Analisi e commenti | RRL

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Analisi e commenti | RRL episodes

  • 34 - Il Monachesimo - parte II
    S, Pacomio. Il Monachesimo in Palestina e in Siria. S. Basilio
    di Cappadocia. Prima comunità nel Ponto. Seguono l'esempio
    di Basilio i monasteri di Costantinopoli e quelli sul monte
    Athos. Due Regole
    8 min
  • 6 - Arte e prudenza
    Da quanto detto  nello scorso podcast, possiamo vedere che una conoscenza pratica è tanto più perfettamente pratica quanto più si riferisce a  un oggetto concreto, vale a dire preso nella sua realtà esistenziale, con tutte le circostanze che lo definiscono come dato singolo. La scienza più pratica è quindi anche la più sintetica. Ricordiamo che per “sintesi” si intende quel metodo che procede dal semplice (principi astratti) per arrivare al complesso (caso particolare).
    Da ciò consegue che le scienze speculativamente pratiche che si attengono, per il loro modo di conoscere, a un grado di astrazione ancora assai elevato, non possono significare che una sorta di arresto provvisorio imposto al moto normale dell'intelligenza pratica, che, di per sé, tende al concreto interamente determinato. Del resto ciò è quanto il senso comune riconosce spontaneamente, rifiutando nell'ordine pratico i giudizi teorici, poiché sente che un giudizio deve tener conto, per regolare validamente l'azione, di tutti i fattori che entrano nella realtà esistenziale. È questo un eccesso che tenderebbe a rendere impossibile non solo ogni filosofia morale ma anche ogni scienza morale praticamente pratica. Tuttavia la diffidenza, manifestata in tal modo, parte da un sentimento giusto delle esigenze di una conoscenza pratica. Questa, infatti, non si compie, secondo la sua propria perfezione, che nell'arte e nella prudenza. Nell’esempio che abbiamo fatto l’ultima volta del nostro amico che fa pulizie in un ospedale dove si pratica l’aborto, abbiamo rilevato che non sarebbe stato sufficiente fermarsi semplicemente alla conoscenza se sia o meno lecito preservare il lavoro, ma serviva calarsi nella concreta realtà che vive il tale per poter effettivamente decidere se mantenere il lavoro o meno.
    11 min
  • 205 - Ma in Italia si può parlare di persecuzione anticattolica?
    Secondo l’art. 21 della Costituzione italiana, tutti avrebbero «diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione». Ma è proprio così? O anche in Italia serpeggia un «mainstream» sostanzialmente, magari subdolamente avverso alla cultura ed anche alla sola presenza cattolica nel sociale? O anche qui si cerca di mettere il bavaglio a chiunque non voglia uniformarsi al coro e preferisca ragionare con la propria testa, col proprio cuore e con la propria fede? Possibile che quelle censure, quei boicottaggi, quelle aggressioni, di cui tante volte diamo conto su Corrispondenza Romana, non avvengano soltanto all’estero, bensì anche qui, nella democraticissima, civilissima, “cattolicissima” Italia?
    10 min
  • 57 - XXIII Domenica dopo Pentecoste
    Il miracolo mediante il quale Nostro Signore guarisce la donna che soffriva da dodici anni per un flusso di sangue è menzionato in ciascuno dei primi tre Vangeli. La Chiesa, in questa domenica, offre alla nostra attenzione il racconto dell’evento narrato da san Matteo, ma possiamo completarlo con quello riportato da san Marco e da san Luca, che espongono entrambi la storia in modo leggermente più completo. Da san Marco apprendiamo che questa donna aveva speso tutto ciò che possedeva per essere guarita dai medici, i quali non erano stati in grado di curarla, dal momento che in realtà peggiorava sempre di più. San Luca era lui stesso un medico, e forse per una certa omertà verso la propria professione non accenna a questo dettaglio! Tuttavia, come san Marco, menziona un fatto che a prima vista sembra alquanto strano, e cioè che dopo che il miracolo era già avvenuto, Nostro Signore chiese chi Lo avesse toccato e Si guardò intorno per scoprire chi Egli aveva guarito.
    11 min
  • 177 - Il Ministro della Pubblica Istruzione ricorda il male del comunismo
    In occasione del Giorno della Libertà, istituito dal Parlamento, per il 9 novembre, data in cui nel 1989 fu abbattuto il Muro di Berlino, il ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, tramite i dirigenti scolastici, ha inviato a tutti gli studenti italiani una lettera in cui invita i ragazzi a riflettere sull’anniversario di questo evento che «gli storici hanno molto studiato e continueranno a studiare», ma che merita di essere giudicato anche da chi frequenta le aule scolastiche. La lettera del Ministro non è lunga ed ecco il suo testo integrale:
    8 min
  • 267 - l’Umiltà di sant’Agostino
    Avendo meditato le parole di sant’Agostino sull’umiltà come fondamento dell’edificio spirituale, guardiamo adesso l’umiltà del santo stesso. Forse più potente di ogni sua riflessione a riguardo, è la testimonianza delle “Confessioni.” Considerato come santo già quando era in vita, scrisse quell’opera sicuramente in parte per palesare le profondità della propria malvagità prima della sua rinomata conversione. La santa sincerità e l’umiliante precisione con le quali enumera i peccati presentano il santo al lettore proprio come lui si presenta davanti a Dio: spogliato da ogni pretesa: un’anima peccatrice davanti alla Santità Stessa, un niente davanti all’Essere stesso, Somma di ogni Perfezione.
    Questa visione di Dio e di sé stesso che si manifesta in ogni pagina del libro sembra come la risposta di Dio alla sua preghiera di conoscere sia l’uomo che Dio, di “conoscere me e conoscere Te”: “Domine Jesu, noverim me, noverim Te... oderim me, et amem Te... humiliem me, exaltem Te...: Signore Gesù, che io mi conosca, che io Ti conosca... che io mi odii, e Ti ami... che io mi umilii e Ti esalti...”
    Citiamo il commentario della prima frase di padre Gihr nell’opera ‘Il santo sacrificio della Messa’: O Dio, concedete che io Vi conosca: Noverim Te! Datemi una conoscenza intima delle Vostre adorabili perfezioni che sono senza misura né numero – della Vostra infinita grandezza e gloria; dei Vostri inconcepibili potere, saggezza, e bontà; della Vostra inesprimibile bellezza, dolcezza, ed amabilità; penetratemi di una profonda conoscenza delle “cose pro
    5 min
  • 249 - Il Santo Sacrificio della Messa – la Scuola e la Fonte da cui La Vita Cattolica riceve il suo Spirito di Sacrificio - 2a parte
    La dottrina e l'esempio di Cristo dimostrano che ogni vera vita cristiana deve essere una vita di sacrificio perpetuo, una vita di abnegazione e mortificazione. Vivere in modo cristiano significa seguire l'insegnamento di Gesù – e cos'altro è questo insegnamento se non la Parola della Croce? (1 Cor 1, 17). "Se uno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua" (Lc 9, 23) – in questa frase, il Signore ha incluso tutti i Suoi Comandamenti e ci ha incoraggiati ad imitarLo; perché la vita cristiana è una copia e un'imitazione della vita di Gesù sulla terra, che nel suo intero corso, dal presepe alla Croce, è stato un grande e ininterrotto sacrificio.
    4 min

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Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova…