che appartiene alla Regno Unito, il resto dell'Irlanda è la Repubblica d'Irlanda. E se dite a uno dell'Irlanda del Nord che è irlandese, cioè dice no, io sono del Regno Unito, quindi diciamo che c'è un po' di confusione politica, ma anche perché sono degli Stati come quasi tutti gli Stati europei che hanno una lunga storia di battaglie alle spalle, di lotte per l'indipendenza, non ultima la Scozia che ricordiamo ha fatto il, ha avuto la sfiga di fare quel dannato referendum troppo, troppo vicino in modo troppo ravvicinato al Brexit, loro ancora non lo sapevano che ci sarebbe stato il Brexit.

    Mi rimangono 7 secondi per salutarvi e va bene, ci sentiamo domani con i miei 3 minuti grezzi.
    3 min
  • 3' grezzi Ep. 4 Brodo primordiale (take 2)
    Take 2 - perché why not?
    [Take 1: Non è di questo che avrei voluto parlare oggi, ma dopo aver passato la notte a guardare incredula quello che succedeva negli Stati Uniti ho registrato questo, stamattina prestissimo, dal cellulare, ancora prima di alzarmi, da sotto le coperte, uncut & unedited.]

    TRASCRIZIONE
    Sono qui che commetto un falso temporale, forse anche un falso ideologico, perché oggi, 7 dicembre, sto registrando nuovamente la puntata registrata da me in diretta sotto le coperte, con una voce cavernosa il sette gennaio 2021. Erano appena successi i fatti negli Stati Uniti, la rivolta... Cosa erano? Boh. Gente vestita da Unno, vestita da non si sa bene cosa e hanno cercato di... Le vicende che si svolgevano in quei giorni mi avevano colpito tantissimo, ero veramente rimasta alzata tutta la notte a seguirle in diretta. Ascoltate oggi però suona tutto molto datato,e durante questo anno, quasi, che ho concluso di 3 minuti grezzi invece ho sempre cercato di parlare in modo generico, quindi magari non di fatti che accadevano nei giorni in cui parlavo o comunque, anche quando parlavo di fatti concreti, di riportare tutto un po' ai massimi sistemi perché non volevo che questo podcast fosse troppo datato. Quindi mi sono riascoltata l'episodio del 7 gennaio, riascoltato però ce l'avevo sempre in mente ci ripensavo sempre, mamma mia avevo una voce cavernosa, terribile. Quindi ho pensato di fare un falso storico, un po' come quando in Russia si cancellavano via via le immagini delle persone che si stavano opponendo al partito, dalle fotografie. E io sto facendo infatti un falso storico, perché quello che ascoltate in questo momento non è l'episodio che registrai il sette di gennaio, ma è un episodio che ho registrato undici mesi dopo il 7 dicembre. È un caso che oggi sia il sette come il sette quando l'ho registrato la prima volta. Perché? Perché mi sono imposta delle regole molto ferree per questi 3 minuti grezzi, che di solito rispetto, nel senso che non faccio nessun tipo di editing, però in questo caso non sto facendo editing, e lo sentite dal rumore della sedia che mi muovo, dalle titubanze mie, dai vari ehmm e ahmm, quindi veramente editing non ho fatto, però ho riscritto completamente l'episodio perché non mi sentivo più rappresentata da quello del 7 gennaio, anche perché per fortuna poi i timori non si sono avverati. Io facevo anche un parallelo. Ah, s come avevamo sentivamo le notizie lontane dalla Cina del virus e poi invece ce l'abbiamo avuto a casa, anche questa cosa qua... Insomma la guerra non c'è stata, l'anno si sta concludendo - so far show good - vediamo un po'. Eh sì, visto che sono io che faccio 'sto podcast, mi son detta ma infatti no, guarda che non te lo impedisce nessuno di registrare di nuovo, se tu mai volessi farlo. E l'ho fatto.
    4 min
  • 3' grezzi Ep. 3 UK (per ora)
    Volevo parlare della differenza tra UK, Regno Unito e Inghilterra ma poi mi sono incartata tra Food Wars e job applications. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono che mi allontano e mi avvicino e faccio un sacco di "hemm...". Volutamente così, per provare l'ebbrezza del non-me-ne-frega-dell'editing.

