Alla ricerca dell'uomo perduto

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Alla ricerca dell'uomo perduto episodes

  • ANNO 2 - PUNTATA N. 34 – Vivere nel Mito
    Di cosa e fatta la nostra vita? Sono mesi che ne parliamo, che riflettiamo su molte situazioni, occasioni, abitudini ed eventi eccezionali. In definitiva la vita e una sequenza di fatti, di cose che ci succedono una dietro l'altra, alcune per nostra volontà e altre, molte altre, per volontà di qualcun altro osemplicemente del caso. Se la vogliamo vedere così non è poi tutta questa cosa la vita, no? Se ci limitiamo a lasciare scorrere gli eventi, uno dopo l'altro, senza soffermarci, la vita non fa altro che scivolare via, come acqua in un torrente e noi forse siamo solo delle foglie trascinate dalla corrente. Eallora per forza dobbiamo cerca soddisfazione in qualcosa, qualcosa che ci emozioni, ci diverta, ci faccia credere di vivere in modo di speciale. Che ci faccia sentire speciali.
    12 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 33 – Forma e sostanza
    Sono di concerti questa estate. Tutto merito di mia figlia Vera che senza farsi troppi problemi compra il biglietto anche per me. E fino a qui, tutto abbastanza normale, perché a noi genitori piace condividere questi momenti con i nostri figli finalmente abbastanza grandi da poter stare in mezzo alla calca di un concerto senza che noi si passi il tempo a preoccuparci di perderli, come quando erano piccoli. E molti dei miei amici vanno con i loro ragazzi a vedere i fenomeni musicali del momento, quelli che raccontano le ultimissime generazioni. E questa è una cosa molto bella. Il mio però è un caso particolare. Perché lo avrete capito che io non sono mai stato uno da ascolti main stream...
    13 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 32 – 80 kg di carne cruda
    Oggi andiamo sul pesante, ve lo dico subito. Non dal punto di vista intellettuale, non vi preoccupate, non partirò con un pippone super articolato. E non mi perderò in speculazioni filosofiche o voli pindarici. Non parleremo neppure di questioni carnali, materiali. Piuttosto le metteremo in discussione. No, no: quando dico che ci andrò pesante, mi riferisco al contatto con la spiritualità. Fermi lì: non scappate! Soprattutto voi uomini… Vi conosco: quando si esce dal campo della materia nuda e cruda vi sentite a disagio...
    14 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 31 – L’autorevolezza
    La personalità di un uomo ovviamente è composta di molte caratteristiche. Dopo più di un anno e mezzo trascorso ad analizzare tante delle nostre sfaccettature di uomini, mirendo conto che c'è ancora tanto da esplorare. C'è un aspetto che ho volutamente posticipato per tutti questi mesi, ma che comunque merita una sua riflessione. Sto parlando di quella componente che fa decisamente parte dello stereotipo del maschio maturo, di successo e che per questo motivo ho sempre considerata sopravvalutata e male interpretata. Quella caratteristica che un uomo (e ovviamente anche una donna) deve assolutamente possedere per poter ricoprire un ruolo di responsabilità in qualsiasi contesto, privato o professionale. Sto parlando dell’autorevolezza.
    15 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 30 – Lo spleen
    Oggi volevo condividere una riflessione su uno stato d’animo che era quasi un costante nella mia adolescenza e che adesso si ripresenta solo saltuariamente, ma che in fondo non mi abbandona mai: lo spleen. Incontrai questa definizione nelle mie letture adolescenziali di Charles Baudelaire, ma già nel romanticismo avevo riconosciuto come mio questo stato d'animo caratterizzato da una malinconia persistente, da una insoddisfazione latente e dalla noia, dal fastidio per tutto. E questi autori decadenti raccontavano questo struggimento esattamente come lo sentivo io: privo di una ragione precisa che lo provocasse. E se lo provavo io e direi anche tantissimi miei coetanei beh, doveva essere proprio una costante per tutte le generazioni anche attraverso i secoli. Questa è la magia della letteratura, della poesia: leggere la descrizione dei propri sentimenti, esatta in tutti i dettagli, e stupefarsi perché` a scriverlo è stato uno sconosciuto più di un secolo fa.Componimento da I fiori del maledi Charles Baudelaire.
    14 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 29 – Scrittore o narratore?
