“Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è finita, si dice.” Il celebre adagio viene completamente ribaltato da Veronica Raimo. L’autrice romana, con il suo "Niente di vero", pubblicato da Einaudi, tratteggia, con piglio divertito e mai lamentoso, una memoir di formazione sentimentale e alla vita. La mamma Francesca con le sue emicranie e ansie di abbandono, il papà, ossessionato dai batteri, intento a cospargere alcool sui figli e il fratello, Christian, scrittore anche lui impegnato in politica, sono i protagonisti della quotidianità di Smilzi, Oca e Verika. Veronica Raimo ha conosciuto diversi appellativi e ha conosciuto diverse vite perché Niente di vero, fin dal titolo, si posizione su quel fertilissimo confine tra realtà, memoria e ricordi. Uno dei terreni più congeniali per chi ha fatto della scrittura il proprio mestiere. Le pagine corrono veloci e ci si diverte, parecchio, leggendo degli amici immaginari che spuntano dalle righe dei libri preferiti, della noia densa di un’infanzia trascorsa chiusi in un appartamento, dei tentativi di fuga e delle prime relazioni amorose. Alcuni critici hanno menzionato "Lessico famigliare" della Ginzburg. Può essere, anche se la contemporaneità del tono e l’asciuttezza della scrittura rimandano a molte scrittrici irlandesi che raccontano le loro derive private senza vittimismo.
Anche "La vita in ordine alfabetico" di Ugo Cornia, non conosce piagnistei e cataloga con brio la vita dello scrittore passando dai famigliari stralunati, agli insetti che si nascondono nei pensili della cucina, dagli animali, epifanie di una natura di cui abbiamo perso le tracce, al Covid che ci ha costretti a fare i conti con una scansione diversa della giornata. È una festa passare da una voce all’altra. In ordine sparso, si entra nei piccoli accadimenti del quotidiano e forse la vita si nasconde proprio lì. La scrittura di Cornia, sempre felice e improntata all’oralità, nasconde dunque verità universali e ci porta, come le righe della Raimo, ad un’immedesimazione che scalda il cuore. E a proposito di calore arriva Giorgio Gizzi, avvocato e giornalista prestato alla professione del libraio, cercatore di libri perduti. Luca Pascoletti, bravo e appassionato libraio del LAC Book Shop, mi ha consigliato, Gli introvabili. Alla ricerca di libri perduti. Tutti quei titoli usciti di catalogo, pagine meritevoli di una nuova pubblicazione perché scritte bene e da autori importanti. Gli introvabili è un regalo per tutti i lettori perché nel descrivere un titolo non più recuperabile nelle librerie, Gizzi percorre la strada che lo ha portato da imbattersi in quel libro, una strada lastricata di altre curiose e stimolanti letture.