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]:
    Terza puntata di 3 minuti il 6 gennaio. Parliamo del Regno Unito, anzi della Gran Bretagna, anzi dell'Inghilterra. Sì, sono tre cose che, tre termini che in italiano vengono spesso confusi, vengono mischiati. Questo un po' mi dà fastidio perché è una imprecisione. Queste cose sono, non me lo ricordo, ma sono sicura che ce le hanno insegnanti a scuola, e ve ne parlo perché ieri una mia amica, Manu, Manusca, Manuela, verso le sei di pomeriggio, quindi in prima serata, mi ha mandato un messaggio dicendo "Ah! Cristina! C'è questa cosa qua un lavoro che devi assolutamente fare". La domanda, un online tutor per creative digital storytelling link in un'università a Fama, England United Kingdom. Ora apro parentesi: non sto cercando lavoro, non di questo tipo, però effettivamente quando ho letto la job description era abbastanza interessante per cui mi son messa, ho mollato la preparazione della cena - tra l'altro ieri avevo in mente di preparare un piatto che ho trovato, ho cercato dopo averlo visto preparare nella serie anime che seguo Food Wars: una cosa complicatissima non solo non è riuscita a trovare il dragoncello, vabbè un'altra ve lo racconto un altro momento quando finalmente riuscivo a farlo. Quindi ho mollato tutto mi sono messa a fare questa application, application che di solito quando le facevo quando abitavo in Australia impiegavo settimane a preparare una application fatta bene perché c'è tutto un mondo in cui bisogna scriverla bla bla bla. Invece questa l'ho presa boom! Giusto per mandarla perché mi sembrava una cosa, una cosa divertente, però è fatta coi piedi proprio malissimo. Infatti non l'ho nemmeno riletta perché mi vergognerei di come l'ho fatta e mentre preparavo una delle domande che mi si faceva era se avessi il permesso per lavorare appunto presso l'Università del Regno Unito. Sinceramente non lo so perchè dopo Brexit è un po come l'orario delle zone rosse gialle boh lo so se posso lavorare, io ho due cittadinanze una italiana e una australiana, forse potrei lavorarci con quella australiana, boh, magari anche con quella italiana, però diciamo non è importante, poi si tratta comunque di un lavoro on line, on line tutor, e questo è l'unico motivo per cui ho comunque fatto la domanda perché voglia di andarmene dalla Sardegna zero. Oddio sono arrivata quasi già a tre minuti e devo sbrigarsi. Allora sì volevo dire la differenza tra Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra. Allora il Regno Unito è l'intera isola della Gran Bretagna e la parte nord dell'Irlanda. Vabbè ormai non ce la faccio più a dirvelo ve lo dico alla prossima.

    TRANSLATION
    Third episode of this podcast on January 6th. Let's talk about the United Kingdom, or rather about Great Britain, or rather about England. Yes, there are three things that, three terms that are often confused in Italian, are mixed up. This annoys me a little because it is an inaccuracy. These things are, I don't remember, but I'm sure teachers at school have taught us, and I'm telling you about them because yesterday a friend of mine, Manu, Manusca, Manuela, around six in the afternoon, therefore in the early evening, sent me a message saying "Ah! Cristina! There's this thing here a job you absolutely have to apply for". The application, online tutor for creative digital storytelling, links to a university in Fama, England, United Kingdom.

    Now I open parentheses: I'm not looking for a job, not of this type, but actually when I read the job description it was quite interesting so I started, I gave up preparing dinner - among other things, yesterday I had in mind to prepare a dish that I found, I looked for after seeing it prepared in the anime series that I follow Food Wars: not only was a very complicated dish, I couldn't find tarragon, oh well, I'll tell you another moment when I 'll finally managed to cook it.

    So I gave up everything and started writing this application, an application that usually, when I wrote applications when I lived in Australia, it took me weeks to prepare a well-done application, because there's a whole world where you have to write it bla bla bla.

    Instead I got this boom! Just to send it because it seemed like something to me, a funny thing, but it's written really badly. In fact, I haven't even read it again because I'd be ashamed of how I did it and while I was preparing one of the questions I was asked was whether I had permission to work precisely at the University of the United Kingdom.

    I honestly don't know because after Brexit it's a bit like the time of the yellow and red zones (during covid) idk if I can work, I have two citizenships, one Italian and one Australian, maybe I could work there with the Australian one, boh, maybe even with the Italian one, but let's say it's not important, then it's still an online job, online tutor, and this is the only reason why I asked the question anyway because I do not want to leave Sardinia. Oh God it's almost three minutes already and I have to hurry.

    So yeah I meant the difference between UK, Great Britain and England. So, the United Kingdom is the entire island of Great Britain and the northern part of Ireland. Oh well, I can't tell you anymore, I'll tell you next time.

    4 min
  • 3' grezzi Ep. 2 Podcast per dormire
    La notte ho problemi ad addormentarmi. Sempre avuti. Adesso ascolto podcast. Tre minuti uncut, unedited, materiale grezzissimo che nemmeno il microfono, infatti sembra che stia parlando da dentro un barattolo. Volutamente così, per uscire dalla gabbia del perfezionismo.

