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Polistrumentista, musicologo e musicoterapeuta, il nostro ospite di oggi si è diplomato in Clarinetto presso il conservatorio di Cosenza, e ha poi conseguito due lauree, in Musica al D.A.M.S. dell’Università della Calabria e in Musicoterapia presso l’Istituto di Musicologia e Musicoterapia Appollon. La passione per la musica di Gianfranco De Franco comincia a manifestarsi nella banda musicale “V. Longo” del suo paese, Laino Borgo in provincia di Cosenza, e non smette poi di crescere sfociando anni dopo in una lunga serie di significative esperienze e collaborazioni: come polistrumentista dei “Mandaraproject” capitanati da Gennaro De Rosa, con il cantautore Peppe Voltarelli nell’omaggio a Modugno dal titolo Voleva fare l’artista, con Pasquale Nigro per il suo esordio discografico Orientato a sud e con il cantautore Gaspare Tancredi, per non citarne che alcuni. Coinvolto spesso e volentieri nella sonorizzazione di film, ma anche di audiolibri e di spettacoli teatrali, De Franco esplora stili di musica sperimentale ed ambient lambendo new age, metal industrial e musica contemporanea. È quindi un artista decisamente babilonico, che come sentiremo è perfettamente a suo agio sulla nostra arca radiofonica.
Abbiamo oggi il piacere di ospitare sulla nostra arca radiofonica una chitarrista che la critica ha riconosciuto da qualche anno come uno dei giovani talenti più promettenti del panorama jazzistico internazionale, basti pensare che la rivista Jazz Guitar Today l’ha inserita nella copertina del numero di febbraio del 2020. Eleonora Strino si è formata al conservatorio di Napoli e si è poi perfezionata studiando al prestigioso conservatorio di Amsterdam sotto la guida dei chitarristi Maarten Va de Grinteen, Martijn Van Iterson e Jesse Van Ruller. Molto apprezzata da alcuni dei nomi più in vista della scena jazz italiana, tra i quali Dado Moroni ed Emanuele Cisi che non a caso l’hanno voluta nei loro gruppi, Eleonora ha pubblicato nel maggio del 2023 il suo primo album come bandleader, registrato dal vivo a Berlino con due personaggi leggendari della musica improvvisata: Greg Cohen al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. L’album, dal titolo “I Got Strings”, è stato prodotto dalla Cam Jazz e vale la pena di essere scoperto perché rivela le potenzialità di una musicista che oggi ascolteremo anche alle prese con la nostra babilonica scaletta.
Autore, bassista e chitarrista con diverse esperienze alle spalle in compagnia di band apprezzate sulla scena alt-rock e underground emiliana come i Crazy crazy world of Mr. Rubik e gli Eveline, Gabriele Ciampichetti è un personaggio assai noto della scena musicale bolognese anche per il suo lavoro nelle fila del Locomotiv Club, di cui è socio fondatore e promoter. Oggi ci parla prima di tutto del suo nuovo progetto, dal titolo curioso quanto fuorviante. Si chiama infatti “AI!”, anche se il riferimento non è all’intelligenza artificiale ma piuttosto ad un’espressione tipica della graphic novel che ha ispirato il nome della sua ultima avventura sonora: Gli “Ai!” nascono nella primavera del 2020 dall’incontro di Ciampichetti con il suo batterista prediletto, Stefano Orzes, e il loro approccio musicale si pone l’obiettivo di esplorare sonorità rarefatte sviluppando un’indole notturna, muovendosi all’interno di uno spettro sonoro che va dal desert rock al jazz, contaminato in alcuni brani dalla tradizione cantautorale anni ’70, anche d’oltre oceano. Un progetto nel segno dell’improvvisazione che scaturisce da evocativi loop di basso sgretolandosi fino al minimalismo, con la voce poliedrica di Luca Fattori in bella evidenza. Tra il Locomotiv Club di Bologna e il Mountain Goat Studio di Sasso Marconi, il trio registra l’album d’esordio Manuale Illusione, che uscirà a marzo del 2023. Un concept album, per usare una definizione un po’ “vintage”, che andiamo a scoprire con il nostro ospite di oggi.
