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È soprattutto il calciomercato a dominare gli argomenti calcistici sulle prime pagine de La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport di giovedì 13 agosto. Il club che conquista maggiore spazio è l’Inter, protagonista di un autentico effetto domino che coinvolge entrate e uscite: Djed Spence è ormai considerato il nuovo rinforzo per la fascia, mentre il futuro di Davide Frattesi può aprire la strada a un ulteriore innesto a centrocampo. Molto attiva anche la Juventus, che lavora contemporaneamente per Zion Suzuki e Jhon Lucumí.
La Gazzetta dello Sport sintetizza il momento nerazzurro con il titolo “Inter che giro”. Il primo tassello dell’incastro è Djed Spence, esterno del Tottenham individuato come erede di Dumfries.
Secondo la rosea, per l’operazione servono circa 35 milioni di euro. Un investimento importante che conferma la volontà dell’Inter di intervenire con decisione sulle corsie laterali.
Il Corriere dello Sport va ancora oltre e presenta l’affare come sostanzialmente chiuso: “Preso Spence”. L’accordo con il Tottenham sarebbe stato definito e il giocatore è destinato a diventare uno dei protagonisti della nuova struttura tattica nerazzurra.
Ma l’operazione Spence è soltanto l’inizio di un puzzle molto più ampio.
Il secondo movimento riguarda Davide Frattesi. La Gazzetta indica la Lazio come possibile nuova destinazione del centrocampista italiano, mentre il Corriere lega direttamente la sua uscita alla possibilità di aprire un posto per un nuovo rinforzo.
Il nome forte è quello di Curtis Jones, centrocampista del Liverpool. Il quotidiano romano parla di Ausilio pronto a stringere per l’inglese una volta completata l’uscita di Frattesi.
La sensazione restituita dalle due prime pagine è quindi quella di un’Inter impegnata in una vera ristrutturazione: Spence per la fascia e Jones per il centrocampo, con diverse operazioni in uscita necessarie a liberare spazio.
Nel grande intreccio entra anche Luis Henrique. Il brasiliano potrebbe lasciare Milano e viene accostato alla Roma di Gasperini, altra operazione che contribuirebbe a ridisegnare ulteriormente la rosa nerazzurra.
Anche la Juventus compare con continuità sulle tre prime pagine.
La Gazzetta titola sul sì di Zion Suzuki, pur accompagnandolo con un interrogativo sulla scelta del portiere. Il nome dell’estremo difensore torna anche sul Corriere e su Tuttosport, segnale di una pista diventata particolarmente concreta.
Parallelamente procede il lavoro per Jhon Lucumí. Il difensore colombiano viene indicato come sempre più vicino ai bianconeri, con il Corriere che arriva a parlare di giocatore “in pugno”.
La Juventus, tuttavia, non sembra intenzionata a fermarsi a due innesti. Sulla prima pagina del Corriere compaiono anche Franck Kessié e Joshua Zirkzee tra i profili tenuti in considerazione per completare la squadra a disposizione di Luciano Spalletti.
Se Inter e mercato dominano sulle altre testate, Tuttosport sceglie di puntare sul futuro della Juventus attraverso un’intervista ad Alajbegovic.
Il giovane talento racconta la propria scelta bianconera con parole molto nette: nonostante l’interesse di diverse società, alla Juventus sarebbe stato impossibile dire di no.
Particolare attenzione viene dedicata al rapporto con Kenan Yildiz, definito un giocatore fortissimo ma anche una persona fantastica. Alajbegovic cita inoltre Lionel Messi come riferimento da studiare e sottolinea quanto il lavoro quotidiano con Spalletti possa aiutarlo nel proprio percorso di crescita.
Un messaggio significativo per una Juventus che non sta lavorando soltanto sui grandi nomi di mercato, ma punta anche a costruire una nuova generazione di talento offensivo.
La Roma compare invece sulla prima pagina del Corriere soprattutto per la situazione di Rodrigo Mora.