    Ho partecipato al Salone Internazionale del libro quest’anno. Come autore. Ancora non riesco a crederci. Capite? Non sono andato da lettore, davisitatore. Avevo il pass da autore! Voglio condividere questa soddisfazione con voi perché è un po’ la realizzazione di un sogno. Da lettore ho sempre guardato agli autori con un grande rispetto, per molti motivi: perché scrivere un intero libro mi sembrava una cosa enorme, per la capacità di avere degli argomenti e il materiale intellettuale necessario per farlo e poi per il coraggio di esporsi personalmente. Intendo dire che realizzare un’opera e renderla pubblica richiede il coraggio di offrirsi al giudizio degli altri.Guardate che non è da poco...
    Credits: Ho partecipato al Salone Internazionale del libro quest’anno. Comeautore. Ancora non riesco a crederci. Capite? Non sono andato da lettore, davisitatore. Avevo il pass da autore! Voglio condividere questa soddisfazionecon voi perché è un po’ la realizzazione di un sogno. Da lettore ho sempreguardato agli autori con un grande rispetto, per molti motivi: perché scrivereun intero libro mi sembrava una cosa enorme, per la capacità di avere degliargomenti e il materiale intellettuale necessario per farlo e poi per ilcoraggio di esporsi personalmente. Intendo dire che realizzare un’opera erenderla pubblica richiede il coraggio di offrirsi al giudizio degli altri.Guardate che non è da poco.Crediti musicali: LUCIVORA
    14 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 28 – Bonificare le idee
    Lavorare per immagini semplifica tutto. Mi sono digerito tanta di quella saggistica in passato che oggi, con la stanchezza mentale cronica che mi ritrovo ogni sera, mi chiedo come facevo ad elaborare tanti concetti espressi con un linguaggio così preciso ed erudito. Non perché io non sia più in grado di comprendere questo linguaggio, ma perché la mia capacità di concentrazione non ha molta autonomia ormai. Sono diventato un velocista della concentrazione, la esprimo sulla breve distanza a volte addirittura all’istante, come un colpo di pistola dell’intelletto.
    13 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 27 – La tua immagine
    Ormai la nostra immagine è tutto. È prioritaria, nel senso che è la prima cosa che appare e che ci presenta come individui. Quando ero ragazzo, negli anni 80 la chiamavano il “look”e come vi ho già raccontato e ci lavoravamo parecchio, perché soprattutto per noi giovani era un modo per autodescriverci, a noi stessi forse, prima che aglialtri. Però poi tutto finiva lì, nel senso che la nostra apparenza esteriore era funzionale alla vita reale. Camminavamo per strada e se il nostro abbigliamento, il taglio dei nostri capelli, erano “diversi” se ne accorgevano le persone reali che incontravamo. Sì, ci scattavamo delle foto, ma erano “perricordo”, da raccogliere in una scatola da scarpe che poi da anziani avremmo aperto con nostalgia. Voglio dire: il nostro modo di vestirci, di comportarci aveva impatto solo nel mondo reale, nel “qui e ora”  e non “permaneva” nel tempo.
    13 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 25 – Il demone oscuro
    Non sono religioso. Credo di averlo già dichiarato. Non per altro, ma ci tengo a mettere in chiaro che non seguo una dottrina in senso stretto. Ovviamente come quasi tutti noi italiani sono cresciuto in un ambiente pregno della religione cattolica e anche solo per osmosi noi assorbiamo molte regole e credenze, anche se poi, come nel mio caso, da adulti non ci applichiamo nello studio delle scritture. Io non ho grandi problemi con la religione cattolica: non condivido tutte le sue posizioni ovviamente, come non condivido quelle di alcuni filoni politici o filosofici, che posso rispettare anche se non ritengo compatibili con la mia interpretazione del mondo odierno. Sto citando la religione cattolica perché oggi parliamo di demoni...
    19 min
  • ANNO 2 - PUNTATA N. 24 – Usare il mio limite
    È difficile porsi delle domande. A volte perché non sappiamo bene cosa chiedere a noi stessi, per superficialità, perché non siamo abituati a soffermarci su quello che proviamo, che viviamo sulla nostra pelle. Ma sovente, molto sovente il motivo è un altro: non vogliamo farci troppe domande o proprio non vogliamo neanche ammettere a noi stessi che “quella cosa” ci fa stare male.  Quando però riusciamo a superare questa resistenza che è abbastanza naturale di per sé, poi tutto diventa più facile. È un po’ come saltare dal trampolino: una volta trovato il coraggio per fare il primo tuffo, tutti i seguenti salti saranno più facili.
    15 min

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