Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Mesudì

    «In un gioco di equilibri, con l’incanto degli enigmi» è la frase che meglio descrive l’anima artistica di Mesudì, un ensemble che si muove tra la musica di tradizione orale e il folk urbano, tra la voce e il tamburo, tra il romanesco e il dialetto calabrese. Si tratta di un quartetto fondato nel 2019 dal nostro ospite di oggi, l’eclettico percussionista romano Simone Pulvano, con le voci e le percussioni di Claudia Ugenti, Elisa Surace e Francesca Flotta. L’universo musicale del gruppo si basa sull’equilibrio, sottile e raffinato, di voci e percussioni pensati come unici strumenti creativi e vissuti nelle loro mutevoli possibilità estetiche. Le trame armoniche e ritmiche che vengono elaborate dialogano con il Mediterraneo, con le sue sponde e i suoi mari, ma risentono anche del mondo urbano e metropolitano in cui il gruppo affonda parte delle proprie radici. Nasce così un linguaggio complesso e variegato in cui i suoni del mondo arabo incontrano canti e proverbi della tradizione popolare calabrese, il romanesco si mescola alla polifonia classica, il rap ripercorre la tradizione di racconto e di protesta degli antichi cantastorie. In questa dimensione multiforme nasce lo stesso nome del gruppo, Mesudì, il vento di mezzogiorno, il vento del Sud, che sfiora, sposta e trasporta, raccoglie e racconta. E il racconto è al centro del lavoro del gruppo che nei suoi brani propone storie di vita, vissuta o immaginata, in cui i rapporti e le relazioni tra gli individui si definiscono come nodi, legami che stringono, intrappolano o fanno innamorare.

    47 min
  • Elena Paparusso

    La nostra ospite di oggi è una cantante e compositrice che ha collaborato con alcuni dei più importanti musicisti della scena jazz italiana, da Maria Pia De Vito a Danilo Rea, da Domenico Sanna e Marco Tamburini a Paolo Damiani. Nel 2015 Elena Paparusso ha terminato ll Biennio di specializzazione in Jazz con il massimo dei voti e lode, presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, e nello stesso anno ha ricevuto il premio come Miglior Compositrice per il Women in Jazz Competition. Il suo percorso artistico è stato ispirato da grandi personalità come: Abbey Lincoln, Carmen McRae, Billy Strayhorn, Thelonious Monk e Wayne Shorter. Oggi ci parla in particolare, tra le altre cose, del suo primo album da solista. Inner Nature è un percorso scritto tra pagine autografe e dediche speciali ad alcune delle sue più grandi fonti d’ispirazione letterarie e musicali, da Bjork a Wayne Shorter, da Kurt Weill a Maya Angelou, realizzato con una band agguerrita e affiatatissima che si completa con le tastiere di Domenico Sanna, la chitarra di Francesco Poeti, il contrabbasso di Luca Fattorini e la batteria di Fabio Sasso.

    46 min
  • Raiz

    Il nostro ospite di oggi è un cantautore e attore napoletano noto e apprezzato da un pubblico assai variegato. Raiz, nome d’arte di Gennaro Della Volpe, nel 1991 diventa la voce del gruppo Almamegretta, fondato nel 1988 dal batterista Gennaro Tesone, il chitarrista Giovanni Mantice e la bassista Gemma Aiello, a cui nello stesso anno si unisce anche il tastierista Paolo Polcari. Il cantante inizia subito un lavoro di traduzione dei testi in italiano e di un nuovo arrangiamento dei pezzi già realizzati in chiave reggae e funky. Nel 1993 il gruppo pubblica il primo album, Anima migrante, seguito due anni dopo da Sanacore. Negli anni successivi escono gli album Indubb (1996), Lingo (1998) e 4/4 (1999). Il 2000 vede il debutto di Raiz sul grande schermo, con la sua partecipazione al film Cuore scatenato. A partire dal 2001, inoltre, il cantante si occupa di progetti paralleli agli Almamegretta fino a lasciare temporaneamente il progetto per lavorare alla sua carriera da solista. Nel 2004 esce dunque il suo primo album da solista, Wop, e tre anni più tardi l’album Uno. Da solista, Raiz collabora negli anni con diversi artisti sia italiani che stranieri, tra i quali Pino Daniele, Gianni Maroccolo, Massive Attack, Stewart Copeland, David Fiuczynski, Nino D’Angelo, Daniele Silvestri e molti altri. Nel 2014 esce l’album Dago Red, realizzato in collaborazione con Fausto Masolella, chitarrista degli Avion Travel, che vince la Targa Tenco nella categoria “interpreti”. Nel 2016 esce l’ultimo album con gli Almamegretta, Ennenne, e l’anno successivo è nel cast del film Ammore e malavita dei fratelli Manetti. Da quel momento si concentra più sulla sua carriera da attore: ancora nel 2017 recita un ruolo minore nella sesta stagione della serie L’ispettore Coliandro, nel 2019 recita nel film L’agenzia dei bugiardi e nel 2020 in 7 ore per farti innamorare. Nel 2020 inizia anche la serie che lo porta a una discreta notorietà: Raiz, infatti, viene scritturato per il ruolo del boss mafioso Don Salvatore Ricci nella serie Mare fuori, di cui produce anche le musiche. Tra le molte altre cose, oggi ci parla di un album pubblicato di recente insieme ai Radicanto e dedicato alla musica di Sergio Bruni, una delle voci più significative della canzone napoletana.