Quello che sembrava uno degli obiettivi principali del mercato giallorosso rischia ora di complicarsi. Il quotidiano parla infatti di “Mora shock”: il nodo sarebbe legato alle condizioni richieste dal Porto, con il presidente Villas-Boas intenzionato a inserire un obbligo di riscatto nell’operazione.
Una posizione che potrebbe rendere più difficile il raggiungimento dell’accordo.
Nel frattempo la Roma resta coinvolta anche nel dossier Luis Henrique, possibile occasione in uscita dall’Inter per rinforzare le alternative offensive a disposizione di Gasperini.
Sul fronte Napoli, Il Corriere dello Sport sposta per un momento l’attenzione dal mercato al campo.
La prima pagina evidenzia le indicazioni positive arrivate dalla squadra con Scott McTominay e Kevin De Bruyne, due elementi chiamati a dare qualità, personalità ed esperienza internazionale al centrocampo azzurro.
È uno dei primi segnali di come le nuove gerarchie possano prendere forma proprio mentre la stagione ufficiale si avvicina.
Sulla Gazzetta trova spazio anche il Milan, con interrogativi sulle reali potenzialità della squadra e sulle possibilità di competere per il titolo. Il quotidiano raccoglie il giudizio di alcuni ex rossoneri, mentre resta sullo sfondo la situazione di Mike Maignan, protagonista di un’estate ancora accompagnata da interrogativi sul futuro.
Tuttosport guarda invece al Torino e alle trattative granata. Tra i temi compare il futuro di Njie, mentre resta aperto anche il dossier Perri, sul quale si registra la concorrenza dell’Olympique Marsiglia.
Spazio, infine, anche alla Sampdoria, celebrata nel giorno degli 80 anni dalla fondazione, un anniversario che riporta in primo piano storia, identità e passione blucerchiata.
Il quadro delle prime pagine del 13 agosto è dunque dominato da una squadra: l’Inter. L’arrivo di Spence può infatti essere soltanto il primo movimento di una catena destinata a coinvolgere Frattesi, Curtis Jones e Luis Henrique.
La Juventus risponde accelerando per Suzuki e Lucumí, senza rinunciare a guardare ad altre opportunità come Kessié e Zirkzee. La Roma deve invece trovare la chiave per sbloccare l’affare Mora, mentre Napoli, Milan e Torino continuano a definire gli ultimi dettagli dei rispettivi progetti.
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Forse non ha ancora avuto il tempo di lasciare un segno profondo sul campo con la maglia del Cagliari, ma Othniel Raterink sembra aver conquistato delle amicizie in rossoblù. Il difensore classe 2006 ha ufficializzato il trasferimento in prestito all’ADO Den Haag, tornando così in Olanda per proseguire il proprio percorso di crescita.
Sotto al post con cui il giocatore ha annunciato la nuova esperienza sono arrivati diversi messaggi di incoraggiamento da parte dei compagni e degli ex compagni di squadra. Tra questi ci sono Yael Trepy e Paul Mendy, con cui Raterink ha condiviso il percorso tra Primavera e prima squadra, oltre a un messaggio di sostegno arrivato da Ibrahim Sulemana, oggi lontano da Cagliari.
Nato a Winterswijk, nei Paesi Bassi, Raterink è arrivato in Sardegna lo scorso 1° febbraio. Il Cagliari aveva puntato su di lui nell’ottica di un progetto di crescita graduale, con l’obiettivo di accompagnare il giovane difensore verso il calcio professionistico.
Prima dell’approdo in rossoblù, il laterale aveva costruito il proprio percorso nel settore giovanile del De Graafschap, società nella quale aveva mosso i primi passi. Nella stagione 2024/25 aveva poi vissuto un’esperienza internazionale importante con il Bayer Leverkusen, trasferendosi in prestito e giocando con la formazione Under 19.
Con il club tedesco ha avuto anche l’opportunità di confrontarsi nella Youth League, competizione che gli ha permesso di misurarsi contro alcuni dei migliori giovani talenti europei.
Dopo il ritorno al De Graafschap è arrivata la chiamata del Cagliari. In Sardegna Raterink ha avuto modo di entrare nel mondo della prima squadra e vivere un momento speciale con il debutto in Serie A.
