Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Gianleonardo Gentile

    Ospitiamo oggi un cantante e chitarrista romano, cantautore e proprietario di uno studio di registrazione a Roma in cui scrive e produce per se e per altri, che è venuto a trovarci in particolare come elemento della band capitolina Delta del Rio.
    Gianleonardo Gentile è in realtà l’anima creativa di questo gruppo indie folk, autore di testi e musiche dell’intero repertorio di una formazione che si completa con le voci di Ester Sampaolo e Miriam Sirolli. Quello di Delta Del Rio non è solo un progetto artistico ma un vero e proprio progetto umano in cui partendo dalla musica si cerca di stimolare incontri, connessioni, approfondire riflessioni e conoscenze. Il gruppo scrive e canta in lingua in inglese ed è una scelta precisa, perché gli ascolti e le frequentazioni musicali dei tre musicisti riflettono una profonda fascinazione per il mondo cantautorale anglosassone e americano. Nel loro progetto, quindi, l’indie folk contemporaneo si fonde con la musica corale e le voci diventano strumenti essenziali per veicolare testi e melodie sopra lo strumming di una vecchia chitarra acustica. Noi ascolteremo alcuni esempi dal loro primo EP, Reorder, che andranno ad arricchire la nostra babilonica scaletta.     

    48 min
  • Inaudito Remixx 21

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle del cantautore Emanuele Galoni, in arte Galoni, del batterista Giampaolo Ascolese e del compositore Nicola Piovani.

    46 min
  • Maria Teresa Leonetti e Manuela Iori

    Le nostre ospiti di oggi rappresentano l’anima creativa di un gruppo davvero brillante, il Fil Rouge Quintet. La pianista Maria Teresa Leonetti è infatti l’autrice delle musiche e degli arrangiamenti, mentre la cantante Manuela Iori si occupa principalmente dei testi. Il quintetto si completa con la tromba di Charles Ferris, il contrabbasso di Michele Staino e la batteria di Ettore Bonafè. Il secondo lavoro discografico del Fil Rouge Quintet, L’île Noire, è uscito a giugno 2024 per AlfaMusic ed è impreziosito dalla presenza di due importanti ospiti, Javier Girotto per un gustoso Tango romanesco e il griot Badara Seck, cantante e maestro di musica africana. Musica che, come sentiremo, si lascia ispirare dalle musiche del mondo e quindi dal jazz etiope di Mulatu Astatke, dal trio onirico di Avishai Cohen (non a caso il contrabbasso è spesso grande protagonista nei vari brani), dalla musica africana ma anche da certa musica classica, per una proposta virtualmente senza confini espressivi che ben si affianca ai nostri babilonici itinerari sonori.

    49 min
  • Simone Vallerotonda

    Nato a Roma nel 1983, Simone Vallerotonda ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra classica ma si è presto innamorato della musica antica e, a 18 anni, ha acquistato il suo primo liuto. Comincia così a studiarlo con Andrea Damiani al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dove si è diplomato col massimo dei voti, e successivamente consegue il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la “Staatliche Hochschule für Musik” di Trossingen, sotto la guida di Rolf Lislevand. Laureato in filosofia, si è specializzato in Estetica dedicandosi, in particolare, ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti. Solista, ma anche continuista con vari ensemble come Modo Antiquo, Rinaldo Alessandrini & Concerto Italiano, Imaginarium Ensemble, Cantar Lontano, Raffaele Pe e La lira di Orfeo, Ottavio Dantone & Accademia Bizantina, è protagonista e ideatore di diversi progetti originali. Il nostro ospite è anche e decisamente babilonico, estroso, versatile e quindi aperto alla sperimentazione, non a caso collabora con l’ensemble Soqquadro Italiano e ha suonato con Vinicio Capossela… ma questa è un’altra bella storia! Attivo anche in ambito didattico, nel 2014 ha fondato l’ensemble “I Bassifondi“, con cui propone il repertorio per Chitarra, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo. Il debutto discografico dell’ensemble, Alfabeto falso, è stato nominato negli ICMA 2018 (International Classical Music Award) tra i migliori dischi di musica strumentale barocca.

    45 min
  • Inaudito Remixx 20

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle del pianista Alessandro Gwis, del vocalist Boris Savoldelli e di Carmelo Cacciola, chitarrista e fondatore del gruppo siciliano Unavantaluna. 

    46 min
  • Ilenia Romano

    La nostra ospite di oggi è una talentuosa cantante sarda che dopo anni di studio ed esperienze in ambiti espressivi diversi ha esordito di recente come cantautrice con un lavoro discografico che ha subito attirato l’attenzione della critica. Ilenia Romano ha scritto e cantato il suo Arbore femina in lingua logudorese, variante settentrionale del sardo propria del suo paese di origine per linea materna, Ittiri, nella regione storica del Coros, che ha anticipato le altre dieci tracce dell’omonimo album nel Logudoro, il brano anticipa l’omonimo album pubblicato da Moonlight Records, nel quale il mondo acustico e quello elettronico si abbracciano nel segno della tradizione linguistica, alla ricerca di modi e dimensioni sonore originali e coinvolgenti. L’incontro con il musicista Christian Marras è stato fondamentale per concretizzare la produzione artistica del suo mondo poetico, curata in maniera maniacale e fedele all’intuizione iniziale dell’autrice, coinvolgendo musicisti affermati del panorama world italiano ed internazionale come l’arpista Vincenzo Zitello e il percussionista Marco Fadda.

