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Il debutto in Nazionale di Alessandro Romano ha generato discussioni anche fuori dal campo. Il giovane centrocampista del Cagliari, alla prima presenza con la maglia azzurra, è stato protagonista di un episodio che ha fatto parlare: un passaggio sbagliato che ha dato il via all’azione del gol del Belgio.
A far discutere è stato soprattutto il giudizio ricevuto dal giocatore da parte della Gazzetta dello Sport, che gli ha assegnato un 4,5 in pagella. Una valutazione contestata dal creator Luca Diddi, noto sui social per i contenuti dedicati al calcio e al fantacalcio.
Diddi ha espresso il proprio disappunto per il trattamento riservato al centrocampista rossoblù. “Romano il peggiore? Etichettato quando ci sono giocatori che hanno fatto peggio”, ha dichiarato il creator.
Secondo Diddi, l’errore commesso da Romano dovrebbe essere valutato anche considerando il contesto: si trattava infatti della sua prima partita in Nazionale. Il “Tattico”, come è conosciuto dai suoi follower, ha criticato la scelta di mettere sotto i riflettori un giovane alla prima esperienza internazionale.
Nel suo intervento social, Diddi ha sostenuto che spesso i giovani vengano giudicati con maggiore severità rispetto ai giocatori più esperti. “A noi piace piazzare in prima pagina Romano, giovane alla prima presenza in nazionale, come il peggiore”, ha affermato.
“Perché magari mettere un grande leader, protetto da un procuratore, per ripercussioni verso i giornalisti non si mette. Invece andiamo a metterci il ragazzino sul banco degli imputati come il peggiore. Perché mettere Mancini, Di Lorenzo o Coppola era troppo gravoso per la vostra reputazione, cari giornalisti”.
La convocazione con l’Italia rappresenta comunque un passaggio importante nella crescita del classe 2006. Romano è arrivato in Nazionale dopo un ottimo avvio di stagione con il Cagliari, dove ha conquistato la fiducia di Fabio Pisacane e trovato continuità in Serie A.
Il debutto azzurro è arrivato quindi in un momento di grande crescita per il centrocampista, chiamato ora a trasformare anche gli errori in esperienza.
La discussione nata dopo Italia-Belgio evidenzia il dibattito che spesso accompagna i giovani calciatori quando affrontano i primi passi ai massimi livelli. Da una parte ci sono le valutazioni legate alla singola prestazione, dall’altra la necessità di considerare il percorso e il margine di crescita di giocatori ancora all’inizio della propria carriera.
Diddi conclude il suo affondo: “Siete tutti sotto scacco “per paura di”. Convocazioni fatte per “paura di”, pagelle fatte “per paura di”. E allora si mette in primo piano il ragazzino Romano. Tutto più facile”.
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Ansia per Daniel Osvaldo, ex attaccante di numerosi club italiani e della Nazionale, ricoverato in terapia intensiva in Argentina a causa di un serio problema polmonare. L’ex calciatore, oggi quarantenne, si trova all’Hospital Municipal de Llavallol, nella provincia di Buenos Aires, dove è stato trasferito d’urgenza dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, Osvaldo avrebbe accusato problemi respiratori dopo alcuni giorni trascorsi nella propria abitazione, dove è stato soccorso dalla sorella e da un amico.
Gli accertamenti effettuati nella struttura sanitaria avrebbero evidenziato un versamento pleurico sul lato destro associato a un’infezione. Vista la situazione, l’équipe medica avrebbe deciso di intervenire chirurgicamente per drenare i liquidi presenti e trattare la zona interessata.
Secondo le informazioni diffuse, durante l’operazione sarebbe stata rimossa anche una porzione di tessuto polmonare per contenere la complicazione. Al momento Osvaldo resta ricoverato con prognosi riservata e sottoposto al costante monitoraggio dei parametri vitali.
Osvaldo ha costruito gran parte della propria carriera in Italia, dove ha indossato diverse maglie tra cui quelle di Roma, Juventus e Inter, oltre a vestire la maglia della Nazionale italiana.
Attaccante dotato di grande tecnica e personalità, ha vissuto diverse esperienze nel calcio europeo prima di concludere la carriera agonistica nel 2020. Dopo il ritiro dal calcio giocato, Osvaldo si è dedicato alla musica e successivamente all’attività di commentatore televisivo.
Negli ultimi anni l’ex centravanti aveva raccontato pubblicamente alcuni momenti difficili della propria vita privata, parlando anche della propria battaglia contro la depressione. La notizia del ricovero ha suscitato attenzione e vicinanza nel mondo del calcio, in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle sue condizioni.
