Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Lorenzo Kruger

    Il nostro ospite di oggi è un cantautore romagnolo, di Riccione in particolare, classe 1977. Lorenzo Kruger è noto in particolare per essere stato il frontman e autore dei testi dei Nobraino, band indipendente romagnola che si distingue fin da subito per lo spirito dissacrante e la presenza scenica fuori dagli schemi. Il gruppo si afferma nella scena indie italiana grazie a una serie di dischi che uniscono cantautorato pungente, rock d’autore e teatro di parola. Con Kruger alla voce e ai testi, i Nobraino si esibiscono su alcuni dei palchi più importanti del paese: dal Concerto del Primo Maggio al Premio Tenco, passando per festival e teatri. Parallelamente al percorso con i Nobraino, Kruger dà vita nel 2011 al progetto Gli Scontati, in coppia con il pianista Giacomo Toni. Il duo si cimenta in un tributo live, personale e giocoso, alla poetica di Paolo Conte, e nel 2016 pubblicano anche l’album Studi Interrotti, contenente alcuni inediti e rivisitazioni del repertorio contiano. Nel 2021 Lorenzo Kruger debutta ufficialmente come solista con l’album Singolarità, prodotto da Taketo Gohara e pubblicato da Woodworm/Universal. Nel 2023 arriva la notizia del ritorno dei Nobraino, con nuove date e un disco in preparazione. Figura atipica nel panorama musicale italiano, Kruger vanta una presenza scenica decisamente fuori dal comune che oggi proverà a raccontarci.

    46 min
  • Giovanni Hoffer

    Il nostro ospite di oggi è uno dei cornisti italiani più versatili e stimati della sua generazione, capace di muoversi con disinvoltura tra i mondi della musica classica, del jazz, della musica contemporanea e del pop grazie ad un talento e a una curiosità musicale fuori dal comune. Nato a Lecco nel 1972, Giovanni Hoffer si è diplomato in corno al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel 1991, e ha quindi intrapreso un’intensa attività concertistica come professore d’orchestra, collaborando con alcune tra le più importanti istituzioni italiane: dall’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, passando per la Sinfonica della RAI e l’Orchestra della Svizzera Italiana. Ha avuto l’occasione di lavorare con direttori di fama mondiale come Riccardo Muti, Lorin Maazel, Daniel Barenboim e Daniele Gatti, affinando così il suo linguaggio musicale in contesti di altissimo livello. Parallelamente all’attività classica, Giovanni Hoffer coltiva una profonda passione per il jazz, diventando ben presto uno dei pochi cornisti italiani a inserirsi con successo in questo panorama. La sua versatilità si esprime anche nella musica contemporanea, dove ha lavorato con ensemble quali Sentieri Selvaggi e Divertimento Ensemble, eseguendo composizioni di autori come Franco Donatoni, Michael Nyman e Ludovico Einaudi. La sua capacità di adattarsi a generi diversi lo ha portato a collaborare anche con grandi nomi della musica pop italiana, tra cui Vasco Rossi, Niccolò Fabi e Francesco Renga, arricchendo così la sua esperienza musicale e ampliando ulteriormente il suo pubblico. Giovanni non è solo un interprete, ma anche un docente appassionato: insegna corno al Conservatorio Antonio Buzzolla di Adria e conduce masterclass in Italia e all’estero, trasmettendo la sua esperienza e la sua sensibilità a nuove generazioni di musicisti.

    Oggi ci parlerà in particolare della sua recente esperienza con il Koro Almost Brass Quintet, ensemble guidato da Cristiano Arcelli che ha pubblicato un album interamente dedicato a riletture monkiane.

    46 min
  • Sandro Satta

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    Classe 1955, di Rovereto, il nostro ospite di oggi è uno dei sassofonisti più quotati e apprezzati della scena jazz italiana ma, in realtà, comincia la sua formazione musicale studiando chitarra classica e tromba. Partiremo proprio dalla sua infanzia e adolescenza per tracciare poi la sua parabola artistica in modo randomico, come ci piace fare qui a Babilonia. Citeremo quindi alcuni dei molti grandi musicisti coi quali Sandro Satta ha collaborato, da Antonello Salis a Lester Bowie, da Paolo Fresu a Gary Bartz, e i suoi lavori con alcune compagnie teatrali tra cui il Club Teatro di Remondi e Caporossi, la compagnia della coreografa Roberta Garrison, il regista Roberto Olla ed altri. Tra le sue esperienze più significative vanno senz’altro elencate quelle in duo con Antonello Salis, con il Quartetto Meta, con la Tankio Band, con il Sud Ensemble di Pino Minafra, con il quintetto di Giancarlo Schiaffini e con il quartetto Mediana, del quale ci parlerà in modo particolare. 

    Prima emissione: 31 ottobre 2023

    48 min
  • Inaudito Remixx 26

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel “mare magnum” della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle della cantante sarda Ilenia Romano, del chitarrista Francesco Diodati e del liutista e tiorbista Simone Vallerotonda.

    45 min
  • Eleonora Strino

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    Abbiamo oggi il piacere di ospitare sulla nostra arca radiofonica una chitarrista che la critica ha riconosciuto da qualche anno come uno dei giovani talenti più promettenti del panorama jazzistico internazionale, basti pensare che la rivista Jazz Guitar Today l’ha inserita nella copertina del numero di febbraio del 2020. Eleonora Strino si è formata al conservatorio di Napoli e si è poi perfezionata studiando al prestigioso conservatorio di Amsterdam sotto la guida dei chitarristi Maarten Va de Grinteen, Martijn Van Iterson e Jesse Van Ruller. Molto apprezzata da alcuni dei nomi più in vista della scena jazz italiana, tra i quali Dado Moroni ed Emanuele Cisi che non a caso l’hanno voluta nei loro gruppi, Eleonora ha pubblicato nel maggio del 2023 il suo primo album come bandleader, registrato dal vivo a Berlino con due personaggi leggendari della musica improvvisata: Greg Cohen al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. L’album, dal titolo “I Got Strings”, è stato prodotto dalla Cam Jazz e vale la pena di essere scoperto perché rivela le potenzialità di una musicista che oggi ascolteremo anche alle prese con la nostra babilonica scaletta. 

    Prima emissione: 17 settembre 2024

    47 min
  • Ziad Trablesi

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    Tunisino, classe 1976, il nostro ospite di oggi è un eccellente solista di oud, cantante e compositore. È un figlio d’arte, suo padre è stato un importante elemento dell’Orchestra araba della Medina di Tunisi, si diploma in conservatorio nel 1994 e nel 2002, dopo una serie di esperienze in contesti espressivi diversi, si trasferisce a Roma dove si impone presto come esponente di punta della cultura musicale araba ed etnica in Italia, in particolare come colonna portante dell’Orchestra di Piazza Vittorio, come direttore artistico dell’orchestra delle donne arabe e mediterranee “Almar’à” e come cofondatore della Babel Nova Orchestra. Ziad ha contribuito a numerosi progetti musicali che esplorano i confini del ‘neofolk urbano’ e del panorama musicale mediterraneo, e si è distinto anche nel cinema e nel teatro componendo per produzioni come ‘Lettere dal Sahara‘ e ‘Pizza e datteri‘. La sua collaborazione nel 2019 con il sassofonista jazz Gabriele Cohen ha portato alla creazione del duo “Dialoghi Andalus Sedarad”‘, un esplorazione delle radici musicali arabe ed ebraiche attraverso la moderna improvvisazione jazzistica. È difficile sintetizzare la sua originale parabola artistica in pochi ascolti, ma come sempre noi ci proveremo, tra una sorpresa e l’altra della nostra babilonica scaletta. 

    Prima emissione: 21 gennaio 2025

    47 min
  • Inaudito Remixx 25

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel “mare magnum” della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle del trombonista Eugenio Renzetti, della cantante Namritha Nori e del pianista jazz Emiliano D’Auria.

    48 min
  • Marco Frattini

    Il nostro ospite di oggi è un musicista e batterista tra i più versatili e innovativi dell’odierna scena italiana, capace di attraversare con naturalezza il jazz, il pop, la musica elettronica e il teatro musicale. La formazione di Marco Frattini affonda le radici in una solida base classica, maturata fin da giovane sotto la guida di Carlo Chiarelli, ma è nel jazz e nella musica improvvisata che trova la sua vera voce. Si perfeziona in Italia e poi negli Stati Uniti, frequentando ambienti formativi di altissimo livello come il Berklee College of Music e il New England Conservatory di Boston. Qui entra in contatto con grandi maestri internazionali del jazz tra cui Jimmy Cobb, Gregory Hutchinson, Buster Williams e Danilo Pérez, assorbendo stimoli fondamentali per la sua visione musicale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi artisti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Trilok Gurtu, Roy Paci, Mauro Ermanno Giovanardi, Luca Barbarossa e Gianmaria Testa, affiancando anche attori e performer come Peppe Servillo e Alessio Boni in progetti multidisciplinari. Artista poliedrico, Frattini ha dato vita a numerosi progetti personali. Tra questi spicca Empty Music, un trio raffinato e sperimentale in cui la batteria diventa protagonista di una narrazione sonora introspettiva e poetica. Parallelamente, Frattini è co-leader del trio MACK, un progetto di confine tra elettronica, hip-hop e sound design, nato con l’intento di superare le barriere stilistiche e coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi musicali contemporanei. Da solista ha dato vita a S0L0, un progetto performativo che mescola batteria acustica, live electronics, loop e narrazione sonora, e che ha portato in tour tra spazi teatrali, gallerie d’arte e festival di ricerca. Collabora tra gli altri con Rosa Brunello, e oltre alla sua attività artistica è anche un apprezzato docente di batteria e percussioni jazz.

    45 min
  • Gaia Banfi

    La nostra ospite di oggi è cantautrice, musicista e produttrice. Cresciuta tra Milano, Genova e Bologna, Gaia Banfi è un’artista capace di coniugare scrittura intima e poetica con una raffinata ricerca sonora che unisce canzone d’autore, elettronica e suggestioni jazz. Figlia di Baffo Banfi, storico tastierista del gruppo prog Un Biglietto per l’Inferno, Gaia si avvicina alla musica fin da giovanissima. A sei anni inizia a studiare canto, chitarra classica e violino. Dopo un percorso articolato e ricco di esperienze, si diploma in Canto Jazz con il massimo dei voti al Conservatorio di Bologna, sotto la guida di Diana Torto. Parallelamente si forma come produttrice, muovendosi con disinvoltura tra strumenti acustici, synth analogici e tecniche di sound design. Nel 2020 pubblica il suo primo album, Lotus, un progetto sperimentale e introspettivo che mette in luce la sua sensibilità compositiva e la sua visione musicale personale. Nel 2022 avvia una collaborazione con il produttore AKA5HA, con cui sviluppa il progetto strumentale elettronico Non si può stare morti per sempre, che le consente di esplorare nuove dimensioni sonore e performative. Nel 2025 pubblica il suo secondo album, La Maccaia, per l’etichetta indipendente Trovarobato. Il titolo è un omaggio al fenomeno meteorologico tipico della Liguria – una nebbia umida e sospesa, portata dallo scirocco – che diventa metafora della memoria, dell’attesa e del non detto. Il disco fonde elementi di elettronica, cantautorato e jazz, dando vita a un linguaggio evocativo e personale. Le sue composizioni, caratterizzate da testi profondi e da una vocalità intensa ma ariosa, sono influenzate da artisti come Bon Iver, Floating Points, Radiohead, e Stan Getz. Artista in costante evoluzione, Gaia si muove tra mondi diversi, mescolando tradizione e avanguardia, concretezza e sogno. La sua musica è uno spazio fluido dove convivono emozione, ricerca e appartenenza: un diario sonoro che racconta i paesaggi interiori e reali da cui proviene.

    46 min
  • Davide Castiglia

    Violinista, compositore, liutaio e pedagogo, Davide Castiglia è una delle figure più significative della scena italiana legata alla musica popolare e alla sua reinterpretazione contemporanea. La sua carriera si muove da decenni lungo un doppio binario: da un lato la riscoperta e la valorizzazione delle radici musicali europee, in particolare mediterranee, balcaniche e celtiche, dall’altro un forte impulso alla sperimentazione, alla trasversalità dei linguaggi e all’educazione musicale collettiva. Formatosi come violinista classico, Castiglia ha avviato giovanissimo una carriera musicale che lo avrebbe portato presto a confrontarsi con il repertorio folk e tradizionale. Negli anni Ottanta si è inserito in un movimento più ampio che, in Italia, puntava a riscoprire e reinterpretare la musica popolare regionale e le sue connessioni con le tradizioni europee. Nel 1981 entra a far parte del gruppo Morrigan’s Wake, dedito alla musica celtica e irlandese, e a partire dal 1991 è tra i fondatori del gruppo Bevano Est, un ensemble che diventa rapidamente punto di riferimento per una musica “di confine”, sospesa tra innovazione e memoria, jazz e danza popolare, composizione e improvvisazione. Con Bevano Est, Davide Castiglia dà corpo a un progetto musicale originale, capace di fondere strumenti acustici, libertà espressiva e forme danzanti. Il violino di Castiglia diventa una delle voci riconoscibili dell’ensemble, in dialogo con fisarmonica, clarinetto e strumenti a percussione. Il gruppo si esibisce nei principali festival italiani e internazionali, partecipando anche a progetti teatrali e cinematografici con registi del calibro di Giuseppe Bertolucci ed Ermanno Olmi. Accanto all’attività di musicista e compositore, Castiglia si distingue anche come formatore e direttore di ensemble. Alla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, della quale è parte attiva, ha creato e diretto per oltre dieci anni l’Orchestrona, un laboratorio orchestrale permanente composto da 20-30 musicisti di ogni età, provenienza e livello.

    45 min

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