Alla ricerca dell'uomo perduto

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Alla ricerca dell'uomo perduto episodes

  • ANNO 3 - PUNTATA N. 1 – Terra in vista
    Diamo inizio a questo nuovo anno con un po’ di novità e di informazioni! Questo che viene sarà il terzo e ultimo anno di questo viaggio, partiamo da questo. Io sono molto affascinato dal numero tre non tanto per questioni esoteriche ma perché mi dà un senso di compiutezza minimale. Poi è vero che il triangolo è un simbolo potentissimo che funge da base per altri simboli chiave di tutte le culture: maschile e femminile, le varie trinità religiose presenti in molte culture, il superamento della dualità maschio/femmina, bene e male, il collegamento tra terra e cielo e potremmo continuare per ore. Io la vivo piùsemplicemente: il mio inconscio, che è sicuramente sincronizzato con quello collettivo di cui parlava C.G. Jung, sente che il numero tre chiude un ciclo. E quando creo, mi rifaccio spesso a questo principio. E voglio iniziare questoterzo anno preannunciando la conclusione di questo percorso, perché ci tengo al fatto che anche voi ascoltatori diate alle prossime cinquantuno puntate il valore che meritano.
    12 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 53 – Quando il bambino era bambino
    Doveva essere per forza un extra l’ultima puntata dell’anno 2025. Non me l’aspettavo… L’ultimo mercoledì del 2025 cade nella prima settimana del 2026. Se non è un segno questo… Ma io ne sono felice, perché volevo regalarvi qualcosa di diverso, una puntata che non fosse tutta farina del mio sacco perché ammettiamolo, io non sono un grande poeta o un autore blasonato. E oggi vado ad attingere niente di meno che tra i premi Nobel. Ma non lo faccio per una questione d’immagine, non allarmatevi. Lo faccio perché ci sono opere che ti cambiano profondamente, che ti catapultano verso il tuo futuro “sé” e per me, una di queste è “il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders un film del 1987.
    13 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 52 – Caro Babbo Natale
    Caro Babbo Natale, ti scrivo dopo tanto tempo perché oggi è una vigilia speciale, una vigilia che posso condividere con le persone che durante gli ultimi due anni hanno dato creditoa questo lavoro, ascoltando ogni mercoledì la mia voce che vaga di pensiero in pensiero, apparentemente senza meta. Ti scrivo non per chiedere, ma per celebrare il mio 58° Natale pregandoti di mettere agli atti la mia gratitudine per quanto la vita mi ha donato fino ad ora. Ricordo che per molti anni, alla soglia della trentina se ricordo bene, questo periodo mi è stato indifferente. Non lo sentivo più il Natale. Lo vivevo esclusivamente come l’operazione commerciale che a tutti gli effetti è, senza sentirne la magia. Avevo seppellito il mio lato fanciullesco in profondità, dentro di me e mi ero completamente conformato allo stereotipo del maschio in carriera che “non ha tempo per queste cazzate”...
    12 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 51 – Perseveranza
    E siamo ormai in dirittura d’arrivo in questo secondo anno di viaggio, alla ricerca di questo uomo evoluto di cui io, ma penso tutti, abbiamo bisogno. Per essere una navigazione condotta a vista devo dire che sono sorpreso dello sviluppo che hanno avuto i molti temi che abbiamo toccato puntata dopo puntata. Proprio come da una vecchia barca, con il solo aiuto di una bussola e di alcune stelle che mi fanno da riferimento, è bello navigare e “approdare” ogni volta su nuove spiagge ed esplorare territori anche sconosciuti. Sono felice perché non ho ancora sentito fatica nel mantenere l’impegno che mi sono dato di uscire con una puntata ogni settimana, anzi, devo ammettere che questo appuntamento fisso con la scrittura prima a con la registrazione e la produzione di ogni puntata si è consolidato come uno spazio benefico tutto mio, che mi accompagna nei miei viaggi in treno e mi coccola nel mio studio, circondato dagli oggetti che amo, i tappeti di lana, il mappamondo, i modelli di aeroplani… Un po’ come Emilio Salgari, quando scrivo, viaggio senza alzarmi dalla mia sedia, vagando tra pensieri e ricordi, come se fossero dei luoghi esotici.
    13 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 50 – Il Tutto
    Sento caldo. È notte,sono all’aperto, ma io sento caldo. Gli alberi scorrono a destra e a sinistra, il bosco è fitto, i rami mi graffiano la pelle. Sono senza maglietta. Sto correndo. Mi muovo nel buio a zig zag per evitare gli alberi, a terra foglie, il terriccio del sottobosco, sassi. Il terreno è scivoloso con l’umidità della notte. Sento l’acqua del torrente che scorre da qualche parte nel buio. Le foglie frusciano sopra la mia testa, le attraverso con lo sguardo e vedo la luna piena che illumina la mia corsa. Odore di terra e funghi, nessun altro rumore tranne la mia corsa e quella di mio fratello e di mia sorella. Stanno correndo con me, defilati di lato, ma con la coda dell’occhio non ci perdiamo mai di vista. Nessuno parla, respiriamo, forte. Sembriamo tre lupi, un piccolo branco che corre senza meta, potrebbe essere una caccia, l’inseguimento di noi stessi, ognuno cerca di raggiungersi. Sono al mio inseguimento, sto correndo alle mie spalle e allo stesso momento sono di fronte a me in fuga da me stesso, forse mi sono espanso in un essere più ampio che si allunga spiritualmente lungo il sentiero. Forse sto delirando.
