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Analisi e commenti | RRL episodes

  • I fiori del bene
    Le opere di Alessandro Manzoni proposte in questa antologia offrono la possibilità di approfondire temi importanti quali quello della fiducia nella Provvidenza, della storia e della grazia, della morale, parlando anche di cattolicesimo liberale, di amor patrio, di lingua italiana, nonché dell’importanza del romanzo storico per la formazione della coscienza civile. Il tutto, però, declinato secondo una visione edificante della realtà, che, specie di questi tempi, aiuta.
    Manzoni era convinto del fatto che il bene sgorgasse dal bene; bene come fede, devozione, dirittura morale, amore, saggezza, buon senso, carità, ma bene anche come amor di Dio e della famiglia. Le stesse Osservazioni sulla morale cattolica sono totalmente immerse in una concezione filosofica del bene, che si oppone – ed è in grado di farlo! – allo spirito laico, ateo e protestante. Persino la sciagura viene riletta alla luce di quella categoria, tipicamente manzoniana, ch’è la Provvida sventura, già notata nel coro di Ermengarda dell’Adelchi: «Fosti collocata dalla provvida sventura tra gli oppressi».
    4 min
  • 19 Aborto, Lgbt, diavoli e streghe arrivano gli orrori in tv!
    La Disney tradisce sempre di più la propria vocazione all’intrattenimento, per far proprie le derive etiche imperversanti a livello sociale: dopo le proteste per la “svolta” Lgbtqi+, ora la Walt Disney Studios, assieme alla Nbc Universal, a Google, alla Sony Pictures e ad altre grandi aziende, figura tra i partner dell’Anneberg Inclusion Initiative, il think tank voluto dalla University of Southern California per «studiare – come recita il sito ufficiale - la diversità e l’inclusione nell’intrattenimento attraverso ricerche originali e progetti sponsorizzati».
    Che cosa significa, al di là dei te
    7 min
  • 49 - XV Domenica dopo Pentecoste
    Vedutala, il Signore, mosso a compassione di lei, le disse: Non piangere. Si avvicinò alla bara e la toccò
    Il miracolo della resurrezione di questo giovane, figlio della vedova di Naim, oltre ad essere un vero evento storico, è sempre stato visto anche come un’immagine della rigenerazione alla vita divina di coloro che sono morti nel peccato. Questo è il motivo per cui questo Vangelo viene letto in Quaresima: la Quaresima è un tempo in cui il popolo cristiano, nel suo insieme, prega e fa penitenza per coloro che hanno ricevuto la grazia del battesimo in passato e ora l’hanno persa. In Quaresima, la Chiesa è come una madre addolorata: ricorda quante persone vivono sulla terra che sono state rigenerate nel suo grembo, cioè al fonte battesimale, per il potere dello Spirito Santo, ma che potrebbero essere ora morte, come il giovane di Naim, a tutte le buone opere che fanno per Dio. Quindi prega, durante la Quaresima, che tutte queste persone possano essere riportate alla vera vita ed essere riconciliate con il Signore.
    In effetti, questo stesso Vangelo viene letto anche nella festa di uno dei più celebri penitenti, sant’Agostino d’Ippona, il grande Dottore e Padre della Chiesa. Abbiamo celebrato la sua festa il mese scorso. Il Vangelo si adatta perfettamente alla sua conversione. Se conoscete la sua vita, sapete che, sebbene non fosse stato battezzato da bambino, fu iscritto tra i catecumeni, e dunque portato sulla soglia della Chiesa. Divenuto giovane, cadde nei peccati della carne e dello spirito e, per così dire, fu portato fuori della città di Dio; fu soprattutto la sua madre vedova, santa Monica, che con le sue preghiere e le sue lacrime ottenne la sua conversione. Il Signore ha risuscitato Agostino dalla morte del peccato, ed egli, come il giovane nel Vangelo, si è seduto e ha cominciato a parlare; si sedeva sul suo trono episcopale di Ippona e parlava come nessuno aveva parlato prima, né ha parlato dopo di lui.
    Ma oggi, in questa domenica di metà settembre, possiamo vedere un significato figurativo leggermente diverso in questo Vangelo. Nostro Signore sceglie di operare questo miracolo, come altri miracoli, in modo simbolico. Stende la mano e tocca il feretro, cioè la lettiga, sulla quale giace il morto. È una bara di legno, ovviamente: di cos’altro poteva esser fatta una bara, nel mondo antico, se non in legno? Stendendo la mano sul legno, Cristo resuscita il morto. Come avviene con tanti altri dettagli registrati nel Vangelo, questa è una semplice immagine della nostra Redenzione: stendendo le Sue mani sul legno della Croce, Gesù ha soddisfatto per il peccato, e così ha reso possibile alle anime il ritorno alla vita soprannaturale.
    Ma se il modo con cui Cristo ha operato questo miracolo ci ricorda la Sua crocifissione, allora la vedova, le cui sofferenze provocano quel miracolo, potrebbe ben farci ricordare la beata Vergine Maria. San Luca dice che il Nostro Salvatore vede la vedova e, mosso dalla misericordia, le dice: Non piangere. Umanamente parlando, possiamo supporre che uno dei motivi per cui nostro Signore fu così commosso alla vista di questa vedova è che vide la somiglianza tra lei e Sua Madre; anche Lei era vedova e anche Lei stava per perdere il suo unico Figlio. Ma, in ogni caso, possiamo dire che questa vedova è un tipo o figura della beata Vergine, mentre stava tra i dolori accanto alla Croce del Figlio.
    San Giovanni, nel suo racconto della Passione, ci dice che Maria stava accanto alla Croce di suo Figlio. I Vangeli, ovviamente, non tentano di descrivere i suoi sentimenti durante la crocifissione, ma la tradizione della Chiesa li riassume in una parola che deve essere intesa nel suo senso più completo, vale a dire, la parola “compassione”. Compassione significa letteralmente “soffrire con”: la Madonna ha sofferto con il suo Figlio. Aveva accettato queste sofferenze in anticipo, al momento dell’annunciazione. Maria conosceva le profezie; sapeva che Isaia aveva...
    9 min
  • 172 - I cattolici davanti al voto del 25 settembre
    Il 25 settembre si voterà in Italia per rinnovo del Parlamento, Camera e Senato, un appuntamento importante che pone a molti la domanda: come deve comportarsi un cattolico? 

