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Weekend di campionato per il Settore Giovanile del Cagliari, con le formazioni Under 16 e Under 15 impegnate nella terza giornata dei rispettivi tornei nazionali.
Le due squadre rossoblù hanno affrontato il Monza, con risultati differenti: sconfitta casalinga per l’Under 16 allenata da Marco Mancosu, vittoria invece per l’Under 15 di Davide Carrus.
L’Under 16 del Cagliari è stata superata in casa dal Monza con il risultato di 0-2. Gli ospiti hanno trovato un gol per tempo, riuscendo a portare a casa il successo grazie alle reti di Canzian al 25’ e Khadiri al 92’.
La squadra di Mancosu ha provato a restare in partita, ma il Monza ha gestito il vantaggio fino al raddoppio arrivato nei minuti finali.
Per il Cagliari sono scesi in campo Giganti, Maganuco, Ghisu, Asquer, Vaccaro, Sitzia, Mereu, Piras, Lussu, Lunsadisa e Sechi, con diversi cambi effettuati nel corso della gara.
Il Monza ha risposto con Mayri, Giorgetti, Fazari, Vazzola, Arrigoni, Forcolin, Canzian, Falcone, Bruno, Pace e Maniero.
Risultato opposto per l’Under 15 del Cagliari, che ha battuto il Monza per 2-0 al CRAI Sport Center. La squadra guidata da Davide Carrus ha indirizzato subito la partita grazie al gol di Russo al 3’.
Il raddoppio è arrivato nella ripresa, al 75’, con la rete di Ruiu, che ha chiuso definitivamente la sfida. Per il Cagliari si tratta del secondo successo in tre partite.
La formazione rossoblù è scesa in campo con Cioni, Provenzano, Russo, Porcu, Fiori, Raffo, Cossu, Bacciu, Acquafresca, Iurlaro e Sanna.
Il Monza ha schierato invece D’Alfonso, Meale, Milesi, Vitali, Scaletti, Bettoni, Tortorella, Lupica, Ciardi, Granelli e Pirrello.
Il doppio confronto con il Monza ha quindi regalato una vittoria e una sconfitta alle squadre giovanili rossoblù. L’Under 15 continua il proprio percorso con un risultato importante al CRAI Sport Center, mentre l’Under 16 dovrà ripartire dopo il passo falso interno.
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Il caso Alessandro Romano continua a far discutere. Il centrocampista del Cagliari, dopo la convocazione nella Nazionale italiana, è stato al centro dell’attenzione per la sua prima presenza con la maglia azzurra.
Il debutto non è stato semplice e la prestazione contro il Belgio ha generato diversi giudizi critici da parte di alcuni addetti ai lavori. Un confronto che ha acceso il dibattito sul modo migliore di accompagnare la crescita di un giovane talento arrivato rapidamente sotto i riflettori.
Proprio sul tema dell’esposizione mediatica di Romano, CalcioCasteddu ha chiesto ai propri lettori un’opinione attraverso un sondaggio.
Il risultato mostra un equilibrio quasi totale tra due visioni differenti. Da una parte ci sono i tifosi che ritengono che il giovane centrocampista abbia ricevuto un’attenzione eccessiva in una fase ancora iniziale della carriera. Secondo questa lettura, la grande visibilità arrivata dopo l’inizio di stagione con il Cagliari e la convocazione in Nazionale potrebbe rappresentare una pressione aggiuntiva per un giocatore ancora in crescita.
Dall’altra parte c’è chi considera questo percorso una conseguenza naturale delle qualità mostrate da Romano. Per questi sostenitori, il confronto con il livello internazionale e l’esperienza in azzurro possono rappresentare occasioni importanti per migliorare e maturare.
Romano è passato in poco tempo dall’essere una giovane promessa a uno dei nomi più discussi del calcio italiano. Le prestazioni con il Cagliari hanno attirato l’interesse del commissario tecnico e lo hanno portato nel gruppo della Nazionale maggiore.