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La serata dell’Olimpico non ha sorriso all’Italia, battuta 2-0 dal Belgio all’esordio nella Nations League 2026-27, ma ha comunque regalato un nuovo capitolo alla storia del Cagliari in Nazionale. Alessandro Romano e Daniel Maldini hanno infatti portato a 24 il numero dei calciatori rossoblù scesi in campo con la Nazionale maggiore mentre militavano nel club sardo. Alla vigilia della gara il conteggio era fermo a 22.
Per Romano si è trattato di una serata particolarmente significativa. Il centrocampista classe 2006, alla prima convocazione con la Nazionale maggiore dopo la scelta di rappresentare l’Italia, è stato lanciato immediatamente da Roberto Mancini nella formazione titolare. Il Ct gli ha affidato le chiavi della regia nel 4-3-3, con Nicolò Barella e Sandro Tonali ai suoi lati.
Nella ripresa è arrivato anche il momento di Daniel Maldini. L’attaccante del Cagliari è entrato al posto di Francesco Pio Esposito, mentre Mancini ha contemporaneamente sostituito Romano con Davide Frattesi e Coppola con Scalvini.
Per Maldini si è trattato della settima presenza con la Nazionale A.
Prima della coppia attualmente a disposizione di Fabio Pisacane, l’ultimo calciatore del Cagliari utilizzato dalla Nazionale maggiore era stato Marco Palestra. L’esterno, allora in rossoblù, era entrato in campo il 31 marzo 2026 nella sfida di Zenica contro la Bosnia, finale dei playoff per la qualificazione mondiale.
A meno di sei mesi di distanza, il filo tra Cagliari e maglia azzurra si è dunque riannodato con due protagonisti nella stessa partita. E per Romano, appena ventenne, quella contro il Belgio rappresenta soltanto la prima tacca di una storia internazionale appena cominciata.
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Il Cagliari continua ad approfittare della sosta del campionato per mettere benzina nelle gambe e affinare i meccanismi in vista della ripresa della Serie A. Nella mattinata di sabato 26 settembre la squadra di Fabio Pisacane è tornata sul terreno di gioco del CRAI Sport Center di Assemini per una nuova seduta di allenamento.
Il programma predisposto dallo staff tecnico ha previsto inizialmente una fase dedicata ai lavori di attivazione, utile per preparare il gruppo alla parte centrale della sessione. Successivamente i rossoblù hanno disputato una partita a tutto campo a ranghi misti, aumentando così intensità e ritmo della seduta.
Il Cagliari sta lavorando con un gruppo inevitabilmente ridotto a causa degli impegni internazionali. Sono infatti sette i calciatori assenti perché aggregati alle rispettive Nazionali.
Mancano Alen Sherri, convocato dall’Albania, Adam Obert con la Slovacchia, mentre Alessandro Romano e Daniel Maldini sono impegnati con l’Italia. Fuori da Assemini anche Alieu Fadera con il Gambia, Joseph Liteta con lo Zambia e Juan Rodríguez, chiamato dall’Uruguay.
Una sosta che offre dunque a diversi rossoblù la possibilità di accumulare esperienza internazionale, mentre chi è rimasto in Sardegna può sfruttare queste giornate per lavorare con continuità agli ordini di Pisacane.
Terminata la seduta di sabato, il gruppo potrà beneficiare di qualche ora di recupero. Il prossimo appuntamento al CRAI Sport Center è infatti fissato per martedì 29 settembre, quando il Cagliari riprenderà la preparazione con una seduta programmata nel pomeriggio.
Il lavoro entrerà progressivamente nel vivo con l’avvicinarsi del ritorno del campionato e con il graduale rientro dei giocatori impegnati con le rispettive selezioni nazionali.
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C’è stato parecchio Cagliari nello Zambia sceso in campo contro l’Algeria nella prima giornata delle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2027. Il commissario tecnico dei Chipolopolo ha infatti schierato dal primo minuto sia Kingstone Mutandwa, attaccante di proprietà rossoblù attualmente in prestito al Servette, sia Joseph Liteta.
La partita, disputata ieri allo stadio Hocine Aït Ahmed di Tizi Ouzou, si è conclusa con il successo dell’Algeria per 3-1. I padroni di casa hanno segnato con Hadjam, Maza e Hadj Moussa, mentre il momentaneo pareggio dello Zambia è stato realizzato al 57° da Fashion Sakala.
Per Mutandwa una nuova occasione da titolare con la Nazionale maggiore. Impiegato come unico terminale offensivo, il classe 2003 ha lavorato contro la retroguardia algerina soprattutto come riferimento per le verticalizzazioni dei compagni. La cronaca della gara evidenzia proprio come lo Zambia abbia cercato più volte la soluzione diretta verso l’attaccante.
Il suo incontro si è concluso al 78’, quando è stato sostituito da Chanka Solomon Zimba: circa 77 minuti in campo, ma l’appuntamento con il primo gol nella Nazionale maggiore è ancora rimandato.
