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Il nostro ospite di oggi è un chitarrista torinese autodidatta, innamorato da sempre della musica spagnola ma anche aperto a suggestioni diverse e quindi dotato di quello “spirito babilonico” che è fondamentale per poter accedere alla nostra arca radiofonica. Marco Perona inizia a suonare la chitarra da giovanissimo e si avvicina al flamenco nel 1995, inizialmente attraverso lo studio del baile, e dal 1999 abbandona la danza per dedicarsi esclusivamente alla musica. Direttore musicale della Compagnia ArteyFlamenco di Torino, dal 2004 è chitarrista e co-autore delle musiche per la Compagnia Flamenquevive. Compone musiche per il teatro e per la danza contemporanea e nel 2010 avvia una serie di concerti con il Quartetto Alboreo e con la stessa formazione registra il cd “Bajocuerda”. Nel 2012 pubblica con il Collettivo Decanter “Aria Con Da Capo” e incontra il chitarrista Francesco De Vita creando le basi per la nascita di “Misticanza”. È proprio questo il progetto di cui ci parla oggi, tra le altre cose e naturalmente tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta.
Prima emissione: 13 febbraio 2024
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L’ospite di oggi è una talentuosa cantante e attrice ben nota anche al nostro pubblico. Nata a Pisa, Petra Magoni nutre la passione per la musica sin da bambina, quando debutta in un coro parrocchiale di voci bianche. Negli anni perfeziona la propria tecnica in gruppi vocali di vario genere, e studia Musica antica al Conservatorio di Livorno e nel Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano. Inizia a lavorare nell’ambito della musica antica e operistica con la compagnia del Teatro Verdi di Pisa, ma allarga presto e di molto i suoi orizzonti espressivi. La sua carriera solistica la porta al festival di Sanremo, nel 1996 con la canzone “E ci sei“ e nel 1997 con il brano Voglio un dio. Nel 1996 incide l’album Petra Magoni, mentre l’anno successivo esce Mulini a vento. Debutta come attrice sul grande schermo nel 1999, con una piccola parte nel film Bagnomaria diretto da Giorgio Panariello, con il quale scrive e incide la canzone Che Natale sei. È il 2003 l’anno della svolta musicale, quando incontra Ferruccio Spinetti, all’epoca contrabbassista della band Avion Travel. Tra i due nasce un grande feeling musicale e decidono, quasi per gioco, di incidere l’album Musica nuda, registrato in un garage e uscito nel 2004 per l’etichetta Storie di Note. Da quel momento non si contano i successi del duo, così come i molti altri progetti ai quali Petra partecipa con crescente entusiasmo. Non riusciremo certo a citarli tutti, ma come al solito ci proveremo.
Prima emissione: 21 maggio 2024
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Il nostro ospite di oggi è un cantautore e attore napoletano noto e apprezzato da un pubblico assai variegato. Raiz, nome d’arte di Gennaro Della Volpe, nel 1991 diventa la voce del gruppo Almamegretta, fondato nel 1988 dal batterista Gennaro Tesone, il chitarrista Giovanni Mantice e la bassista Gemma Aiello, a cui nello stesso anno si unisce anche il tastierista Paolo Polcari. Il cantante inizia subito un lavoro di traduzione dei testi in italiano e di un nuovo arrangiamento dei pezzi già realizzati in chiave reggae e funky. Nel 1993 il gruppo pubblica il primo album, Anima migrante, seguito due anni dopo da Sanacore. Negli anni successivi escono gli album Indubb (1996), Lingo (1998) e 4/4 (1999). Il 2000 vede il debutto di Raiz sul grande schermo, con la sua partecipazione al film Cuore scatenato. A partire dal 2001, inoltre, il cantante si occupa di progetti paralleli agli Almamegretta fino a lasciare temporaneamente il progetto per lavorare alla sua carriera da solista. Nel 2004 esce dunque il suo primo album da solista, Wop, e tre anni più tardi l’album Uno. Da solista, Raiz collabora negli anni con diversi artisti sia italiani che stranieri, tra i quali Pino Daniele, Gianni Maroccolo, Massive Attack, Stewart Copeland, David Fiuczynski, Nino D’Angelo, Daniele Silvestri e molti altri. Nel 2014 esce l’album Dago Red, realizzato in collaborazione con Fausto Masolella, chitarrista degli Avion Travel, che vince la Targa Tenco nella categoria “interpreti”. Nel 2016 esce l’ultimo album con gli Almamegretta, Ennenne, e l’anno successivo è nel cast del film Ammore e malavita dei fratelli Manetti. Da quel momento si concentra più sulla sua carriera da attore: ancora nel 2017 recita un ruolo minore nella sesta stagione della serie L’ispettore Coliandro, nel 2019 recita nel film L’agenzia dei bugiardi e nel 2020 in 7 ore per farti innamorare. Nel 2020 inizia anche la serie che lo porta a una discreta notorietà: Raiz, infatti, viene scritturato per il ruolo del boss mafioso Don Salvatore Ricci nella serie Mare fuori, di cui produce anche le musiche. Tra le molte altre cose, oggi ci parla di un album pubblicato di recente insieme ai Radicanto e dedicato alla musica di Sergio Bruni, una delle voci più significative della canzone napoletana.