La prima esperienza internazionale ha però mostrato anche le difficoltà che possono accompagnare un salto così rapido. Il confronto tra i tifosi evidenzia una questione frequente nel calcio moderno: come gestire la crescita dei giovani calciatori quando l’attenzione cresce molto velocemente.
Per Romano il percorso è appena iniziato. Il centrocampista rossoblù dovrà continuare a lavorare con il club e sfruttare le esperienze maturate con la Nazionale per consolidare il proprio percorso.
Romano in Nazionale: esposizione eccessiva o percorso giusto per un talento?
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Alberto Gilardino è ufficialmente il nuovo allenatore del Parma. Dopo la separazione consensuale con Carlos Cuesta, il club gialloblù riparte da un ex attaccante che ha un passato proprio con la maglia dei crociati. L’accordo siglato è fino al termine della stagione 2026-27, con opzione a suo favore per ulteriori due stagioni sportive. A lui, con la squadra al 15° posto con 4 punti (con una sola vittoria in cinque giornate) avrà il compito di invertire la rotta e rilanciare le ambizioni del club.
Si chiude un cerchio calcistico, con l’auspicio che sotto la nuova guida tecnica i gialloblù possano tornare a sorprendere in Serie A. Alberto Gilardino torna così al club emiliano dopo oltre 20 anni, peraltro con un ruolo diverso. Tra il 2002 e il 2005 Gilardino fu infatti splendido bomber con la maglia dei crociati, realizzando 56 gol in 116 presenze ufficiali tra tutte le competizioni. Numeri che gli valsero poi la chiamata del Milan allenato da Carlo Ancelotti, club con cui vincerà gli unici trofei della sua carriera da giocatore (Champions League 2006-07, Supercoppa Europea 2007 e Mondiale per club 2007).
“Alberto Gilardino è il nuovo allenatore del Parma Calcio 1913. Il nuovo responsabile tecnico della Prima Squadra maschile ha sottoscritto un contratto sino al termine della stagione sportiva 2026/27, con un’opzione in favore del Club per due ulteriori stagioni sportive. Campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, per Alberto Gilardino si tratta di un ritorno a Parma dopo l’esperienza da calciatore che lo ha visto protagonista per diverse stagioni dal 2002 al 2005 durante le quali ha collezionato 116 presenze e 56 reti con la maglia gialloblu. Al termine della lunga carriera da calciatore, poi, ha intrapreso il percorso da allenatore con Rezzato, Pro Vercelli, Genoa e Pisa, prima di diventare – oggi – la nuova guida tecnica del Parma. Ad Alberto Gilardino e a tutto lo staff il più caloroso benvenuto da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini e di tutta la società per l’inizio di questa nuova avventura a tinte gialloblu“.
Gaetano Caridi – Allenatore in Seconda
Dopo Grosso (terza giornata alla Fiorentina) e Tedesco a Bologna, adesso con la rescissione con Cuesta a Parma 3 squadre su 20 hanno un nuovo allenatore dopo le prime cinque giornate. La Fiorentina ha richiamato Vanoli dopo, nonostante una super rimonta, essersi guardata dal rinnovargli il contratto, il Bologna ora punta su Palladino congedato dall’Atalanta, mentre a Parma Cuesta (che ha battuto nell’ultimo turno prima della pausa nazionali il Genoa, ha salutato. Per ora le posizioni di De Rossi al Genoa e Stroppa al Venezia (analizzate la settimana scorsa nel dettaglio dai rispettivi club, restano in sella.
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A poco più di una settimana da Cagliari-Juventus, non si ferma l’emergenza infortuni in casa bianconera, c’è un’altra pessima notizia per Luciano Spalletti. Dopo Grabara, si ferma anche Augusto Sedorf Owusu, che aveva giocato nel finale del match di Europa League contro il NEC in Europa League. Il centrocampista classe 2005 avrebbe accusato un problema muscolare alla coscia dopo la gara con la Next Gen contro il Desenzano e dovrebbe rimanere fermo ai box almeno 2 settimane a causa di una sospetta lesione al retto femorale.