L’esordio è arrivato il 20 marzo all’Unipol Domus, nella sfida contro il Napoli. Un traguardo significativo per un giocatore molto giovane, arrivato in Italia con l’obiettivo di crescere attraverso il confronto con un campionato competitivo.
Parallelamente al percorso con la prima squadra, Raterink ha trovato spazio anche nell’Under 20 del Cagliari. Il suo contributo è stato importante nella parte finale della stagione, quando la formazione rossoblù ha conquistato la permanenza nel campionato Primavera 1. Un’esperienza utile per aumentare il minutaggio e adattarsi alle richieste del calcio italiano.
Ora per Raterink si apre una nuova fase della carriera. Il trasferimento all’ADO Den Haag rappresenta un’opportunità per trovare maggiore continuità e accumulare esperienza nel calcio professionistico.
Il Cagliari continuerà a monitorare il suo percorso, con l’obiettivo di valorizzare un talento giovane sul quale il club ha deciso di investire. Una nuova tappa per un giocatore che, nonostante una permanenza breve in Sardegna, ha lasciato una buona impressione soprattutto dal punto di vista umano.
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Un nuovo look e un futuro ancora tutto da definire. Gabriele Zappa si prepara all’inizio della stagione con il Cagliari, ma il suo nome continua a essere uno dei più discussi sul fronte mercato. Il difensore rossoblù è stato protagonista di un momento più leggero lontano dal campo: una visita allo studio FC Barber’s di via Garibaldi a Cagliari, dove ha mostrato sui social il nuovo taglio di capelli. Un dettaglio estetico che racconta anche il forte legame costruito con la città, ma sul piano sportivo resta aperta la possibilità di una separazione.
Arrivato in Sardegna nel 2020, Zappa ha vissuto una lunga esperienza con la maglia rossoblù, diventando un elemento apprezzato dall’ambiente e dai sardi. Il rapporto con Cagliari e con la tifoseria è ormai consolidato: il difensore si è ambientato pienamente nella realtà isolana e ha rappresentato una presenza costante nella rosa negli ultimi anni. In ritiro, tra l’altro, il suo cane è diventato a tutti gli effetti la mascotte di Ponte di Legno.
Tuttavia, le dinamiche tecniche e di mercato potrebbero portare a un cambiamento. Il futuro di Zappa è legato anche alle valutazioni di Fabio Pisacane. Il tecnico rossoblù, infatti, sembra aver dato maggiore spazio a Zé Pedro sulla corsia destra nelle prime gerarchie della squadra.
Inoltre, il recente interesse del Cagliari per Ignace Van der Brempt conferma la volontà della società di intervenire su quella zona del campo. L’eventuale arrivo di un nuovo laterale potrebbe modificare ulteriormente gli equilibri e aprire alla partenza del classe 1999.
Tra le squadre che seguono con attenzione la situazione c’è il Sassuolo. Il club neroverde avrebbe mostrato interesse per il difensore e rappresenta una possibile destinazione nel caso in cui il Cagliari decidesse di procedere con la cessione.
Al momento, però, la trattativa non è ancora entrata nel vivo. Il primo impegno ufficiale contro l’Arezzo in Coppa Italia potrebbe rappresentare un momento importante anche per capire meglio la posizione di Zappa. La gara e le scelte di Pisacane potranno fornire indicazioni sulle gerarchie della fascia destra.
Nel frattempo il difensore continua ad allenarsi e a prepararsi alla nuova stagione, con il mercato che resta però sullo sfondo. Tra il legame con Cagliari e la possibilità di una nuova avventura, il futuro di Zappa resta uno dei temi aperti dell’estate rossoblù.
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Il futuro di Boris Radunovic resta uno dei capitoli del mercato del Cagliari. Il portiere serbo tra gli eroi della promozione del 2023, potrebbe infatti lasciare il club rossoblù durante questa sessione estiva. Il giocatore sta smaltendo un problema alla coscia, che comunque non sembra poter compromettere l’appetibilità e il ds Accardi cerca di trovare una soluzione. La società sta lavorando per ridurre il numero degli elementi in rosa e definire con maggiore chiarezza le gerarchie del reparto portieri, dove dietro a Caprile resta anche Sherri.
