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L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di “Babilonia”. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle dei cantautori Nicola Pomponi e Davide Combusti, in arte rispettivamente Setak e The Niro, e della cantante e attrice Adel Tirant.
Volete saperne di più sul saltarello? Questa è l'occasione giusta, perché la nostra ospite di oggi non è solo una delle voci più importanti ed eclettiche del nuovo folk italiano ed europeo, ma è anche una studiosa e ricercatrice appassionata che ha dedicato la sua vita alla riscoperta e alla rilettura della musica tradizionale della sua terra, l'Umbria. L'elenco delle collaborazioni e dei progetti di Lucilla Galeazzi è lunghissimo e decisamente babilonico: dal Quartetto Vocale di Giovanna Marini a jazzisti e improvvisatori del calibro di Vincent Courtois, Michel Godard, Gianluigi Trovesi e Antonello Salis, tra gli altri, da Roberto De Simone allo spettacolo “Tango, memoria di Buenos Aires” con il bandoneonista Juan José Mosalini. E poi le Faraualla, l'ensemble L'Arpeggiata e la sua direttrice, la tiorbista Christina Pluhar, le Folk Songs di Luciano Berio, il progetto “Voci magiche del Mediterraneo” con il gruppo marocchino B'Net Houariyat, e potremmo continuare a lungo. Stornelli a saltarello, a malloppu, a recchia, canti epico-lirici, canti a mete, strambotti, canti a vatoccu, una ricchezza infinita di forme e di modalità espressive che Lucilla conosce benissimo e anche se non riuscirà probabilmente ad illustrare come vorrebbe, proverà comunque a contagiare il pubblico con la sua simpatia, la sua cultura e la sua profonda passione per la musica. Ci ha portato tra l'altro un esempio da “Ancora Bella Ciao”, uno dei suoi dischi da solista, e la sua magnifica voce si aggiungerà all'imprevedibile scaletta che come sempre distingue i nostri itinerari sonori da quelli di qualunque altra trasmissione.
Trombettista tra i più apprezzati sulla scena europea, il nostro ospite si avvicina alla musica da autodidatta, sulle ali dell’entusiasmo e dell’amore per il suono di fuoriclasse dello strumento come Miles Davis e Chet Baker. Il percorso artistico di Luca Aquino trova conferma nel 2007, quando pubblica con la Universal Music il suo primo album da leader, “Sopra le Nuvole” e un anno dopo, con ospite Roy Hargrove e Maria Pia De Vito, registra “Lunaria” che gli vale il premio “Top Jazz” promosso dalla rivista specializzata Musica Jazz. Nel 2009 registra “Amam” nell’antico bagno turco di Skopje (Macedonia) e “Tsc” in una chiesa in Olanda: la continua ricerca di nuove dimensioni acustiche esalta le sue affinità con la poetica sonora nordica ben illustrata dal catalogo ECM. Intreccia numerose collaborazioni con musicisti e artisti di fama mondiale, tra i quali Jon Hassell e Manu Katché. Il 2015 è l’anno del suo settimo album da band leader: “OverDOORS”, personale tributo alla sua band preferita, The Doors. Il 2017 vede Aquino rinunciare, per via di un infortunio, al suo Jazz Bike Tour, che prevedeva cinquanta concerti consecutivi da affrontare in bicicletta, da Benevento a Oslo. Nel 2019, dopo due anni recupera due infortuni consecutivi al settimo nervo del facciale, registra e viene pubblicato con l’etichetta discografica ACT il suo nuovo album, “Italian Songbook”. Un instancabile viaggiatore ed esploratore sonoro, insomma, che avrà certo parecchio da raccontarci.
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Un invito a viaggiare senza bussola nel mare magnum della musica d’ogni tempo e d’ogni luogo, a bordo di un’arca radiofonica guidata da due timonieri onnivori e tenacemente curiosi, con un ospite…