Analisi e commenti | RRL

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Analisi e commenti | RRL episodes

  • 36 - Il monachesimo - Parte VI
    Ritorno del clero alla vita comunitaria degli apostoli seguendo
    l'esempio dei monaci. S. Eusebio di Vercelli. S. Cesario di Arles.
    S. Agostino di Ippona. In Irlanda. S. Patrizio. S. Colombano. La
    spiritualità irlandese.
    9 min
  • 14 - La felicità terrena e la morale tomista
    Nello scorso podcast abbiamo esaminato il fine ultimo e abbiamo capito che esso è Dio. Dobbiamo però oggi capire come possiamo raggiungere il nostro fine ultimo mediante la nostra esistenza terrena.LA FELICITÀ TERRENA - Se la felicità perfetta non può essere raggiunta in questo mondo dal momento che, per le condizioni d'incarnazione che pesano sull'esercizio della nostra intelligenza, noi possiamo conoscere Dio solo per l'analogia delle cose sensibili, occorre un fine ultimo, che consisterà nel preparare quanto meglio possibile l'anima umana alla contemplazione di Dio. Questa preparazione s'attuerà per mezzo delle finalità molteplici dell'esistenza terrena e confluirà nell'acquisizione della virtù.
    10 min
  • 179 - Persecuzioni dei cristiani: male il 2022, peggio il 2023
    Il 2022 si è chiuso male, ma il 2023 potrebbe essere peggio. A rivelarlo, sono i dati elaborati dall’agenzia Fides relativi alla persecuzione dei cristiani nel mondo.L’anno scorso sono stati uccisi in tutto 18 missionari, per la precisione 12 sacerdoti, 3 religiose, un seminarista, un frate ed un laico. Quanto alla distribuzione geografica, 9 han perso la vita in Africa (4 in Nigeria, 3 nella Repubblica Democratica del Congo, uno in Tanzania ed una in Mozambico), 8 nelle Americhe (4 in Messico, 2 in Honduras, uno in Bolivia ed uno ad Haiti) ed uno in Asia, nello specifico in Vietnam.
    6 min
  • 185 - L'Epifania
    Nella festa dell’Epifania e nei giorni successivi, la liturgia della Chiesa ci ricorda la presenza dei Re Magi nella Grotta di Betlemme. I Re Magi non erano “Maghi”, ma principi che vivevano in Oriente, dove studiavano i moti celesti per comprendere, attraverso i loro movimenti, le divine profezie. Questi re furono docili alla voce della grazia, che mormorava loro: “Orietur stella”, si leverà una stella. Per seguire la stella che apparve loro, lasciarono la loro patria, le loro ricchezze, il loro riposo. Dio, che li aveva chiamati da terre diverse, li riunì in uno stesso viaggio come in una stessa fede. Malgrado le difficoltà materiali e morali di un viaggio di cui ignoravano la fine, non persero mai la fiducia nella stella che li guidava. I Magi, dice il padre Faber, seguivano la stella come si segue una vocazione, senza sapere chiaramente di seguire un impulso divino. Giunsero finalmente a Gerusalemme. “Ed ecco la stella, che avevano veduta in Oriente, andar loro innanzi, finché venne a fermarsi sopra il luogo dove era il bambino” (Mt, 2, 9). Entrarono nella misera Grotta di Betlemme e videro un bambino su una mangiatoia, vegliato da una giovane madre e da un uomo un poco più anziano, ma altrettanto attento e premuroso. Non ebbero un attimo di dubbio. Compresero immediatamente di trovarsi di fronte al Messia promesso, il Re dei Re, il Salvatore dell’umanità. Il carattere distintivo dei Magi fu la fede che li animava. Dopo la fede di san Pietro e di Abramo, secondo il padre Faber, mai vi fu al mondo una fede come quella dei Magi. “La fede è quella che risaltò in essi a ogni istante; è una fede che fu eroica fin dai primordi”. Adorarono l’Uomo-Dio.e si prostrarono davanti alla Madre Divina. Ebbero la grazia di essere i primi, dopo Maria e Giuseppe, ad offrire sulla terra un atto di adorazione esterna al Bambino di Betlemme. Il Corpo Mistico della Chiesa, è rappresentato in questo momento dalla Sacra Famiglia, dai Magi e dai Pastori. E’ i Magi offrono il primo atto di culto solenne e ufficiale al Bambino Divino, che è il Capo di questo Corpo Mistico. Betlemme, dice dom Guéranger, non è soltanto il luogo della nascita del Redentore, ma è anche la culla della Chiesa. Betlemme, aggiungiamo, è anche l’atto di nascita della Civiltà cristiana, rappresentata da questi Re che rappresentano il potere secolare che si sottomette a Cristo, riconoscendolo come Signore del Cielo e della terra. Il principio della Regalità sociale di Cristo, ha la sua origine nell’adorazione dei Re Magi a Betlemme. I nomi dei Magi, secondo la tradizione della Chiesa, erano Gaspare, Baldassarre e Melchiorre. Melchiorre rappresentava la razza di Sem, Gaspare la razza di Cam, Baldassarre quella di Jafet. Sono i tre rami della famiglia umana discendente da Noè. Le nazioni, scrive Ernest Hello, sono presentate nella persona dei loro rappresentanti: tutte sono