La gestione della situazione è affidata al direttore sportivo Pietro Accardi, impegnato in queste settimane soprattutto nelle operazioni in uscita. Dopo Raterink restano da piazzare diversi giocatori, tra cui Albarracin, Cavuoti, ma soprattutto Prati, senza dimenticare il caso Esposito. Radunovic è nella lista in uscita, al pari di Sherri, ma solo uno dei due lascerà i rossoblù e quello con più mercato resta il serbo.
L’obiettivo del Cagliari è individuare una soluzione che possa garantire al giocatore la possibilità di trovare maggiore continuità e, allo stesso tempo, permettere al club di fare cassa e liberarsi di un ingaggio. La permanenza di Radunovic in Sardegna appare quindi sempre più difficile, anche se al momento non sono state definite soluzioni concrete.
Tra le squadre che hanno mostrato attenzione verso il portiere classe 1996 c’era soprattutto la Sampdoria. Il club blucerchiato era alla ricerca di un elemento affidabile per completare il reparto e considerava Radunovic un profilo interessante grazie alla sua esperienza maturata nei campionati italiani. Il club ligure ha però virato su Peter Vindahl, chiudendo di fatto le porte a Radunovic.
La prossima settimana potrebbe rappresentare un momento importante per il mercato del Cagliari e per lo stesso “Muro di Belgrado”. Radunovic è uno dei nomi sul tavolo e si cerca di accelerare sul suo futuro. Si cercano soprattutto soluzioni in Serie B, dove il numero uno della scalata 2023 è considerato un top, ma viste le difficoltà è ipotizzabile anche una strada estera. In caso di permanenza comunque Pisacane si ritroverebbe un portiere esperto e di sicura affidabilità.
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La nuova stagione del Cagliari si avvicina e tra i punti fermi del progetto tecnico di Fabio Pisacane c’è sicuramente Alessandro Deiola. L’allenatore rossoblù, intervenuto in una video intervista diffusa da RadiotvSerieA, ha parlato del ruolo del capitano e della possibilità di utilizzarlo anche in una posizione diversa rispetto a quella abituale.
Per Pisacane, Deiola rappresenta molto più di un semplice giocatore della rosa: è un riferimento per il gruppo e un elemento capace di interpretare pienamente il significato della maglia rossoblù.
Il tecnico ha sottolineato il valore umano e professionale del centrocampista. “Alessandro è un punto di riferimento, ormai dentro e fuori dal campo, è un ragazzo sardo che sa come e cosa ci vuole per indossare questa maglia”, ha dichiarato Pisacane.
Un riconoscimento importante per un calciatore cresciuto nel vivaio del Cagliari e diventato negli anni uno dei simboli dell’identità del club. La fascia da capitano rappresenta il coronamento di un percorso fatto di appartenenza, sacrificio e continuità.
La novità più interessante riguarda però il possibile utilizzo tattico del giocatore. Pisacane ha infatti spiegato che Deiola ha dato disponibilità a essere provato anche nel reparto arretrato. “Ha dato disponibilità e ci ha permesso di valutarlo in più posizioni dietro”, ha raccontato il tecnico.
Tra le soluzioni valutate ci sono il ruolo di braccetto destro in una difesa a tre e quello di centrale difensivo. Una scelta che potrebbe offrire nuove possibilità tattiche al Cagliari durante la stagione. “Cresce lì calcisticamente, non è una cosa che ci siamo inventati dalla sera alla mattina”, ha spiegato. Secondo l’allenatore, la conoscenza del ruolo difensivo fa parte del percorso di crescita del giocatore e può rappresentare una soluzione utile anche in prospettiva.
In una stagione lunga e impegnativa, la possibilità di contare su giocatori duttili può diventare un vantaggio importante. Deiola potrebbe quindi continuare a rappresentare un punto fermo del Cagliari non solo per leadership e personalità, ma anche per la capacità di offrire soluzioni tattiche differenti.
Per Pisacane, il capitano rossoblù resta una figura centrale nel progetto: un giocatore che conosce l’ambiente e che può accompagnare la squadra dentro una nuova stagione di Serie A.
