Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

By Associazione KalyanamittaReligion & Spirituality
Download on the App Store

Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo episodes

  • Ep. 124 Riflessioni di Dharma sulla passività e l'energia
    Queste riflessioni di Dharma sulla passività e l’energia vogliono rispondere ad una domanda che viene frequentemente posta, ovvero se accettare le cose, nell’ottica di “va bene così”, generi però passività.
    Uno degli stati mentali considerati estremamente importanti nella pratica spirituale insegnata dal Buddha è quello dell’equanimità, upekkha, poter affrontare tutti gli eventi della vita trattandoli allo stesso modo. Questa capacità è basata sulla conoscenza intrinseca dell’impermanenza, riconoscere che tutti i fenomeni sono destinati a svanire. Sono come nuvole che passano nel cielo, coprendo il sole e poi, inevitabilmente, lasciandolo risplendere ancora. L’equanimità permette di abbracciare tutto allo stesso modo, le esperienze piacevoli e quelle spiacevoli, i momenti belli della vita e quelli difficili. Si presenta quando si abbandonano gli attaccamenti e le avversioni e, al tempo stesso, nutre le condizioni per arrivare a questo abbandono.
    E’ una qualità facilmente riconoscibile in coloro che hanno raggiunto delle realizzazioni spirituali importanti ed oltre che essere il quarto dei Brahmavihara, le Dimore Divine, è il settimo dei sette fattori di illuminazione, i bojjhaṅga.
    Il suo nemico lontano è l’eccitazione, lasciarsi trascinare da tutte le situazioni. Ma quello più difficile da padroneggiare è il suo nemico vicino, che è l’indifferenza, basata sulla noncuranza non cosciente. E’ una forma di rifiuto, per cui se da un lato vogliamo lasciarci trascinare delle sensazioni, dalle emozioni e dai pensieri, riconoscendo che c’è qualcosa che questa abitudine non ci porta benefici, evitiamo di osservare in profondità e ci costruiamo uno schermo, un’armatura di indifferenza. Ma questa naturalmente non è nient’altro che una falsa equanimità.
    Descrive questa differenza in modo estremamente efficace il grande monaco Ajahn Chah, quando gli chiesero se conoscesse il Sutra di Hui Neng, il grandissimo maestro Chan:
    La saggezza di Hui Neng è molto penetrante. È un insegnamento molto profondo, per i principianti non è facile da capire. Però, se pratichi pazientemente con la nostra disciplina, se pratichi il non attaccamento, alla fine capirai. Una volta un mio discepolo stava in una capanna con il tetto impagliato. Durante quella Stagione delle Piogge* spesso pioveva e, un giorno, un forte vento fece volar via metà del tetto. Non si preoccupò di aggiustarlo, semplicemente lasciò che piovesse dentro la capanna. Dopo molti giorni gli chiesi della sua capanna. Disse che stava praticando il non attaccamento. Questo è non attaccamento privo di saggezza. È più o meno come l’equanimità di un bufalo d’acqua. Se vivi un’esistenza semplice e buona, se sei paziente e altruista, capirai la saggezza di Hui Neng.Ajahn Chah, “Insegnamenti”, disponibile gratuitamente sul sito del monastero Santacittarama
    L’equanimità è quindi il bilanciamento tra il lasciar andare e l’agire, tra l’eccesso di energia e la passività.
    Per capire a che punto siamo, dobbiamo sviluppare la qualità di sati-sampajañña, che significa “consapevolezza e chiara comp
    27 min
  • Ep. 123 Meditazione sulla luce delle cellule del corpo
    Tendiamo a vedere il corpo come se fosse un oggetto unico. Ma è facile vedere come il corpo e noi stessi siamo un sistema complesso, armonia tra un numero indicibile di cose.
    Una delle cose che tendiamo a non vedere è che il corpo è composto da cellule, eppure la scienza ci dice ci sono cura 30 mila miliardi di cellule nell’organismo, un numero che non è nemmeno possibile immaginare!
    Questa meditazione, insegnata da Tulku Thondup nel libro “Boundless Healing“, ci invita a portare la consapevolezza su queste cellule, e vederle come fonte di luce, ogni cellula una cellula di luce. In questo modo possiamo incontrare il nostro corpo in un modo più autentico. E’ una meditazione nel filone delle meditazioni sui quattro fondamenti della consapevolezza, i Satipatthana.