Oltre a Owusu la situazione dell’infermeria continua a rappresentare un elemento da monitorare con attenzione. Come riportano i colleghi di www.tifojuventus.it, il recupero di Cabal potrebbe offrire una soluzione in più al tecnico, mentre per Boga si guarda con maggiore ottimismo alla possibilità di un rientro tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Restano invece più difficili da prevedere i tempi di recupero di Yildiz, Locatelli e Thuram, la cui disponibilità potrebbe diventare fondamentale per affrontare al meglio il lungo calendario. L’emergenza numerica potrebbe spingere Luciano Spalletti a modificare frequentemente l’assetto della squadra. Il tecnico non sembra intenzionato a puntare necessariamente su un solo modulo, ma potrebbe adattare il sistema di gioco alle caratteristiche degli uomini disponibili e alle esigenze delle singole partite. La capacità di leggere le diverse situazioni sarà quindi particolarmente importante. Con impegni ravvicinati e pochi giorni per recuperare, mantenere lo stesso undici titolare per più partite consecutive potrebbe risultare complicato.
La gestione delle energie sarà uno degli aspetti centrali del prossimo mese. Spalletti dovrà ricorrere a rotazioni frequenti, alternando i titolari e concedendo spazio anche a quei giocatori che finora hanno avuto un minutaggio più limitato. Questa necessità può trasformarsi in una concreta opportunità per l’intera rosa. Le numerose partite permetteranno infatti a diversi elementi di conquistare maggiore spazio e di dimostrare il proprio valore. Per la Juventus sarà dunque importante trovare un equilibrio tra risultati, recupero degli infortunati e gestione dei giocatori. Il prossimo ciclo di gare rappresenterà un banco di prova significativo per la profondità della rosa e per la capacità di Spalletti di adattare uomini e strategie alle diverse esigenze.
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Crescono gli ascolti della Nazionale. Dopo i 6.337.000 telespettatori (34,2% di share) che avevano seguito venerdì la partita d’esordio dell’Italia nella quinta edizione della UEFA Nations League, la seconda sfida del girone (giocata ieri sera= con la Turchia è stata infatti vista da 7.380.000 telespettatori con uno share del 36,42%. Il match, trasmesso su Rai 1 e terminato con il successo dell’Italia per 4-1, è stato ancora una volta il programma più visto della prima serata.
La prima rete Rai trasmetterà anche le prossime due partite dell’Italia in questa prima finestra dedicata alle nazionali: venerdì 2 ottobre a Parigi Donnarumma e compagni faranno visita alla Francia guidata da Zinedine Zidane, mentre lunedì 5 ottobre a Bologna è in programma la rivincita con la Turchia di Vincenzo Montella. Entrambe le gare si disputeranno alle 20.45.
Per seguire la Nazionale italiana, il principale riferimento in chiaro è la Rai. Le partite degli Azzurri vengono trasmesse in diretta televisiva e sono disponibili anche attraverso RaiPlay. Anche Mediaset trasmette una selezione di incontri della Nations League in chiaro sul digitale terrestre. Gli incontri sono disponibili anche in streaming attraverso Mediaset Infinity e SportMediaset. Per chi invece vuole seguire la competizione nella sua completezza, il riferimento principale è Sky Sport. Che ha acquisito i diritti della Nations League 2026/27 e trasmette le partite attraverso i propri canali sportivi e in streaming tramite NOW. L’offerta comprende le migliori partite delle nazionali straniere nella fase a gironi e tutte le gare della fase finale, comprese quelle che dovesse disputare l’Italia. La programmazione Sky permette inoltre di seguire contemporaneamente più incontri attraverso Diretta Gol, particolarmente utile nelle giornate con diverse partite giocate allo stesso orario. Sky ha poi chiuso l’accordo per tutte le gare della fase finale di Euro 2028 (qualificazioni comprese) che si disputeranno dal 9 giugno al 9 luglio cinque paesi: Galles, Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord e Scozia. Oltre a tutte le sfide, incluse quelle dell’Italia in differita, previsti inoltre, per ogni giornata del torneo, studi pre e postpartita quotidiani condotti da Federica Masolin e Sara Benci. Cronaca “always on” per gli Azzurri, con inviati sempre al seguito della Nazionale in ritiro, a Coverciano e nelle trasferte europee.
