Analisi e commenti | RRL

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  • 247 - Dante e Verona
    AVENA ANTONIO – DI SEREGO ALIGHIERI PIERALVISE (A CURA DI), Dante e Verona. Studi pubblicati nel 1921, Edizioni QuiEdit (tel. 045/595900), Verona 2021, pp. 422, fuori commercio Diffuso nell’estate 1921, il volume Dante e Verona, a cura di Antonio Avena (1881-1967) e Pieralvise di Serego Alighieri (1875.1943), fu molto apprezzato anche dalla critica accademica. In occasione del settecentesimo anniversario dantesco, il conte Pieralvise di Serego Alighieri, nipote di uno dei curatori di quel volume e discendente in linea diretta da Dante, attraverso Ginevra degli Alighieri che nel 1549 sposò il conte Marcantonio Serego, ha voluto ristampare il libro con una nota introduttiva di Gian Paolo Marchi, che lo situa nel suo contesto storico.
    L’opera contiene quindici saggi che trattano di Verona ai tempi di Dante (Luigi Simeoni), di Dante e i Signori della Scala (Léon Dorez), di Dante e Cangrande della Scala (Vittorio Cian) e di molti altri temi storici, artistici ed eruditi, come l’indagine di Bashford Dean sulla (presunta) staffa del cavallo di Cangrande conservata presso il Metropolitan Museum di New York. Il contributo più impegnativo, tanto da meritare una recensione da parte dello storico Federico Chabod, è forse quello che Luigi Carcereri dedica al tema Politica dantesca e politica scaligera. Molto interessanti sono anche i profili di alcuni discendenti di Dante, come l’umanista Dante III Alighieri (Vittorio Mistruzzi) e Jacopo di Pietro III Alighieri (Flaminio Pellegrini), nonché la storia della villa Alighieri di Gargagnago, tuttora abitata dai discendenti del poeta (Pieralvise di Serego).
    3 min
  • 185 - Su Radici Cristiane di luglio, le «tre perle dell’Europa dell’Est»
    Il Dossier del numero di luglio di Radici Cristiane, in distribuzione in questi giorni, è dedicato ai Paesi baltici ovvero Estonia, Lettonia e Lituania, non a caso definiti «le tre perle dell’Europa dell’Est»: in essi evidenti e profonde sono, infatti, le radici cattoliche, nonostante cinque secoli di protestantesimo e cinque decenni di comunismo. I guai vengono dalla Storia: ad esempio, l’invasione russa ha reso estremamente fragili gli equilibri dell’intera regione ed imposto un’accelerazione all’ateismo militante. Non a caso oggi in Estonia l’80% della popolazione dichiara di non credere in alcunché. Ma altri guai giungono anche dal modernismo rampante in ambito ecclesiale, che ha complicato all’inverosimile il recupero dei valori e dell’autentica tradizione cattolica in società già devastate dalla piaga dell’aborto e dall’ideologia gender. Sempre in Estonia, dal 1955 – quando venne legalizzato l’omicidio dei figli in grembo – al 2020, ci sono stati oltre 1,5 milioni di aborti su di una popolazione che, nel Paese, è di 1,3 milioni di abitanti. Ciò rende già le dimensioni reali della tragedia in atto: un’ecatombe. Provvidenzialmente però il patrimonio cattolico medioevale, ben conservato nell’architettura, nell’arte e nella cultura, consente di riscoprire il cuore e la profondità della fede di queste popolazioni, soprattutto di quella lituana, ma anche di quella estone, non a caso chiamata ancora oggi «Terra di Maria».
    8 min
  • 41 - V domenica dopo Pentecoste
    V domenica dopo Pentecoste
    AD 2021
    Se la vostra giustizia non sarà stata più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli
    Con tutte le Sue parole, Nostro Signore ci insegna come entrare nel Regno dei Cieli. Una delle lezioni che spesso ci insegna è che la correttezza esteriore non è sufficiente senza la conversione del cuore. Al mattino di Pasqua, santa Maria Maddalena Lo scambiò per un giardiniere. Non aveva tutti i torti: Egli è il giardiniere dell’anima e desidera non solo emendarci da questa o quella cattiva azione, ma sradicare le cattive passioni che affondano le radici in noi. Oggi è il turno della passione dell’ira.
