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Ufficializzati dal Cagliari i numeri di maglia per la prossima stagione. Al momento vi è anche la 94 di Sebastiano Esposito, sotto contratto fino al 3′ giugno 2030, ma al centro di un braccio di ferro col club rossoblù
Tra i nuovi acquisti Alessandro Romano ha preso la numero 4, l’inglese Harry Winks avrà la 6. Sarà l’attaccante Kevin Carlos a indossare la 9, la maglia numero 10 andrà sulle spalle di Jacopo Fazzini. Per Raphael Kofler la 22; Giuseppe Aurelio e Sebastiano Di Paolo avranno rispettivamente le maglie 24 e 25. Demi Akarakiri ha scelto la 30, Daniel Maldini indosserà la 70. C’è chi, rispetto alla scorsa stagione, ha preferito cambiare: la maglia numero 2 sarà di Zé Pedro; Yael Trepy ha scelto la 19.
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Comincia la stagione ufficiale per il Cagliari, mentre per l’Arezzo sarà la seconda gara in pochi giorni. In palio, domani alle 18.30 alla Unipol Domus (nella gara secca valida per i 32esimi di Coppa Italia) l’accesso ai sedicesimi. La formazione di Fabio Pisacane può contare su diversi nuovi innesti arrivati dal mercato estivo, tra tutti quelli di Fazzini, Winks e Maldini, mentre sul fronte opposto i toscani vogliono avere la possibilità di far bene, ma sono consapevoli della differenza di categoria.
Il tecnico Cristian Bucchi (ex da giocatore) dopo la vittoria sulla Union Brescia 8domenica nel preliminare) in conferenza stampa si era detto molto soddisfatto: “Ho rivisto le nostre trame e il blocco squadra che voglio – le sue parole riportate dai colleghi diarezzo24.net – La condizione deve crescere, ma siamo ad agosto. Durante la gara ci sono state diverse cose che mi sono piaciute, a cominciare dall’essere rimasti quasi sempre squadra. Ci siamo allungati soltanto per tre o quattro minuti prima del cooling break del secondo tempo, quando abbiamo perso un po’ le distanze. Questo è legato anche alla condizione fisica. Abbiamo affrontato una partita difficilissima. Il Brescia mi ricorda moltissimo noi dello scorso anno: una squadra rodata, con un allenatore bravo che la guida già dalla stagione precedente, conoscenze consolidate ed elementi forti arrivati sul mercato. È un organico pronto e credo che giocherà per vincere fino all’ultimo secondo.
“Ci aspetta un match duro, ma dobbiamo continuare a fare le nostre cose e non avere paura di sbagliare. L’errore può arrivare comunque. Noi abbiamo ottenuto risultati importanti attraverso una mentalità e quella deve rimanere la nostra forza. Chi è arrivato è qui perché sposa questa filosofia. Sala e Janes, per esempio, sono giocatori coraggiosi. Tutti sbagliano, io per primo. A me piace chi ha voglia di fare e non si preoccupa dell’errore: più dell’azione mi interessa la reazione. E fino a oggi la reazione è sempre stata molto positiva”.
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Alla vigilia del Vigilia del primo impegno ufficiale per il Cagliari 2026-27, conferenza stampa del tecnico rossoblù Fabio Pisacane. Ovviamente tema principale la gara di domani contro l’Arezzo, valida per i trentaduesimi di Coppa Italia a eliminazione diretta, arbitrata da Calzavara. In vista del match della Unipol Domus (domani ore 18, il mister ha risposto alle domande dei media, presso la sala stampa del centro sportivo di Assemini facendo riferimento anche a Mina e Kevin Carlos.
“Kevin ha caratteristiche diverse dai compagni di reparto, sono felice della sua presenza. Nell’ultimo periodo con il Nizza si è allenato con un preparatore, abbiamo stilato un programma personalizzato per portarlo al meglio alla prima di campionato. Yerry (Mina ndr) è arrivato il 7 agosto, sta facendo il suo percorso personalizzato in funzione della prima di campionato. Sappiamo cosa può dare per esperienza, leadership, personalità. Deve però mettere benzina nelle gambe“.
Classe 2001, nato a Ceuta, spagnolo di origini nigeriane, è cresciuto nel Settore giovanile dell’Huesca, club con cui ha fatto il suo esordio in prima squadra nel dicembre 2020, in Coppa del Re. La prima rete tra i professionisti è arrivata l’anno successivo, sempre nella competizione nazionale. Nel gennaio 2023 si è trasferito in prestito al Betis, aggregato alla seconda squadra, prima di approdare in Svizzera allo Yverdon nell’estate dello stesso anno. L’esperienza elvetica si è rivelata decisiva per la sua crescita: con 14 reti, capocannoniere del campionato nella stagione 2023/24, Kevin Carlos si è messo in evidenza tra i giovani attaccanti più interessanti del panorama europeo.
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Tempo scaduto alle 24 di ieri e stamattina nuovo certificato medico, per uno stop di altri 15 giorni, presentato da Sebastiano Esposito.
Continua dunque lo scontro totale, dopo la clamorosa decisione di abbandonare il ritiro di Ponte di Legno e non partire per la trasferta in Germania.
Questa mattina il giocatore non si è presentato. “Riguardo a Esposito, ho già detto che il mio compito è tutelare il gruppo e che ci sono persone competenti che si occupano di questa situazione. Non voglio assolutamente entrare in questo discorso perché mi turba, quindi preferisco parlare della partita e dei miei ragazzi. Ci sono tutti, a parte Esposito”, aveva detto Pisacane in conferenza stampa.
Esposito salterà la gara di Coppa Italia del Cagliari contro l’Arezzo, di domani alle 18.30 e l’esordio in Serie A contro il Parma sabato 22 alle 20.45 al Tardini. Nel frattempo, si cercherà una soluzione a una vicenda che va avanti dalla fine di luglio dopo lo strappo con il Cagliari.
La figura dell’agente Mario Giuffredi è diventata centrale nel confronto. Il procuratore ha difeso la posizione del proprio assistito, mentre il Cagliari ha manifestato pubblicamente il proprio disappunto attraverso le parole del direttore generale Stefano Melis.
Il rapporto tra il club e l’entourage del giocatore è quindi entrato in una fase di forte tensione, con possibili sviluppi anche sul piano legale.
Il dato emerso dal sondaggio racconta soprattutto una frattura emotiva tra Esposito e una parte consistente del pubblico rossoblù. Dopo una stagione nella quale l’attaccante era diventato uno dei protagonisti della squadra, il rapporto con i sostenitori sembra essersi complicato rapidamente.
La richiesta economica e soprattutto la modalità con cui si è evoluta la situazione hanno pesato sul giudizio dei tifosi, che hanno premiato la linea del Cagliari. Ora resta da capire quale sarà il prossimo passo.
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Non farà parte del prossimo campionato con il Cagliari Alessandro Sabino Russo. Infatti il centrocampista ha firmato con il Club Milano, compagine che milita in Serie D.
Domani test contro il Monastir, squadra ambiziosa in D.
1ª giornata
Domenica 23 agosto
Lunedì 24 agosto
2ª giornata
Domenica 30 agosto
Lunedì 31 agosto
3ª giornata
Sabato 5 settembre
Domenica 6 settembre
4ª giornata
Sabato 12 settembre
Domenica 13 settembre
Lunedì 14 settembre
6ª giornata 10 ottobre
7ª giornata 17 ottobre
8ª giornata 24 ottobre
9ª giornata 31 ottobre
10ª giornata 7 novembre
11ª giornata 21 novembre
12ª giornata 28 novembre
13ª giornata 5 dicembre
14ª giornata 12 dicembre
15ª giornata 16 dicembre
16ª giornata 19 dicembre
17ª giornata 3 gennaio
18ª giornata 6 gennaio
19ª giornata 7 gennaio
20ª giornata 16 gennaio
21ª giornata 23 gennaio
22ª giornata 30 gennaio
23ª giornata 6 febbraio
Atalanta-Bologna
24ª giornata 13 febbraio
Albinoleffe-Hellas Verona
25ª giornata 20 febbraio
26ª giornata 27 febbraio
27ª giornata 3 marzo
28ª giornata 6 marzo
29ª giornata 13 marzo
30ª giornata 20 marzo
31ª giornata 3 aprile
32ª giornata 10 aprile
33ª giornata 17 aprile
34ª giornata 24 aprile
35ª giornata 1 maggio
36ª giornata 8 maggio
37ª giornata 15 maggio
37ª giornata 22 maggio
Nel tabellone il Cagliari, testa di serie numero 17, debutterà mercoledì 28 ottobre nei trentaduesimi di finale ospitando il Lecco (testa di serie numero 25). In caso di qualificazione, i rossoblù affronteranno nei sedicesimi di finale, in programma mercoledì 2 dicembre, la vincente della sfida tra Lecce (9) e Pisa (29), con l’obiettivo di conquistare l’accesso agli ottavi di finale, dove ad attenderli ci sarebbe la Juventus (8), il 20 gennaio.
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Dal nostro inviato al CRAI Sport Center
Vigilia del primo impegno ufficiale per il Cagliari 2026-27. L’occasione di parlare con il tecnico rossoblù Fabio Pisacane dei temi della gara di domani contro l’Arezzo, valida per la Coppa Italia. Il Mister ha risposto alle domande dei media, presso la sala stampa del centro sportivo di Assemini.
“Domani si inizia a fare sul serio: ci sarà una responsabilità diversa. Contro il Nizza era comunque importante portare a casa il trofeo per ricordare Riva. Vogliamo riprendere il percorso interrotto in Coppa l’anno scorso, vogliamo essere ambiziosi“.
“Esposito: mio compito è tutelare il gruppo, ci sono persone in società che hanno la competenza per occuparsene. Preferisco parlare dei miei ragazzi, perché l’argomento mi turba“.
“Maldini ci porta qualità, sensibilità tecnica e sa legare il gioco. Crea superiorità in campo, aspetto che mi piace. Può essere della partita di domani. Mi ha colpito la sua disponibilità, dobbiamo aiutarlo ad esprimersi. Kevin Carlos ha caratteristiche diverse dai compagni di reparto, sono felice della sua presenza. Nell’ultimo periodo con il Nizza si è allenato con un preparatore, abbiamo stilato un programma personalizzato per portarlo al meglio verso la prima di campionato“.
“Centrocampo in costruzione. A grandi linee, i titolari sono cambiati tutti. I ragazzi rimasti dall’anno scorso aiutano i compagni nuovi. Sono soddisfatto il giusto, al momento. Composizione del reparto? Il calcio è dinamico, dipende dallo studio e dall’evoluzione della disciplina“.
“Felici ha la fame per recuperare il terreno perduto. Ha bisogno di trovare la condizione migliore dal punto di vista della forza e dello spunto ‘di gamba’. Mattia ha un credito da riscuotere con la malasorte“.
“In gara cerco di monitorare un po’ tutto. Riguardando Cagliari-Nizza abbiamo fatto diverse cose buone nelle due fasi, anche se è mancato il gol però è un argomento che riguarda tutta la squadra e la nostra distribuzione degli spazi. Per difesa e centrocampo sono rimasto più soddisfatto, rispetto all’approccio della prima linea“.
“Arezzo: rispetto per tutti, certo. I toscani sono una squadra organizzata, hanno vinto il campionato di Serie C. Gara che nasconde delle insidie, ma dipenderà tutto dalla nostra cura dei dettagli“.
“Ritrovare Ionita e Cerri: fa piacere, perché si è condiviso insieme un percorso importante. Con entrambi un bellissimo rapporto, felice di riabbracciarli“.
“Mina è arrivato il 7 agosto, sta facendo il suo percorso personalizzato in funzione della prima di campionato. Sappiamo cosa può dare per esperienza, leadership, personalità. Deve però mettere benzina nelle gambe“.
“Trepy, Mendy, Kingstone: vanno accompagnati. Vedo tutto e cerco di premiare. Sono qui perché devono alzare il loro livello, dentro e fuori dal campo. Sanno che ogni opportunità ricevuta la dovranno sfruttare al massimo“.
“Mi piace avere una squadra che ha coraggio, che sappia cambiare pelle senza perdere equilibri e principi“.
“Il precampionato ha lasciato delle buone sensazioni. Ora contano le risposte. Nel calcio non vince sempre chi riceve più informazioni, ma piuttosto chi riesce a riconoscere quelle importanti. Dal punto di vista mentale ho ricevuto segnali concreti, spero che anche tecnicamente-tatticamente verranno confermati“.
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Domani sera, l’Unipol Domus ospiterà la gara ufficiale numero uno del Cagliari 2026-27, per l’impegno di Coppa contro l’Arezzo. Le due società si sono già affrontate in passato nella competizione. Il primo confronto risale al 3 settembre 1966, praticamente sessant’anni fa. Al Comunale di Arezzo furono i toscani a imporsi 1-0, eliminando immediatamente il Cagliari dalla competizione. A decidere l’incontro fu Benvenuto.
Cinque anni più tardi, il 29 agosto 1971, le due squadre si ritrovarono nella fase a gironi. Al Sant’Elia terminò 2-2: l’Arezzo scappò sul doppio vantaggio con Incerti su rigore e Galuppi, prima della rimonta rossoblù firmata da Vitali e Domenghini, quest’ultimo a pochi minuti dalla fine.
L’unica vittoria del Cagliari nella serie arrivò il 10 settembre 1972, ancora al Sant’Elia. Fu un netto 3-0, con Maraschi ad aprire le marcature e Gigi Riva protagonista con una doppietta. Quel Cagliari avrebbe poi proseguito con autorità il proprio cammino nella competizione.
Il quarto incrocio è datato 8 settembre 1974. Sempre a Cagliari, la partita terminò 1-1: Di Prete portò avanti l’Arezzo nel primo tempo, mentre Bobo Gori ristabilì la parità nella ripresa.
Per arrivare all’ultimo confronto bisogna spostarsi al 28 agosto 1985. Questa volta si giocò ad Arezzo, nella fase a gironi della Coppa Italia 1985-86, e per il Cagliari fu una serata decisamente negativa.
La squadra rossoblù allenata da Renzo Ulivieri venne battuta 3-0. A firmare il successo toscano furono Mangoni, autore di una doppietta, e Butti. Quella sconfitta fu uno dei momenti più difficili di una Coppa Italia nella quale il Cagliari avrebbe chiuso il proprio girone all’ultimo posto, con appena un gol realizzato in cinque partite.
Il quadro storico completo è quindi: 1966 Arezzo-Cagliari 1-0; 1971 Cagliari-Arezzo 2-2; 1972 Cagliari-Arezzo 3-0; 1974 Cagliari-Arezzo 1-1; 1985 Arezzo-Cagliari 3-0.
Domani sera arriverà dunque il sesto confronto nella storia della Coppa Italia tra le due società. Per il Cagliari ci sarà anche la possibilità di riequilibrare un bilancio che, a distanza di oltre quarant’anni dall’ultimo incrocio, vede ancora l’Arezzo avanti per numero di vittorie: 2-1, con due pareggi.
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Quella tra il Cagliari e la Coppa Italia è una storia che attraversa praticamente un secolo. Anzi, possiede un significato particolare: proprio in questa competizione i rossoblù disputarono nel 1926 la prima partita ufficiale della loro storia a livello nazionale.
Venerdì 14 agosto alle 18.30, all’Unipol Domus, il filo ripartirà contro l’Arezzo nei trentaduesimi della Coppa Italia 2026-27. La Lega Serie A ha indicato quella attuale come l’80ª edizione del torneo; per il Cagliari sarà invece la 71ª partecipazione.
Dietro questi numeri c’è un archivio pieno di curiosità: una Coppa sfiorata nell’anno precedente allo Scudetto, tre semifinali, imprese contro Juventus, Roma e Milan, goleade, eliminazioni dolorose e naturalmente una presenza che torna continuamente, quella di Gigi Riva.
Il bilancio del Cagliari prima dell’edizione 2026-27 comprende 255 partite di Coppa Italia, con 95 vittorie, 68 pareggi e 92 sconfitte. Le reti segnate sono 339, quelle subite 344. In termini percentuali significa il 37% di vittorie, il 27% di pareggi e il 36% di sconfitte. Vanno considerati come pareggi, ai fini del bilancio storico, anche gli incontri poi decisi ai rigori o tramite sorteggio.
Il fattore campo ha inciso parecchio. Nelle 126 gare casalinghe il Cagliari conta 60 successi, 36 pareggi e 30 sconfitte: quasi una partita su due, il 48%, è terminata con una vittoria rossoblù. Fuori casa il quadro cambia sensibilmente: 129 incontri, 35 vittorie, 32 pareggi e 62 sconfitte.
Alla luce di questi conteggi, Cagliari-Arezzo sarà la partita numero 256 dei rossoblù nella Coppa Italia maggiore.
Altri numeri principali, alla vigilia, sono i seguenti:
Per trovare il primo capitolo bisogna tornare all’11 novembre 1926. Il Cagliari era ancora una realtà confinata essenzialmente alle competizioni regionali e si presentò sul campo della Bagnolese per il primo turno della Coppa Italia 1926-27.
Finì 10-1 per i padroni di casa. Un risultato durissimo, che rimane la sconfitta più larga della storia rossoblù nella competizione, ma che possiede un’enorme importanza simbolica: quella fu infatti la prima partita ufficiale del Cagliari su scala nazionale. La stessa edizione della Coppa non venne mai completata per problemi organizzativi.
Il Cagliari tornò successivamente nella manifestazione e nel 1939-40 scrisse il record opposto. Contro la formazione della città allora denominata G.I.L. Terranova, arrivò uno spettacolare 9-0: una partita ricordata anche perché fu la prima ufficiale nella quale i giocatori rossoblù indossarono i numeri sulle maglie.
Il punto più alto della storia cagliaritana nella Coppa Italia rimane la stagione 1968-69.
Bisogna però entrare nella macchina del tempo e dimenticare il formato attuale: non esisteva una finale secca per assegnare il trofeo. Dopo aver superato la prima fase e soprattutto eliminato la Juventus nei quarti, il Cagliari entrò nel girone finale insieme a Roma, Torino e Foggia.
La squadra di Manlio Scopigno partì con due pareggi in trasferta e una vittoria, arrivando allo scontro diretto casalingo con la Roma a pari punti con i giallorossi. Fu quella partita a spostare l’equilibrio: la Roma vinse in Sardegna e mise le mani sul trofeo. Il Cagliari concluse comunque il girone al secondo posto, superando Foggia e Torino. È ancora oggi il miglior piazzamento rossoblù nella Coppa Italia.
E in mezzo, naturalmente, c’era Rombo di Tuono. Riva concluse quell’edizione da capocannoniere con 8 reti.
È quasi una beffa della storia: il Cagliari che nel 1968-69 arrivò secondo sia in campionato sia in Coppa Italia sarebbe diventato, appena un anno più tardi, campione d’Italia.
Un’altra grande occasione arrivò nel 1972-73. Il Cagliari vinse tutte e quattro le partite della prima fase e iniziò molto bene anche il successivo girone, ottenendo tra l’altro una prestigiosa vittoria sul campo del Milan, detentore della Coppa.
La firma personale di Gigi fu ancora gigantesca: 8 gol in sole 6 presenze, sufficienti per conquistare nuovamente il titolo di capocannoniere della manifestazione.
Probabilmente la cavalcata più romantica arrivò nel 1986-87. Il paradosso è notevole: in campionato il Cagliari attraversò una stagione drammatica, conclusa con la retrocessione dalla Serie B alla C1, mentre in Coppa Italia arrivò fino alle semifinali senza perdere una partita prima del doppio confronto decisivo.
Il capolavoro fu ai quarti contro la Juventus. Dopo l’1-1 del Sant’Elia, i rossoblù pareggiarono 2-2 a Torino, conquistando la qualificazione grazie al gol decisivo di Gigi Piras nel finale.
In semifinale arrivò il Napoli di Diego Armando Maradona, destinato a vincere sia Scudetto sia Coppa Italia. Al Sant’Elia resistette fino all’81°, quando fu proprio Maradona a segnare lo 0-1. Al ritorno il Napoli si impose 4-1 e mise fine al sogno.
Quella cavalcata ebbe anche un’importanza economica: secondo la ricostruzione storica, gli incassi delle grandi notti di Coppa contribuirono a dare ossigeno a una società che attraversava una situazione finanziaria drammatica.
Tredici anni più tardi, un altro Cagliari in enorme difficoltà in campionato trovò nella Coppa il proprio universo parallelo.
Nel 1999-2000 i rossoblù ottennero sei vittorie in otto partite, eliminando nell’ordine Genoa, Parma e Roma. Ai quarti arrivò una doppia impresa contro i giallorossi: 1-0 all’Olimpico e 1-0 al Sant’Elia.
La semifinale contro l’Inter sembrò chiudersi già all’andata, con il 3-1 nerazzurro a Cagliari. Invece al ritorno la squadra di Renzo Ulivieri vinse 2-1 a San Siro, senza riuscire però a completare la rimonta. Quella sconfitta dell’andata rimase l’unica del Cagliari nelle otto partite del torneo.
Protagonista assoluto fu Patrick Mboma: appena quattro presenze, sei gol e titolo di capocannoniere della competizione condiviso con altri tre giocatori.
La terza semifinale dell’era a eliminazione diretta arrivò nel 2004-05, con un Cagliari appena tornato in Serie A e guidato in campo anche dall’immensa classe di Gianfranco Zola.
Il percorso fu lungo e divertente: doppio 3-1 alla Triestina, eliminazione della Lazio al termine di un confronto tiratissimo e successivo successo sulla Sampdoria. Ancora una volta l’ultimo ostacolo prima della finale si chiamò Inter.
Al Sant’Elia finì 1-1, con gol proprio di Zola e immediata risposta di Martins. Al ritorno l’Inter vinse 3-1, impedendo al Cagliari di raggiungere quella finale mai disputata nella storia della competizione con il moderno formato a eliminazione diretta.
Guardando ai singoli, il nome dominante resta inevitabilmente quello di Gigi Riva. 33 reti in Coppa Italia, una cifra straordinaria e nettamente superiore a quella di qualsiasi altro rossoblù.
Sul fronte delle presenze emerge invece la longevità di Mario Brugnera, accreditato di 61 apparizioni nella competizione. Per dare un’idea della continuità di quella generazione, Gigi Piras compare a quota 54 e Mario Martiradonna a 45.
Tra le gare da conservare nella scatola delle fotografie impolverate c’è sicuramente Udinese-Cagliari del 2 settembre 1992.
I rossoblù avevano vinto 2-0 l’andata dei sedicesimi e al Friuli diedero vita a un incredibile 4-4. Il Cagliari andò sul 2-0 con Herrera e Oliveira, venne raggiunto, tornò avanti con Firicano, subì due reti di Nappi negli ultimi minuti e trovò infine il definitivo pareggio al 90° con Enzo Francescoli. Otto gol e qualificazione agli ottavi.
Nella scorsa stagione, la 2025-26, il Cagliari ha raggiunto gli ottavi. Al debutto contro la Virtus Entella la gara terminò in parità e fu necessaria la lotteria dei rigori per qualificarsi. Nel turno successivo arrivò il netto 4-1 al Frosinone.
Agli ottavi, sul campo del Napoli, ancora equilibrio e ancora rigori. Questa volta furono gli azzurri a prevalere al termine di una serie lunghissima dal dischetto, chiudendo il percorso rossoblù.
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Ultime ore di preparazione e poi sarà finalmente tempo di calcio ufficiale. Il Cagliari si avvicina al debutto stagionale contro l’Arezzo e nella tarda mattinata di oggi Fabio Pisacane incontrerà i giornalisti nella sala stampa del CRAI Sport Center di Assemini per presentare la partita di domani.
La sfida di Coppa Italia rappresenterà il primo appuntamento nel quale il risultato avrà un peso concreto dopo settimane dedicate alla preparazione, agli esperimenti tattici e alle amichevoli. Per questo la conferenza del tecnico rossoblù assume un significato particolare: sarà l’occasione per tracciare un primo bilancio dell’estate e soprattutto per capire con quali idee il Cagliari si presenterà al primo vero esame della stagione.
Uno degli argomenti principali riguarderà inevitabilmente il lavoro svolto nelle ultime settimane.
Dal ritiro precampionato agli ultimi allenamenti in Sardegna, Pisacane ha avuto tempo e partite per iniziare a costruire il nuovo Cagliari, valutare i giovani, inserire progressivamente i rinforzi e verificare differenti soluzioni tattiche.
La Coppa Italia rappresenta però uno spartiacque. Gli esperimenti estivi lasciano progressivamente spazio alle gerarchie, alle scelte e alla necessità di trovare un equilibrio capace di produrre immediatamente un risultato.
Sarà quindi interessante capire quale giudizio il tecnico darà della preparazione e quanto ritenga la squadra vicina al livello desiderato.
Un altro punto centrale della conferenza sarà inevitabilmente l’ultima amichevole contro il Nizza nel Trofeo Gigi Riva.
La partita disputata all’Unipol Domus ha rappresentato l’ultima prova di maggiore spessore prima dell’esordio ufficiale e ha offerto a Pisacane ulteriori indicazioni sullo stato di forma della squadra.