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Due anni fa Andrea Capone, ex giocatore del Cagliari venne trovato morto nell’albergo Palazzo Tirso di Cagliari. Secondo le prime notizie sul cadavere è presente una profonda ferita alla testa. Da una prima ricostruzione dell’accaduto si era parlato di un incidente, forse una fatale caduta. Aveva 43 anni. Aveva trascorso la notte nella struttura dopo aver partecipato ad una festa di un amico. Sul posto il 118, che non avevano potuto fare altro che constatarne la morte, arrivarono in tempi rapidi polizia e equipe di medicina legale per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.
Nei mesi successivi l’inchiesta sulla sua morte, partita poco dopo la tragedia, si è conclusa con l’archiviazione disposta dal giudice per le indagini preliminari, Giorgio Altieri. Anche il PM Marco Cocco aveva suggerito al Gip di archiviare il fascicolo, ipotizzando che non ci fosse stata omissione di soccorso da parte di ignoti. Già l’autopsia sul corpo dell’ex centrocampista del Cagliari, aveva escluso la presenza di segni di violenza. L’esame autoptico, durato oltre tre ore e condotto dall’equipe medica guidata dalla dottor Roberto Demontis, aveva stabilito che il decesso non è riconducibile a un’aggressione o a violenze esterne. Sarà però necessario attendere ulteriori approfondimenti, tra cui gli esami tossicologici e istologici, per ottenere un quadro completo e definitivo sulle cause esatte della morte. Come riporta unionesarda.it prende corpo la possibilità dei problemi cardiaci. All’ex giocatore era poi stato espiantato il cuore per successivi accertamenti più approfonditi. La famiglia di Capone si era invece opposta, chiedendo che le indagini continuassero per chiarire quanto accaduto quella tragica notte.
Andrea Capone e il Cagliari
Era stato, con Suazo, Esposito e Langella, uno dei protagonisti in maglia rossoblù dal 2005 al 2007 prima di essere ceduto. Nel 2001 aveva indossato anche la maglia della Nazionale Under 20. Ha giocato anche con Sora, Treviso, Vicenza, Grosseto e Salernitana. Capone si era ritirato nel 2011 dopo aver aver giocato 235 match da professionista. All’attivo 53 presenze in Serie A (6 gol e 5 assist); 156 presenze, 18 gol e 4 assist in Serie B.
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Manca solo l’ufficialità, ma è certo che Alberto Gilardino riparte dal Parma e, al suo fianco, trova anche l’endorsement di una persona speciale: Enzo Maresca. L’attuale allenatore del Manchester City (da calciatore anche nel Cagliari Primavera) ha parlato in esclusiva al Corriere dello Sport del nuovo tecnico crociato, con il quale condivide un’amicizia che va ben oltre il calcio col successore di Cuesta che ha lasciato il club domenica a sorpresa.
“Alberto è un buon allenatore – ha spiegato Maresca –. Se è l’uomo giusto per il Parma lo dirà solo il tempo. Mi auguro di cuore per lui che lo possa essere”. Parole dunque importanti, che arrivano da un allenatore che conosce molto bene Gilardino, sia sul piano professionale sia soprattutto su quello personale. Il loro rapporto è nato ai tempi di Palermo e negli anni si è consolidato anche lontano dai campi. “Abbiamo un’amicizia che ci lega e che va oltre il calcio. Quest’estate siamo stati in vacanza insieme per qualche giorno, accompagnati dalle nostre mogli”. Un legame che rende ancora più significativo il suo augurio per la nuova avventura dell’ex bomber.
C’è poi un motivo particolare che lega Maresca alla città emiliana. L’attuale allenatore del Manchester City ha infatti vissuto a Parma una parte importante della propria storia familiare. “Spero faccia bene per lui e per il Parma che seguo anche da Manchester. Lì è nata mia figlia, quindi parte di noi vuole bene a Parma ed al Parma”. Un messaggio di vicinanza che accompagna l’inizio della nuova era Gilardino. Per il tecnico sarà ora il campo a parlare: l’obiettivo è costruire un Parma concreto e competitivo, mentre da Manchester Maresca continuerà a seguire con particolare affetto le vicende dei Crociati.
