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Una fotografia del presente, ma soprattutto del futuro del Cagliari. All’Unipol Domus è stato presentato ufficialmente il Settore Giovanile rossoblù 2026/27, con oltre 250 atleti, staff e dirigenti riuniti in uno spicchio della Main Stand. In totale sono dieci le squadre, dall’Attività di Base con l’Under 10 sino all’Under 20.
All’evento sono intervenuti l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Melis, il direttore del Settore Giovanile Max Canzi, il responsabile dell’Attività di Base e della Cagliari Football Academy Mattia Belfiori e il coordinatore tecnico Oscar Erriu. Presente anche Nicola Grandu, simbolo concreto del percorso che può portare dal vivaio alla Prima squadra.
Uno dei dati più significativi è stato sottolineato da Melis: nella rosa della Prima squadra figurano oggi otto calciatori provenienti dal Settore Giovanile. Un risultato che il dirigente ha indicato come motivo d’orgoglio e come conferma di un lavoro iniziato molti anni prima rispetto ai risultati visibili oggi.
La scelta di affidare la direzione del vivaio a Canzi rientra proprio in questa visione, fondata su continuità, conoscenza dell’ambiente e valorizzazione del talento.
Nel suo intervento, Canzi ha insistito soprattutto su passione, sacrificio e senso di appartenenza. Dai più piccoli ai ragazzi ormai vicini al calcio professionistico, il percorso deve mantenere un’identità comune: rappresentare il Cagliari significa portarne con orgoglio i colori e i valori.
A chiudere l’incontro è stato proprio Nicola Grandu, fresco di rinnovo e cresciuto nel vivaio rossoblù. Il suo messaggio ai ragazzi è stato semplice: fare sacrifici, rispettare regole e compagni, non permettere a nessuno di spegnere il proprio sogno.
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Il Bologna (che si trova in difficoltà e cambiato allenatore esonerando Tedesco e ingaggiando Palladino) non ha ancora deciso se tesserare o meno Matteo Darmian.
Sicuramente è un profilo che fa al caso per ovviare all’assenza di Emil Holm. Il Corriere dello Sport in edicola oggi racconta che l’ex Inter è arrivato a Casteldebole ieri mattina, e dopo aver parlato con gli uomini del governo rossoblù è stato sottoposto alle visite mediche. Questa mattina ha effettuato alcuni test sulle sue attuali condizioni atletiche, poi lavorerà almeno per 3 giorni con la squadra. In questo modo il Bologna potrà avere le idee più chiare sul suo conto. Nel senso che capirà quando Darmian potrà essere a disposizione di Palladino, di quanto tempo avrà bisogno per mettersi, se non del tutto, quanto meno in parte al passo dei suoi eventuali compagni di squadra futuri”, si legge. Se Darmian evidenzierà di poter essere pronto nel giro di qualche settimana, a quel punto i capi rossoblù gli faranno firmare un contratto annuale. Magari anche con un’opzione per un altro anno.
Sempre il Corriere dello Sport sottolinea ad ogni modo che fin qua Darmian ha lavorato tutti i giorni con un suo preparatore atletico. Di conseguenza, è immaginabile che gli manchi il ritmo partita, ma se questo non è un particolare quasi trascurabile poco ci manca, perché quello potrà ritrovarlo solo giocando anche durante la settimana. Vedremo cosa deciderà di fare la società.
A luglio l’indiscrezione venne rilanciata dal giornalista Nicolò Schira, secondo cui il profilo dell’ex nazionale italiano è stato sottoposto all’attenzione della dirigenza rossoblù. Ma il club disse no e non si andò avanti nel discorso.
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Daniele Orsato, responsabile arbitrale della CAN, conferma la linea intrapresa dalla Commissione Arbitri Nazionale sul rapporto tra direzione di gara e tecnologia. Durante un incontro formativo con i media al centro Var di Lissone, il designatore ha chiarito che non esiste un metodo personale associato al suo nome, ma un percorso condiviso con il direttore tecnico per rendere più omogenee le decisioni degli arbitri.