    47 min
  • Inaudito remixx 13

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle del pianista e cantante Raphael Gualazzi e della violoncellista Giovanna Famulari.

    47 min
  • Giampaolo Ascolese

    Oggi abbiamo la fortuna di ospitare un nome illustre del batterismo italico, Giampaolo Ascolese, che ci ha portato un recente e ricchissimo album antologico nel quale sono riunite alcune delle sue innumerevoli incisioni. A partire dagli anni 70 ha collaborato praticamente con tutti i più importanti musicisti di jazz italiani.
    Da Mario Schiano a Claudio Fasoli, da Massimo Urbani a Enrico Pieranunzi, Renato Sellani o Nicola Arigliano, per non citarne che alcuni. Nel 1980 si reca negli Stati Uniti per un corso di specializzazione alla Berklee School of Music di Boston, esibendosi in una serie di concerti con musicisti locali ed ottenendo il massimo dei voti.
    Tornato in Italia, entra a fare parte dello Space jazz Trio di Enrico Pieranunzi e contemporaneamente del quintetto di Nunzio Rotondo. Si diploma in Strumenti a Percussione al Conservatorio di musica A.Casella dell’Aquila, sotto la guida del M° Gianluca Ruggeri, iniziando una attività di percussionista classico-contemporaneo che tuttora conduce, registrando, come timpanista e batterista tre film di Roberto Benigni: Il Piccolo Diavolo, Johnny Stecchino e Il Mostro, con le musiche di Evan Lurie e svolgendo un’attività parallela di solista di marimba in concerti di musica contemporanea. Ha inoltre inciso con Steve Grossman, Lou Bennett, Sal Nistico, Lee Konitz e Gary Smoulyan, e in particolare con Nicola Arigliano ha avuto una intensissima collaborazione di circa 20 anni, avendo registrato 6 album, partecipato a numerosissimi concerti e trasmissioni televisive, tra cui Sanremo 2003 in qualità di superospite, e vincendo il Premio Tenco ‘95 con il cd I sing ancora. Come si capisce, quindi, è davvero arduo sintetizzare la sua carriera in poche righe, o in una sola trasmissione, ma noi come sempre ci proveremo a modo nostro, tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta. 

    48 min
  • Naomi Berrill

    Oggi abbiamo il piacere di ospitare sulla nostra arca radiofonica una violoncellista, chitarrista e cantautrice irlandese che da molti anni, ormai, vive a Firenze ed è quindi attiva in Italia. Dopo aver portato a compimento gli studi classici in Scozia, Svizzera e Italia, Naomi Berrill comincia a sperimentare l’uso dello strumento come accompagnamento alla voce, componendo e arrangiando nuovi brani in cui prende spazio anche l’improvvisazione. Brillante polistrumentista, sfrutta la sua innata versatilità per collaborare con musicisti classici come Michael Nyman, Giovanni Sollima e Mario Brunello, o jazzisti come Simone Graziano e Alessandro Lanzoni, ma non disdegna altri ambiti come la musica barocca o il folk. Inoltre collabora stabilmente con la Compagnia del coreografo Virgilio Sieni. Attiva anche come organizzatrice, Naomi dirige High Notes, festival musicale sulle Alpi Apuane, e la rassegna Jazz di una notte di mezza estate durante l’Estate Fiorentina. Ha pubblicato tre album , From the Ground (Lampi, 2015) To the Sky (Egea,2017) e Suite Dreams (Warner Music, 2020). Oggi ci parla in particolare del suo lavoro più recente, Inish, una sorta di concept album che riflette la vita a Inishark e Inishbofin, due isole al largo della costa occidentale dell’Irlanda. La musica racconta la bellezza di queste isole, la forza e il coraggio degli abitanti, ma anche la dura esistenza delle comunità di pescatori delle isole. 