Il nostro ospite di oggi ha scelto un nome d’arte che sembra quello di un negozio, e in effetti è proprio così: nato a Voghera nel 1976 da una famiglia di liutai, Gianluca Massaroni, ha seguito le orme di suo nonno e di suo padre, titolare del negozio di famiglia. Nel 2006 è tra gli otto vincitori della XVII edizione di Musicultura, dove riceve il premio della critica e per miglior testo. Nell’ottobre del 2009 con la Sony Edizioni esce il suo primo album a nome Gianluca Massaroni, dal titolo L’amore altrove, prodotto da Eros Ramazzotti. Adotta il nome d’arte Massaroni Pianoforti e nel 2013 è tra i primi artisti a tentare la scommessa Crowdfunding sul portale musicraiser.com. La raccolta di fondi gli offre l’opportunità di registrare il secondo disco, dal titolo Non date il salame ai corvi. Parallelamente partecipa una seconda volta a Musicultura, ritrovandosi ancora tra gli otto vincitori della XXIV edizione. Il disco esce nel 2014 trainato dal secondo singolo Una buona occasione. Ritenta poi l’autoproduzione per il nuovo disco partecipando nuovamente al Crowdfunding su Musicraiser, e anche in questo caso raggiunge il budget richiesto, dando il via ai nuovi brani insieme ai produttori artistici Maurizio D’Aniello e Vito Gatto. L’album esce nel 2017 col nome Giu, e due anni più tardi segue Rolling Pop. Oggi ci parla dei suoi progetti più recenti, e di quelli futuri.
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Di norma questo è un programma a tre voci, con due conduttori e un ospite. Oggi, però, potremmo anche parlare di un coro, o meglio di un’orchestra di voci, perché il nostro ospite è un vocal performer dotato di una folgorante personalità e armato di una loopstation personalizzata che gli permette di moltiplicare senza apparenti limiti la sua multiforme vocalità. Dagli studi classici agli esordi come cantante rock, e fino all’impronta jazzistica affinata dai consigli del suo mentore, Mark Murphy, l’incessante ricerca di nuove forme espressive ha sempre caratterizzato il percorso artistico di Boris Savoldelli. Dopo aver abbandonato la musica per più di 10 anni, il musicista bresciano decide di riavvicinarsi al mondo delle note e fissa alcune tappe importanti pubblicando nel 2008 Insanology, con il prezioso contributo di Marc Ribot, un disco che rappresenta la sua anima più “leggera” e melodica. Un anno dopo pubblica Protoplasmic, un lavoro in duo con l’altro chitarrista Elliott Sharp dalle tinte fortemente avanguardistiche che svela invece la parte più sperimentale e selvaggia della sua poetica sonora. Nel 2011 è poi la volta di Biocosmopolitan, con due ospiti illustri come Paolo Fresu e Jimmy Haslip. Negli ultimi 12 anni non si contano ormai più i suoi progetti e le sue variegate collaborazioni: per citarne solo tre, nel 2016 esce il cd in trio con Raffaele Casarano al sax e Marco Bardoscia al contrabbasso dal titolo The great jazz gig in the sky, una rilettura jazz del capolavoro senza tempo dei Pink Floyd, The Dark Side Of The Moon, nel 2019 Core ‘Ngrato, con cui si diverte a reinterpretare a modo suo alcuni grandi classici della canzone napoletana, e nel 2021, con il trio Mutanti Musicali completato Stefano Zeni al violino ed elettronica e Marco Remondini al violoncello ed elettronica, viene dato il via ad un nuovo progetto denominato: I Mutanti Musicali suonano Gianluigi Trovesi, con la partecipazione del decano del jazz europeo Gianluigi Trovesi che, con i tre musicisti, si diverte a rileggere alcune delle più affascianti pagine della sua decennale carriera. Più volte ospite di Rete Due, in particolare per due serie di Cronache a 68 giri, Boris torna a trovarci per un vivace aggiornamento sulla sua attività artistica.
Prima emissione: 28 novembre 2023
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Diplomata in pianoforte e clavicembalo, ma anche laureata in Paleografia e Filologia musicale, la nostra ospite di oggi è dotata di una duplice formazione che le consente di operare nell’ambito della ricerca nel campo musicologico e in quello della prassi musicale, e ha scelto inoltre di dedicarsi all’organizzazione di eventi musicali didattici e culturali. Come musicologa, Maria Luisa Baldassari si è occupata prevalentemente di musica sacra del XVIII secolo, che ha studiato sia dal punto di vista archivistico-paleografico che storico, curando edizioni di musiche partecipando a convegni in Italia e all’estero e scrivendo articoli e recensioni per volumi e riviste specializzate e pubblicazioni di storiografia musicale. Ha inoltre curato o collaborato a curare la trascrizione di molte delle composizioni registrate con l’ensemble Les Nations. Come esecutrice, invece, ha diretto l’ensemble Les Nations con il quale ha effettuato concerti in Italia e all’estero e registrato 9 CD di musiche sacre vocali e strumentali; come solista ha registrato un cd dedicato alla musica rinascimentale per cembalo e organo e ha suonato con diverse formazioni orchestrali e cameristiche. Molto attiva anche sul fronte didattico, ci parlerà dei suoi progetti attuali e futuri tra una parentesi e l’altra della nostra babilonica scaletta.
Prima emissione: 12 dicembre 2023
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La nostra arca radiofonica veleggia sulle ali dell’entusiasmo, del piacere che i due conduttori alimentano da sempre di snocciolare scalette babiloniche, ovvero eccentriche e sorprendenti perché libere di scorrazzare tra i generi musicali più disparati. Viaggiare nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo in compagnia degli artisti che hanno voglia di accompagnarci è sempre stata la nostra passione e continueremo ad alimentarla, naturalmente, ma ogni tanto ci capita pure di viaggiare in solitaria e per di più molto volentieri; quindi, ci sembra doveroso documentare anche queste spensierate scorribande sonore. Itinerari babilonici, come sempre, che se da un lato fanno a meno dei preziosi regali sonori portati dai nostri ospiti, dall’altro godono di una felice libertà nel moltiplicare i temi delle nostre rubriche.
Prima emissione: 20 settembre 2022
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Sassofonista romano, classe 1982, Roberto Bottalico si dedica allo studio del sassofono sotto la guida del maestro Sandro Deidda che lo inizia allo studio della musica jazz. Successivamente, nel 2001 intraprende lo studio della musica classica e nel 2009 si diploma al Conservatorio di Perugia con Mario Raja. Ha seguito vari seminari di musica jazz tenuti da grandi musicisti come Bob Mintzer, George Garzone, Joe Lovano o Pietro Tonolo. Nel 2010 fonda lo Stavrogin Ensemble, un sestetto di sassofoni con un repertorio basato sulla scuola nazionale russa di fine 800 e inizio 900, con trascrizioni di pagine firmate da Borodin, Balakirev, Mussorgsky e Ciaikovski. Suona con diverse compagini orchestrali, dalla Roma Big Band fino all’Orchestra operaia di Massimo Nunzi, e vanta un buon numero di collaborazioni con piccole formazioni d’ogni tipo. Roberto è venuto a trovarci sulla nostra arca radiofonica per parlarci, in particolare, del recente lavoro a nome suo, un accorato omaggio al genio di Wayne Shorter: Il favoloso mondo di Wayne lo strambo.
Prima emissione: 5 dicembre 2023
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Il nostro ospite di oggi è un cantautore romano che, come paroliere, deve aver preso qualcosa dal genio del suo nonno materno, il grande regista e librettista Giovacchino Forzano. Flavio Giurato, fratello del giornalista e conduttore televisivo Luca, inizia la sua carriera come autore e nel 1978 pubblica per la Ricordi il suo primo LP, “Per futili motivi”, un concept album sulla storia di un ragazzo nel periodo del fascismo e dello scoppio della seconda guerra mondiale. Con il suo successivo lavoro, “Il tuffatore”, che non a caso è stato inserito da Rolling Stone Italia nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, si impone all’attenzione di critica e pubblico. Da allora una serie di album e molti concerti in tutta Italia, fino a “Le promesse del mondo”, album del 2017 del quale ci parlerà oggi in particolare, ma ovviamente sono molti gli argomenti che toccheremo tra un ascolto e l’altro del nostro sbalestrante itinerario sonoro.
Prima emissione: 17 ottobre 2023
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L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle della cantante, pianista e cantautrice toscana Eleonora Betti, e del trombettista jazz Fabrizio Bosso.
Prima emissione: 4 aprile 2023
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Un invito a viaggiare senza bussola nel mare magnum della musica d’ogni tempo e d’ogni luogo, a bordo di un’arca radiofonica guidata da due timonieri onnivori e tenacemente curiosi, con un ospite…