Alla Sala Contemporanea di Opificio Innova, negli spazi di “Sa Manifattura” a Cagliari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore sportivo dell’Cagliari Calcio, Pietro Accardi. Accanto a lui il presidente rossoblù Tommaso Giulini e il nuovo responsabile del settore giovanile Max Canzi. Un momento che ha segnato l’avvio operativo della nuova fase tecnica del club, con l’obiettivo dichiarato di consolidare la squadra e rafforzarne la struttura in vista della prossima stagione.
Strategia
Accardi ha chiarito fin da subito la linea della società, sottolineando la necessità di costruire senza strappi con il passato. “Le idee sono chiare, ma oggi ha poco senso fare nomi perché siamo ancora all’inizio del percorso”. Il dirigente ha poi evidenziato come il dialogo con lo staff tecnico sia continuo e centrale nel processo decisionale, con l’intenzione di alzare il livello della rosa mantenendo però una base già considerata solida.
Sul piano strutturale, il direttore sportivo ha ricordato le uscite legate ai prestiti non riscattati: “Abbiamo perso alcuni giocatori che erano da noi in prestito, per altri non è stato esercitato il diritto di riscatto: quei ruoli dovranno essere coperti. A centrocampo ora siamo un po’ corti e ci stiamo concentrando su questo reparto”.
Giovani
Uno dei punti cardine del progetto riguarda la valorizzazione dei giovani, considerata una leva strategica per il futuro del club. In parallelo, Accardi ha ribadito la necessità di integrare profili esperti, capaci di contribuire alla crescita del gruppo. “Il confronto con il Mister è costante e quotidiano. La nostra volontà è quella di alzare il livello della squadra, partendo però da una base che riteniamo già buona. La volontà della Società è quella di mantenere lo zoccolo duro della rosa e aggiungere qualità e soluzioni. L’obiettivo della valorizzazione dei giovani credo sia imprescindibile per una società come il Cagliari”.
I singoli
Tra i temi più sensibili affrontati durante la conferenza, quello legato ai singoli giocatori. Su Zito Luvumbo, il dirigente ha confermato l’interesse di due club: “Per quanto riguarda Luvumbo, al momento abbiamo due richieste concrete: una proveniente dall’estero e una dall’Italia. Le stiamo valutando con attenzione”.
Diversa la situazione di Matteo Prati, destinato a rientrare in Sardegna per il ritiro: “Rientrerà da noi, è un patrimonio tecnico, è stato un investimento importante. Vedremo poi durante il ritiro se continuerà a far parte del gruppo o no, dipenderà da lui”.
Spazio anche ai casi legati ad Andrea Belotti e Alberto Dossena. “Belotti si è fatto molto apprezzare qui per il suo spessore umano, ma ha avuto un problema importante e siamo in una fase di valutazione. Dossena invece non è nelle nostre idee confermarlo, quindi stiamo valutando altri calciatori”.
Rosa da consolidare
Il direttore sportivo ha ribadito la volontà della società di mantenere l’ossatura del gruppo, senza stravolgimenti, pur restando aperti alle dinamiche del mercato. “La linea tracciata è quella di investire sui giovani, ma non soltanto. Abbiamo bisogno anche di giocatori esperti, per trasmettere valori e conoscenze ai giovani. Negli ultimi anni il Cagliari ha avuto una forte componente italiana, sicuramente è un aspetto da tenere in considerazione. Stiamo attenti alle opportunità di mercato, ora abbiamo l’opportunità di prendere un 2007 dall’Inghilterra e non vogliamo farcelo scappare. Se c’è la possibilità di prendere un ragazzo molto giovane, nato nel 2007 o anche dopo, italiano o straniero ma che riteniamo di valore, dobbiamo essere pronti a coglierla”.
“Al momento non abbiamo ricevuto offerte per i nostri migliori giocatori. Ma la nostra intenzione è quella di mantenere l’ossatura della squadra e aggiungere elementi che possano migliorarla ulteriormente. Poi sappiamo che il mercato può cambiare gli scenari velocemente e che conta anche la volontà dei calciatori, ma oggi la nostra idea è quella di confermare lo zoccolo duro e integrare”.
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