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A partire dalla stagione 2026-27 la Serie A introdurrà una modifica destinata a cambiare l’esperienza dei tifosi presenti negli impianti sportivi. Sui maxischermi e sui tabelloni elettronici degli stadi sarà infatti possibile visualizzare anche il trascorrere dei minuti di recupero concessi dall’arbitro al termine dei tempi regolamentari.
La decisione arriva dopo l’adeguamento della Lega Serie A alle disposizioni contenute nella recente circolare Uefa numero 51/2026. La modifica uniforma il campionato italiano alle competizioni europee, dove questa modalità di visualizzazione sarà adottata dalla prossima stagione. Per gli spettatori sugli spalti si tratta di un cambiamento rilevante: fino a oggi, una volta raggiunto il 45’ o il 90’, il cronometro presente negli stadi si interrompeva, lasciando ai soli telespettatori la possibilità di seguire in modo preciso lo scorrere del recupero.
“L’introduzione della visualizzazione del tempo di recupero rappresenta un passo naturale nel percorso di modernizzazione dell’esperienza allo stadio. Si supera una situazione ormai anacronistica, che impediva ai tifosi sugli spalti di disporre della stessa immediatezza informativa garantita ai telespettatori”.
La nuova impostazione non prevede che il cronometro principale continui semplicemente oltre il 90’. Il tempo aggiuntivo sarà invece indicato attraverso una modalità separata rispetto ai minuti regolamentari. Il recupero verrà quindi rappresentato con una progressione specifica collegata al minuto raggiunto al termine della gara o del primo tempo. Lo stesso criterio sarà applicato anche agli eventuali tempi supplementari. Il raggiungimento del recupero comunicato dal quarto uomo, tuttavia, non determinerà automaticamente la conclusione della partita. Il dato indicato rappresenta infatti un tempo minimo: eventuali ulteriori interruzioni possono portare l’arbitro a prolungare la durata del match prima del fischio finale.
La scomparsa del blocco del cronometro dopo il 90’ non dipende da un aggiornamento tecnologico dei singoli stadi, ma da una modifica delle disposizioni regolamentari. In passato, infatti, le norme prevedevano che gli orologi degli impianti venissero fermati alla fine del tempo regolamentare di ciascuna frazione. Questa impostazione aveva creato una differenza evidente tra chi seguiva la partita dal vivo e chi la guardava attraverso uno schermo: il pubblico televisivo poteva controllare ogni secondo del recupero, mentre gli spettatori sugli spalti dovevano affidarsi alle indicazioni del quarto ufficiale, dell’arbitro o alle informazioni fornite dalle panchine.
La novità avrà effetti anche per calciatori e staff tecnici. Fino a oggi, dopo il termine del tempo regolamentare, i giocatori potevano conoscere il recupero assegnato soltanto attraverso il quarto uomo o le comunicazioni provenienti dalla panchina. Con il nuovo sistema sarà disponibile un riferimento visivo aggiuntivo, anche se la decisione finale sul momento del fischio resterà sempre nelle mani dell’arbitro.
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In casa Spezia è arrivato anche Giuseppe Ciocci, il secondo nuovo portiere, dal Cagliari è approdato in maglia aquilotta in quest’estate di calciomercato a titolo definitivo, nell’ambito dell’operazione che ha portato Giuseppe Aurelio in rossoblù. Un nuovo capitolo per il giovane portiere, pronto a confrontarsi con una realtà ambiziosa e con una piazza storicamente molto esigente.
“Questa è una società importante, con una tifoseria che merita categorie e palcoscenici diversi. Qui ho trovato una grande passione e anche la qualità della vita di una città può incidere nelle scelte di un calciatore. Credo che lo Spezia abbia tutto quello che si può desiderare e sono davvero felice della decisione presa. Se nei mesi scorsi avessi dovuto immaginare una squadra nella quale ripartire in questa categoria, avrei pensato proprio allo Spezia. Ho percepito subito una grande voglia di riscatto e lo spirito giusto per costruire qualcosa di importante. Quando ero al Cagliari in Serie A ho sempre cercato di imparare dai portieri che avevo davanti e continuerò a farlo anche qui. Micai è un giocatore con grande esperienza e io sono pronto a mettermi a disposizione della squadra, lavorando ogni giorno al massimo. Il mister chiede agli estremi difensori di partecipare molto alla costruzione dal basso. È un aspetto sul quale avevo già lavorato nelle mie precedenti esperienze e quindi sono preparato a questo tipo di richiesta.”
