
Sign up to save your podcasts
Or


Nuova strage a Gaza: almeno 70 morti in un solo giorno, colpito anche uno degli ultimi luoghi con accesso a Internet. In Israele si parla di tregua, ma le bombe continuano. Intanto, in Russia, bambini ucraini deportati da Mariupol vengono rieducati all’“amore per la patria” nei campi estivi di San Pietroburgo. E da Washington potrebbe arrivare la svolta. O l’ennesima mossa elettorale.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La guerra continua a infiammare Ucraina e Medio Oriente. La Russia spinge verso Sumy, Israele e Iran restano in bilico e Donald Trump scuote la NATO con dichiarazioni imprevedibili.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel giorno del vertice NATO, l’Europa promette aumenti record nelle spese militari per rassicurare Donald Trump. Ma cosa significa davvero l’accordo raggiunto? Qual è il nuovo piano da miliardi per la difesa europea? E cosa temono davvero i Paesi dell’Est?
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La tregua tra Iran e Israele tiene, ma il mondo resta con il fiato sospeso.
Donald Trump, deluso e sempre più imprevedibile, lancia messaggi forti dai social mentre la crisi mediorientale si intreccia con tensioni globali e alleanze in bilico. Tra missili, accordi mancati e parole che scuotono la NATO, cosa ci aspetta? Un racconto in tempo reale di 12 ore che potrebbero cambiare tutto.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo giorni di tensione tra Stati Uniti, Iran e Israele, arriva una tregua di 12 ore. Ma è davvero l’inizio di una de-escalation o solo una pausa prima della prossima ondata?
Missili, minacce sussurrate, un attacco calibrato a una base americana in Qatar, e una telefonata agghiacciante del Mossad a un generale iraniano: in questo episodio ricostruiamo 24 ore frenetiche che raccontano quanto sia fragile la pace e quanto profonde siano ormai le crepe in Medio Oriente.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Un giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti all’Iran, mettiamo in fila ciò che sappiamo — o meglio, ciò che non sappiamo.
La prima cosa è questa: al momento nessuno ha certezze sui reali danni inflitti dai bombardamenti americani ai siti nucleari iraniani.
Partiamo da qui. Perché ciò che resta incerto è anche la risposta dell’Iran.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il presidente degli stati uniti è apparso in un discorso alla nazione, ma di fatto a tutto il mondo e ha esordito con queste parole: “L'Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace. Altrimenti, gli attacchi futuri saranno molto più gravi e molto più facili”. Aerei B-2 hanno sganciato bunkerbusters sul sito di Fordow. Colpiti in tutto tre siti nucleari. La paura è che possa scoppiare una guerra regionale e che il prezzo del petrolio schizzi alle stelle.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mentre Israele colpisce, Trump temporeggia. L’Iran è davvero a un passo dall’atomica? Dentro la crisi che spacca il fronte occidentale e divide anche il mondo MAGA.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Giorni di altissima tensione: mentre tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla crisi in Medio Oriente, il New York Times immagina lo scenario più temuto — bombardieri B-2 che colpiscono il cuore del programma nucleare iraniano. Trump tace, o meglio, parla a singhiozzo: un giorno minaccia, il giorno dopo prende tempo. Dice “nessuno sa cosa farò”, ma secondo il Wall Street Journal il piano d’attacco è già pronto. Si aspetta solo la mossa dell’Iran.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Trump lascia il G7 e minaccia su Truth Social la Guida Suprema iraniana: “Sappiamo dove sei, ma non ti uccideremo. Per ora.”
Il G7 si è trasformato in un campo di battaglia verbale: Trump litiga con Macron, viene accusato di lasciare l’Ucraina al suo destino, e nel frattempo il Medio Oriente brucia. Gaza è al collasso, Israele intensifica i bombardamenti su Teheran, mentre gli analisti di Haaretz parlano della “sindrome di Taco”, soprannome dato al presidente USA per i suoi continui capovolgimenti di linea.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
From the publisher's feed