Orsato ha spiegato che l’obiettivo è proseguire fino al termine della stagione con un’impostazione precisa: “Il Var deve essere utilizzato per correggere gli errori evidenti, mentre le decisioni sul terreno di gioco devono tornare ad avere un ruolo centrale. Non esiste un protocollo Orsato. Continueremo a usarlo perché ci aiuti a sbagliare meno. Gli errori ci sono, ma stiamo cercando di migliorare”, ha dichiarato inoltre il designatore, sottolineando che il lavoro della Can nasce dal confronto con le esigenze di calciatori e squadre. L’intenzione, ha aggiunto, è mantenere una direzione stabile senza modificare criteri e indicazioni ogni settimana.
Come riporta il Corriere dello sport in edicola oggi, il primo riguarda il fallo di mano in area di Vlasic in Torino-Milan: l’episodio risale alla prima giornata di campionato. Al 14′ della ripresa il cross di Alphadjo Cissé viene intercettato in area dal braccio destro di Nikola Vlasic: l’arbitro Zufferli lascia proseguire e il VAR Mazzoleni non lo richiama al monitor. Il braccio del capitano granata risultava staccato dal corpo e in movimento mentre il pallone si avvicinava, aumentando il volume occupato. Zufferli era di taglio rispetto al numero 10 del Torino e aveva difficoltà a cogliere il movimento a velocità reale, ma la scelta del Var di non intervenire è apparsa incomprensibile.
Intervento di Dragusin su Monterisi in Fiorentina-Frosinone
Colpo di Jimenez su Bracaglia in Fiorentina-Frosinone
Intervento di Caqueret su Britschgi in Como-Parma
Fallo di mano di Lucchesi in Torino-Monza
Trattenuta di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta
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Un viaggio tra passato, presente e futuro rossoblù con uno dei protagonisti della storia del Cagliari. È Roberto Muzzi l’ospite della nuova puntata di “PodCasteddu”, il podcast ufficiale del Club, condotto da Alessandro Spedicati.
Arrivato in Sardegna nel 1994, Muzzi ha vissuto il Cagliari visceralmente, diventando uno dei bomber più prolifici e amati della sua generazione. Un legame profondo con la maglia rossoblù, oggi proseguito in una veste diversa: componente dell’area scouting del Club, Muzzi è una figura di riferimento nella quotidianità della squadra di Fabio Pisacane, al fianco del direttore sportivo Pietro Accardi e nel lavoro dedicato alla crescita dei giovani rossoblù.
Nella nuova puntata si è parlato proprio di questo: del lavoro del Cagliari sui giovani, dallo scouting alla quotidianità nel vivaio, della volontà del Club di costruire un Cagliari capace di guardare al futuro senza perdere di vista il presente. Ma anche dei rapporti costruiti negli anni, di un calcio profondamente cambiato e degli aneddoti che attraversano generazioni diverse. E poi ci sono i ricordi di Muzzi, protagonista di un calcio diverso e autore di tante pagine indimenticabili in rossoblù. Il suo rapporto con Cagliari e con la Sardegna, nato nel 1994 e rinsaldato dal ritorno nell’Isola nel 2022, fa da filo conduttore a una conversazione ricca di storie, emozioni e prospettive. “Il nostro obiettivo sappiamo bene quale sia, ma ci viviamo questo gran momento. Fa sicuramente piacere vedere come stanno andando le cose, però bisogna tenere i piedi per terra, perché il campionato è lungo ma è è giusto che i tifosi sognino un pochino. Il mio arrivo? al primo giorno ho avuto la sensazione che la gente mi volesse già bene e, ogni volta che giocavo la domenica mi tornava in mente l’immagine delle persone che mi incontravano per strada senza sapere chi fossi, come giocassi o cosa facessi, ma che mi dimostravano un affetto davvero enorme”.
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Il CT dell’Italia Under 21 Silvio Baldini (in vista della sfida di qualificazione all’Europeo Under 21 2027 in programma domani contro l’Armenia a Yerevan.) ha tenuto la sua conferenza stampa.
Lunedì sera, al gol di Kayode contro la Turchia tutta la squadra davanti alla televisione, ha esultato per la rete del loro compagno, ora a lavoro con Mancini. Sui giovani, ovviamente compreso Romano del Cagliari, Baldini ha affermato: “Ognuno di loro può fare il salto su”. E sulla prima squadra, battuta venerdì scorso dal Belgio, ma in grande evidenza con la Turchia, il CT ha detto: “Siamo contenti della vittoria dell’altra sera, si è vista un’aria nuova: è un ciclo che può iniziare bene e speriamo di fare una grande prova anche contro la Francia”.
“Quando alleno i giocatori faccio le valutazioni in base al contatto diretto che ho con loro. Affronteremo l’Armenia come fosse la Polonia, devono fare la prestazione, sentirsi liberi e felici, il nemico più pericoloso sono loro stessi e mai l’avversario: l’approccio sarà decisivo. Non possiamo pensare di giocare contro una squadra ultima in classifica ed essere superficiali perché questo non ci permetterebbe di rendere al meglio. La pausa lunga ci ha aiutato a lavorare bene. I ragazzi la maggior parte dei concetti li conoscevano, ma stare insieme così tanti giorni, le amichevoli giocate, essere andati due volte a cena fuori, hanno aiutato sul piano dell’aggregazione e del lavoro sul campo. Devono affrontare queste due partite con la voglia di migliorare sé stessi, pensando alla prestazione e a fare le cose giuste: malgrado le difficoltà che possono esserci dobbiamo pensare a esprimerci al massimo, partita per partita”.
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La notizia era già sicura. Ma, a fine mattinata, il Cagliari Calcio (con una nota) ha voluto ufficializzare l’amichevole internazionale durante questa lunga sosta del campionato. I rossoblù andranno n Spagna, a Madrid, per giocare la decima edizione del “Trofeo de Vallecas” contro il Rayo Vallecano.
Il test si svolgerà sabato alle ore 14, allo stadio “Campo de Fútbol de Vallecas”, dove potranno essere acquistati – presso la biglietteria centrale – i tagliandi per la gara a partire da questo pomeriggio. La vendita proseguirà giovedì e venerdì dalle 11 alle 20; sabato dalle 11 fino all’inizio della partita. Non sarà possibile l’acquisto online.
Il Rayo Vallecano, fondato nel 1924 e con sede nel quartiere di Vallecas, nel sud-est di Madrid, è uno dei club storici del calcio spagnolo, con una forte connotazione identitaria. La squadra milita nella Liga ed è attualmente allenata dal tecnico basco Beñat San José. La scorsa stagione è arrivata sino alla finale di UEFA Conference League. Nella sua storia ha raggiunto per due volte le semifinali di Copa del Rey. L’obiettivo dello staff di Fabio Pisacane è giocare questo test per accompagnare il gruppo verso una condizione ottimale in vista della ripresa del campionato, fissata per domenica 11 ottobre alla Unipol Domus contro la Juventus.
Non parteciperanno alla gara Deiola, alle prese con il recupero dopo l’intervento di meniscectomia esterna artroscopica selettiva, che sarà out almeno un mese e i sette giocatori convocati dalle rispettive nazionali.
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Non conta soltanto il risultato: tra gli indicatori utilizzati per analizzare le prime giornate di campionato c’è anche quello relativo al tempo effettivo di gioco. E in questa particolare graduatoria il Cagliari occupa il primo posto grazie alla sfida disputata a Bergamo contro l’Atalanta.
Secondo i dati presentati dall’AIA durante la riunione tecnica e riportati da La Gazzetta dello Sport, in Atalanta-Cagliari il pallone è rimasto in gioco per 66 minuti e 54 secondi. Un dato che rappresenta il valore più alto registrato nelle prime giornate.
All’estremo opposto della graduatoria si trova Genoa-Frosinone, con appena 46’55” di gioco effettivo. Tra le due partite c’è quindi una differenza di quasi venti minuti, un margine superiore persino alla durata complessiva di un singolo tempo supplementare.
Due gare che, sotto questo aspetto, raccontano due partite completamente diverse per ritmo e numero di interruzioni.
La sfida di Marassi, disputata nella quarta giornata, è stata caratterizzata da numerosi stop. A incidere sul dato anche una lunga revisione al monitor da parte dell’arbitro Rapuano, assistito al VAR da Camplone, per valutare un possibile fallo di mano di Cittadini.
Dopo la revisione è stato assegnato il primo calcio di rigore della stagione, poi fallito da Colombo. Un episodio che ha contribuito ad aumentare il tempo complessivo di inattività durante l’incontro.
Il quadro è completamente diverso per Atalanta-Cagliari. La partita, diretta da Arena, è stata caratterizzata da una continuità di gioco particolarmente elevata.
A incidere sono state anche le caratteristiche delle due squadre e l’applicazione delle nuove direttive arbitrali. Nel corso dei 90 minuti sono stati infatti fischiati soltanto 17 falli, senza che venisse estratto alcun cartellino, né giallo né rosso.
La scarsità di interruzioni ha permesso alle due squadre di mantenere il pallone in gioco per 66’54”, stabilendo così il miglior dato delle prime giornate di campionato.
Per il Cagliari si tratta di una curiosità statistica che racconta anche il ritmo della sfida di Bergamo: una partita caratterizzata da poche pause e da un’elevata continuità, fino a diventare quella con il maggior tempo effettivo registrato finora.
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Per qualche ora i tifosi della Juventus hanno seguito con attenzione le condizioni di Randal Kolo Muani, dopo l’infortunio rimediato nella sfida contro l’Atalanta. La frattura al quinto dito della mano destra aveva fatto scattare qualche preoccupazione in vista della ripresa del campionato, anche se fin dall’inizio non sembrava esserci il rischio concreto di una sua assenza contro il Cagliari.
Ora è arrivata anche la conferma ufficiale: l’attaccante francese sarà regolarmente a disposizione per la trasferta in Sardegna.
Kolo Muani è stato sottoposto a un intervento chirurgico di osteosintesi per la frattura della falange prossimale del quinto dito della mano destra. L’operazione, effettuata al J|Medical, è perfettamente riuscita.
La Juventus ha inoltre comunicato che il giocatore resterà a disposizione dello staff tecnico, sfruttando la lunga pausa del campionato per completare il recupero.
La notizia interessa direttamente il Cagliari, che alla ripresa della Serie A affronterà proprio la Juventus. La sfida è in programma domenica 11 ottobre alla Unipol Domus.
Fabio Pisacane dovrà quindi preparare la gara sapendo di poter trovare dall’altra parte anche Kolo Muani, uno degli attaccanti a disposizione di Luciano Spalletti.
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In Sardegna il cognome O’Neill non ha bisogno di presentazioni. Fabián ha lasciato un ricordo indelebile soprattutto a Cagliari e oggi suo figlio Favio prova a costruire il proprio percorso nell’Isola.
Il primo capitolo è iniziato domenica, con il debutto ufficiale in Italia con la Nuorese sul campo del Villasimius. Entrato a inizio ripresa, il centrocampista uruguaiano ha disputato tutto il secondo tempo mettendo in mostra personalità, qualità e una buona capacità di incidere nella manovra.
La carriera di Favio è iniziata nel Nacional, lo stesso club nel quale il padre aveva mosso i primi passi da calciatore. “Sono tifoso del Nacional in Uruguay e lì ha esordito anche mio padre prima di arrivare al Cagliari”, racconta sulle pagine de L’Unione Sarda.
Successivamente sono arrivate le esperienze con Fénix e Wanderers, quindi una parentesi in Romania e il ritorno in Uruguay per recuperare da un infortunio. Poi la decisione di trasferirsi in Italia, prima alla Cos e successivamente alla Nuorese, che ha deciso di puntare su di lui.
In campo O’Neill si descrive come un giocatore moderno e tecnico, capace soprattutto di cercare la giocata verticale.
“Sono un centrocampista completo. Il mio punto di forza è trovare i passaggi verticali e servire gli esterni alle spalle dei terzini”, spiega. Una caratteristica alla quale aggiunge una buona visione di gioco, qualità che ha mostrato anche nei suoi primi 45 minuti con la Nuorese.
Il legame con il padre resta naturalmente il capitolo più importante della sua storia. Fabián O’Neill è stato un protagonista amatissimo dal popolo rossoblù e il figlio racconta con orgoglio l’affetto che ancora oggi riceve in Sardegna.
“Mio padre ha rappresentato molto per la Sardegna e soprattutto per Cagliari. Mi riempie di orgoglio quando le persone qui mi parlano così bene di lui”, racconta Favio.
Poi il ricordo diventa ancora più personale: “È stato una persona straordinaria e un giocatore meraviglioso. Oltre a essere mio padre, era il mio migliore amico”.