Prima emissione: 16 aprile 2024
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Oggi abbiamo il piacere di ospitare sulla nostra arca radiofonica una violoncellista, chitarrista e cantautrice irlandese che da molti anni, ormai, vive a Firenze ed è quindi attiva in Italia. Dopo aver portato a compimento gli studi classici in Scozia, Svizzera e Italia, Naomi Berrill comincia a sperimentare l’uso dello strumento come accompagnamento alla voce, componendo e arrangiando nuovi brani in cui prende spazio anche l’improvvisazione. Brillante polistrumentista, sfrutta la sua innata versatilità per collaborare con musicisti classici come Michael Nyman, Giovanni Sollima e Mario Brunello, o jazzisti come Simone Graziano e Alessandro Lanzoni, ma non disdegna altri ambiti come la musica barocca o il folk. Inoltre collabora stabilmente con la Compagnia del coreografo Virgilio Sieni. Attiva anche come organizzatrice, Naomi dirige High Notes, festival musicale sulle Alpi Apuane, e la rassegna Jazz di una notte di mezza estate durante l’Estate Fiorentina. Ha pubblicato tre album , From the Ground (Lampi, 2015) To the Sky (Egea,2017) e Suite Dreams (Warner Music, 2020). Oggi ci parla in particolare del suo lavoro più recente, Inish, una sorta di concept album che riflette la vita a Inishark e Inishbofin, due isole al largo della costa occidentale dell’Irlanda. La musica racconta la bellezza di queste isole, la forza e il coraggio degli abitanti, ma anche la dura esistenza delle comunità di pescatori delle isole.
Prima emissione: 26 marzo 2024
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Oggi abbiamo la fortuna di ospitare un nome illustre del batterismo italico, Giampaolo Ascolese, che ci ha portato un recente e ricchissimo album antologico nel quale sono riunite alcune delle sue innumerevoli incisioni. A partire dagli anni 70 ha collaborato praticamente con tutti i più importanti musicisti di jazz italiani.
Da Mario Schiano a Claudio Fasoli, da Massimo Urbani a Enrico Pieranunzi, Renato Sellani o Nicola Arigliano, per non citarne che alcuni. Nel 1980 si reca negli Stati Uniti per un corso di specializzazione alla Berklee School of Music di Boston, esibendosi in una serie di concerti con musicisti locali ed ottenendo il massimo dei voti.
Tornato in Italia, entra a fare parte dello Space jazz Trio di Enrico Pieranunzi e contemporaneamente del quintetto di Nunzio Rotondo. Si diploma in Strumenti a Percussione al Conservatorio di musica A.Casella dell’Aquila, sotto la guida del M° Gianluca Ruggeri, iniziando una attività di percussionista classico-contemporaneo che tuttora conduce, registrando, come timpanista e batterista tre film di Roberto Benigni: Il Piccolo Diavolo, Johnny Stecchino e Il Mostro, con le musiche di Evan Lurie e svolgendo un’attività parallela di solista di marimba in concerti di musica contemporanea. Ha inoltre inciso con Steve Grossman, Lou Bennett, Sal Nistico, Lee Konitz e Gary Smoulyan, e in particolare con Nicola Arigliano ha avuto una intensissima collaborazione di circa 20 anni, avendo registrato 6 album, partecipato a numerosissimi concerti e trasmissioni televisive, tra cui Sanremo 2003 in qualità di superospite, e vincendo il Premio Tenco ‘95 con il cd I sing ancora. Come si capisce, quindi, è davvero arduo sintetizzare la sua carriera in poche righe, o in una sola trasmissione, ma noi come sempre ci proveremo a modo nostro, tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta.
Prima emissione: 2 aprile 2024
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Non ci capita spesso di ospitare un oboista, e quindi oggi accogliamo con sano entusiasmo Paolo Faldi. Fiorentino, classe 1961, si è diplomato in oboe con Elia Ovcinnicoff, in oboe barocco con Paolo Grazzi e in Flauto dolce con Sergio Balestracci presso il Conservatorio di Genova, la Scuola Civica di Milano e il Conservatorio di Padova. Si è perfezionato in oboe barocco con Ku Ebbinge al Conservatorio Reale dell’Aia (Olanda) e nel 1988 ha vinto il posto di Primo Oboe e Flauto Dolce nell’Orchestra Barocca della Comunità Europea (ECBO) diretta da Ton Koopmann e Roy Goodman. Ha suonato con i maggiori gruppi ed orchestre barocche europee tra cui Les Arts Florissants, Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, I Sonatori della Gioiosa Marca, Europa Galante, Complesso Barocco, Concerto Italiano, Concerto Koln e I Barocchisti di Diego Fasolis. Dal 1989 suona con Hesperion XXI, La Capella Reial e Le Concert des Nations diretti da Jordi Savall, con i quali ha inciso per la casa discografica Astree ed effettuato concerti nei principali festival europei. È membro fondatore dei gruppi L’Astree di Torino, Tripla Concordia di Genova, Cantilena Antiqua di Bologna, Fortepiano Ensemble e l’Orchestra Barocca di Bologna, della quale è anche direttore artistico. Una carriera decisamente importante, insomma, che come spesso ci accade proveremo ad attraversare senza riuscirci compiutamente, ma incontrando un buon numero di esempi sonori illuminanti.
Prima emissione: 20 febbraio 2024
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Sarà inevitabile dirigerci idealmente verso il Sudamerica con la nostra ospite di oggi, e lo faremo con grande piacere perché la passione e la simpatìa di Cristina Renzetti sono davvero irresistibili. Originaria di Terni, inizia giovanissima a cantare ed esibirsi sulla scena jazzistica bolognese, dedicandosi in particolare allo studio della musica brasiliana e lusofona. Nel 2003 avvia un fertile sodalizio con il chitarrista e compositore Rocco Casino Papia, e nasce così il progetto Jacaré. La band ha all’attivo due album, Il primo passo e La fuga di Majorana. Nel 2008 Jacaré vince il bando Moovin’ Up (Giovani Artisti Italiani) che porterà la band in tournée in Brasile. Dal 2006 al 2011 ha vissuto tra l’Italia e Rio de Janeiro, e in Brasile ha collaborato con alcuni tra i migliori strumentisti e compositori della scena carioca tra i quali Tira Poeira, Joana Queiroz, Sergio Krakowski, Vitor Gonçalves, Thiago Amud, Edu Kneip, Armando Lôbo, Gutu Wirtti, Edu Neves. Nel 2011 partecipa, come prima ospite straniera di sempre, allo storico programma di musica della TV Globo Som Brasil in omaggio a Jackson do Pandeiro, insieme a Lenine, Oto e Cascabulho. Nello stesso anno esce in Brasile il suo primo disco da solista, Origem é girO (Delira Musica 2011), al quale segue nel 2017 Dieci lune. Le formazioni live con cui si esibisce attualmente sono il Trio Correnteza, con il clarinetto di Gabriele Mirabassi e la chitarra di Roberto Taufic sulle musiche di Tom Jobim, e As Madalenas con la brasiliana Tati Valle, entrambe alla voce, chitarra e percussioni. Oggi torna a trovarci proprio per presentare il loro ultimo e recente album, ma ci sarebbero molte altre cose da dire, a cominciare da un brillante progetto dedicato alle canzoni di Gianmaria Testa.
