Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Bernardino Penazzi

    Il nostro ospite di oggi è un artista decisamente eclettico e curioso, quindi perfetto per noi. Violoncellista e figlio d’arte (suo padre è stato a lungo primo fagotto dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano), Bernardino Penazzi suona stabilmente con l’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma dal 1987, e tra i molti ha avuto la fortuna di essere diretto più volte da Leonard Bernstein. Molto attivo anche come solista, in particolare sul fronte del Novecento storico e della musica del nostro tempo, si distingue tra le altre cose per la sua vena avventurosa che spesso e volentieri lo ha portato nei territori virtualmente sconfinati della libera improvvisazione. Ha collaborato con artisti del calibro di Anthony Braxton, Enrico Rava, Leroy Jenkins e Giancarlo Schiaffini, e tra i molti altri con gli svizzeri Daniel Studer e Pierre Favre, che lo ha voluto nel suo European Chamber Ensemble. Oggi ci farà assaggiare alcuni suoi lavori con la voce di Silvia Schiavoni e con i fiati di Gabriele Coen, ma il suo universo sonoro è davvero troppo ampio per essere attraversato in pochi ascolti. Ci proveremo comunque, tra una sorpresa e l'altra della nostra sbalestrante scaletta.

    56 min
  • Inaudito Remix 27

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di "Babilonia". Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle dell’organettista e cantante Clara Graziano, del violista Paolo Botti, dell’arpista jazz Marcella Carboni e del violinista Gabriele Pieranunzi.

    56 min
  • Marcello Allulli

    Diplomato al Berklee College of Music, Marcello Allulli si sta sempre più affermando come uno dei sassofonisti jazz di spicco nel panorama musicale italiano. Fondatore e membro di diverse formazioni di rilievo, nel 2012 è stato votato al JAZZIT AWARD tra i migliori sassofonisti dell’anno. Dal 2011 è direttore artistico del club romano Music Inn, storico tempio romano del jazz nazionale ed internazionale. Leader del Marcello Allulli Trio (MAT), ha collaborato con un gran numero di artisti italiani e internazionali, da Maria Pia De Vito a Ettore Fioravanti, da Antonello Salis a Kenny Wheeler e Tony Scott, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Insieme ad Antonio Jasevoli e Michele Rabbia è leader del R.A.J. TRIO, con cui nel 2010 ha inciso l'album omonimo per l'etichetta Parco della Musica Records. I successi di pubblico del trio MAT hanno portato alla realizzazione di performance multimediali in collaborazione con i due visual artist Gabriel Zagni e Cristian Paraskevas, tra cui quelle progettate a Roma per il Teatro Ambra Jovinelli e per la Centrale Montemartini. Attivo anche sul fronte didattico, insegna tra le altre cose ai seminari di Siena Jazz.

    56 min
  • Inaudito Remix 26

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall’abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di "Babilonia". Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle del pianista e tastierista Riccardo Fassi, del cantautore Marco Belcastro e del polistrumentista ed etnomusicologo Erasmo Treglia.

    56 min
  • Viviana Strambelli (Lamine)

    Un anno fa, la nostra ospite si è aggiudicata la diciottesima edizione del Premio Fabrizio De André nella sezione musica con il brano “Non è tardi”. Nata ad Erice, in provincia di Trapani, cresciuta in Puglia e attualmente di stanza a Roma, Viviana Strambelli in arte Lamine ha studiato recitazione nella scuola del Teatro Stabile di Genova. Il suo curriculum di attrice comprende numerosi allestimenti teatrali, fra i quali “Io mi chiamo Juliet”, del quale è stata anche regista, “Le Mille e Una notte”, “Pinocchio”, “Il Settimo Sigillo” e “Antigone”), film come “Tickets” di Ken Loach e “Tutto tutto niente niente” di Giulio Manfredonia, con Antonio Albanese, oltre a diverse produzioni per la TV, come “La Squadra” o “Il Commissario Manara”. Come autrice di canzoni ha debuttato in occasione della prima edizione di “Genova per voi”, in cui fu selezionata come finalista; ha continuato a scrivere canzoni anche negli anni successivi, collaborando con artisti come Francesco Bianconi, Filippo Gatti, Pippo Kaballà, e classificandosi terza a “Genova per Voi” nell'edizione del 2018. Nel 2019 è stata finalista al Premio Bindi e ha vinto il Premio della Critica e il premio per la migliore interpretazione al Premio Bianca D'Aponte, e oggi ci parlerà dei suoi progetti attuali e futuri.

    55 min
  • Peppe D’Argenzio

    Il nome del nostro ospite di oggi è certamente meno noto della sua arte, che negli ultimi decenni ha impreziosito ambiti espressivi diversi. Polistrumentista, compositore e arrangiatore, Peppe D’Argenzio è tra i fondatori, nel 1980, della Piccola Orchestra Avion Travel. Suona nell’Orchestra di Piazza Vittorio dal 2002 e ha partecipato alla realizzazione di musiche per il cinema e il teatro con Lina Wertmuller, Toni Servillo, Renato De Maria, Fabrizio Bentivoglio e Riccardo Milani. Suona stabilmente nello “Ialsax ensemble” diretto da Gianni Oddi ed è membro da più di venti anni del trio “Sax Maniacs” insieme al fratello Gianni e a Gianni Taglialatela, con i quali ha partecipato alla prima edizione del “Jazz Italiano per L'Aquila” nel settembre 2015. Nel 2012 ha creato il quartetto di saxofoni “I Virtuosi di Piazza Vittorio” insieme ad Eugenio Colombo, Pasquale Innarella e Ferruccio Corsi. Dall’estate 2014 ha ricominciato a suonare con gli Avion Travel, riuniti nella formazione originaria dopo 10 anni di interruzione. La fine del 2015 lo vede impegnato in un nuovo tour de “Il Flauto Magico” con l’Orchestra di Piazza Vittorio, e con la stessa orchestra partecipa alla realizzazione della “Carmèn” su testo di Enzo Moscato con la regìa di Mario Martone. Nel 2018 con gli Avion Travel ha realizzato e pubblicato un nuovo cd di canzoni inedite, “Privè”, un altro dei molti possibili argomenti del nostro percorso sonoro che, anche oggi, si annuncia ricco di piacevoli sorprese.

    56 min
  • Silvia Manco

    Pianista, cantante, compositrice e arrangiatrice, Silvia Manco intraprende lo studio del pianoforte all'età di sei anni, studia al Conservatorio di Lecce e dopo le prime esperienze musicali accanto al padre, musicista di piano bar, si trasferisce a Roma dove studia presso l'Università della Musica e viene a contatto con l'ambiente artistico della capitale. Partecipa ai seminari di SienaJazz del '98 e nella stagione teatrale 1999-2000 è la pianista in scena nella commedia musicale “Due ore sole ti vorrei” prodotta dal Teatro Sistina di Roma per la regia di Pietro Garinei, con le musiche di Gianni Ferrio; lo spettacolo, per il quale compone il brano “Chi è di scena”, riscuote molto successo in una lunga tournée italiana. Collabora con importanti musicisti tra i quali Roberto Gatto, Renzo Arbore, Dario Deidda, Fabio Zeppetella e Lino Patruno in ambito jazz, ma anche con Massimo Ranieri e Arisa, e in ambito teatrale con Giorgio Albertazzi. Nel 2002 nasce il trio che porta il suo nome, vincitore dell'edizione 2006 del premio “Porsche Jazz”. Nel 2010 esce il secondo album “Afternoon songs”, prodotto da Roberto Gatto, che vede al centro del progetto le sue composizioni originali e gli arrangiamenti creati appositamente per una formazione estesa della quale fanno parte, oltre allo stesso Roberto Gatto, musicisti del calibro di Fabio Zeppetella, Dario Deidda, Daniele Tittarelli e Giovanni Falzone. Di questo e d’altro parliamo oggi, con particolare riferimento al suo recente lavoro dedicato a Blossom Dearie, la più europea delle pianiste-vocalist americane.

    55 min
  • Inaudito Remix 25

    L’avventura della nostra arca radiofonica nel mare magnum della musica d’ogni luogo e d’ogni tempo ci riserva ogni settimana una quantità imprevedibile di sorprese, e non di rado ci porta “fuori tempo massimo” al punto da costringerci a tagliare una o più rubriche, per rispettare i tempi di emissione. Si tratta quindi di materiale sovrabbondante, certo, ma non per questo meno prezioso di quello che poi va effettivamente in onda. Ecco perché ci sembra doveroso recuperarlo, di tanto in tanto, riunendolo in puntate particolarissime perché svincolate dall'abituale scansione di rubriche e chiacchierate con gli ospiti. Itinerari ancor più sorprendenti, se possibile, che accumulano in modo sfrenato i balzi temporali e di genere che caratterizzano da sempre le scalette di “Babilonia”. Non solo, ma gli ospiti e quindi le voci si moltiplicano, e in questo caso sono quelle della cantante Elisabetta Antonini, del compositore Alessandro Cipriani e dell’organettista Alessandro D’Alessandro.

    55 min
  • Flavio Tanzi

    È sempre un grande piacere per noi poter ospitare un artista che si è formato e ha lavorato alle nostre latitudini. Diplomato in Strumenti a Percussione al Conservatorio di Frosinone, Flavio Tanzi ha frequentato il Master of Arts in Music Performer presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, e in seguito ha collaborato a più riprese con l’Orchestra della Svizzera Italiana. La sua attività si concentra sullo studio, la ricerca e la diffusione della musica da camera e solistica del nostro tempo. È percussionista del PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble) e fondatore di "Blow Up Percussion", un quartetto di percussioni costituitosi nel 2012 che ha base a Roma e che si completa con Alessandro Di Giulio, Pietro Pompei e Aurelio Scudetti. Attivo in ambito didattico, è docente di Strumenti a Percussione presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Si è esibito in molte manifestazioni musicali internazionali, (Festival d’Automne Paris, La Biennale di Venezia, Ravenna Festival, MITO SettembreMusica, Colón Contemporáneo Buenos Aires, CDMC Madrid, Controtempo) e quest’attività, sia solistica che cameristica, gli ha permesso di lavorare a stretto contatto con molti compositori tra i quali Steve Reich, Gavin Bryars, Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele. Ha collaborato tra le altre con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e con l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Diverse le sue esperienze anche nell’ambito musica da film, al fianco di autori come Ennio Morricone, Nicola Piovani e Franco Piersanti. Come sempre, quindi, non mancheranno gli argomenti e neppure gli ascolti, in rigorosa scansione babilonica.

    55 min
  • Gabriele Coen

    Sassofonista, clarinettista, compositore, Gabriele Coen si forma musicalmente prima alla Scuola di Musica Popolare di Testaccio, poi frequenta i seminari di Siena Jazz e viene in contatto in diverse occasioni con importanti interpreti del suo strumento d’elezione (Steve Lacy, Dave Liebman) per poi completare il percorso di studi con la Laurea in Scienze politiche e con il diploma in sassofono presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia. Dalla metà degli anni Novanta è fondatore e leader dei “Klezroym”, ad oggi la più importante formazione italiana di musica klezmer con la quale è tra i massimi divulgatori in Europa della tradizione musicale popolare ebraica reinterpretata in chiave jazzistica. Figlio d’arte - suo padre Massimo Coen è stato al violino uno dei più importanti esecutori di musica contemporanea - si forma inoltre come interprete nel repertorio del sassofono contemporaneo con il quartetto d’archi “I Solisti di Roma”. Con il quartetto “Atlante Sonoro” propone un inedito e personale incontro tra il jazz e la world music, e parallelamente amplia la sua intensa attività didattica e divulgativa pubblicando i saggi “Klezmer! La musica popolare ebraica dallo shtetl a John Zorn” e “Musica errante. Tra folk e jazz: klezmer e canzone yiddish”. Nel 2005 fonda il quintetto “Gabriele Coen Jewish Experience” con il quale pubblica nel 2009 l’album d’esordio “Golem”, e con “Awakening” del 2010 diventa il primo ensemble italiano a produrre un disco per la “Tzadik” di John Zorn. Numerose le sue collaborazioni in ambiti diversi, e oggi tra le altre cose ci concentriamo sul recente “Leonard Bernstein Tribute” pubblicato dal Parco della Musica Records.

    54 min

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