    Vi sono due premesse da fare: la prima è che la Chiesa ha una sua dottrina politica e sociale, che si riassume nella formula di san Paolo “Instaurare omnia in Christo” (Efesini 1, 10), di cui san Pio X fece il motto e il programma del suo pontificato.  

    Instaurare omnia in Christo significa che ogni ambito della vita individuale e sociale deve essere ricondotto a Cristo. Il programma politico dei cattolici è dunque la Regalità sociale di Cristo: né più né meno di questo.
    8 min
  • 262 - La Magnanimità secondo San Giovanni della Croce
    San Giovanni della Croce si esprime allo stesso modo di santa Teresa d'Avila nel suo Prologo della Salita al Carmelo e nella Viva fiamma d'amore. Citeremo un passo della seconda opera da paragrafo 7 sulla strofa II, che descrive la virtù in questione. La intende cioè come l'amore che ricambia l'amore. La descrive come un cauterio, commentando che la piaga prodotta dal cauterio d'amore non si può curare con altra medicina, poiché lo stesso cauterio che la produce la cura: lo stesso che la cura, curante la produce; quindi ogni volta che il cauterio d'amore tocca la piaga d'amore, provoca una piaga d'amore ancor più grande, e così cura e risana quanto più piaga... La piaga è tanto grande che tutta l'anima è piaga d'amore. E così già tutta cauterizzata e fatta una piaga d'amore, è resa tutta sana nell'amore, poiché è trasformata in amore.
    4 min

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Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova…