Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

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Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo episodes

  • Ep. 129 Riflessioni sul Vesak festa del Buddha
    Questa settimana, il 26 di maggio del 2021, c’è stata la luna piena di maggio, la luna piena che contrassegna la festa buddhista del Vesak, in onore della nascita, dell’illuminazione e della morte (parinibbanā) del Buddha.
    Nascita del Buddha. Qui l madre, la regione Maya si afferra a un ramo di un albero, molto simile a precedenti rappresentazioni di yakshis (divinità della natura femminile), e miracolosamente dà alla luce il Buddha dal suo lato destro, parte di una serie di immagini della vita del Buddha del Met.
    È un giorno particolarmente importante per i praticanti il Buddhadharma, perché permette di portare la consapevolezza alla figura storica del Buddha Śākyamuni, Siddhārta Gautama (usando i nomi in sanscrito, Siddhatta Gotama in Pāli), al suo insegnamento, il Dharma, e a tutti i praticanti che hanno tenuto in vita questo insegnamento, il Sangha.
    Gli effetti di questi insegnamenti sono come le onde in un lago dopo che vi si mossa una mano, onde che si propagano lontano, nel caso del Buddha all’infinito. E gli effetti sono questi descritti nel Sevitabbāsevitabba sutta, le cose da coltivare e quelle da non coltivare:
    E quale modo di suscitare un pensiero fa sì che le qualità inaffidabili diminuiscano mentre quelle abili crescono? È quando qualcuno è contento, e vive con il cuore pieno di soddisfazione. Hanno buona volontà, e vivere con il cuore pieno di buona volontà. Sono gentili, e vivono con il cuore pieno di gentilezza. Questo modo di dare origine a un pensiero fa sì che le qualità non salutari diminuiscono, mentre quelle salutari crescono.Sevitabbāsevitabba sutta, MN 114 Italiano inglese e Pāli
    Seguire il Sentiero del Buddha ha proprio questo effetto, di rendere la vita sempre più leggera, sempre più soffusa di qualità salutari.
    Il ruggito del leone del Buddha
    E il gesto della mano nel lago che ha fatto sì che queste onde ci raggiungessero è avuto il suo culmine proprio nel momento dell’illuminazione del Beato, che ha lasciato questi versi per immortalare quel momento:
    36 min
  • Ep. 128 Meditazione sull'energia delle cellule del corpo
    Con questa meditazione sullo spazio infinito nelle cellule del corpo continuiamo la meditazione sulla spazio infinito nelle cellule del corpo, pubblicata tre episodi fa.
    Sappiamo che il corpo è composto da migliaia di miliardi cellule, ma tendiamo a non pensarci, a immaginare un blocco unico, monolitico, quasi amorfo, non vivo.
    Questa meditazione, insegnata da Tulku Thondup nel libro “Boundless Healing“, ci invita a portare la consapevolezza su queste cellule, e vederle come piene di energia, energia capace di sostenerci e curarci. E’ una meditazione nel filone delle meditazioni sui quattro fondamenti della consapevolezza, i Satipatthana. 
    Meditazione sull’energia delle cellule del corpo
    Iniziamo assumendo una posizione comoda e rilassata. Osserviamo le diverse parti del corpo, iniziando dalla testa. Osserviamo come ognuna di esse, che sia carne, osso, qualunque cosa sia, essa è composta da cellule. Possiamo visualizzare il nucleo, il centro delle cellule, più vivo.Possiamo osservare una particolare cellula del corpo. Un buon punto per iniziare è dalla fronte, tra le sopracciglie, o si può scegliere una cellula in una parte del corpo dove ci sentiamo più a nostro agio. Osserviamo come questa cellula sia vasta, luminosa. Entriamoci dentro, esplorando la qualità dello spazio senza limite di questa cellula, della luce radiosa, straordinaria, che la riempie, piena di calore e gioia. Sentiamo come sia spaziosa, senza stress, senza sofferenza, piena soltanto di accoglienza, come il cielo chiaro. Entrare in questo spazio è come entrare in una stanza accogliente, calda di inverno e fresca d’estate. Dopo allarghiamo la visione, per vedere qualche cellula vicino a quella visualizzata, ognuna piena di luce e accogliente come la prima, piena di calore e gioia . Poi allarghiamo ancora per vedere le migliaia, milioni, miliardi di cellule in quella parte del corpo. Osserviamo così tutto il corpo, ogni parte composta da miliardi di cellule. Ogni cellula piena di energia, di calore pieno di gioia. Rimaniamo in questa sensazione piacevole, sentiamo tutto il corpo completamente pieno di luce, calore, energia, benessere. Sentiamo che le cellule non sono soltanto piene di energia di guarigione, ma esse stesse generano questa energia. Sentiamo che questo calore ha completamente purificato la mente e il corpo di tutte le impurità, aprendo la consapevolezza alla totale purezza di ogni cellula del corpo. Sentiamo il piacere del corpo come un corpo infinito, senza confini, pieno di energie pure e guaritive. Rimaniamo in silenzio, in totale consapevolezza dell’energia guaritiva, il calore pieno di gioia del corpo, senza aggrapparci ad essa, senza analizzarla.
    Referenze
    Meditazione sull’energia delle cellule del corpo registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il 28 maggio 2021.
    Meditazione tratta dal libro di Tulku Thondup “Boundless Healing“.
    25 min
  • Ep. 126 Riflessioni di Dharma su Spazio e libertà
    Queste riflessioni di Dharma su Spazio e libertà partono dal fatto che il Buddha indica una serie di successivi approfondimenti meditativi, gli jhāna, basati sul corpo. Andando oltre il corpo, il primo stato di approfondimento è quello del quinto jhāna, ākāsānañcāyatana o lo spazio infinito. Questo viene riportato in molti sutta, tra cui il Potthapada Sutta, DN 9.
    14. “Inoltre, con l’abbandono del mondo della forma, della materia e della molteplicità, il monaco entra e dimora nella sfera dell’infinità dello spazio. L’ultima percezione di né piacere né dolore si estingue, e subito dopo sorge una percezione della sfera dell’infinità dello spazio. E così con la pratica meditativa una percezione sorge e con la pratica meditativa un’altra percezione si estingue.Potthapada Sutta – Potthapada DN 9
    Come tutti gli jhāna, non è uno stato permanente, ma soggetto comunque a cambiamento. Permette però di sperimentare delle qualità che progressivamente ci portano al nirodha, alla cessazione dell’identificazione nei cinque aggregati di corpo, sensazioni, percezioni, pensieri e coscienza sensoriale. Questo viene molto spiegato nell’insegnamento che il Beato diede a suo figlio, Rahula:
    “Rāhula, cos’è l’elemento spazio? L’elemento spazio può essere interno o esterno. Rāhula, cos’è l’elemento spazio interno? Qualunque componente personale interno che viene sperimentato come spazio o spazioso – come la cavità dell’orecchio, la cavità del naso, la bocca, l’esofago, lo stomaco, il retto, o qualsiasi altra componente personale interna che è vissuto come spazio o spazioso – Rāhula, questo è chiamato l'”elemento spazio interno”. Sia che l’elemento spazio sia interno o esterno, è lo stesso elemento spazio. Dovrebbe essere accuratamente visto con la giusta saggezza in questo modo: Questo non è mio, non sono questo, questo non è il mio io. Quando si è visto esattamente con la giusta saggezza in questo modo, si diventa disincantati con l’elemento dello spazio, e la mente diventa spassionata verso l’elemento dello spazio.Il più grande discorso di consiglio a Rāhula, MN 62, traduzione da quella di Bhikkhu Bodhi
    E’ quando arriva questo disincanto con gli elementi spaziali che si può toccare lo spazio infinito, che è libertà dall’ego.
    Questa libertà può essere coltivata fino a rimuovere gli ostacoli dell’identificazione nel sé, il sakkayadhitti. Per raggiungere il primo livello di illuminazione bisognerà infatti andare oltre bisognerà abbandonare i primi tre vincoli, le prime tre catene del divenire. Nel canone Pāli se ne riconoscono dieci:
    credenza in un sé (Pali: sakkāya-diṭṭhi); dubbio o incertezza (vicikicchā), specialmente nei riguardi dei Tre Gioielli di Buddha, Dharma e Sangha;attaccamento a riti e rituali (sīlabbata-parāmāsa); desiderio sensuale (kāmacchando);cattiva volontà
    36 min
  • Ep. 125 Meditazione sullo spazio infinito nelle cellule del corpo
    Con questa meditazione sullo spazio infinito nelle cellule del corpo continuiamo la meditazione sulla luce delle cellule del corpo, pubblicata due episodi fa.
    Sappiamo che il corpo è composto da migliaia di miliardi cellule, ma tendiamo a non pensarci, a immaginari un blocco unico, monolitico. Un blocco limitato anche nello spazio.
    Questa meditazione, insegnata da Tulku Thondup nel libro “Boundless Healing“, ci invita a portare la consapevolezza su queste cellule, e vederle come infinitamente spaziose e piene di luce. In questo modo possiamo trascendere i limiti che pensiamo che siano intrinseci al nostro corpo, in una visione più autentica. E’ una meditazione nel filone delle meditazioni sui quattro fondamenti della consapevolezza, i Satipatthana. 
    Meditazione sullo spazio infinito nelle cellule del corpo
    Iniziamo assumendo una posizione comoda e rilassata. Osserviamo le diverse parti del corpo, iniziando dalla testa. Osserviamo come ognuna di esse, che sia carne, osso, qualunque cosa sia, essa è composta da cellule. Possiamo visualizzare il nucleo, il centro delle cellule, più vivo.Possiamo osservare una particolare cellula del corpo. Un buon punto per iniziare è dalla fronte, tra le sopracciglie, o si può scegliere una cellula in una parte del corpo dove ci sentiamo più a nostro agio. Osserviamo come questa cellula sia vasta. E’ come se si entrasse in uno spazio esterno. Sentiamo la qualità senza limite di questa cellula e gioiamo della luce radiosa, straordinaria, che la riempie, come un arcobaleno. Usiamo l’immaginazione per muoverci dentro la cellula, apprezzando la sua vastità e bellezza. Questa cellula è calma e pacifica, come il cielo aperto e chiaro. Vasta come l’universo, senza confini, calma, piena di colori incantevoli e di luce.Si può anche vedere la cellula come un mondo, pieno di campi, prati, montagne, fiumi, giardini radiosi di luce e colori. Usiamo l’immaginazione per apprezzare la vastità e la bellezza.Dopo allarghiamo la visione, per vedere qualche cellula vicino a quella visualizzata, ognuna vasta come la prima. Poi allarghiamo ancora per vedere le migliaia, milioni, miliardi di cellule in quella parte del corpo. Si può ripetere questo processo in ogni parte del corpo.Osserviamo ogni cellula vasta come l’universo, serena come un cielo limpido.Osserviamo ora l’intero corpo, con i miliardi di cellule vaste, senza limite, piene di luce. Sentiamo la calma, la pace. Sentiamo come ogni cellula sia in armonia con le altre, come tutte condividano una gentilezza amorevole, piena di guarigione. Sentiamolo davvero, non soltanto come immaginazione. Rilassiamoci in questa sensazione di libertà e pace, senza aggrapparci ad essa, senza analizzarla.
    Referenze
    Meditazione sullo spazio infinito nelle cellule del corpo registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il 21 maggio 2021.
    Meditazione tratta dal libro di Tulku Thondup “
    28 min

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Nel podcast dell'Associazione Kalyanamitta (una volta "Terrapura"), proponiamo meditazioni guidate nella tradizione buddhista e in quella laica della mindfulness e riflessioni e insegnamenti del Dharma Buddhista, adatti a principianti ed esperti.

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