Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Barbara De Dominicis

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    Le sorprese sonore di Babilonia non si limitano ad un itinerario che definire imprevedibile è perfino riduttivo, ma si arricchiscono ogni settimana sovrapponendosi ai percorsi artistici dei nostri ospiti. Oggi è la volta di Barbara De Dominicis, un'artista poliedrica capace di passare con estrema naturalezza attraverso generi ed ambienti completamente diversi seguendo il suo istinto e il suo personalissimo gusto, dai territori di ricerca sui paesaggi sonori fino ad una sorta di pop sofisticato e felicemente inconsueto. Ideatrice e curatrice di eventi e progetti multimediali, collaboratrice di artisti sonori e visivi come Mark Walters, Marco Messina, Elio Martusciello e Roland Quelven, cantante dai trascorsi anche mainstream, Barbara è un'ospite ideale che si trova perfettamente a suo agio nel guazzabuglio stilistico di Babilonia. Anche per questo abbiamo deciso di tornare ad ospitarla, a distanza di anni, per parlare del suo recente quanto affascinante album, “Body maps”, ispirato al lavoro del filosofo francese Jean-Luc Nancy “Corpus”.

    Prima emissione: 3 ottobre 2023

    46 min
  • Raphael Gualazzi

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    Molti lo ricordano per Follìa d’amore, brano con cui ha trionfato al Festival di Sanremo del 2011 nella categoria giovani, ma in realtà sono molti i motivi per cui vale la pena di scoprire o riscoprire il nostro ospite di oggi.
    Classe 1981, Raphael Gualazzi è pianista, cantautore, compositore, arrangiatore e produttore, e dopo gli studi classici al Conservatorio Rossini di Pesaro ha praticato diversi generi musicali, dando vita ad uno stile personalissimo tra stride piano, blues e canzone d’autore.
    L’album “Bar Del Sole”, uscit per Sugar nel 2022, è un disco nel quale Raphael rilegge 10 brani tra classici e chicche meno conosciute del repertorio cantautorale italiano, da Battisti a Graziani, da Lauzi a Morandi, Ornella Vanoni e altri. Tra le altre cose, e naturalmente tra una sorpresa e l’altra della babilonica scaletta, parla del suo nuovissimo progetto discografico fresco di stampa, annunciato qualche mese fa dal singolo “Vivido il tramonto” che, non a caso, chiuderà il nostro itinerario sonoro di oggi.

    Prima emissione: 19 settembre 2023

    47 min
  • Babilonici Inediti (1./11)

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    La nostra arca radiofonica veleggia sulle ali dell’entusiasmo, del piacere che i due conduttori alimentano da sempre di snocciolare scalette babiloniche, ovvero eccentriche e sorprendenti perché libere di scorrazzare tra i generi musicali più disparati. Viaggiare nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo in compagnia degli artisti che hanno voglia di accompagnarci è sempre stata la nostra passione e continueremo ad alimentarla, naturalmente, ma ogni tanto ci capita pure di viaggiare in solitaria e per di più molto volentieri; quindi, ci sembra doveroso documentare anche queste spensierate scorribande sonore. Itinerari babilonici, come sempre, che se da un lato fanno a meno dei preziosi regali sonori portati dai nostri ospiti, dall’altro godono di una felice libertà nel moltiplicare i temi delle nostre rubriche.

    Prima emissione: 6 settembre 2022

    46 min
  • Claudio Orfei

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    Il nostro ospite di oggi è un giovane quanto talentuoso cantautore e compositore nato a Vicovaro, in provincia di Roma, nel 1992. Nel suo lavoro creativo, Claudio Orfei mescola passione e ricerca intrecciando generi e lingue, e si occupa di tematiche sociali e personali che derivano dal suo modo di esplorare e rileggere il mondo. Nonostante le difficoltà legate ad una rara malattia genetica che lo ha reso ipovedente, si avvicina presto alla musica e negli anni studia con artiste come Raffaella Misiti, Elisabetta Antonini e Raffaela Siniscalchi, con le quali condivide oggi il suo esordio discografico “My Wonderland”, un album davvero notevole a cominciare dal sontuoso booklet. Non a caso, il disco è entrato quest’anno nella cinquina finalista al Premio Tenco come miglior opera prima: Orfei, in questo suo concept album di grande impatto sonoro ed emozionale, scrive e canta in italiano e inglese presentando testi curatissimi che sono il frutto di un lungo lavoro di adattamento con amici madrelingua, che toccano anche l’arabo, il francese, il portoghese, lo spagnolo, il romanesco e il napoletano. Con Claudio Orfei parleremo quindi della genesi di questo lavoro, dell’efficacia degli arrangiamenti e di molto altro.

