Se ci allontaniamo da Dio ci allontaniamo dalla sua benedizione e dalla sua protezione: se ritorniamo a Lui, Egli ci accoglie a braccia aperte. --- Oggi iniziamo una serie di messaggi sul libro più lungo della Bibbia: il libro di Isaia. Sessantasei capitoli 1247 versetti,una struttura simile all'intera della Bibbia; sessantasei capitoli, come sono sessantasei i suoi libri, divisibili in due parti, la prima di trentanove capitoli, come l’Antico Testamento, la seconda di ventisette, come il Nuovo Testamento. Un libro che si apre con l’accusa di Dio verso l’uomo a motivo dei suoi peccati, così come si apre Genesi con il peccato originale, e che conclude la prima parte con la profezia della venuta del Principe di Giustizia, così come la predizione di Malachia chiude l’Antico Testamento. Nella seconda parte troviamo Isaia che grida al popolo di Gerusalemme l’arrivo del Dio sceso in terra, così come il Battista aveva fatto nel Vangelo di Giovanni, e che si conclude con la visione di nuovi cieli e nuova terra così come il libro di Apocalisse narra al termine del Nuovo Testamento. Tutti i libri della Bibbia sono importanti ma Isaia ha una enorme valore non tanto per la lunghezza ma per tutte le profezie fatte in esso, tra cui la deportazione in Babilionia, la distruzione del Tempio, e la nascita di Gesù, e che si sono tutte avverate. Lo avete mai letto tutto d’un fiato? Oppure lo avete “studiato”, con l’ausilio di qualche commentario? O forse lo avete letto “qua e là”, soprattutto quando veniva citato in un altro passo e una nota sulla Bibbia vi rimandava ad Isaia? Non vi preoccupate, non andremo a studiare in profondità il libro così come abbiamo fatto con Rut, ma sarà piuttosto un breve sguardo a volo d’uccello per darvi un panorama generale, e magari stimolarvi a leggere di più a casa. Oggi vedremo la prima parte. Questa prima parte è quella che intitolerei “C’era una volta il popolo di Dio”, o più sinteticamente “GUAI”... e poi scopriremo perché. Isaia scrive 739 anni prima della nascita di Gesù, e lo farà per una sessantina di anni. Siamo circa a 400 anni dagli eventi narrati nel libro di Rut, il popolo di Dio aveva avuto grandi re come Davide e Salomone, ma poi si era diviso in due nazioni distinte, Israele a nord e Giuda a sud, siamo prima della deportazione in Babilonia e le cose non vanno molto bene secondo Dio! “Udite, o cieli! E tu, terra, presta orecchio! Poiché il Signore parla: «Ho nutrito dei figli e li ho allevati, ma essi si sono ribellati a me.” (Isaia 1:2) Cosa era successo? Dio li aveva liberati dalla schiavitù in Egitto, gli aveva dato un posto fertile dove vivere, li aveva protetti dai popoli ostili che erano tutto attorno. Era successo quello che accade con dei figli che tecnicamente si definiscono “scostumati”. Avete presente quei figli che non obbediscono mai, che vogliono tutto, che fanno il contrario di quello che gli dici. Questo erano diventati i figli di Dio. L'adorazione era diventata solo una “tradizione”; si andava al tempio per “tradizione familiare”: “Siamo il popolo di Dio!” E quello che è peggio, è che via via vengono aggiunti “obblighi” ai credenti che non erano compresi nella Legge: “Poiché è un continuo dar precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola dopo regola, regola dopo regola, un poco qui, un poco là!".” (Isaia 28:10) “Beh- potrete dirmi – ma almeno saranno state persone “virtuose”, avranno una vita moralmente corretta”... Non proprio! “Il Signore dice ancora: «Poiché le figlie di Sion sono altere, camminano con il collo teso, lanciando sguardi provocanti, procedendo a piccoli passi e facendo tintinnare gli anelli dei loro piedi” (Isaia 3:16 ) “Ed ecco che tutto è gioia, tutto è festa! Si ammazzano buoi, si scannano pecore, si mangia carne, si beve vino. «Mangiamo e beviamo, poiché domani morremo!.” (Isaia 22:13) “Ok, Marco, vanno al tempio per abitudine, aggiungono regole nuove alla Legge di Dio ,fanno il “