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Un’analisi del New York Times vede un punto comune in molte delle crisi degli ultimi tempi: dall’Ucraina all’Iran, dal riscaldamento globale alla crisi dei migranti di Ceuta, l’Europa è al centro delle conseguenze geopolitiche, di sicurezza ed economiche, ma sempre più ai margini delle decisioni. In una parola, è sempre più irrilevante. Ma gli strumenti per reagire ci sono, sottolineano i paper di Carnegie Europe e dello European Council of Foreign Relations. E passano, tra le altre cose, per il federalismo pragmatico invocato dall’ex presidente della Banca centrale Europea Mario Draghi.
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Segni particolari? Bellissimo. Attore, cantante, modello, influencer e persino pittore. Michele Morrone, come attore, si dà un otto ma sulle proprie ambizioni non è mai sceso a compromessi: “Per me non esisteva che io non arrivassi a Hollywood”. E Hollywood, in effetti, l’ha conquistata. A ‘Belve’ aveva ammesso senza mezzi termini: “Io non mi sono mai immaginato nel circoletto italiano”. Una frase che racconta bene chi è oggi. Divisivo, sicuro di sé, per qualcuno fin troppo, ma con un successo difficile da contestare, grazie alla serie Netflix ‘365 giorni’.
Estratti audio: VIDEO raiplay.it – Le interviste di Francesca Fagnani – Belve – Michele Morrone.
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Donald Trump torna a sostenere che la Groenlandia finirà sotto il controllo americano. Ma pochi mesi fa, mentre Washington non escludeva un intervento militare, Danimarca e alleati europei mandarono sull’isola piccoli contingenti di soldati. Sembravano una risposta simbolica e perfino ridicola. In realtà trasformarono un’eventuale occupazione indolore in un attacco diretto contro diversi Paesi della Nato.
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Un tempo l’Ucraina aveva 18 porti. Oggi sono tre gli scali del Mar Nero ancora operativi. Porti che, nel pieno della stagione del raccolto, sono cruciali per le spedizioni del grano destinato all’esportazione. Grano che invece resta bloccato nei silos. Ed è proprio così che Mosca, con la sua nuova strategia di attacco a infrastrutture portuali e imbarcazioni, costringe l’Ucraina a un’altra guerra del grano.
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Madrid reclama Gibilterra ma rifiuta di discutere la sovranità delle due città sulla costa marocchina (e ci sono altri territori contestati). Una contraddizione solo apparente, dietro la quale si intrecciano storia, diritto internazionale, volontà degli abitanti e controllo dei flussi migratori.
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E’ stato un pesante attacco quello che nella notte la Russia ha sferrato contro Kiev e alcuni sobborghi, numerosi missili balistici sono esplosi causando 17 morti e almeno 44 feriti. Un attacco che ha fatto tornare il presidente Zelensky a chiedere ancora ai paesi partner “sistemi di intercettazione missilistica” che – ha affermato – “avrebbero potuto salvare la vita di coloro che questa notte sono stati uccisi”.E proprio in tema di intercettori, secondo fonti raccolte dal Financial Times, nell’incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump avrebbe respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot. Dunque decade anche la possibilità di una strada ancora aperta che Trump aveva dato a intendere. Il presidente americano avrebbe motivato la sua decisione affermando che tali sistemi sono necessari alla difesa Usa in Medio Oriente e nel Golfo Persico nella guerra con l’Iran.Dalla Russia, arriva invece l’annuncio di Vladimir Putin, di accorpare tutti i servizi di logistica del ministero della Difesa sotto un’unica autorità, istituendo una nuova unità preposta alla difesa delle retroguardie per contrastare la campagna di attacchi ucraini su obbiettivi in territorio russo.In Germania, all’aeroporto di Lipsia è stato rinvenuto accanto a un aereo da trasporto ucraino un drone collegato a un detonatore. Solo perché difettoso – hanno riferito le autorità tedesche – non si è verificata nessuna esplosione.