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]
    Prima non riuscivo ad addormentarmi se non leggevo doveva sempre avere un libro vicino. Adesso il libro non mi basta più. Da un bel po' di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Bugia. Diciamo che da un sacco di tempo che non riesco ad addormentarmi se non ascolto qualcosa. Prima però prima che esistessero i podcast avevo una minuscola radiolina AM/FM minuscola grande quanto un accendino la usavo la notte per ascoltare i programmi di Radio National quando abitavo in Australia, e cercavo sempre dei programmi dove ci fosse un sacco di parlato, però non troppo interessante. Durante la notte Radio National in quel periodo mandavano un sacco di programmi che venivano mandati in onda durante la giornata e che quindi probabilmente avevo già ascoltato, perché avevo la radio sempre accesa. Ora che ci sono i podcast invece ascolto podcast. E la scelta non è semplicissima, perché le caratteristiche di un podcast per addormentarmi... so che esistono podcast fatti apposta per fare addormentare la gente, di quelli che ti fanno calmare, il rumore del mare eccetera eccetera, ecco quelli mi fanno incazzare, non mi piacciono per niente, mi fanno innervosire, un po' quando provavo a fare il training autogeno e tutti mi dicevano "Prova a fare il training autogeno" e dopo il secondo respiro mi arrabbiano tantissimo e smettevò, quindi non penso che faccia per me. Sì, non mi vanno i podcast fatti per dormire dev'essere un podcast non completamente stupido, senza musica parlato molto parlato. Però non dev'essere troppo interessante perché, naturalmente, se ascolto di notte uno dei miei podcast interessanti che ascolto sempre, non mi addormento ma sto ad ascoltarlo. Ogni tanto mi scappa qualche racconto, c'è un podcast che ascolto dove si parla, dove si leggono dei racconti, quelli del New York Times, e poi naturalmente mi addormentato dopo dieci minuti per cui mi perdo il racconto, non so quanto ancora mi ho ascoltato eccetera eccetera. Allora ho scoperto che il podcast ideale per addormentarmi è una comedi fiction perché di solito le comedy fiction sono purtroppo brutte e quindi non sono abbastanza interessanti da farmi rimanere sveglia, su questo magari poi ci faccio altro altri tre minutini grezzi. Quindi l'ideale è una comedi fiction a puntate che io faccio partire e poi va avanti puntata dopo puntata io mi ascolto poi verso le due, le tre del mattino mi sveglio e vedo che sono arrivata alla puntata numero 15, spengo mi tolgo le cuffie dall'orecchio, allontano il telefono dal cuscino mi metto a dormire. Ecco questo è quello che faccio.

    TRANSLATION
    I used to be unable to fall asleep if I didn't read, I always had to have a book nearby. Now the book is no longer enough for me. It's been a long time since I've been able to fall asleep if I don't listen to something. Lie. Let's say that I haven't been able to fall asleep if I don't listen to something for a long time. But before podcasts I had a tiny AM/FM radio the size of a cigarette lighter I used it at night to listen to Radio National programs when I lived in Australia, and I was always looking for programs where there was a lot of talk, but not too engaging.

    During the night Radio National use to rerun a lot of programs sent on the air during the day, and so I'd probably already listened to them, because I had the radio on all the time. Now that there are podcasts, I listen to podcasts instead. And the choice isn't very simple, because the characteristics of a podcast to fall asleep... I know that there are podcasts made specifically to put people to sleep, the ones that make you calm down, the sound of the sea and so on, these are the ones that piss me off, I don't like them at all, they make me nervous, a bit like when I tried to do autogenic training and everyone said "Try to do autogenic training" and after the second breath it made me very angry and I stopped, so I don't think it's for me.

    Yes, I don't like podcasts made to sleep, it must be a podcast not completely stupid, without music, with lots of talk. But it doesn't have to be too interesting because, of course, if at night I listen to one of my interesting podcasts that I listen to all the time, I don't fall asleep but I listen to it.

    Every now and then I miss a story, there is a podcast that I listen to where people talk, where stories are read, those from the New York Times, and then of course I fell asleep after ten minutes so I miss the story, I don't know how much longer I I listened etc etc. So I discovered that the ideal podcast to fall asleep is a comedy fiction because usually comedy fiction are unfortunately bad and therefore they are not interesting enough to keep me awake, maybe then I'll do another podcast minutes on this.

    So the ideal is a serial fiction comedy that I start and then it goes on episode after episode I listen by myself then around two, three in the morning I wake up and see that I've reached episode number 15, I turn off I take off my headphones, I take the phone away from the pillow and I go to sleep. Here this is what I do.