    9 min
  • 254 - La spiritualità del Nuovo Testamento - Parte VI
    Avendo presentato la spiritualita’ dei sinnotici, stiamo adesso guardando quella
    di san Paolo. Avendone già considerato la natura, consideriamo adesso l’ascesi
    che essa comporta; un’ascesi che si compendia infatti in due concetti:
    A. La spogliazione dall’uomo vecchio; e
    B. L’incorporazine a Gesù Cristo.
    A. La spogliazione dell'uomo vecchio.
    L'uomo vecchio, detto pure la carne, è la nostra natura, non in se stessa ma in
    quanto viziata dalla triplice concupiscenza. Onde opere della carne sono tutti i
    peccati, non solo i peccati di sensualità e di lussuria, ma anche la superbia nelle
    varie sue forme. È stretto obbligo per noi mortificare o crocifiggere la carne,
    fondato su due principali motivi:
    Primo motivo
    : il pericolo di acconsentire al peccato e andar dannati; perchè la
    carne o la concupiscenza, che non viene distrutta dal battesimo, ci porta
    violentemente al male e ci rende schiavi della legge del peccato, se
    inesorabilmente non la combattiamo sorretti dalla grazia di Gesù Cristo: "Chi
    mi libererà dal corpo di questa morte? La Grazia di Dio, per Gesù Cristo.’ (Ro
    7, 24-5)
    6 min
  • 162 - I santi Cirillo e Metodio e la Russia cattolica
    I santi Cirillo e Metodio e la Russia cattolica
    Il 7 luglio la liturgia tradizionale della Chiesa celebra i santi Cirillo (815-869) e Metodio (826-885). Il nuovo calendario ha spostato la loro festa a febbraio, ma io vorrei ricordarli in questi giorni per affidare anche alla loro intercessione la guerra tra la Russia e l’Ucraina. Essi infatti evangelizzarono l’antica Russia a cui diedero la lingua e la liturgia.
    Cirillo e Metodio erano greci, figli d’un alto magistrato di Tessalonica. Prima di essere sacerdoti, furono uomini di grande rilievo pubblico. Metodio divenne governatore di una provincia in Macedonia, mentre Cirillo fu un rinomato professore, si fece monaco e fu inviato in missione presso i Khazari, nella Russia meridionale, che riuscì a portare alla fede cristiana. Avendo il principe di Moravia chiesto a Bisanzio dei missionari che parlassero la lingua del paese, il patriarca Fozio gli inviò i due fratelli. Essi insegnarono ai Moravi a scrivere e composero per essi un nuovo alfabeto, poi conosciuto come cirillico, e tradussero in lingua slava la Bibbia, e la liturgia cristiana. A Cherson sui bordi del Mar Nero, in Crimea, trovarono miracolosamente le reliquie del papa martire Clemente (88-97) che tra l’88 e il 97, aveva subito il martirio, affogato con un’ancora al collo. Una parte delle sue reliquie furono portate a Roma, ma una parte, compresa la testa, furono raccolte nella Chiesa della Dormizione della Vergine a Kyiv, fatta costruire dal principe Vladimir.
    La venerazione di san Clemente romano, come protettore di Kyiv è uno degli elementi che permette di provare l’origine apostolica della Chiesa della Ru’s, che attraverso questo Papa si collegava alla antica tradizione della Chiesa di Roma.
    Cirillo e Metodio portarono personalmente a Roma le reliquie di san Clemente. Durante il viaggio si fermarono a Venezia, dove ebbero un’animata discussione con i sostenitori della cosiddetta “eresia trilingue”, i quali ritenevano che vi fossero solo tre lingue in cui si poteva lecitamente lodare Dio: l’ebraica, la greca e la latina e contestavano la liturgia slava.
    A Roma Cirillo e Metodio furono ricevuti dal Papa Adriano II, che andò loro incontro in processione per accogliere degnamente le reliquie di san Clemente. Il Papa aveva anche compreso la grande importanza del loro apostolato e non esitò ad approvare la missione dei due Fratelli accogliendo l’uso della lingua slava nella liturgia.
    Cirillo morì a Roma il 14 febbraio dell’anno 869, all’età di 42 anni. E’ sepolto nella basilica di San Clemente al Laterano, che raccoglie le reliquie del santo papa martire.