    Prima emissione: 5 settembre 2023

    46 min
  • Francesco Diodati

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    Compositore e improvvisatore, il nostro ospite di oggi è considerato uno dei più spregiudicati chitarristi della sua generazione, grazie a uno stile poliedrico e a una esplorazione musicale incessante e senza confini. Come sentiremo, Francesco Diodati è interessato a esplorare la musica, indagare le complessità ritmiche, curare il gesto improvvisativo, immergersi in suoni sconosciuti acustici ed elettronici ed è quindi un artista decisamente babilonico. È membro dei gruppi Oliphantre, Yellow Squeeds, MAT, Tell Kujira (Michelangeli- Calderano Guerri), The Weaving4 e Floors, e collabora stabilmente con Enrico Rava e con Paolo Fresu. In ambito multidisciplinare fa parte del collettivo “In every encounter” insieme ad Ermanno Baron e ai danzatori Roberta Racis e Leon Maric, con i quali ha partecipato a residenze per Novara jazz, Fabbrica europa e Marche teatro. Svolge attività didattica presso il conservatorio Pollini di Padova e presso Siena Jazz University, dove insegna chitarra e improvvisazione, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero.

    Prima emissione: 9 maggio 2023

    47 min
  • Magnifiche promiscuità sonore

    Incontrare l’ospite di oggi è un avvincente “ritorno al futuro” per chi si è innamorato delle sue canzoni negli anni 80, e una miniera di piacevoli sorprese per chi scopre solo ora la magìa del suo Sabato italiano in veste rinnovata e ancor più ammaliante. La carriera di Sergio Caputo comincia verso la fine degli anni 70 al Folk Studio, lo storico locale di Roma, e nel 1983 esce il suo primo album, “Un sabato italiano“ appunto, che rivela subito uno stile personale legato a filo doppio a radici jazzistiche e aperto alla fascinazione dei ritmi latini. Ci si identifica facilmente e volentieri nei suoi testi, segnati da un uso insolito e innovativo del linguaggio che attinge dal quotidiano e dalle nevrosi metropolitane. Non a caso, oggi vengono proposti agli studenti di varie università italiane e straniere come esempio di poesia contemporanea italiana. Seguono altri 11 album, nei quali non smette mai di sperimentare nuove chiavi espressive. Nel 1999 si trasferisce in California, e collabora con artisti eccellenti come Dizzy Gillespie, Lester Bowie, Tony Scott, Mel Collins o Enrico Rava, per non citarne che alcuni. Nel 2004 presenta un album strumentale dal titolo That kind of thing, nel quale esordisce come chitarrista, e nello stesso anno torna in Italia per un tour di grande successo. A quarant’anni di distanza, ripropone oggi il suo album d’esordio con un gruppo jazz che ne migliora e ne attualizza grinta e sonorità, arricchito da due inediti e accompagnato dall’uscita negli Oscar Mondadori del libro Un sabato italiano memories. Un ospite d’eccezione, insomma, che cercheremo come sempre di sorprendere e coinvolgere nei nostri babilonici itinerari sonori.

    47 min
  • Unavantaluna (Carmelo Cacciola)