    4 min
  • 3' grezzi Ep.1 Inizio
    Registro 3 minuti al giorno per liberarmi dalla gabbia del mio perfezionismo. Senza alcuna velleità di trovare un pubblico. Finché ne ho voglia e ho qualcosa da dire.

    TRASCRIZIONE [ENG translation below]
    Mi chiamo Cristina e questo è l'esperimento che sto facendo perché ho un problema. Lo so che non ve ne frega niente. E infatti queste cose le sto dicendo più per me che per voi e poi che ascoltate. Mmm peggio per voi. Il mio problema è questo che faccio podcast da un po' di tempo, da diversi anni, però riesco a farli solo super-curati. Quindi mi faccio venire l'idea, scrivo un testo, lo registro, lo puliscono, ci metto i suoni, le musiche faccio l'editing eccetera. Questo mi comporta l'essere molto lenta. Vado molto a rilento per cui non riesco ad esempio a fare un podcast giornaliero perché quando ci ho provato per circa un paio di settimane all'inizio della pandemia per Radio Antidoto (questa cosa fighissima di cui magari poi un giorno vi parlerò, anzi sicuramente ve ne parlerò), quando ho provato a fare un podcast di un'ora tutti i giorni, praticamente per tutta la giornata non facevo altro, tutta la mia giornata era impegnata nella preparazione di quella un'ora di messa in onda, e c'avevo pure le canzoni, è chiaro che scegliere le canzoni richiede meno tempo rispetto alla scrittura di un testo, però anche la stessa ricerca delle canzoni mi impiegava un sacco di tempo, quindi son riuscita a farlo per un paio di settimane poi ho lasciato perdere perché ho messo veramente tutta la mia vita on hold perché facevo quello che non facevo nient'altro.

    Quindi perché sto facendo questa registrazione che sarà esattamente di cinque minuti? (vabbè è la prima che faccio se poi vedo che è troppo lunga la facciamo di tre minuti, anzi sicuramente la cambiano di tre minuti) Perchè voglio mettermi alla prova. Per vedere se riesco a uscire dalla gabbia dell'editing, della postproduzione, voglio - come si dice in inglese push, exit my comfort zone, perché fare le cose con calma con la sceneggiatura, la lettura, rilettura, registro, ri-registro eccetera eccetera è il modo mio naturale di fare le cose. Però, ripeto, questo mi comporta il fatto che faccio qualcosa ogni morte di papa perché devo farla... devo trovare un momento in cui ho il tempo per editarlo. Ecco, dicevo che questi tre minuti - ormai ho deciso che saranno tre, non saranno più cinque - tre minuti di mio parlato, voglio costringerci ogni giorno a parlare per tre minuti senza editing completamente uncut e continuerò a farlo finché avrò qualcosa da dire o finché non mi stancherò prima. Ecco esattamente tre minuti adesso.

    TRANSLATION
    My name is Cristina and this is the experiment I'm doing because I have a problem. I know you don't give a damn. And in fact I'm saying these things more for myself than for you listeners. Mmm too bad for you. My problem is that I've been doing podcasts for some time, for several years, but I can only get them super-curated. So I usually come up with the idea, I write a script, I record it, then polish it, I put sounds, I edit music and so on. This causes me to be very slow. I'm very slow so I can't do a daily podcast because when I tried for about a couple of weeks at the beginning of the pandemic for Radio Antidote (this super cool thing that maybe one day I'll tell you about, actually I'll definitely tell you I'll talk about it), when I tried to do an hour-long podcast every day, practically all day I did nothing else, my whole day was busy preparing for that one hour broadcast, and I had even the songs, it is clear that choosing the songs takes less time than writing a text, but even the search for the songs itself took me a lot of time, so I managed to do it for a couple of weeks then I gave up because I had really put my whole life on hold because I was doing what I was doing and nothing else. So why am I making this recording which is going to be exactly five minutes long? (oh well it's my first episode, I'll see if it's too long , I'll make it three minutes, actually I'll definitely change it to three minutes) because I want to test myself. To see if I can get out of the cage of editing, of post-production, I want - as they say in English - push myself, exit my comfort zone, because taking things slowly with the script, reading, re-reading, recording, re-recording etc. etc. is my natural way of doing things. But, I repeat, this means that I do something every pope's death (= rarely) because I have to do it... I have to find a moment when I have the time to edit it. Well, I was saying that these three minutes - I've now decided that they will be three, they won't be five anymore - three minutes of me speaking, I want to force myself to talk for three minutes every day without editing and fully uncut ,and I will continue to do so as long as I have something to say or until I won't get tired. That's exactly three minutes now.

    4 min

About 3' Grezzi di M. Cristina Marras

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L'ironia distillata in queste pillole quotidiane conforta e concede una pausa. Tre minuti nell'imprevedibile.