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Le notizie di oggi sul conflitto russo-ucraino parlano di un raid con droni alla periferia di Mosca che ha causato cinque morti e sei feriti, di un nuovo attacco a diversi centri logistici dell’Amazon russo Wildberries e di un raid aereo russo su Sumy, con un morto e diversi feriti, mentre si aggrava il bilancio delle vittime causate dai detriti di un drone caduto ieri su una spiaggia russa del Mar Nero: dopo la morte un altro bambino in ospedale, sono 8 le vittime e 58 i feriti.Da segnalare l’annuncio del ministro della Difesa lituano, che in un’intervista ha affermato che la Lituania produrrà sul suo territorio droni per l’Ucraina.Ucraina che “non aderirà mai” alla Nato, secondo il generale Valery Zaluzhny, l’ ex comandante militare delle forze di Kiev esaltato come ‘eroe di guerra’ in patria nelle prime fasi del conflitto con la Russia, poi silurato dal presidente Volodymyr Zelensky all’apice della popolarità, ‘esiliato’ a Londra come ambasciatore nel Regno Unito e ora accreditato quale potenziale pretendente futuro credibile alla presidenza. Frasi che oltre a voler smorzare le illusioni sembrano suonare come un messaggio politico. Infine, dalla Russia arrivano dati preoccupanti sulla crisi del carburante, con centinaia di distributori di benzina che hanno chiuso dall’inizio dell’anno ad oggi, chiusure in aumento del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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Quella appena trascorsa è stata un’altra domenica di attacchi e di morte nel conflitto tra Mosca e Kiev: il bilancio è di almeno dieci morti in Russia, di cui sette provocati dai frammenti di un drone ucraino caduti su una spiaggia, mentre gli attacchi russi contro l’Ucraina hanno fatto cinque vittime, come riferiscono le autorità dei due Paesi. Alla luce dell’offensiva russa, con quotidiani e massicci a bombardamenti e attacchi con droni, il presidente ucraino Zelensky ha rivolto un nuovo appello urgente agli altri Paesi affinché inviino ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense, gli unici intercettori in grado di fermare i missili balistici. Ma da alcuni media trapela un’indiscrezione sull’incontro della scorsa settimana alla Casa Bianca fra Trump e Zelensky. Il presidente ucraino avrebbe chiesto un favore al suo omologo statunitense: chiamare Elon Musk e intercedere per lui. Tema? Starlink, come immaginabile. Sul fronte politico-governativo, Zelensky ha nominato l’attuale segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov, alla guida del Servizio d’intelligence estera. Mentre l’oppositore di Putin, Boris Nadezhdin, già inserito da Mosca nel registro degli ‘agenti stranieri’ e fermato dalla polizia a metà luglio, ha lasciato la Russia per la Francia, come ha fatto sapere lui stesso postando un video da Parigi.
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Tecnicamente, va considerata una crisi migratoria. Lo spostamento simultaneo di oltre 50mila persone attraverso un confine altamente presidiato, quello tra Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta, nella sua fotografia istantanea richiama alla mente i grandi sbarchi del passato, come quello della nave Vlora carica di 20mila albanesi approdata nel porto di Bari 35 anni fa, l’8 agosto 1991. Ma quello che è successo tra giovedì e venerdì scorso a Ceuta è qualcosa di molto più complesso di un’ondata di migranti. Ci sono una serie di domande aperte, e di contraddizioni evidenti, che tratteggiano uno scenario da guerra ibrida. Ci sono dei mandanti, e chi sono? Come è stato possibile non prevedere nulla e farsi trovare così impreparati? Quanto pesano i rapporti diretti tra Spagna e Marocco e quanto le diverse combinazioni possibili di interessi (Russi? Americani? Di una coalizione larga contro la Spagna di Pedro Sanchez?)? I punti interrogativi si sommano, non a caso, in un complesso intreccio di fattori politici e geopolitici, che hanno premesse e conseguenze che affondano nell’economia e nella demografia.
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Mentre il bilancio dell’ultimo attacco russo sull’Ucraina, sale a 9 vittime civili e 48 feriti e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky e diffonde la foto di un’intera famiglia che sarebbe stata uccisa da un missile nella regione di Dnipro, continua lo scambio di accuse sulla ‘paternità’ del missile che, violando lo spazio aereo polacco, è caduto in una zona rurale nei pressi di Lublino. Da Mosca arriva invece la notizia, diffusa da alcuni media locali, dell’arresto del re della maionese, il miliardario russo Valery Kustov e diversi dirigenti del suo gruppo Efko sospettati di una frode su larga scala riguardante la produzione di droni. La Francia ha invece espulso e congelato per sei mesi i suoi beni, la giornalista e opinionista russa pro Putin, Xenia Fedorova, con l’accusa di veicolare sui media francesi la propaganda del Cremlino. Immediata la risposta di Fedorova: “I miei legali presenteranno ricorso”. Intanto Kiev scende di nuovo in piazza, con una marcia che torna a chiedere il reintegro del ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, silurato dopo appena sei mesi, e mira ad aprire una trattativa con Zelenskyj, affinchè gli conceda altri sei mesi per poi verificare il suo operato come ministro nell’arco dell’intero anno. Infine, non ultimo, da registrare una sorta di dietrofront del presidente americano Donald Trump, che dopo aver incontrato Zelensky alla Casa Bianca, e aver sottovoce accennato a una promessa sulle licenze dei Patriot, oggi torna sul tema e afferma di non aver ancora deciso se consentire all’Ucraina di produrre missili intercettori terra-aria Patriot.
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