Calcio Casteddu

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  • Larrivey infinito: doppietta a 42 anni in Coppa del Cile (VIDEO)

    Il tempo passa, Joaquín Larrivey continua a segnare. A 42 anni, l’ex attaccante del Cagliari è ancora protagonista e lo ha dimostrato una volta di più con la maglia del Deportes Concepción, trascinato al largo successo sul campo del Curicó Unido nell’andata degli ottavi di finale della Copa Chile.

    Il risultato, un netto 4-0, porta in evidenza soprattutto la firma del capitano argentino naturalizzato cileno. Larrivey ha aperto le marcature nei primissimi minuti trasformando con freddezza un calcio di rigore, indirizzando il pallone alla sinistra del portiere.

    Il secondo gol è da bomber consumato

    Nella ripresa è arrivato anche il bis. All’84’, servito in profondità da Joaquín Montecinos, Larrivey ha attaccato lo spazio, superato il portiere in uscita e accompagnato il pallone nella porta ormai sguarnita per il definitivo 4-0. Gli altri due gol del Deportes Concepción sono stati realizzati da Norman Rodríguez e Misael Dávila.

    Una doppietta che porta Larrivey a 14 reti stagionali con il club cileno, confermandone una longevità calcistica tutt’altro che decorativa. Il Deportes Concepción lo considera uno dei propri riferimenti tecnici e ne ha ufficialmente sottolineato anche il ruolo di capitano.

    Quel legame con Cagliari

    Per i tifosi rossoblù il nome di Larrivey riporta inevitabilmente agli anni trascorsi in Sardegna. Con il Cagliari disputò 96 partite in Serie A segnando 12 gol, mentre considerando anche la Coppa Italia il bottino complessivo salì a 16 reti.

    Tra i momenti rimasti maggiormente impressi c’è la tripletta realizzata al Napoli al San Paolo nel marzo 2012, una delle fotografie più note della sua esperienza italiana.

    Quattordici anni dopo, il copione non è poi cambiato così tanto. Maglie, campionati e continenti sono mutati, ma dentro l’area Larrivey continua a parlare la stessa lingua. A 42 anni, il vecchio Bati ha ancora parecchi gol da raccontare. Con 283 reti, è il 4° argentino più prolifico in attività dopo Messi, Barcos e Cano.

    Capitán Lila

    Se jugaron los 8vos de final ida de la #CopaChileCocaColaZeroAzúcar y el nueve lila Joaquín Larrivey anotó doblete en la goleada de Deportes Concepción convirtiéndose en el #JugadorExpertoEasy de esta fase.

    Disfruta del fútbol y elige al #JugadorExperto de… pic.twitter.com/O0spTSKEFb

    — TNT Sports Chile (@TNTSportsCL) September 25, 2026

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  • Cagliari, l’attesa per Nzola continua

    Il Cagliari aspetta M’Bala Nzola. Tra i tanti volti nuovi messi a disposizione di Fabio Pisacane, quello dell’attaccante angolano rimane ancora fuori dalla fotografia delle partite ufficiali.

    Arrivato dalla Fiorentina a titolo definitivo praticamente sul gong del mercato, con il deposito dell’operazione completato negli ultimissimi minuti della sessione, Nzola ha firmato con il Cagliari fino al 30 giugno 2027.

    Il suo approdo in Sardegna, però, è avvenuto con una condizione atletica ancora lontana da quella necessaria per affrontare la Serie A. E così il centravanti classe 1996 non è ancora entrato in una lista dei convocati rossoblù.

    Quel messaggio ai tifosi del 2 settembre

    Il 2 settembre, nel primo video rivolto al popolo cagliaritano, Nzola aveva salutato i suoi nuovi sostenitori con entusiasmo: “Ci vediamo presto allo stadio“.

    Lo stadio, effettivamente, lo ha già frequentato. Ma finora soltanto in borghese. In occasione della gara contro il Lecce la sua apparizione all’Unipol Domus, con bandana, occhiali scuri e Martin Luther King sulla t-shirt, non era passata inosservata sui social.

    Ora, però, i tifosi aspettano di vederlo con un altro abito: la maglia rossoblù.

    La sosta come un mini-ritiro

    Prima della trasferta di Udine, Pisacane aveva chiarito il programma predisposto per l’attaccante. Tecnico e giocatore hanno deciso di sfruttare la pausa delle Nazionali come una sorta di mini-ritiro, finalizzato a colmare il ritardo nella preparazione e portare Nzola il più vicino possibile alla condizione ottimale.

    Già alla vigilia dell’Atalanta il tecnico aveva spiegato che l’angolano stava lavorando specificamente per recuperare terreno sotto il profilo atletico.

    La sosta, dunque, rappresenta uno snodo importante. Il Cagliari tornerà in campionato l’11 ottobre contro la Juventus all’Unipol Domus. Quella potrebbe diventare la prima vera finestra utile per trasformare la promessa di inizio settembre in realtà.