Gilardino prenderà in mano una squadra che, con la vittoria sul Genoa prima della sosta, si è portata a 4 punti, dove ci sono Udinese, Torino, Monza e Fiorentina, Sulla carta la gara contro l’Inter campione d’Italia (sabato 10 ottobre alle18 a San siro) è proibitiva. Il nuovo mister, che ieri sera ha risolto il suo contratto che lo legava al Pisa, deve affrontare un percorso con una squadra non sua e, a nostro avviso, indebolita soprattutto dalle cessioni Estevez, Strefezza, Oristanio, Benedyczak, Pellegrino, Suzuki, Circati e Balogh. Sul fronte arrivi la rosa è composta anche da Touré, Diallo, Romero e il talento dal Milan Lontani.
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La corsa per ospitare le partite di Euro 2032 è entrata nella fase decisiva. La FIGC sta completando l’istruttoria sui dossier presentati dalle città candidate e dovrà individuare le sedi italiane da sottoporre alla UEFA entro il 1° ottobre. La documentazione raccolta entro il 31 luglio riguarda 13 città e 16 impianti, che vengono valutati sotto il profilo infrastrutturale, finanziario, autorizzativo e organizzativo.
Il passaggio successivo sarà quindi determinante: l’Italia avrà cinque stadi destinati alla manifestazione, mentre la Federazione indicherà anche alcune sedi di riserva. La decisione finale sugli impianti spetterà poi alla UEFA.
Come ricordato oggi dal Corriere dello Sport, Tra le candidature più importanti c’è quella della Capitale, che può contare sull’Olimpico e sul progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Quest’ultimo ha recentemente compiuto un ulteriore passo avanti con l’approvazione definitiva del progetto, con l’avvio dei lavori previsto nel 2027 e la conclusione programmata entro il 2029.
Roma punta quindi a presentare due impianti, una soluzione che avrebbe un peso significativo nella composizione della lista finale e che inevitabilmente ridurrebbe il numero di posti disponibili per le altre città.
Nella corsa figura anche Torino, forte di un impianto già esistente e utilizzabile come l’Allianz Stadium. Un’altra candidatura particolarmente rilevante è quella di Firenze, dove prosegue il percorso di riqualificazione dello stadio Franchi.
La partita non riguarda soltanto la possibilità di ospitare alcune gare dell’Europeo, ma anche l’eredità infrastrutturale che il torneo lascerà all’Italia. L’obiettivo dichiarato del percorso è infatti arrivare al 2032 con impianti moderni e adeguati agli standard internazionali.
Tra le città che attendono di conoscere il proprio destino c’è anche Cagliari. Il capoluogo sardo è tra le 13 realtà che hanno presentato un dossier alla FIGC, insieme a Bari, Bologna, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona.
La candidatura rossoblù ruota naturalmente attorno al progetto del nuovo stadio Gigi Riva, il cui iter dovrà rispettare tutti i requisiti richiesti per poter rientrare tra gli impianti candidabili. Si attende ancora la pubblicazione del bando (in forte ritardo, inizialmente previsto per la prima metà di agosto).
La concorrenza è però particolarmente ampia: a fronte di 16 progetti complessivamente presentati, saranno soltanto cinque gli stadi italiani chiamati a ospitare le partite dell’Europeo.
Un altro dossier destinato ad attirare particolare attenzione è quello di Milano, che punta sul progetto del nuovo San Siro. Anche il capoluogo lombardo deve però completare il proprio percorso e dimostrare di rispettare tutti i requisiti previsti dal processo di selezione.
La composizione finale delle sedi avrà inevitabilmente anche un forte impatto sulla distribuzione geografica delle partite. La presenza di numerose candidature nel Centro-Nord rende infatti particolarmente serrata la competizione per i posti disponibili.
