XII Domenica dopo Pentecoste
AD 2020
Un uomo discendeva da Gerusalemme a Gerico
Questa domenica è chiamata la domenica del Buon Samaritano. Il Buon Samaritano è un’immagine di Cristo, così come l’uomo caduto nelle mani dei ladri è un’immagine del nostro padre Adamo, che cadde all’inizio, quando commise il primo peccato. Così, vediamo subito che questa parabola non è solo la storia di un uomo che compie una buona azione verso uno straniero, ma è piuttosto una sintesi di ciò che chiamiamo “storia sacra”, cioè la storia dei rapporti di Dio col genere umano.
Vi siete mai chiesti perché, dopo la caduta di Adamo ed Eva, Dio non abbia mandato subito un Salvatore? Avrebbe potuto farlo, ma invece scelse di aspettare per secoli, per millenni, prima di mandare il Suo Figlio nel mondo. I Santi che ne discutono suggeriscono varie ragioni. Una di queste è che il genere umano non avrebbe apprezzato il Salvatore se fosse venuto al mondo troppo presto. Lo avremmo dato per scontato, e probabilmente saremmo diventati ancora più orgogliosi. Noi – il genere umano – abbiamo avuto bisogno di tempo per scoprire quanto siamo incapaci di raggiungere la felicità con i nostri sforzi. E così, durante tutto questo tempo tra la caduta dei nostri progenitori e l’Incarnazione del Figlio di Dio, l’umanità era come l’uomo che, sceso da Gerusalemme a Gerico, era stato ferito dai ladri e giaceva indifeso al lato della strada. Non c’è da meravigliarsi che Nostro Signore dica che gli uomini migliori di quel tempo desideravano vedere e sentire qualcosa che nessuno allora poteva vedere o sentire: il loro Salvatore.
Ora, questo tempo, tra la caduta dell’uomo e la venuta di Cristo, è diviso in due periodi principali. Il primo periodo è quello che viene chiamato “l’età della natura”. Ciò significa che Dio, durante questo tempo, lasciò all’uomo pochissime leggi, oltre la legge naturale che Egli ha scritto nei nostri cuori. E così, gli uomini, in quei primi giorni del mondo, dovevano solo fare del loro meglio per vivere una vita moralmente ordinata e adorare Dio nel modo che pensavano fosse a Lui gradito. Ma, come sappiamo, la maggior parte degli uomini non agì bene: ben presto persero di vista anche le verità morali fondamentali; per esempio, iniziarono a mettere a morte i bambini se erano in qualche modo handicappati, o anche solo di sesso sbagliato, non rispettarono più la santità del matrimonio e iniziarono anche ad adorare esseri immaginari invece del vero Dio.
Questo fu il primo periodo dopo la caduta, quello che noi chiamiamo “l’età della natura”, e in realtà per i Gentili questo tempo continuò fino a quando iniziò per loro la predicazione degli Apostoli. E penso che questa prima età sia simboleggiata, nella parabola del Buon Samaritano, dal sacerdote che incontra per primo l’uomo ferito. Nostro Signore dice: Avvenne allora che un sacerdote discendesse per la stessa via: visto quell’uomo passò oltre. Questo sacerdote rappresenta la religione naturale, cioè i tentativi dell’uomo di escogitare da sé un modo per adorare Dio. Ma non fanno alcun bene. Come può un uomo decaduto creare la propria religione? È come cercare di sollevarsi da terra da soli. Forse è per questo che il Vangelo sottolinea che il sacerdote nella parabola scendeva per la stessa via in cui l’uomo era stato aggredito dai briganti. Uno che scende per la stessa via, cioè, uno che è lui stesso parte dell’umanità decaduta, come può offrire una religione che salverà l’umanità? È impossibile. Quindi, questa è l’età della natura, quella in cui Dio lasciò l’umanità in gran parte a sé stessa.
Dopo l’età della natura è arrivata l’età della Legge. È di questo che parla san Paolo nell’Epistola. Sebbene la Legge si applicasse solo agli Ebrei, fu qualcosa di abbastanza glorioso finché durò. Fu data direttamente da Dio a Mosè. Dio stesso incise i dieci comandamenti sulle tavole di pietra e diede a Mosè le istruzioni sui sacrifici e su tutti i rituali della religione giudaica. I membri devoti del popolo...