    Unavantaluna-Cumpagnia di Musica Siciliana è un ensemble di quattro musicisti uniti dalle comuni origini siciliane e dalla passione per le arti e le tradizioni popolari della loro terra. Formatosi nella primavera del 2004 a Roma dall’incontro di quattro musicisti originari della Sicilia orientale, il gruppo sente da subito la necessità di unire il passato con il presente attraverso la ricerca di un possibile equilibrio fra tradizione ed innovazione musicale. Il nome riprende l’incipit di una filastrocca siciliana («Unu avant’a Luna, due il bue [...]») pronunciata durante il gioco della cavallina, diffuso in tutta la Sicilia e accompagnato da versi che mutano da zona a zona dell’isola. Nel 2006 pubblicano il primo album, Cumpagnia di musica sixiliana, seguito quattro anni dopo da Novi jorna novi misi. Nel 2013 esce il terzo lavoro discografico, Isula ranni (‘Isola grande’), composto da un doppio cd, il secondo dei quali interamente inciso con brani inediti. Nello stesso anno Unavantaluna vince il Premio Andrea Parodi, tra i più significativi riconoscimenti italiani dedicati alla World Music. L’esito attuale del sound è della band un convinto approdo ad una “caleidoscopica world music” siciliana, e noi oggi abbiamo il piacere di ospitare uno dei suoi elementi fondatori, Carmelo Cacciola. 

    45 min
  • Petra Magoni

    L’ospite di oggi è una talentuosa cantante e attrice ben nota anche al nostro pubblico. Nata a Pisa, Petra Magoni nutre la passione per la musica sin da bambina, quando debutta in un coro parrocchiale di voci bianche. Negli anni perfeziona la propria tecnica in gruppi vocali di vario genere, e studia Musica antica al Conservatorio di Livorno e nel Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano. Inizia a lavorare nell’ambito della musica antica e operistica con la compagnia del Teatro Verdi di Pisa, ma allarga presto e di molto i suoi orizzonti espressivi. La sua carriera solistica la porta al festival di Sanremo, nel 1996 con la canzone “E ci sei“ e nel 1997 con il brano Voglio un dio. Nel 1996 incide l’album Petra Magoni, mentre l’anno successivo esce Mulini a vento. Debutta come attrice sul grande schermo nel 1999, con una piccola parte nel film Bagnomaria diretto da Giorgio Panariello, con il quale scrive e incide la canzone Che Natale sei. È il 2003 l’anno della svolta musicale, quando incontra Ferruccio Spinetti, all’epoca contrabbassista della band Avion Travel. Tra i due nasce un grande feeling musicale e decidono, quasi per gioco, di incidere l’album Musica nuda, registrato in un garage e uscito nel 2004 per l’etichetta Storie di Note. Da quel momento non si contano i successi del duo, così come i molti altri progetti ai quali Petra partecipa con crescente entusiasmo. Non riusciremo certo a citarli tutti, ma come al solito ci proveremo.

    45 min
  • Inaudito remixx 14

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di Babilonia. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle della cantante e trombettista Chiara Orlando, dell’oboista Paolo Faldi e della cantante e chitarrista Cristina Renzetti.

    46 min
  • Enzo Favata

    L’ospite di oggi rappresenta bene la Sardegna, terra meravigliosa e ricca di tradizioni musicali che ha avuto la fortuna (?) di ospitare l’arca radiofonica di Babilonia, ma anche il resto del mondo e in particolare modi, sonorità e ritmi capaci di attirare l’attenzione di un artista per sua natura curioso e onnivoro. Sassofonista, ma anche specialista di vari strumenti a fiato tradizionali, Enzo Favata comincia a costruire la sua fortunata parabola artistica negli anni 80, e approda presto al suo primo importante progetto. Con Jana Project, Favata si impone subito all’attenzione di pubblico e critica come autentico pioniere dell’incontro creativo tra la cultura musicale sarda, l’improvvisazione di matrice jazzistica e un gran numero di stimoli, sonorità ed influenze provenienti da paesi e continenti diversi. All’esperienza concertistica affianca quindi una sempre più intensa attività come compositore di colonne sonore di vario tipo per la radio, la televisione la danza e il teatro. Nel 1993 esordisce anche in ambito cinematografico firmando la musica di un film tedesco ambientato in Sardegna, Con amore ...Fabia, della regista italiana Maria Teresa Camoglio. Tra le sue collaborazioni più illustri spicca tra gli altri il nome di Dino Saluzzi, ma l’universo sonoro di Favata è davvero vasto e variegato e oggi ci concentriamo sui suoi progetti più recenti, tra i quali il quartetto The Crossing che abbiamo ammirato l’anno scorso al Cinema Teatro di Chiasso nell’ambito della stagione Tra Jazz e Nuove Musiche.

    46 min

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