
Sign up to save your podcasts
Or


La situazione, come sappiamo, è sempre più incerta tra Russia e Ucraina, e la pace sembra ogni giorno più lontana. I colloqui a Istanbul hanno portato a risultati piuttosto deludenti.
Quello che avete sentito poco fa è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che commenta proprio l’esito negativo di questi ultimi incontri.
Nel frattempo, a Kyiv si muovono in modo molto deciso sul piano militare e dell’intelligence. E vogliamo partire da qui, perché le ultime operazioni potrebbero dirci molto su dove sta andando realmente questa guerra.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Oggi puntata speciale, perché con noi c’è una voce che conoscete bene: David Parenzo.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Oggi, niente esteri. Oggi restiamo in Italia.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il Medio Oriente resta in bilico e la prospettiva di un cessate il fuoco appare lontana. Ma oggi accendiamo i riflettori su un altro tema urgente: la distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza. In settimana vi abbiamo raccontato delle ombre sull’azienda privata incaricata di gestire i centri di smistamento. Ora vogliamo andare più a fondo. Lo facciamo con una voce autorevole: Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia, organizzazione che da anni lavora sul campo nella Striscia. Con lui cerchiamo di capire cosa sta succedendo davvero e quali siano le reali possibilità di garantire assistenza a chi ne ha più bisogno.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alla Casa Bianca, Trump perde la pazienza con una giornalista che gli chiede conto del soprannome “TACO” – Trump Always Chickens Out – usato da Wall Street per descrivere i suoi dietrofront sui dazi. Ma il vero colpo di scena arriva dai giudici: una corte americana stabilisce che il tycoon non aveva l’autorità per imporre dazi globali.
Intanto Elon Musk saluta la Casa Bianca, disilluso dalla politica e con qualche rimpianto. E mentre lascia, Trump annuncia il “Golden Dome”, lo scudo missilistico che dovrebbe difendere gli Stati Uniti da ogni minaccia.
Ma Mosca non resta a guardare: si parla già di una nuova corsa agli armamenti.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Un disastro annunciato a Gaza. Migliaia di palestinesi si sono riversati nei centri di distribuzione degli aiuti umanitari, ma il piano coordinato da Israele e Washington si è rivelato fallimentare.
Secondo Haaretz, l’azienda scelta per gestire la distribuzione non ha alcuna esperienza sul campo, e le Nazioni Unite parlano di gravi violazioni ai principi umanitari. Intanto, la Svizzera apre un'indagine sulla fondazione dietro l’operazione.
Dagli Stati Uniti, emergono fratture tra Netanyahu e Trump sulla strategia verso l’Iran, mentre nuove indiscrezioni parlano di un Trump pronto a negoziare le sfere d'influenza globali con Putin e Xi Jinping. Taiwan non sarebbe più "un interesse esistenziale" per gli USA?
E infine la Russia: vale davvero la pena, per Putin, firmare la pace? Secondo il Wall Street Journal, la guerra ha rilanciato l’economia bellica russa, distribuendo ricchezza nelle zone più povere. Ma se il conflitto finisse, cosa ne sarà di quest'apparente prosperità? E soprattutto: dove potrebbe riversarsi il prossimo fronte?
BuongiornoMondo, partiamo da qui.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mentre la guerra in Ucraina continua, Mosca alza il tono. Vladimir Putin ammette che la pace è ancora lontana, ma è la Germania a finire nel mirino di Mosca: se invierà i missili Taurus, “bruceranno come fiammiferi”, dice la portavoce del Cremlino.
Nel frattempo, Donald Trump cambia tono: deluso da Putin, valuta nuove sanzioni contro Mosca per ottenere un cessate il fuoco di 30 giorni.
L’intelligence ucraina, invece, lancia l’allarme: se la Russia non viene indebolita economicamente, potrebbe tornare a minacciare l’Europa in meno di quattro anni. E le immagini satellitari rivelano che Mosca sta costruendo linee elettriche per collegare la centrale nucleare di Zaporizhzhia alla propria rete. Una mossa pericolosa, avverte Greenpeace, che potrebbe minacciare l'intera regione.
BuongiornoMondo, partiamo da qui.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La situazione in Medio Oriente è più tesa che mai: tregua o guerra totale? Hamas e Netanyahu al centro di un delicato negoziato, ma l’estrema destra israeliana spinge per la conquista di Gaza. A Gerusalemme tensioni altissime.
Intanto in Europa, la Germania alza il livello: stop alle restrizioni per le armi all’Ucraina, con il rischio di attacchi diretti in Russia.
Il rischio di escalation nucleare non è mai stato così reale.
BuongiornoMondo, partiamo da qui.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La puntata si apre con Donald Trump che rimanda i dazi contro l’Europa al 9 luglio. Ma non solo: accusa Putin di essere “impazzito” e lancia critiche anche a Zelensky.
Intanto, a Mosca, torna Stalin: una statua in metropolitana segna un nuovo picco nel culto del passato sovietico, mentre i libri di scuola riscrivono la storia.
In Medio Oriente, la guerra continua. Gli Stati Uniti cercano una tregua per evitare l’invasione totale di Gaza da parte di Israele. Ma Netanyahu punta a conquistare il 75% della Striscia. La popolazione è sempre più stretta in poche aree, senza cibo né cure.
BuongiornoMondo, partiamo da qui.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La voce che ascolterete è quella della chirurga plastica Tiziana Roggio, attualmente a Gaza in missione umanitaria con Ideals Charity. È una testimonianza toccante, raccolta sul campo.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
From the publisher's feed