Ora bisognerà capire quali risposte abbiano convinto maggiormente l’allenatore e quali aspetti richiedano ancora lavoro. Il passaggio dall’amichevole alla Coppa comporterà anche una gestione differente della gara, perché contro l’Arezzo non ci sarà più spazio per ragionare esclusivamente in funzione della preparazione atletica.
L’attenzione sarà rivolta anche agli ultimi arrivati in casa rossoblù. Kevin Carlos, Daniel Maldini e Giuseppe Aurelio hanno aumentato le alternative a disposizione dello staff e la loro integrazione all’interno dei meccanismi della squadra rappresenta uno dei temi più interessanti di questa fase.
Particolarmente ricco è diventato il reparto offensivo, nel quale Pisacane deve distribuire spazi e responsabilità tra elementi con caratteristiche differenti.
La conferenza potrebbe fornire indicazioni sulle condizioni dei nuovi acquisti, sul loro possibile impiego già contro l’Arezzo e sulla situazione degli altri attaccanti, compreso Gennaro Borrelli, che ha progressivamente ripreso il lavoro con il gruppo.
C’è poi inevitabilmente grande curiosità intorno alla possibile formazione titolare.
Durante il precampionato Pisacane ha utilizzato diversi giocatori e sperimentato soluzioni differenti, concedendo minuti anche ai giovani. Con l’avvicinarsi della prima partita ufficiale, però, il ventaglio delle possibilità comincia a restringersi.
La gara contro l’Arezzo darà quindi una prima fotografia delle reali gerarchie costruite durante l’estate. Non necessariamente definitive, soprattutto con il mercato ancora aperto, ma certamente più indicative rispetto a quanto osservato nelle amichevoli.
Dopo settimane di allenamenti, mercato e test precampionato, il Cagliari arriva dunque davanti al primo bivio della stagione.
Cagliari-Arezzo segnerà l’ingresso nella fase del calcio che conta e la conferenza di Fabio Pisacane rappresenterà l’ultimo passaggio prima di spostare completamente l’attenzione sul terreno di gioco.
CalcioCasteddu sarà presente al CRAI Sport Center per seguire dal vivo la conferenza e raccontare le parole di Pisacane alla vigilia del primo match ufficiale del nuovo Cagliari: appuntamento alle 12:15.
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È soprattutto il calciomercato a dominare gli argomenti calcistici sulle prime pagine de La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport di giovedì 13 agosto. Il club che conquista maggiore spazio è l’Inter, protagonista di un autentico effetto domino che coinvolge entrate e uscite: Djed Spence è ormai considerato il nuovo rinforzo per la fascia, mentre il futuro di Davide Frattesi può aprire la strada a un ulteriore innesto a centrocampo. Molto attiva anche la Juventus, che lavora contemporaneamente per Zion Suzuki e Jhon Lucumí.
La Gazzetta dello Sport sintetizza il momento nerazzurro con il titolo “Inter che giro”. Il primo tassello dell’incastro è Djed Spence, esterno del Tottenham individuato come erede di Dumfries.
Secondo la rosea, per l’operazione servono circa 35 milioni di euro. Un investimento importante che conferma la volontà dell’Inter di intervenire con decisione sulle corsie laterali.
Il Corriere dello Sport va ancora oltre e presenta l’affare come sostanzialmente chiuso: “Preso Spence”. L’accordo con il Tottenham sarebbe stato definito e il giocatore è destinato a diventare uno dei protagonisti della nuova struttura tattica nerazzurra.
Ma l’operazione Spence è soltanto l’inizio di un puzzle molto più ampio.
Il secondo movimento riguarda Davide Frattesi. La Gazzetta indica la Lazio come possibile nuova destinazione del centrocampista italiano, mentre il Corriere lega direttamente la sua uscita alla possibilità di aprire un posto per un nuovo rinforzo.
Il nome forte è quello di Curtis Jones, centrocampista del Liverpool. Il quotidiano romano parla di Ausilio pronto a stringere per l’inglese una volta completata l’uscita di Frattesi.
La sensazione restituita dalle due prime pagine è quindi quella di un’Inter impegnata in una vera ristrutturazione: Spence per la fascia e Jones per il centrocampo, con diverse operazioni in uscita necessarie a liberare spazio.
Nel grande intreccio entra anche Luis Henrique. Il brasiliano potrebbe lasciare Milano e viene accostato alla Roma di Gasperini, altra operazione che contribuirebbe a ridisegnare ulteriormente la rosa nerazzurra.
Anche la Juventus compare con continuità sulle tre prime pagine.
La Gazzetta titola sul sì di Zion Suzuki, pur accompagnandolo con un interrogativo sulla scelta del portiere. Il nome dell’estremo difensore torna anche sul Corriere e su Tuttosport, segnale di una pista diventata particolarmente concreta.
Parallelamente procede il lavoro per Jhon Lucumí. Il difensore colombiano viene indicato come sempre più vicino ai bianconeri, con il Corriere che arriva a parlare di giocatore “in pugno”.
La Juventus, tuttavia, non sembra intenzionata a fermarsi a due innesti. Sulla prima pagina del Corriere compaiono anche Franck Kessié e Joshua Zirkzee tra i profili tenuti in considerazione per completare la squadra a disposizione di Luciano Spalletti.
Se Inter e mercato dominano sulle altre testate, Tuttosport sceglie di puntare sul futuro della Juventus attraverso un’intervista ad Alajbegovic.
Il giovane talento racconta la propria scelta bianconera con parole molto nette: nonostante l’interesse di diverse società, alla Juventus sarebbe stato impossibile dire di no.
Particolare attenzione viene dedicata al rapporto con Kenan Yildiz, definito un giocatore fortissimo ma anche una persona fantastica. Alajbegovic cita inoltre Lionel Messi come riferimento da studiare e sottolinea quanto il lavoro quotidiano con Spalletti possa aiutarlo nel proprio percorso di crescita.
Un messaggio significativo per una Juventus che non sta lavorando soltanto sui grandi nomi di mercato, ma punta anche a costruire una nuova generazione di talento offensivo.
La Roma compare invece sulla prima pagina del Corriere soprattutto per la situazione di Rodrigo Mora.
Quello che sembrava uno degli obiettivi principali del mercato giallorosso rischia ora di complicarsi. Il quotidiano parla infatti di “Mora shock”: il nodo sarebbe legato alle condizioni richieste dal Porto, con il presidente Villas-Boas intenzionato a inserire un obbligo di riscatto nell’operazione.
Una posizione che potrebbe rendere più difficile il raggiungimento dell’accordo.
Nel frattempo la Roma resta coinvolta anche nel dossier Luis Henrique, possibile occasione in uscita dall’Inter per rinforzare le alternative offensive a disposizione di Gasperini.
Sul fronte Napoli, Il Corriere dello Sport sposta per un momento l’attenzione dal mercato al campo.
La prima pagina evidenzia le indicazioni positive arrivate dalla squadra con Scott McTominay e Kevin De Bruyne, due elementi chiamati a dare qualità, personalità ed esperienza internazionale al centrocampo azzurro.
È uno dei primi segnali di come le nuove gerarchie possano prendere forma proprio mentre la stagione ufficiale si avvicina.
Sulla Gazzetta trova spazio anche il Milan, con interrogativi sulle reali potenzialità della squadra e sulle possibilità di competere per il titolo. Il quotidiano raccoglie il giudizio di alcuni ex rossoneri, mentre resta sullo sfondo la situazione di Mike Maignan, protagonista di un’estate ancora accompagnata da interrogativi sul futuro.
Tuttosport guarda invece al Torino e alle trattative granata. Tra i temi compare il futuro di Njie, mentre resta aperto anche il dossier Perri, sul quale si registra la concorrenza dell’Olympique Marsiglia.
Spazio, infine, anche alla Sampdoria, celebrata nel giorno degli 80 anni dalla fondazione, un anniversario che riporta in primo piano storia, identità e passione blucerchiata.
Il quadro delle prime pagine del 13 agosto è dunque dominato da una squadra: l’Inter. L’arrivo di Spence può infatti essere soltanto il primo movimento di una catena destinata a coinvolgere Frattesi, Curtis Jones e Luis Henrique.
La Juventus risponde accelerando per Suzuki e Lucumí, senza rinunciare a guardare ad altre opportunità come Kessié e Zirkzee. La Roma deve invece trovare la chiave per sbloccare l’affare Mora, mentre Napoli, Milan e Torino continuano a definire gli ultimi dettagli dei rispettivi progetti.
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