chiamate dalla medesima stella. “La stessa attrazione, in ugual modo celeste e maestosa, le riunisce e le inchina nella stessa adorazione”. I Magi offrirono all’Uomo-Dio l’oro, l’incenso e la mirra, che simboleggiano, secondo i Padri della Chiesa, la regalità, la divinità e l’umanità del Salvatore. A Lui erano dovuti, con l'oro, gli onori di Re; con l'incenso, il culto divino; con la mirra, la fede nella sua umanità. La lunga attesa del Messia si dissolve in quest’istante, che ha in sé tutta la fecondità dei secoli futuri. Ritornati a casa, i Magi conservarono fedelmente la memoria di Betlemme. Vivevano ancora quando l’apostolo san Tommaso arrivò nei loro paesi. San Tommaso aveva visto Gesù risuscitato, i Magi lo avevano visto bambino nella capanna di Betlemme. Il loro incontro fu certo emozionante. I Magi dedicarono tutto il resto della loro vita alla predicazione del Vangelo. Poi tornarono a Gerusalemme per contemplare i luoghi della Passione, morte e Resurrezione di Gesù Cristo e qui morirono. Sant’Elena fece trasferire le loro spoglie a Costantinopoli, nella basilica di Santa Sofia. In seguito l’imperatore ne fece dono al vescovo Eustorgio che le portò a Milano, dove fece erigere una basilica in loro onore. Quando Federico Barbarossa prese e saccheggiò questa città, i loro resti, nel 1164, furono trasferiti a Colonia, in Germania. Reinoldo, arcivescovo di Colonia, fece fabbricare per loro il reliquiario più prezioso dell'intero mondo cristiano e su di esso fu elevato un reliquiario ancora più grande: il Duomo di Colonia. Con Gerusalemme la "Città Santa", con Roma la "Città Eterna", con Santiago di Compostella in Spagna, Colonia, grazie ai Magi, è divenuta nel corso dei secoli uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell'Occidente cristiano. Lo ha ricordato Benedetto XVI nel 2005, quando, visitò la cattedrale di Colonia, e si raccolse in preghiera davanti al reliquiario che raccoglie i resti dei Magi. Benedetto, che parlava spesso dei Re Magi disse: “I Magi provenienti dall'Oriente sono soltanto i primi di una lunga processione di uomini e donne che nella loro vita hanno costantemente cercato con lo sguardo la stella di Dio, che hanno cercato quel Dio che a noi, esseri umani, è vicino e ci indica la strada. È la grande schiera dei santi - noti o sconosciuti - mediante i quali il Signore, lungo la storia, ha aperto davanti a noi il Vangelo e ne ha sfogliato le pagine; questo, Egli sta facendo tuttora.” (Discorso del 20 agosto 2005). Ai quei Re Magi, che venivano da Oriente, affidiamo oggi le sorti dell’Occidente, affidiamo le sorti della Cristianità, affidiamo in particolare le sorti della chiesa di Germania che sembra voler propagare un incendio alla Chiesa intera. E che Maria stella matutina, Maris stella, guidi la nostra strada, coome la stella di Betlemme guidò la loro. (Roberto de Mattei)
    8 min
  • 271 - L'UMILTA' E LA SUPERBIA L'UMILTA' DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO
    Il fine di tutte le cose è di glorificare Dio. Poiché Dio è la somma di ogni perfezione, Lo possono glorificare tutte le cose fino al grado al quale riflettono ed imitano la Sua propria perfezione, le Sue infinite perfezioni.Ciò significa rispetto all'uomo ed a Dio SantisimaTrinità, che l'uomo Lo può glorificare conoscendoLo ed amandoLo, inquanto imita così le infinite perfezioni della conoscenza e della Carità che Dio ha per Sé Stesso dentro la Santissima Trinità: la conoscenza e la Carità che esistono internamente ed eternamente tra le Tre Persone Divine.Rispetto all'uomo ed alla Seconda Persona della Santissima Trinità invece, ossia Nostro Signore, l'uomo può glorificare Dio imitando le perfezioni infinite di Dio come vengono manifestate nelle sublimi virtù del Dio-Uomo. Ora tra tutte le virtù che Lui manifesta al mondo, viene proposto a noi da imita
    5 min
  • 13 - Dio, Sommo Bene dell’uomo
    Nelle scorse puntate abbiamo passato in rassegna le diverse tipologie di beni e ne abbiamo visto la finitezza, motivo per cui nessuno di essi può assurgere al ruolo di “sommo bene” o “fine ultimo” dell’uomo. Finora abbiamo proceduto per via negativa, dicendo cosa non è sommo bene. Ma ora dobbiamo mostrare, per via positiva, cos’è il sommo bene per l’uomo, mostrando come esso coincide con Dio al quale l'uomo aspira con tutte le forze della sua anima. Questo noi dobbiamo innanzi tutto stabilire per vie positive, mostrando che il possesso di Dio è per l'uomo la condizione necessaria della sua perfezione e della sua felicità. Ci chiederemo in seguito se questa condizione necessaria sia anche una condizione sufficiente.
    13 min

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Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova…