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Da qualche giorno è partita l'iniziativa #cambieRAI che ha portato ai vari sit-in davanti alle sedi della Rai a Milano, Roma e Torino giovedì 8 aprile. Questa iniziativa lanciata dopo l'ennesima uscita razzista in TV nazionale, in particolare dell'attrice Valeria Fabrizi nel programma "Da noi...a ruota libera" su Rai 1, Pierre Aboa e Samira Namaane , membri di Black Lives Matter Bergamo decidono di scrivere una lettera alla Rai. A un anno dalle proteste #BLM in Italia e nel mondo, al seguito della morte di George Floyd, sembra che la Rai non abbia capito che i vari movimenti antirazzisti italiani sono sempre più determinati a portare cambiamenti sociali partendo dal razzismo sistemico. Pierre e Samira ci raccontano dall'inizio alla fine come e perché è nato #cambieRAI, ma soprattutto dimostrano che l'unione di più realtà con lo stesso scopo, smantellare la narrazione sbagliata della TV e dei media italiani delle persone razzializzate, porta risultati.
#blackcoffee_pdc aderisce attivamente all'iniziativa #cambieRAI insieme a
BlackLivesMatter Bergamo, BlackLivesMatter Roma, Blackrootz, Cambio Passo Aps-Onlus, Cantiere Milano, Collettivo Ujamaa - Torino, Comitato per non dimenticare Abba e fermare il razzismo, D.E.I. Futuro Antirazzista, Il Grande Colibrì-Lecco, Italiani senza cittadinanza , Kyrikou, Kube Community, Lato B Milano, Love My Way - Firenze, No Justice No Peace Italy, Non Una Di Meno - Milano, Rete della Conoscenza Milano, Prisma - collettivo LGBTQIA+ Sapienza, QuestaèRoma, UP - Su la testa
Siamo arrivate alla prima intervista della terza stagione in cui abbiamo avuto il piacere di conversare con Michael Anthony Fabbri, insegnante di tedesco alle superiori. Michael è nato ad Atlanta ed è stato adottato all'età di un mese da genitori italiani. Il tema delle adozioni trasnazionali e interrazziali è un argomento che ci interessa molto, per questo motivo abbiamo pensato di invitare Michael a raccontarci la sua esperienza. La nostra conversazione non si è fermata qui. Il suo ruolo di insegnante ci ha incuriosite in quanto è un contesto, quello della scuola italiana, in cui a fatica si parla di razzismo. Abbiamo toccato un'altra tematica, la feticizzazione del corpo nero nella comunità LGBTQ+. Ci è piaciuto realizzare questo episodio perché la storia di Michael mostra che essere nero non è unidimensionale.
Storie Italiane (Ig)note è la rubrica di #Blackcoffee_pdc creata in collaborazione con il giornalista e podcaster italo-somalo Adil Mauro. Una domenica al mese, ascolterete Adil raccontare le storie di figure nere italiane che in diverse epoche hanno contribuito alla storia italiana. Rendiamole note.
Nel primo episodio di questa rubrica, esploreremo le storie di Domenico Mondelli e Michele Amatore, due uomini neri che si sono distinti nell’esercito italiano: se vi abbiamo incuriosit*, scoprite chi sono. Buon ascolto!
Siamo di ritorno per una terza stagione di #Blackcoffee_pdc ricca di conversazioni che speriamo vi porteranno a fare nuove riflessioni sulle comunità nere in Italia. Per realizzare questa stagione abbiamo organizzato un crowdfunding che è stato un successo e vi ringraziamo ancora per il vostro sostegno. Nell'episodio di oggi vi sveliamo i risultati ottenuti ma anche altre novità con due collaborazioni con il giornalista italo-somalo Adil Mauro, podcaster dietro La Stanza di Adil, e la ricercatrice ed attivista Marie Moise.
Eccoci arrivati all'ultimo episodio della seconda stagione di #blackcoffeepdc. Oggi abbiamo come ospite Marie Moïse (@marilladue) che ci ha regalato un episodio molto speciale ed intimo. Marie, infatti, ci racconta che la sua passione per la ricerca nasce con la sua prima ricerca sul campo: la storia della sua famiglia. Un curioso episodio rompe il silenzio della famiglia e la porta a scoprire di avere un nonno nero. È stato importante per la nostra ospite ( e anche per per noi) soffermarsi su un punto cruciale della sua storia, ovvero, come questa scoperta ha influenzato la sua identità. Marie è la nipote di un haitiano e avere radici di questa isola, che diventò la prima repubblica nera nel 1804, significa tanto orgoglio ma anche tante dolore. Il nonno di Marie, militante del partito comunista haitiano dovette fuggire dalla dittatura di François Duvalier e lasciare il proprio paese con la moglie e i figli meticci per l'Italia. Qui è dove inizia la storia del padre di Marie che arriva nel Bel Paese negli anni 60, al contrario di quanto si pensi l’immigrazione come un fenomeno recente. Siamo state rapite dalla storia di Marie perché rappresenta una storia di migrazione e di meticciato di cui in Italia si conosce molto poco. Con questo ultimo episodio cerchiamo di portare l’attenzione sulla questione del meticciato, che per Marie non si traduce sul color della pelle ma nella sua storia ed identità.
Eccoci con il penultimo episodio di questa stagione! Oggi vi proponiamo un interessante scambio che abbiamo avuto con Mehret Tewolde. Un lungo percorso quello di Mehret in Italia dal 1978 che l’ha portata ad occuparsi di cultura e relazioni tra Africa e Italia collaborando con l’associazione Le Reseau, ad essere impegnata in attività di coaching all’interno del progetto Summit Nazionale delle Diaspore e diventare executive chief presso Italia Africa Business Week. Mehret è anche membro del neonato Comitato Multicultural Diversity & Inclusion che vi raccontiamo nei prossimi post.
Torniamo oggi con la dott.ssa e psicoterapeuta Ronke Oluwadare per parlare di uno dei più grandi traumi delle seconde generazioni : essere italiani senza cittadinanza. Con lei vediamo come l'assenza di quel che per altri italiani è un semplice pezzo di carta, crea un malessere e una difficoltà a percepirsi come italiano . La nostra conversazione ci ha poi portate a confrontarci su ciò che accomuna le comunità nere per quanto riguarda la psicologia : l'assenza di un dialogo e di conseguenza il rifiuto/la difficoltà di chiedere aiuto quando ce n'è bisogno. Per finire, ci siamo soffermate sull'idea che cambiare le condizioni di vita non significa un miglioramento della salute mentale, uno stereotipo che spesso viene usato quando si parla della condizioni degli immigrati e migranti.
Se ricordate nell’episodio 02 della prima stagione con Mikal Woldu, ci siamo chieste quanto le università fossero interessate a cogliere il problema della salute mentale superando il filtro bianco, in questo episodio abbiamo colto l’occasione per chiedere a Ronke di raccontarci la sua esperienza accademica. Una chiacchierata che ci ha portate a riflettere sul concetto di “approccio multicultulare” in particolare nell’ambito della psicologia.
Dietro la figura del militante o attivista, si ignora spesso tutto il lavoro di ricerca di fonti, di sviluppo di concetti e riflessioni, e soprattutto il percorso di crescita del militante/attivista. In questa seconda parte di conversazione con Selam, vediamo tutto questo attraverso tematiche che vanno dall'afrofemminismo all'intersezione fra genere, classe e razza o ancora della parola attivista. È stata una conversazione ricca di belle riflessioni che speriamo possa darvi qualche spunto sulla militanza.
Questo giovedì affrontiamo con Selam Tesfai, attivista italo-eritrea, il tema dell'atitvismo all'interno del proprio spazio. Milanese di nascita, Selam ci racconta il suo percorso di attivista, da come è nato il suo interesse per le questioni sociali a come, all'interno di esse, rientrano le tematiche della razza e del razzismo.
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