    46 min
  • Ziad Trablesi

    Tunisino, classe 1976, il nostro ospite di oggi è un eccellente solista di oud, cantante e compositore. È un figlio d’arte, suo padre è stato un importante elemento dell’Orchestra araba della Medina di Tunisi, si diploma in conservatorio nel 1994 e nel 2002, dopo una serie di esperienze in contesti espressivi diversi, si trasferisce a Roma dove si impone presto come esponente di punta della cultura musicale araba ed etnica in Italia, in particolare come colonna portante dell’Orchestra di Piazza Vittorio, come direttore artistico dell’orchestra delle donne arabe e mediterranee “Almar’à” e come cofondatore della Babel Nova Orchestra. Ziad ha contribuito a numerosi progetti musicali che esplorano i confini del ‘neofolk urbano’ e del panorama musicale mediterraneo, e si è distinto anche nel cinema e nel teatro componendo per produzioni come ‘Lettere dal Sahara‘ e ‘Pizza e datteri‘. La sua collaborazione nel 2019 con il sassofonista jazz Gabriele Cohen ha portato alla creazione del duo “Dialoghi Andalus Sedarad”‘, un esplorazione delle radici musicali arabe ed ebraiche attraverso la moderna improvvisazione jazzistica. È difficile sintetizzare la sua originale parabola artistica in pochi ascolti, ma come sempre noi ci proveremo, tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta. 

    47 min
  • Santoianni

    Il nostro ospite di oggi è un cantautore milanese trentenne, come suggerisce il titolo del suo ultimo album La soglia dei trenta. Donato Santoianni, in arte semplicemente Santoianni, pubblica nel 2019 da indipendente il suo esordio discografico, Fossi nato prima, che contiene il brano Il turno infrasettimanale grazie al quale è stato finalista a Musicultura. Il suo percorso artistico è costellato da premi e riconoscimenti di vario tipo, si apre nel 2009 come finalista più giovane a Castrocaro e prosegue poco dopo come vincitore di SanremiLab. Nel 2013 la prima svolta, l’incontro discografico con Gianni Bella e la sua etichetta, Edizioni Musicali Nuova Gente. Nel 2021 partecipa insieme a Luca Carboni, Giovanni Lindo Ferretti e altri al tributo a Chieffo con Sulla Collina. Del 2022 è invece il suo secondo album, Non ho santi in paradiso, che include la canzone Litorale, inserita nella colonna sonora del film Holiday di Edoardo Gabbriellini. Nel 2023 firma come autore i brani Questo vento e Fino a domani dell’album Sono un figlio di Ron e apre alcune delle date del suo tour teatrale. Oggi ci parla in particolare del suo ultimo lavoro, La soglia dei trenta, un vero e proprio manifesto generazionale sostenuto da una piacevole e fresca vena comunicativa.

    47 min
  • Roberto Villa

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    Il nostro ospite di oggi è un bassista romagnolo, classe 1982, che alterna attività diverse come fondatore del prolifico studio dal nome originalissimo, “L’amor mio non muore” di Forlì, e quindi come produttore e ingegnere del suono. Roberto Villa si avvicina alla musica da piccolissimo, studiando pianoforte e clarinetto, e arriva al basso elettrico nel 1998; appassionatosi poi al contrabbasso, oltre ad intraprendere un percorso di studi classici studia con Massimo Moriconi, e successivamente si laurea, sotto la guida del Maestro Paolo Ghetti, in composizione e improvvisazione jazz presso il conservatorio G.B. Martini di Bologna. Fonda assieme a Stefano Cantarelli il duo “nowave blues” -J.D. Hangover- e nel 2016 a nome -Villa- inizia a lavorare a brani strumentali originali, pubblicando tre 45 giri. Attualmente suona sia nella Gang che nella nuova formazione a quattro dei Ronin di Bruno Dorella e, di recente, è approdato ad una prova discografica sulla lunga distanza: un vero e proprio album, quindi, dal titolo Villa, che ci ha portato per parlarcene. Si tratta di un lavoro strumentale a cui hanno partecipato numerosi musicisti; alla base c’è un’idea compositiva e sonora molto delineata, caratterizzata da ritmiche asciutte arricchite dalla presenza di un quartetto d’archi e di molti strumenti a tastiera.

    Prima emissione: 30 gennaio 2024

    47 min
  • Mauro Campobasso

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    Non è la prima volta che ci capita di ospitare un musicista che ha fatto del cinema la sua principale fonte d’ispirazione, ed è sempre un piacere poter introdurre elementi evocativi e immaginifici nei nostri itinerari sonori. È il caso anche di Mauro Campobasso, chitarrista e compositore nato e cresciuto in Puglia ma bolognese d’adozione. Laureato in Musicologia al DAMS di Bologna con una tesi sulla musica nel cinema di Stanley Kubrick, nel 2011 ha pubblicato un doppio cd interamente dedicato all’universo sonoro del grande regista americano. Un lavoro dal titolo significativo, Ears wide shut, per un vero e proprio viaggio nell’immaginario cinematografico di Kubrick attraverso riletture di brani tratti dalle colonne sonore dei suoi film sapientemente alternati a composizioni originali. Echi più o meno trasfigurati della musica di Richard e Johann Strauss, György Ligeti, Kristof Penderecki, Henry Purcell abbracciano sonorità cangianti che spesso e volentieri affondano radici possenti nell’amore di Campobasso per il rock, e il risultato mette in bella mostra caratteri decisamente babilonici che si inseriscono a meraviglia nelle nostre scalette. Numerose e brusche virate stilistiche ci attendono, come sempre, per un’ora di chiacchiere e molta buona musica che difficilmente riuscirà ad annoiarvi.

    Prima emissione: 16 gennaio 2024

    48 min

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