Mutandwa aveva esordito con lo Zambia l’11 giugno 2024, entrando nel finale della gara di qualificazione mondiale persa 1-0 contro la Tanzania. Il Cagliari, pochi giorni dopo, aveva commentato con soddisfazione il debutto internazionale del proprio attaccante.
Partita completa invece per Joseph Liteta, utilizzato da mezzala sinistra nel centrocampo a tre. Il classe 2006 del Cagliari è rimasto sul terreno di gioco per tutti i 90 minuti, ricevendo anche un’ammonizione al 49° per un fallo su Ibrahim Maza.
Per i due giovani legati al club rossoblù, dunque, un’importante dose di esperienza internazionale nonostante il risultato negativo. Lo Zambia avrà subito l’opportunità di riscattarsi: il 29 settembre ospiterà il Togo nella seconda giornata del Gruppo I.
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Il grande avvio di stagione di Alessandro Romano con il Cagliari assume una sfumatura ancora più interessante alla luce di un retroscena legato all’ultima sessione di mercato. Il giovane centrocampista rossoblù, ormai stabilmente sotto i riflettori del calcio italiano, sarebbe infatti potuto finire al Bologna.
A raccontarlo è stato Giovanni Sartori, direttore tecnico del club emiliano, che dalle colonne de La Gazzetta dello Sport ha confermato come il Bologna fosse arrivato molto vicino al giocatore prima di modificare le proprie strategie.
Alla domanda sul concreto interesse per Romano, Sartori ha spiegato senza entrare nei dettagli della trattativa che il Bologna aveva effettivamente preso in considerazione l’operazione, salvo poi orientarsi verso un centrocampista con caratteristiche differenti.
“Non entro nel merito: ma poi è stata fatta la scelta di andare su un box to box, Amondaraín“.
Una decisione che ha indirettamente contribuito alla permanenza di Romano in Sardegna, dove il classe 2006 si è rapidamente ritagliato un ruolo importante nel progetto tecnico del Cagliari.
La stagione ha infatti certificato una crescita rapidissima del centrocampista, arrivato anche alla ribalta della Nazionale italiana. Le sue prestazioni hanno inevitabilmente attirato l’attenzione di diverse società e il suo nome continua a circolare in chiave mercato.
Secondo quanto riportato dalla stessa fonte, anche Juventus, Inter e Napoli starebbero seguendo con attenzione la sua evoluzione.
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Il ritorno a casa non sta regalando, almeno per il momento, il minutaggio sperato a Semih Kılıçsoy. L’attaccante turco, rientrato al Beşiktaş dopo la stagione trascorsa in prestito al Cagliari, è finito ai margini delle rotazioni della formazione bianconera.
In Sardegna il classe 2005 aveva chiuso l’annata 2025-26 con 25 presenze complessive e 4 reti: 22 gettoni e tutti i quattro gol erano arrivati in Serie A, ai quali si erano aggiunte tre presenze nelle coppe. Un’esperienza italiana caratterizzata da un utilizzo discontinuo, ma comunque utile nel percorso di crescita dell’attaccante.
La situazione non è però cambiata radicalmente dopo il rientro a Istanbul. In Süper Lig, Kılıçsoy ha giocato soltanto nella giornata inaugurale del 16 agosto, partendo titolare nella vittoria per 1-0 contro l’Eyüpspor e rimanendo in campo per circa 63 minuti. Da allora non ha più raccolto minuti nel massimo campionato turco, pur figurando in diverse occasioni tra i giocatori a disposizione.
Va tuttavia precisato che quella contro l’Eyüpspor non rappresenta la sua ultima apparizione assoluta: il 27 agosto l’ex rossoblù ha disputato 26 minuti nella trasferta europea contro il Kauno Žalgiris, valida per i playoff di Europa League. Successivamente sono arrivate soprattutto panchine e gare senza essere impiegato.
Gli spazi offensivi al Beşiktaş si sono ulteriormente ristretti. Nella lista presentata dal club per l’Europa League, Kılıçsoy figura insieme ad attaccanti come Dusan Vlahovic, Hyeon-gyu Oh ed Ernest Poku, mentre tra gli altri elementi offensivi compaiono giocatori del calibro di Leandro Trossard e Vaclav Černý.
Kılıçsoy resta dunque all’interno del progetto e della lista europea, ma il dato sul campo racconta un avvio di stagione complicato: dopo l’esperienza al Cagliari, il giovane turco è ancora alla ricerca dello spazio necessario per rilanciarsi.
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La fotografia economica del calcio professionistico italiano restituisce un sistema ancora fortemente esposto. La Relazione Annuale 2026 della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, presentata il 23 settembre alla Camera dei Deputati, ha analizzato modelli economici, governance e situazioni di crisi delle società professionistiche. Un tema approfondito dal portale specializzato Calcio e Finanza.