“Questa esperienza significa uscire dalla mia comfort zone. Sono nato a Cagliari e lì ho sempre giocato, dal settore giovanile fino alla prima squadra, con alcune parentesi in prestito in Serie C. Sentivo però che questo fosse il momento giusto per cambiare, affrontare una nuova sfida e provare a fare un passo avanti nella mia carriera. Penso che questa sia la piazza ideale per riuscirci.. Il Picco è uno stadio bellissimo, dove si percepisce una partecipazione incredibile. Lo si vede anche in questi giorni, prima ancora di iniziare a giocare. Angelozzi? Una persona dal valore umano enorme. In questo ambiente non è semplice trovare persone così: apprezzo molto la sua sincerità e il suo modo di rapportarsi. Sono felice del rapporto nato con lui già dai tempi del Cagliari e sono contento di ritrovarlo oggi in questa nuova esperienza.”
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Come riporta il sito ufficiale, nuova tappa di avvicinamento alla gara di Coppa Italia, primo impegno ufficiale della stagione per il Cagliari. Venerdì 14 agosto all’Unipol Domus il match di Coppa Italia con k’ARezzo.
la squadra è scesa in campo questa mattina per proseguire la preparazione al match: prima fase dedicata all’attivazione, poi strutture tecniche e giochi di posizione. Ultima parte della seduta incentrata su possessi, sviluppi e conclusioni. Lavori individuali per Boris Radunovic, che deve smaltire un affaticamento alla coscia.
Nuovo allenamento fissato al mattino.
Dopo le amichevoli estive e il successo nel Trofeo Gigi Riva contro il Nizza, il Cagliari si prepara ora al primo confronto con una posta pesante in palio. La gara contro l’Arezzo rappresenterà un test importante per valutare la crescita della squadra e l’inserimento dei nuovi arrivati. Qualificarsi al turno successivo è infatti importante sia per andare avanti nella competizione, ma anche e soprattutto per non aprire ulteriori ticket in un’estate più che movimentata in casa rossoblù.
The post Cagliari, -2 alla gara di Coppa Italia con l’Arezzo: out Radunovic appeared first on Calcio Casteddu.
Il Bologna ha chiuso il colpo Roberto Piccoli. Come riportato da Fabrizio Romano, il centravanti della Fiorentina si trasferirà in rossoblù in prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni più 2 di bonus (obbligo che scatterà alla salvezza del Bologna). I felsinei avevano già trovato l’accordo contrattuale con il giocatore, ma stava aspettando la fumata bianca per Mateo Pellegrino alla Fiorentina, arrivata nelle scorse ore. Nicolò Schira parla anche di un 10% sulla futura rivendita di Piccoli, che spetterà ai viola. Nella giornata di domani sono in programma le visite mediche del giocatore.
Tra le delusioni stagionali della Fiorentina c’era anche Roberto Piccoli, arrivato dal Cagliari attraverso un’operazione economicamente rilevante (27 milioni di euro). L’attaccante non è riuscito a trovare continuità realizzativa né a inserirsi stabilmente nei meccanismi viola. Prestazioni altalenanti e problemi fisici nel finale di stagione hanno ulteriormente complicato il suo percorso in maglia viola, limitandone le possibilità di rilancio. Che ora avverrà col Bologna.
Da questa operazione il club di Giulini non riceverà riceverà soldi. Infatti, il passaggio alla Fiorentina prevedeva il 10% sulla plusvalenza da versare al Cagliari, ragion per cui vendendo Piccoli a molto meno del prezzo di acquisto la viola non otterrà plusvalenze e il Cagliari non avrà margine di guadagno.
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