Alla ricerca dell'uomo perduto

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Alla ricerca dell'uomo perduto episodes

  • ANNO 3 - PUNTATA N. 41 – Spade
    Crediti: I brani musicali "Apekema II" e "Apekema III" sono di Roberto Caravella.E siamo giunti alla descrizione del quarto seme dell’Arcano XXI dei Tarocchi marsigliesi, il quarto fondamentale che si trova rappresentato nell’angolo in alto a destra della carta del Mondo: spade. Completiamo quindi l’esplorazione del cielo, la metà superiore della carta che simboleggia la parte alta della vita. Siamo arrivati al fondamentale più volatile e difficile da comprendere. Come l’aria e le nuvole, quello che è immateriale tende a salire verso l’alto, come il vaporeche va ad unirsi alle nubi, appunto. Come raccontavo nella puntata dedicata alle coppe, noi esseri umani, nati dalla terra e sulla terra, non siamo fatti per sollevarci da essa. La gravità terrestre ci tiene incollati alla superficie del nostro mondo materiale. Esistono solo due mezzi per sollevarsi come inassenza di peso per mezzo delle nostre capacità impalpabili, immateriali: il nostro intelletto e la nostra spiritualità.
    17 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N.40 - Intervista a Giorgio PERONA
    Quarta intervista della serie: oggi è con noi Giorgio Perona, mio compagno di scena nel Calapranzi di H.Pinter, ma soprattutto profondo conoscitore della letteratura, del teatro ed in generale della vita. Anche Giorgio, come tutti i suoi predecessori in questo appuntamento, va ad aggiungere profonde riflessioni e un punto di vista che non può che arricchire tutti noi.
    1 hr 8 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 39 – Coppe
    Crediti musicali: Il brano "Praeludium quaerendo Ylarios invenietis" è di Roberto Caravella.Continuiamo la nostraesplorazione dell’Arcano XXI dei Tarocchi marsigliesi, il Mondo. Nelle due puntate precedenti abbiamo riflettuto su due dei quattro fondamentali di questa lettura allegorica della vita, che questo antico mazzo di carte ci racconta eci permette di esplorare e comprendere. Abbiamo analizzato molti significati dei due semi che stanno nella parte inferiore della carta, la metà che rappresenta la terra: denari e bastoni. Il nostro contatto fisico e anche metaforico con la terra rappresenta il contatto con la realtà, con la concretezza. Nella terra affondano le nostre radici e se ci paragonassimo adelle piante da li spuntiamo vedendo la luce e cresciamo, protendendoci verso il cielo, che nella carta del Mondo è identificabile con la metà superiore. Da sempre il contatto e il rapporto che c’è tra terra e cielo è narrato e analizzato da tutte le filosofie orientali e occidentali.  È una delle rappresentazioni più potenti della dualità che troviamo in tutti gli aspetti della nostra vita. Il cielo è l’alto, ciò che è impalpabile, volatile e per questo più misterioso in un certosenso. È il luogo dove molte civiltà e religioni collocano il divino.
    15 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 38 – Bastoni
    Crediti: Il brano "Verso Ocana" è di Roberto Caravella.Proseguiamo anche oggi sulla Via dei Tarocchi con la seconda puntata dedicata ai quattro semi che rappresentano i quattro pilastri fondamentali dell’esistenza di un essere umano. Come spiegavo nella puntata precedente, la sintesi di questi quattro valori è riassunta nell’ultima carta degli Arcani maggiori dei Tarocchi, quella che porta il numero XXI e che si chiama “il Mondo”. Noi stiamo descrivendo questi valori fondamentali seguendo lo schema disegnato su questa carta. In particolare il seme di bastoni è implicitamente posizionato nell’angolo inbasso a destra, nella metà inferiore della carta che simboleggia la terra, ovvero gli aspetti terreni della nostra vita. Dopo aver parlato dei Denari (che si trovano invece nell’angolo in basso a sinistra) oggi passiamo ai Bastoni. E’un simbolo facile da comprendere perché è il più naturale e intuibile dei quattro. Il bastone non è altro che il ramo di un albero, il quale che cresce dalla terra. E l’albero è uno dei simboli più comuni che rappresenta la naturao meglio ancora la sua forza generatrice. Dal un seme si sprigiona una pianta che esce dal terreno e si protende verso il cielo.
    18 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 37 – Denari
    Crediti: il brano musicale è "Sibylla Amalthea" di Roberto Caravella.Iniziamo questo mini-ciclo basato sulla Via dei Tarocchi. Come vi ho introdotto nella puntata precedente andremo ad approfondire in quattro puntate quelli che per me sono ifondamentali. Chiamateli “pilastri”, “valori, “dimensioni” della nostra esistenza di esseri umani.  Prima di iniziare voglio fare una importante premessa. Nel corso non solo dei secoli, madei millenni, noi esseri umani abbiamo cercato di dare un senso alla nostra esistenza. A differenza degli altri esseri viventi (e anche su questo avanzere i molti dubbi nell’esprimere la prossima frase, nella quale risiede una implicita superbia degli esseri umani) che vivono la propria esistenza senza chiedersene le ragioni, l’uomo ha sempre cercato di darsi delle spiegazioni. ...