In Serie A, soltanto quattro società su venti, pari al 20%, rientrano nel profilo definito economicamente «relativamente solido». Nove club, invece, cioè il 45% del campionato, appartengono alle aree caratterizzate da fragilità o tensione economica. Le società non vengono indicate individualmente: l’analisi utilizza infatti cinque gruppi anonimi per descrivere differenti modelli finanziari.
Il dato aggregato racconta bene la difficoltà. L’EBITDA mediano è positivo per 26,7 milioni di euro, ma l’EBIT scende a -14,7 milioni e il risultato netto mediano arriva a -15,2 milioni. Il rapporto tra costi operativi e ricavi raggiunge inoltre il 108,7%. Il mercato dei calciatori diventa così una componente decisiva: il player trading rappresenta in mediana il 20,8% dei ricavi complessivi.
Il quadro diventa ancora più delicato scendendo di categoria. Tra il 1986-87 e il 2025-26 sono stati censiti complessivamente 218 casi tra mancata ammissione ai campionati professionistici, rinuncia all’iscrizione ed esclusione durante la stagione. Ben 200, pari al 91,7%, riguardano la Serie C.
Particolarmente significativo il fenomeno delle crisi ripetute: 49 società hanno attraversato da due a sei episodi di fallimento, cessazione o ripartenza. Tra i club con quattro episodi censiti compare anche la Sassari Torres, insieme a Cosenza, Lucchese, Rimini, Brindisi e Treviso. Sambenedettese e Taranto risultano invece i casi più ricorrenti, con sei episodi ciascuno.
Secondo l’analisi, i dissesti raramente nascono all’improvviso. Tra i segnali ricorrenti figurano debiti tributari e previdenziali, ritardi nel pagamento degli stipendi, difficoltà nel reperire liquidità, insufficiente patrimonializzazione e crescente dipendenza dalle plusvalenze.
La Serie C, composta oggi da 60 squadre, resta così il punto più delicato dell’intero sistema: un campionato dalla forte presenza territoriale e dalla grande tradizione sportiva, ma nel quale la sostenibilità economica continua a rappresentare una delle sfide decisive per il futuro del calcio italiano.
The post Calcio italiano, conti sotto pressione: Serie A fragile appeared first on Calcio Casteddu.
La corsa di Cagliari verso Euro 2032 entra nella sua fase più delicata. La scadenza da cerchiare in rosso è martedì: entro quella data dovrà essere pronto il bando per la realizzazione del nuovo stadio Gigi Riva. In caso contrario, il rischio di vedere il capoluogo sardo escluso dalla lista degli impianti candidati diventerebbe concreto.
La FIGC è infatti chiamata a definire entro il 30 settembre gli stadi da inserire nella documentazione da trasmettere alla UEFA. Per Cagliari, dunque, i prossimi giorni saranno determinanti.
La pubblicazione della gara rappresenta il passaggio amministrativo più importante ancora da completare. Le scadenze fissate in precedenza, prima al 20 agosto e poi al 15 settembre, non sono state rispettate perché sono emersi ulteriori aspetti da approfondire e definire. Insomma, è l’ennesima corsa contro il tempo.
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La serata dell’Olimpico ha lasciato poco spazio ai sorrisi per l’Italia, ma per Nicolò Barella è arrivato comunque un traguardo significativo. La presenza contro il Belgio ha permesso al centrocampista di raggiungere Claudio Gentile a quota 71 partite con la Nazionale, entrando così nel gruppo dei giocatori più presenti nella storia azzurra.
Barella occupa ora, insieme all’ex difensore campione del mondo nel 1982, il 23° posto nella graduatoria delle presenze con l’Italia.
Il record personale del centrocampista dell’Inter è arrivato però al termine di una partita complicata per gli Azzurri. Nel debutto stagionale in Nations League, coinciso con il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, il Belgio ha infatti conquistato l’intera posta in palio imponendosi per 2-0.
Gli Azzurri hanno incontrato diverse difficoltà soprattutto nella prima frazione, con la formazione di Mark van Bommel capace di mettere in mostra maggiore brillantezza e di creare diversi problemi alla squadra italiana.
Il Belgio ha trovato il vantaggio al 20′, con Godts a concretizzare una delle occasioni costruite dalla squadra ospite. Gli avversari dell’Italia hanno continuato a gestire il match con personalità, affidandosi anche alla qualità di giocatori come Kevin De Bruyne.
La reazione italiana è arrivata soprattutto all’inizio della ripresa, quando gli Azzurri hanno alzato il ritmo e costruito alcune opportunità per rimettere in equilibrio la gara. Mancini ha sottolineato proprio il miglioramento mostrato dalla squadra nei primi 25 minuti del secondo tempo.
Il Belgio, però, ha trovato il secondo gol con Lukebakio, chiudendo di fatto la partita e gestendo poi il risultato fino al triplice fischio.
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