    Potremmo vedere ogni cellula composta degli elementi tradizionali di terra, acqua, fuoco ed aria, con l’aggiunta dello spazio, ma per questa meditazione scegliamo di vederle come energia di guarigione vitale, sotto forma di luce.
    Cellule del corpo
    Meditazione sulla luce delle cellule del corpo
    Iniziamo assumendo una posizione comoda e rilassata. Osserviamo le diverse parti del corpo, iniziando dalla testa. Osserviamo come ognuna di esse, che sia carne, osso, qualunque cosa sia, essa è composta da cellule. Possiamo visualizzare il nucleo, il centro delle cellule, più vivo.Possiamo osservare come ogni cella sia luminosa, colorata, piena di luce radiosa. Immaginiamo di vedere le cellule, prima una, poi due, poi molte fino a vedere milioni e miliardi di cellule. Proviamo a sentire che non è un’immaginazione, ma che stiamo davvero toccando le infinite celle del nostro corpo, ognuna con la sua forma.Con l’occhio della mente, osserviamo tutto il corpo, pieno di luce. Sentiamo come questa luce risplenda attraverso il corpo, miliardi di cellule che risplendono e sbocciano come fiori. Proviamo a vedere diverse tonalità di luce: una luce chiara bianca; di tutti i colori, come l’arcobaleno; di un colore particolare, come rossa per il calore, blu per l’apertura, gialla per la forza.Portiamo l’attenzione alla qualità insostanziale della luce, che ci cura senza limiti, restrizioni o pressioni. Sentiamo il piacere di avere un corpo di luce. Rilassiamoci in questa sensazione di libertà e pace, senza aggrapparci ad essa, senza analizzarla.
    Referenze
    Meditazione sulla luce delle cellule del corpo registrata nel gruppo di meditazione di Terrapura il 14 maggio 2021.
    Meditazione tratta dal libro di Tulku Thondup
    31 min
  • Ep. 122 Introduzione al Buddhismo: il Buddhismo
    Questa è la quarta puntata dell’introduzione al buddhismo: il Buddhismo, cosa si intende per esso, come si è diffuso in diverse tradizioni.
    Precedenti puntate: 
    Descrizione della serieVita del BuddhaInsegnamenti fondamentali
    Il Buddhismo
    Come ci ricorda  il grande storico delle religioni Mircea Eliade,  “Il Buddismo è l’unica religione il cui fondatore dichiara di non essere né il profeta di un dio né il suo emissario e che, inoltre, respinge l’idea di un Dio-Essere Supremo”. 
    Si può andare oltre, osservando che sia il termine “Buddhismo” che la sua connotazione come “religione” sono convenzioni recenti, introdotte circa tre secoli fa in Europa per indicare genericamente la tradizione religiosa nata intorno alla figura del Buddha. 
    Il Buddhismo è stato considerato di volta in volta religione, filosofia, stile di vita, ma è difficile ridurlo anche ad una sola di queste definizioni. Non è possibile propriamente definirlo filosofia, in quanto il Buddha non ha mai voluto dare un’impostazione teorica ai suoi insegnamenti, anzi, si rifiutava di discutere sugli aspetti filosofici e metafisici, in quanto, come riporta nel Cūla-Mālunkyā sutta:  «Che cosa non ho spiegato? Che il mondo è o non eterno; che il mondo ha o non ha fine;  che la vita e il corpo sono o non sono la stessa cosa;  che il Tathāgata o esiste o non esiste dopo lo morte o né esiste né non esiste dopo lo morte, questo non ho spiegato» (parafrasi di MN 63)
    «E perché, o Mālunkyāputta, non ho spiegato tutto questo? Perché ciò non è salutare, non appartiene ai fondamenti della vita religiosa, non conduce al sereno disincanto (nibbidā), al distacco, alla cessazione, alla pace, alla conoscenza, al risveglio, al nibbāna: per tale motivo non ho spiegato tutto ciò» (MN 63, Cūla-Mālunkyā Sutta – Il piccolo discorso di Mālunkyāputta). Nello stesso sutta il Buddha asserisce invece che ha insegnato una sola cosa, le Quattro Nobili Verità.  
    Non lo si può nemmeno considerare, almeno all’inizio, propriamente una religione perché non aveva quei caratteri di ritualità e di trascendenza tipici delle altre religioni. In un sutta molto famoso e importante, il  Kalama Sutta, (AN 3.65, “Ai Kalama”), il Buddha invita a provare in prima persona gli insegnamenti: 