Per tutte le città candidate, dunque, il calendario è ormai chiarissimo. Entro il 1° ottobre la FIGC dovrà individuare le sedi italiane da sottoporre ufficialmente alla UEFA, dando forma alla lista che proseguirà l’iter verso Euro 2032.
Per Cagliari sarà un momento particolarmente importante: il progetto del nuovo Stadio Gigi Riva si prepara al primo vero verdetto del percorso verso l’Europeo. La città è ancora in corsa, ma adesso la selezione entra nella fase in cui ogni requisito e ogni dettaglio del dossier possono diventare determinanti.
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Dopo la sconfitta all’esordio contro il Belgio, l’Italia di Roberto Mancini ha rialzato la testa imponendosi per 4-1 sul campo della Turchia. Al termine della gara, il commissario tecnico ha analizzato ai microfoni della Rai la prestazione degli Azzurri, sottolineando la capacità della squadra di gestire il match nonostante le condizioni del terreno di gioco.
“Giocavamo su un campo dove piove da un giorno. Era normale ci fosse una reazione da parte loro”, ha spiegato Mancini, riferendosi al momento di maggiore pressione della formazione turca.
Il tecnico ha quindi evidenziato alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato la prestazione italiana: “La squadra ha giocato bene alta, ha tenuto palla e ha imbucato”.
Una prova convincente soprattutto nella prima parte della gara, nella quale l’Italia è riuscita a costruire un vantaggio importante e a indirizzare il risultato dalla propria parte.
Tra i giocatori citati da Mancini c’è anche Giacomo Raspadori, costretto a lasciare il campo per un problema fisico.
“Faccio menzione di tutti, hanno fatto una grande partita. Lui aveva un problema e lo abbiamo tolto per precauzione”, ha spiegato il commissario tecnico, chiarendo così i motivi della sostituzione.
Con i tre punti conquistati in Turchia, Mancini invita però a non guardare troppo avanti. La priorità immediata è recuperare le energie dopo la seconda partita ravvicinata.
“Dovevamo pensare a questa partita che era difficile, adesso dobbiamo recuperare le forze, abbiamo giocatori freschi a casa, poi penseremo a Parigi”, ha dichiarato il ct.
Infine, Mancini ha espresso un giudizio positivo sui giocatori alla prima presenza con la Nazionale. Una serata importante anche per chi ha avuto l’occasione di debuttare con la maglia azzurra.
“Gli esordienti? Per essere la loro prima partita hanno fatto bene”, ha concluso il commissario tecnico, promuovendo così le nuove pedine utilizzate nel corso della gara.
The post Mancini promuove gli esordienti: “Per essere la prima partita hanno fatto bene” appeared first on Calcio Casteddu.
La lunga pausa per gli impegni delle Nazionali impone al Cagliari di rivedere il programma di lavoro. Per evitare che le due settimane senza gare ufficiali interrompano il ritmo della squadra, il club rossoblù ha scelto di inserire un test internazionale nel calendario.
La squadra di Pisacane sarà protagonista il prossimo 3 ottobre a Madrid, dove affronterà il Rayo Vallecano. Il calcio d’inizio è previsto alle 14.
La trasferta spagnola rappresenterà però un banco di prova particolare per il tecnico rossoblù. Pisacane dovrà infatti fare i conti con una rosa inevitabilmente rimaneggiata, considerando che diversi giocatori saranno ancora impegnati con le rispettive nazionali.
Una situazione che ridurrà le possibilità di schierare la formazione titolare, ma che offrirà comunque spazio agli elementi rimasti ad Assemini e ai giovani della rosa.
La sfida contro il Rayo Vallecano avrà quindi un significato che andrà oltre il semplice risultato. Dopo il lavoro svolto durante la sosta e gli eventuali richiami della preparazione, la partita di Madrid permetterà allo staff tecnico di verificare la condizione del gruppo e il livello raggiunto dai giocatori a disposizione.
Un’occasione utile anche per mantenere alta la condizione in vista della ripresa del campionato, quando il Cagliari tornerà a confrontarsi con gli impegni ufficiali dopo la lunga pausa.
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