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Donald Trump si prepara all’incontro in Alaska con Vladimir Putin, fissando aspettative minime e lasciando fuori Zelensky, nonostante le pressioni europee.
Nessuna garanzia per Kiev, mentre cresce il timore che il vertice diventi un’occasione per Mosca di guadagnare tempo.
Sullo sfondo, la guerra a Gaza: l’esercito israeliano avanza, ma aumentano le perdite, il malcontento interno e gli attacchi alla stampa.
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La politica estera rimane la protagonista dell'estate italiana su due fronti principali: in Alaska si prepara l'incontro del 15 agosto tra Donald Trump e Vladimir Putin per discutere del conflitto in Ucraina, ma ci sono ancora tante incognite in ballo: ci sarà anche Zelensky per negoziare i termini dell'accordo? E comunque, che ne sarà della cessione di territori di cui tanto si parla?
Intanto Netanyahu prepara l'occupazione di Gaza, ma non è la prima volta che il governo di Tel Aviv fa un annuncio simile. Tra proteste interne ed esterne, si arriverà davvero a una soluzione?
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Dopo l’incontro con il segretario della NATO, Mark Rutte, Donald Trump annuncia un piano per armare l’Ucraina, affidando il compito alle nazioni europee. Minaccia inoltre dazi contro i Paesi che continuano a commerciare con Mosca, Cina inclusa. Una mossa che potrebbe aprire un nuovo fronte con Pechino e far salire i prezzi del petrolio. Restano però molti dubbi: troppe giravolte, troppe promesse disattese. Intanto, in Medio Oriente, Netanyahu torna dagli Stati Uniti senza un accordo sugli ostaggi e cerca di bilanciare le pressioni americane con la propria sopravvivenza politica.
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Donald Trump è insofferente nei confronti di Vladimir Putin. Il Presidente USA, secondo l’agenzia di stampa americana Axios, è pronto a varare un nuovo piano per armare l’Ucraina, ipotizzando l'invio di armi offensive. Intanto, scrive a Bruxelles minacciando dazi: ora l’Europa deve decidere come rispondere. Linea dura o accomodante? In gioco ci sono i rapporti con la Casa Bianca, ma anche la tenuta dell’economia globale.
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Oggi iniziamo con l’inno americano per riuscire ad essere in linea con il tema di giornata che ci riguarda direttamente. Parliamo di dazi, perché l’Italia e l’Europa sono con il fiato il sospeso e qualora non si trovasse un accordo serio con Donald Trump la situazione potrebbe pesare economicamente. Andiamo per punti.
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Le sirene risuonano in tutta l’Ucraina dopo un attacco russo devastante. Trump prende le distanze da Putin e prepara nuove armi per Kiev.
Intanto Mosca produce droni Shahed e cambia tattica per colpire più duramente.
È finita la luna di miele tra i due leader? O è solo una pausa tattica?
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Trump riceve Netanyahu alla Casa Bianca. Sul tavolo: Nobel per la Pace, tregua a Gaza, Iran e dazi.
Intanto si pianifica una “città umanitaria” per 600 mila palestinesi e si alzano nuove tensioni in Ucraina.
Le lettere di Trump sui dazi iniziano a fare paura all’Europa.
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Mentre il Texas è in ginocchio per un’inondazione con oltre 80 morti, Donald Trump si muove su più fronti.
A Washington si lavora a un accordo commerciale con l’Unione Europea che minaccia di spaccare il continente: la Germania vuole chiudere in fretta, la Francia frena, e Trump detta le sue condizioni.
Intanto, a Gaza si intravede uno spiraglio di tregua: Netanyahu vola negli USA, mentre la sua delegazione è in Qatar per riaprire i negoziati con Hamas, sotto la pressione crescente dell’amministrazione americana. Ma le richieste sono tante e le tensioni ancora altissime.
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Donald Trump e Vladimir Putin si sono di nuovo sentiti al telefono. È la sesta telefonata da quando The Donald è tornato alla Casa Bianca. Si sa poco. È durata un’oretta. Ma da quel che trapela, nulla di buono è stato detto, soprattutto sull’Ucraina, dove la guerra continua.
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Dalla voce di Peskov alle paludi della Florida: Putin apre uno spiraglio, Macron chiama Mosca dopo tre anni, mentre Trump costruisce una prigione tra alligatori e si prepara a un cessate il fuoco in Medio Oriente. Gli Stati Uniti tagliano le armi a Kyiv, la guerra dei dazi si accende, e Musk minaccia di fondare un partito.
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