    17 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 36 – I fondamentali
    Crediti: il brano musicale è "Preludio per Qanoon" di Roberto Caravella.Nella vita ci vuole un po’ di struttura. E per me che sono una persona che ama immaginarsi libera di improvvisare sembra quasi una contraddizione in termini. È vero che nel campodella creatività io mi muovo improvvisando, a braccio. Nella scrittura io funziono così: per esempio, non so esattamente come si svilupperà questa puntata. Parto da una idea molto abbozzata e la sviluppo mentre scrivo. Anche oggi non soesattamente come andrà. Ma so di cosa voglio scrivere. E questo è essenziale...
    16 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 35 – Il repulisti
    Settembre è tornato. La fine dell’estate, almeno sulla carta, si avvicina e siamo di nuovo in quel momento dell’anno che è un po’ una fine ma anche un nuovo inizio. Per tutti noi, in un modo o nell’altro ripartono le attività vere e proprie, il lavoro,lo studio per moltissimi, ma anche quelle parallele: i corsi, gli hobby, le attività di volontariato. Per noi teatranti ripartono le prove a spron battuto e la mente corre già alla prima data in calendario… Sono contento di avere tagliato i corsi di ballo, un po’ perché quel ciclo è finito e un po’ anche perché ormai mi sto rassegnando di dovere lasciare del tempo al recuperopsicofisico, se non voglio schiattare prima del tempo… Ma per me settembre è anche un po’ il mese della pulizia, il “repulisti” come diciamo spesso qui in Piemonte.
    15 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 34 – Riparare
    Mio padre era un “trafficone”. Io lo definivo così; uno che trafficava con le mani, che era sempre lì che costruiva, aggiustava, riparava le cose. Io ero piccolo e loosservavo sempre lì intento ad inchiodare o avvitare qualcosa, a dipingere, decorare. Come tanti della sua generazione, non aveva ricevuto una vera e propria formazione tecnica. Era un artigiano. Era “stato a bottega”, come si diceva un tempo, di uno scultore del legno, a Busca nel Cunese. In provincia di Cuneo, nei dintorni di Saluzzo in particolare c’era una fiorente attività di scultori del legno e falegnami che producevano arredamenti, decorazioniarchitettoniche, infissi, tutto in legno massello di noce, finemente lavorato con i classici riccioli del barocco piemontese. Mio padre era uno di quelli scultori che producevano in serie decorazioni, statue lignee di putti, angeli, santi e tante, tante casse da morto. Andava molto fiero nel raccontare del suo lavoro per l’arte funeraria, che evidente lo faceva sentire particolarmente utile e soddisfatto.
    20 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 33 – Il Dono
    La vita è un via vai di persone, di fatti, di opportunità e di occasioni sprecate. Più ci ragiono e più faccio fatica a trovare elementi davvero originali in quello che vivo e che vedo intorno a me. E non lo dico con tristezza, anzi provo un certo sollievo al pensiero che nulla di quello che mi succede è davvero unico. Ecco, se posso elargire un consiglio non richiesto, quando vi sentite vittime della malasortepensate al fatto che non siete i primi e non sarete gli ultimi. “Magra consolazione” direte voi, sono d’accordo, ma quello che sempre di più, con il passare degli anni, mi da fastidio è quell’atteggiamento di vittimismo cheriscontro sempre. Molti reagiscono alla vita come se avessero l’esclusiva dei contrattempi e delle sfighe mondiali. E la stessa cosa si può dire per gli eventi positivi. A volte pensiamo di aver raggiunto la cima dell’Everest, quando invece abbiamo fatto bene, sì, ma nulla di eccezionale...
    15 min
  • ANNO 3 - PUNTATA N. 32 – Superficie o Leggerezza
    Per riflettere io ho bisogno di muovermi. Non necessariamente con il mio corpo, ma bene anche abordo di un mezzo di trasporto. Vi ho già raccontato che molte idee mi vengono a bordo della mia moto, mentre scorrazzo per le colline. Ma altrettante me ne vengonoquando cammino. Non lo so rifletto e anche apprendo meglio se sono in movimento. Quanti copioni ho studiato in treno o camminando. Secondo me ormai dalle mie parti mi hanno etichettato come il matto che cammina e legge a vocealta… Perché vi racconto questa cosa, l’altra sera, proprio mentre mi godevo il fresco di un bosco attraversandolo in moto alla mia solita velocità da mototurista, mi sono reso conto di quanto mi sento leggero in momenti comequello. È una delle situazioni che mi alleggerisce, non l’unica, ma una delle più facili da vivere e delle più potenti allo stesso tempo. E quando mi sento così nasce il desiderio di rimanerci in quella leggerezza. “Perché non posso sempre stare qui, a scorrere sulla vita, senza sentirne il peso, come se io stessofossi in volo tra questi alberi, sfiorando le loro cime, spingendomi a risalire i pendii della valle che sta di fronte a me?” Poi ieri sera mi è venuto un dubbio: sarebbe poi così bello vivere sempre in questo stato di leggerezza?
    15 min

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