La sua scomparsa lo aveva segnato profondamente, tanto da spingerlo a pensare persino di lasciare il calcio. A tenerlo dentro al campo è stato anche ciò che il padre gli aveva trasmesso.
C’è un insegnamento di Fabián che Favio porta ancora con sé ogni volta che scende in campo: divertirsi.
“Quando gioco mi diverto tantissimo. È l’insegnamento più importante che mi ha lasciato. Mi diceva sempre che il giorno in cui non mi fossi più divertito avrei dovuto smettere”.
Una filosofia che sembra accompagnarlo anche nella nuova avventura con la Nuorese.
Il rapporto con l’Isola è già diventato speciale. “In questo momento la sento come la mia seconda casa”, racconta O’Neill, sottolineando l’accoglienza ricevuta e il legame costruito con il territorio.
Anche la scelta della Nuorese è arrivata grazie alla forte volontà mostrata dal club: “Quando una società dimostra interesse e fa di tutto per averti, fa la differenza nella scelta di un giocatore”.
I primi 45 minuti con la Nuorese hanno confermato le buone sensazioni. “Mi è piaciuto molto il debutto, penso di aver fatto una buona prestazione e sono contento che la società sia rimasta soddisfatta”, racconta.
A colpirlo è stata anche la tifoseria: “I nostri tifosi hanno cantato per tutta la partita, in una trasferta così lunga. Mi è piaciuto davvero tanto”.
Adesso O’Neill guarda avanti e non nasconde le proprie ambizioni. Vuole trovare sempre più spazio, possibilmente già dal prossimo incontro, ma soprattutto contribuire alla stagione della Nuorese.
“Voglio giocare il maggior numero possibile di partite e portare la Nuorese il più in alto possibile. Voglio lottare per la promozione”, spiega.
L’inizio non è stato quello sperato, ma il campionato è ancora lungo. E per Favio O’Neill è appena cominciato anche un nuovo capitolo di una storia che, in Sardegna, ha già un cognome conosciuto e amato.
The post Nuorese, debutto da applausi per Favio O’Neill: “Qui mi sento a casa, voglio portare la squadra in alto” appeared first on Calcio Casteddu.
Il Cagliari ha rimesso piede ieri al Crai Sport Center di Assemini dopo i due giorni di riposo concessi alla squadra. La ripresa della preparazione è stata dedicata interamente al lavoro atletico, con una serie di test cardiopolmonari effettuati sia in palestra sia sul campo.
L’obiettivo dello staff di Fabio Pisacane è accompagnare il gruppo verso una condizione ottimale in vista della ripresa del campionato, fissata per domenica 11 ottobre alla Unipol Domus contro la Juventus.
Non ha preso parte alla seduta Alessandro Deiola, alle prese con il recupero dopo l’intervento di meniscectomia esterna artroscopica selettiva. Per il centrocampista è previsto uno stop di almeno quattro settimane.
Assenti, come previsto, anche i sette giocatori convocati dalle rispettive nazionali. Ieri, però, quattro di loro sono stati coinvolti negli impegni internazionali.
Adam Obert ha disputato tutti i 90 minuti nel successo per 2-1 della Slovacchia contro il Kazakistan. Ha giocato anche Alen Sherri, schierato tra i pali dell’Albania nel netto 3-0 ottenuto a San Marino dalla squadra guidata dall’ex rossoblù Rolando Maran.
È invece entrato nella ripresa Joseph Liteta, contribuendo alla vittoria dello Zambia per 2-0 sul Togo. È rimasto in panchina, infine, Alieu Fadera, che ha assistito dalla panchina al successo in rimonta del Gambia per 4-2 sul Ghana.
Il programma del Cagliari prosegue oggi con una nuova seduta pomeridiana ad Assemini. Sarà un appuntamento importante per iniziare a impostare il lavoro in vista del prossimo test.
Sabato, infatti, i rossoblù voleranno a Madrid per affrontare il Rayo Vallecano in amichevole. Il calcio d’inizio è fissato alle 14: un’occasione utile per mantenere il ritmo partita durante la lunga sosta e verificare la condizione del gruppo a disposizione di Pisacane.
The post Cagliari, ripresa ad Assemini: test atletici in vista del Rayo Vallecano appeared first on Calcio Casteddu.
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