Prima emissione: 27 febbraio 2024
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L’ospite di oggi rappresenta bene la Sardegna, terra meravigliosa e ricca di tradizioni musicali che ha avuto la fortuna (?) di ospitare l’arca radiofonica di Babilonia, ma anche il resto del mondo e in particolare modi, sonorità e ritmi capaci di attirare l’attenzione di un artista per sua natura curioso e onnivoro. Sassofonista, ma anche specialista di vari strumenti a fiato tradizionali, Enzo Favata comincia a costruire la sua fortunata parabola artistica negli anni 80, e approda presto al suo primo importante progetto. Con Jana Project, Favata si impone subito all’attenzione di pubblico e critica come autentico pioniere dell’incontro creativo tra la cultura musicale sarda, l’improvvisazione di matrice jazzistica e un gran numero di stimoli, sonorità ed influenze provenienti da paesi e continenti diversi. All’esperienza concertistica affianca quindi una sempre più intensa attività come compositore di colonne sonore di vario tipo per la radio, la televisione la danza e il teatro. Nel 1993 esordisce anche in ambito cinematografico firmando la musica di un film tedesco ambientato in Sardegna, Con amore ...Fabia, della regista italiana Maria Teresa Camoglio. Tra le sue collaborazioni più illustri spicca tra gli altri il nome di Dino Saluzzi, ma l’universo sonoro di Favata è davvero vasto e variegato e oggi ci concentriamo sui suoi progetti più recenti, tra i quali il quartetto The Crossing che abbiamo ammirato l’anno scorso al Cinema Teatro di Chiasso nell’ambito della stagione Tra Jazz e Nuove Musiche.
Prima emissione: 7 maggio 2024
Il nostro ospite di oggi è una sorta di illuminato “globetrotter” musicale. Alexandre Joyeux Paganini, in arte Sandro Joyeux nasce a Parigi nel 1978 da mamma francese e papà italiano. Fin da piccolo soffre di un grave problema all’udito, ma nonostante questo disagio sviluppa un legame viscerale con la musica e a dieci anni entra nel Coro della Radio Nazionale Francese cantando un repertorio assai variegato, dall’antico al contemporaneo, in Russo, Tedesco, Latino e Italiano. A quindici anni si iscrive al Conservatorio del IX distretto di Parigi per studiare solfeggio e trombone, ma quando impara i primi accordi su una chitarra se ne innamora. A diciotto anni comincia a peregrinare tra la Francia e l’Italia, in autostop o in vespa, suonando come artista di strada o come membro di band dedite al reggae fino all’approdo in Africa, dove resta folgorato dalla musica del Mali. Da allora ha percorso un milione di chilometri con la sua chitarra per raccogliere tradizioni, dialetti e suoni del Sud del mondo e, di conseguenza, per arricchire la sua musica di svariate influenze sonore. Negli ultimi anni ha calcato centinaia di palchi in Italia e all’estero, tra cui quello del Primo Maggio a Roma. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo album Sandro Joyeux, e nel 2016 ha presentato il suo secondo album, Migrant all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Oggi ci parlerà in particolare del suo nuovo Ep, uscito sul finire del 2024 per l’etichetta Musicatrada Records.
Oggi abbiamo il piacere di ospitare sulla nostra arca radiofonica la cantautrice e compositrice romana Martina Lupi. Studia musica dall’età di 7 anni, canto con insegnanti di fama internazionale e canto armonico con il Maestro vietnamita Tran Quang Hai, a suo tempo insegnante anche di Demetrio Stratos. Il suo stile compositivo si muove tra sperimentazione e ricerca, attraverso una riscoperta di tecniche vocali appartenenti a varie culture del mondo e allo studio e all’utilizzo di varie lingue e dialetti italiani. Approfondisce lo studio delle danze popolari, partecipando a numerose feste del sud Italia e contemporaneamente inizia lo studio della danza orientale con insegnanti importanti, tra le quali l’insegnante egiziana Amal Khalifa. Nel 2006, insieme al polistrumentista Fabio Gagliardi, fonda il duo Tupa Ruja (“Tana Rossa” in dialetto sardo), un progetto basato su un ritorno all’essenza e all’origine del suono, attraverso l’unione di due tra gli strumenti più antichi del mondo: la voce e il didgeridoo. È proprio in questo periodo che inizia ad approfondire lo studio del didgeridoo, e con il duo pubblica due album. Nel 2018 i Tupa Ruja cambiano veste sonora inaugurando la collaborazione con il pianista Alessandro Gwis, noto in particolare per il suo lavoro con il gruppo Aires Tango. Dal 2023 Martina Lupi collabora con il pianista Alessandro Gwis anche in duo, portando avanti un progetto di ricerca sonora e letteraria.
Oggi ci parlerà di questo ma anche, in particolare, del più recente lavoro discografico di Tupa Ruja, arricchito da preziose collaborazioni con ospiti come Javier Girotto, Michele Gazich e Marco Siniscalco.
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Un invito a viaggiare senza bussola nel mare magnum della musica d’ogni tempo e d’ogni luogo, a bordo di un’arca radiofonica guidata da due timonieri onnivori e tenacemente curiosi, con un ospite…