    «Non vi fidate di ciò che è stato acquisito per averlo sentito in modo ripetuto; né a causa della tradizione; né a causa della voce; né per il fatto che ciò si trova in una scrittura; né a causa di una supposizione; né a causa di un assioma; né a causa di un ragionamento speciale; né di un partito preso in favore di una nozione alla quale si è potuto riflettere; né a causa dell’apparente abilità di qualcun altro; né a causa della considerazione ‘Il monaco è il nostro maestro’. O Kalama, quando sapete da voi stessi: ‘Queste cose sono buone; queste cose non sono biasimevoli; queste cose sono accettate dai saggi; se le si intraprende e se le si osserva, q
    15 min
  • Ep.121 Riflessioni sul risuonare del Dharma
    Queste riflessioni sul risuonare del Dharma puntano a sviluppare una qualità che in realtà già abbiamo. Per diventare praticanti autonomi, dobbiamo imparare a poter riconoscere gli aspetti e le azioni salutari da quelle non salutari. Per fare questo possiamo sviluppare una certa musicalità, quella interiore del cuore, come ci invita a fare il Buddha in questi versi:
    121Non ignorare la risonanza del malepensando che finirà nel nulla.Come la brocca si riempiedi pioggia che cade goccia a gocciacosì col tempo lo stolto è incrinatodalle azioni malvage.”122Non sottovalutare la risonanzadi un’azione saggiapensando che a nulla varrà.Come la brocca si riempiedi pioggia che cade goccia a gocciacosì col tempo il saggiosi fa ricolmo di bontà.”Dhammapada, Traduzione di Ajahn Munindo. “Dhammapada Per La Contemplazione”.
    Sperimentare i fenomeni
    Quando si presentano delle situazioni che ci lasciano in dubbio, non rimane che sperimentare direttamente i fenomeni. Lo possiamo fare usando tutti e tre gli assi fondamentali del Nobile Ottuplice Sentiero, di moralità, concentrazione meditativa e saggezza, in Pāli sila, samadhi e pañña.
    Seguendo la moralità, possiamo usare la consapevolezza nella vita quotidiana per osservare che effetto ci fa quando facciamo una determinata cosa o incontriamo una particolare situazione o persona. Possiamo osservare gli effetti di un nostro comportamento sugli altri. Possiamo chiederci come ci fa sentire sapere che gli altri ci stanno osservando, o potrebbero farlo, quando ci comportiamo in un certo modo.
    Possiamo usare il samadhi per esplorare in profondità durante la meditazione. Possiamo ad esempio riportare alla mente una certa situazione, osservando come ci risuona nel cuore. Possiamo seguirne tutti gli effetti, anche di una situazione ipotetica, per osservare se il punto cui arriviamo ci sembra salutare o no.
    L’importante è riuscire ad osservare se c’è armonia, pace, o se invece c’è un suono stonato, una vibrazione di irrequietezza e insoddisfazione. Sono questi gli effetti rispettivamente delle azioni salubri e di quelle malsane, che possiamo imparare a riconoscere come se fossimo un potente strumento di misura, la misura del Dharma!
    Con entrambi questi metodi possiamo arrivare a toccare direttamente l’essenza di quanto ci interessava, sviluppando la saggezza, pañña, andando oltre il male ma anche il bene, perché una volta conosciute le cose così come sono non servirà nemmeno più classificarle come male o bene.
    Potremo così arrivare a quello che ci promette il Mettā Sutta nei versi finali:
    Il puro di cuore,non legato ad opinioni,dotato di chiara visione,liberato da brame sensuali,non tornerà a nascere in questo mondo.
    Referenze
    Riflessioni sul risuonare del Dharma registrate nel
    20 min

About Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

From the publisher's feed

Nel podcast dell'Associazione Kalyanamitta (una volta "Terrapura"), proponiamo meditazioni guidate nella tradizione buddhista e in quella laica della mindfulness e riflessioni e insegnamenti del Dharma Buddhista, adatti a principianti ed esperti.

More shows like Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Love bombing - Storie di manipolazione by Roberta Lippi - Storielibere.fm

Love bombing - Storie di manipolazione

6 Listeners

Serendipity by Telmo Pievani, Giorgia Bollati - Lucy sui mondi

Serendipity

0 Listeners