    14 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 49 – Maschere
    A prescindere da quanta esperienza tu abbia, nelle relazioni sembra non bastare mai. E mi sono ormai convinto che per quanto io faccia, non ne verrò mai fuori completamente. Lepersone sono complesse tutte e tutte sono uniche. E questo comporta una fatica tremenda. Le relazioni sono faticose, è inutile girarci intorno. Troppe variabili. Questo è il motivo per cui tutti, istintivamente, cerchiamo di semplificare, di ricondurre ogni evento, ogni discussione entro degli schemisemplificati che ci permettano di non sentirci smarriti di fronte al mistero dell’altro. Prendiamo le persone e come prima cosa le etichettiamo, in modo da aprire nel cassetto della memoria quello schema comportamentale che, ci hanno insegnato, è quello corretto da utilizzare con quel tipo di persona. Come in una partita discacchi, facciamo delle “aperture” standard, per illuderci di partire in controllo anche con uno sconosciuto...
    15 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 48 – Il nastro trasportatore
    Una delle grandi fortune che ho è che il mio lavoro mi offre continue opportunità di apprendimento. Dopo aver passato vent’anni in una azienda che dall’esterno appare come una delle eccellenze nazionali, ma che in realtà nella gestione e nella formazione del personale è l’equivalente di una bottega artigiana (e forse neanche di quella), la seconda fase della mia vita professionale è diventata un continuo percorso formativo, regolare, ben strutturato… Pensate che per fare quello che è stato il mio primo lavoro, negli Stati Uniti, i tecnici come me, fanno un corso intensivo di sei mesi in una base aerea, se mi ricordo bene la formazione prevede un centinaio di ore di volo su velivoli militari di vario genere… Noi italiani invece, no. Almeno quando ci lavoravo io questa azienda, intendiamoci. Io mi sono formato on-the-job, lo dicevano in inglese perché faceva più figo. ..
    14 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 47 – Non sei il mondo
    Io ho questo grande amore per il Caffè Rossini, qui a Torino. E’ il mio centro di gravità permanente urbano. Lo racconto sempre a tutti, ogni volta che li porto lì per la prima volta. E guarda caso, tutti, sempre, ne rimangono catturati. Ci tornano poi al Caffè Rossini, con o senza di me. Perché si beve e si mangia bene certo, ma soprattutto per l’ambiente. E’ tutto così autentico dietro al bancone di questo pub che davvero è il ritrovo, no aspetta; il porto sicuro per le anime alternative di Torino. In cosa consiste questa magia? Nel mix di umanità.
    15 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 46 – Il convinto
    Prendo spesso il treno, la mattina presto, insieme agli studenti. Non più tutti i giorni per fortuna: alla fine dopo trentacinque anni di lavoro un po’ di vantaggi a favore del mio benessere li ho guadagnati. Così, non vivendolo più come uno stress quotidiano, questo piccolo viaggio settimanale è diventato qualcosa di piacevole, una delle occasioni che ho per osservare ed entrare in contatto con il resto dell’umanità. I mezzi pubblici sono un buon spaccato della società e se sei un osservatore c’è tanto da vedere, da studiare. Dicevo che salgo in treno insieme agli studenti, soprattutto delle medie superiori, gli universitari sono molti di meno alle 7,30 e mi fa sorridere pensare che oggi io sono uno di quegli anziani che da ragazzino osservavo con distacco, come se quelle persone così vecchie, molto più grandi dei miei genitori, non mi riguardassero. Me laricordo questa cosa e oggi un po’ la percepisco nei loro sguardi. Non c’è ancora accondiscendenza negli sguardi dei ragazzi perché sono ancora prestante, ma è chiaro che mi guardano come se appartenessi ad un altro pianeta. Ed èanche giusto che la pensino così, perché rispetto a loro, la mia è una generazione di reduci...
    17 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 45 – Miglioramento continuo (felino)
    Vi avverto che questa sarà una puntata divisiva. Questa volta mi sbilancio e prendo una posizione netta. Io amo i gatti. E più precisamente i miei gatti. E vi dirò di più: diffido di chi non ama i gatti. Quando poi se ne escono con i luoghi comuni più biechi come “i gatti sono opportunisti, non amano veramente nessuno” ecc. ecc. Beh, mi incazzo proprio. In primo luogo perché proprio come gli esseri umani i gatti sono tutti diversi. E in secondo luogo perché i gatti sono semplicemente superiori. Non vi scaldate amici cinofili, perché amo anche i cani ben educati e gli animali in genere, ma il gatto è un universo a se. Perché parto da qui oggi? Perché io imparo tantissime cose dal mio gatto. Gatto Ugo. Dieci chili di eleganza felina. Lo osservo, lo studio. E non dico nulla di strano: come tutti gli umani amanti dei gatti, io sono al suo servizio.
    15 min

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