    46 min
  • Gianluca Maria Sorace

    Il nostro ospite di oggi è Stella Burns, all’anagrafe Gianluca Maria Sorace, un artista poliedrico con una carriera solista che parte dal 2011. Polistrumentista, autore, cantante e videomaker autodidatta, ha pubblicato nel 2023 I’m Deranged - Stella Burns plays David Bowie, un EP uscito per le label Brutture Moderne e Love & Thunder che anticipa il suo album di inediti. Il folk noir viscerale e la visione artistica di Sorace si mettono al servizio di sei canzoni meno note di David Bowie, ascolto costante dell’artista durante tutta la vita. Già cantante degli Hollowblue, Gianluca Maria Sorace pubblica per la Twelwe Records il suo primo lavoro da solista, firmandosi con lo pseudonimo di Stella Burns. Lo scenario musicale è acustico, intimo, raramente prodigo di guizzi elettrici e di folate dinamicamente importanti. I nomi annoverati fra i punti di riferimento del cantautore livornese sono pesanti, dal prestigio quasi insostenibile come Nick Cave, Bowie o i Velvet Underground, nomi che non a caso saranno citati nella nostra chiacchierata, tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta. 

    47 min
  • Alfonso Santimone

    Nato a Ferrara, il nostro ospite di oggi durante gli anni 90 è stato membro stabile del quintetto di Giulio Capiozzo ed ha suonato e collaborato in Italia e in Europa con, tra gli altri, Harold Land, Robert Wyatt, Gorge Cables, Jimmy Owens, Tony Scott, Bruce Forman, John Clark, Ares Tavolazzi e Claudio Fasoli. Come compositore e arrangiatore Alfonso Santimone scrive musica per opere teatrali, video e multimediali. Viene spesso definito un artista proteiforme, meticoloso e avventuroso, il suo tocco al pianoforte suggerisce un gusto oscuro e visionario e, come improvvisatore, esplora territori diversi mantenendo una personalità forte e riconoscibile in ogni nuova avventura musicale. 
    È leader di diversi gruppi (Laser Pigs, Thrill, ecc.) ed è un membro fisso di un buon numero di gruppi (Zeno de Rossi Shtik, East Rodeo, Roberto Gatto PerfecTrio, Gianluca Petrella Cosmic Band…). Di recente ha partecipato all’omaggio discografico che Roberto Gatto ha dedicato a Tony Williams, ma oggi ci parla in particolare dei progetti che firma come leader e naturalmente di quelli che verranno.

    47 min
  • Inaudito remixx 12

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle dei chitarristi Marco Perona e Mauro Campobasso.

    45 min
  • Cristina Renzetti

    Sarà inevitabile dirigerci idealmente verso il Sudamerica con la nostra ospite di oggi, e lo faremo con grande piacere perché la passione e la simpatìa di Cristina Renzetti sono davvero irresistibili. Originaria di Terni, inizia giovanissima a cantare ed esibirsi sulla scena jazzistica bolognese, dedicandosi in particolare allo studio della musica brasiliana e lusofona. Nel 2003 avvia un fertile sodalizio con il chitarrista e compositore Rocco Casino Papia, e nasce così il progetto Jacaré. La band ha all’attivo due album, Il primo passo e La fuga di Majorana. Nel 2008 Jacaré vince il bando Moovin’ Up (Giovani Artisti Italiani) che porterà la band in tournée in Brasile. Dal 2006 al 2011 ha vissuto tra l’Italia e Rio de Janeiro, e in Brasile ha collaborato con alcuni tra i migliori strumentisti e compositori della scena carioca tra i quali Tira Poeira, Joana Queiroz, Sergio Krakowski, Vitor Gonçalves, Thiago Amud, Edu Kneip, Armando Lôbo, Gutu Wirtti, Edu Neves. Nel 2011 partecipa, come prima ospite straniera di sempre, allo storico programma di musica della TV Globo Som Brasil in omaggio a Jackson do Pandeiro, insieme a Lenine, Oto e Cascabulho. Nello stesso anno esce in Brasile il suo primo disco da solista, Origem é girO (Delira Musica 2011), al quale segue nel 2017 Dieci lune. Le formazioni live con cui si esibisce attualmente sono il Trio Correnteza, con il clarinetto di Gabriele Mirabassi e la chitarra di Roberto Taufic sulle musiche di Tom Jobim, e As Madalenas con la brasiliana Tati Valle, entrambe alla voce, chitarra e percussioni. Oggi torna a trovarci proprio per presentare il loro ultimo e recente album, ma ci sarebbero molte altre cose da dire, a cominciare da un brillante progetto dedicato alle canzoni di Gianmaria Testa.

    46 min

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