    Metodio nell’870 fu consacrato da Adriano II, arcivescovo di Moravia e Pannonia, con sede in Sirmio, nella Serbia, dove si formò contro di lui un’opposizione. I suoi nemici lo fecero mettere in prigione, ma il Papa intervenne parecchie volte in suo favore e lo fece liberare.
    Dopo aver convertito alla fede cattolica Borzivoio, Principe dei Boemi, e Ludmilla, sua moglie, Metodio si adoperò per introdurre la luce del Vangelo in Galizia, dove fondò la sede episcopale di Leopoli. Successivamente, recatosi nella Moscovia propriamente detta, fondò il trono pontificale di Kyiv. Morì il 6 aprile 885 rimpianto da tutti; i suoi magnifici funerali furono celebrati in greco, in latino e in slavo.
    Pio IX autorizzò nel 1863 il culto dei santi Cirillo e Metodio. Nel 1880 Leone XIII con l’enciclica Grande Munus ricordò a tutta la Chiesa gli straordinari meriti dei SS. Cirillo e Metodio ed estese il loro culto alla Chiesa universale, ricordando che “i popoli Slavi, grazie alla loro premura e al loro impegno, conobbero la luce del Vangelo, e da una vita selvatica furono condotti ad una società umana e civile”.
    Pio XI con la Lettera apostolica Quod Sanctum Cyrillum, qualificò i due fratelli, come "figli dell‟Oriente, di patria bizantini, d’origine greci, per missione romani, per i frutti apostolici slavi”. Giovanni XXIII dedicò a loro l'epistola apostolica Magnifici eventus dell'11 maggio 1963 e Giovanni Paolo II li celebrò con l’enciclica Slavorum Apostoli del 2 giugno 1985. Lo stesso pontefice, con la lettera apostolica Egregiae virtutis del 31 dicembre 1980, proclamò i santi Cirillo e Metodio compatroni d'Europa.
    I santi Cirillo e Metodio sono citati talvolta come patroni di un ponte ecumenico tra la Chiesa cattolica e quella greco-russa, sulla base di una metafora di Giovanni Paolo II relativa ai due “polmoni” spirituali dell’Europa. Ma lo stesso Giovanni Paolo II chiarì che quando parlò di un’Europa che potesse respirare con due polmoni: quello dell’Occidente e quello dell’Oriente, non si riferiva alla Chiesa cattolica e a quella ortodossa, ma al metodo di evangelizzazione dei santi Cirillo e Metodio, i quali, mossi dall’ideale di unire in Cristo i nuovi credenti, adattarono alla lingua slava i testi liturgici e alle consuetudini dei nuovi popoli il diritto greco-romano (Angelus del 15 febbraio 2004).
    Come ha scritto Giovanni Paolo II nella Enciclica Slavorum Apostoli, i santi Cirillo e Metodio, anche se consapevoli della superiorità culturale e teologica della eredità greco-bizantina che portavano con sè, ebbero tuttavia il coraggio, per il bene dei popoli slavi, di servirsi di un'altra lingua ed anche di un'altra cultura per l'annuncio della fede. In tal modo la lingua paleoslava costituì nel Battesimo della Rus' un importante strumento, anzitutto per la evangelizzazione e, in seguito, per l'originale sviluppo del futuro patrimonio culturale di quei popoli.
    La Russia nacque cattolica e, con l’aiuto di Dio e l’intercessione dei santi Cirillo e Metodio, tornerà un giorno pienamente cattolica. La Madonna a Fatima ha trasformato questa speranza in un’infallibile certezza.
    8 min
  • 233 - I partecipanti ai frutti della S.Messa - III Parte
    Quanto rapidamente una tale anima possa essere liberata dal purgatorio dipende dalla volontà di Dio, la cui giustizia è altrettanto infinita e impenetrabile come la Sua misericordia. Quindi non è inutile, ma piuttosto è necessario, che il Santo Sacrificio venga ripetutamente offerto per una stessa anima, per aiutarla ad entrare più rapidamente e sicuramente in possesso del cielo. Questo vale anche per la cosiddetta Messa privilegiata, in cui, in virtù dell'altare privilegiato, si aggiunge un'indulgenza plenaria al frutto del Sacrificio a beneficio dell'anima per conto della quale si celebra la Messa; perchè l'effetto reale di una tale indulgenza, che può essere applicata ai defunti solo attraverso una petizione, rimane ancora soggetta all'accettazione misericordiosa di Dio.
    5 min

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