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  • Mancini fa scudo su Romano: “Siamo felici del suo esordio”

    Roberto Mancini non arretra di un centimetro nella valutazione di Alessandro Romano. Dopo le critiche piovute sul ventenne del Cagliari in seguito all’esordio con la Nazionale maggiore contro il Belgio, il commissario tecnico azzurro ha preso apertamente le sue difese alla vigilia della seconda sfida di Nations League, contro la Turchia.

    Intervistato da Sky Sport, Mancini è stato interrogato proprio sulle reazioni seguite alla prima presenza del centrocampista. La risposta è stata netta: “A me non toccano, penso che Romano abbia fatto un’ottima partita, gli errori capitano a tutti e anche a giocatori più esperti. Noi siamo felici del suo esordio contro il Belgio“.

    Dal Cagliari alla Nazionale in poche settimane

    Una presa di posizione significativa, considerando la rapidissima crescita vissuta da Romano. Arrivato in Sardegna dalla Roma durante l’estate con la formula del prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive, il classe 2006 ha conquistato immediatamente spazio nel Cagliari. Il club rossoblù gli ha inoltre fatto firmare un contratto fino al 30 giugno 2032.

    Prima dell’incontro con il Belgio lo stesso Mancini aveva spiegato di conoscere inizialmente poco Romano, rimanendo però impressionato dalle sue prestazioni in Serie A. Il ct ne aveva sottolineato soprattutto la capacità di vedere il gioco e di lavorare rapidamente il pallone, definendolo un elemento potenzialmente importante per il futuro della Nazionale.

    Anche Donadoni invita ad aspettarlo

    La difesa di Mancini arriva dopo le parole di Roberto Donadoni, che aveva allenato Romano allo Spezia. L’ex commissario tecnico aveva sottolineato come il ragazzo sia passato in pochissimo tempo dalla Serie B alla Nazionale maggiore e come sia quindi necessario concedergli il tempo necessario per adattarsi al nuovo livello.

    Il messaggio proveniente dal gruppo azzurro appare dunque chiaro: nessun processo dopo una sola partita. Per Romano, il debutto contro il Belgio resta soprattutto un altro gigantesco gradino scalato in pochi mesi. E Mancini, almeno pubblicamente, continua a puntare con decisione sul giovane centrocampista del Cagliari.

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  • Luvumbo: problema alla spalla con l’Angola

    Un piccolo campanello d’allarme per il Cagliari arriva dalla sosta dedicata alle Nazionali. Zito Luvumbo, attaccante rossoblù attualmente in prestito al Maiorca, si è infatti infortunato mentre indossava la maglia dell’Angola nell’incontro di qualificazione alla prossima Coppa d’Africa contro l’Egitto.

    Il classe 2002 era stato schierato titolare dal commissario tecnico Aliou Cissé nella sfida disputata al Cairo e terminata 0-0. La sua partita si è però interrotta nella ripresa: al 68° il gioco è stato fermato per permettere i soccorsi al calciatore, poi sostituito da Chico Banza.

    Problema alla spalla, attesi ulteriori controlli

    A preoccupare è stata la spalla sinistra. Secondo quanto riportato dalla stampa delle Baleari, Luvumbo avrebbe accusato una fuoriuscita dell’articolazione, problema che lo ha costretto a chiedere immediatamente il cambio. Saranno gli accertamenti medici a chiarire con precisione l’entità dell’infortunio e soprattutto gli eventuali tempi di recupero.

    Le prime informazioni non suggeriscono necessariamente uno stop particolarmente lungo, ma servirà prudenza prima di escludere conseguenze più importanti. Il giocatore dovrà essere rivalutato dallo staff sanitario dopo l’episodio verificatosi con le Palancas Negras.

    Il Cagliari osserva da lontano

    La situazione viene inevitabilmente seguita anche dal Cagliari, proprietario del cartellino del calciatore. Luvumbo si è trasferito al Maiorca in prestito e questa parentesi spagnola rappresenta una tappa importante per ritrovare continuità e minuti.

    L’infortunio arriva proprio nel corso di una sosta internazionale che avrebbe dovuto offrirgli ulteriore spazio con l’Angola. Per il momento prevale la cautela: la dinamica ha provocato apprensione, ma sarà il responso degli esami a stabilire se quello del Cairo sia stato soltanto uno spavento o se Luvumbo dovrà osservare un periodo di riposo più consistente.

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  • Esclusiva – Villa: “Mina, rientro importante. Bene la difesa finora”

    L’ex difensore e capitano del Cagliari Matteo Villa è stato intervistato da CalcioCasteddu per tracciare un piccolo bilancio sui rossoblù nella prima sosta internazionale della stagione. Giocatore di lunga militanza in Sardegna e per diversi anni capitano, Villa ha parlato a 360 gradi del momento degli uomini di Pisacane: buona lettura.

    “Cagliari: finora la grande sorpresa della Serie A“

    Villa elogia l’avvio della squadra rossoblù, invitata a continuare su questa strada intrapresa: “Per adesso, si tratta della più grande sorpresa del campionato. I sardi vantano la miglior difesa e, nella maggior parte delle gare disputate finora, hanno disputato delle buone partite sfruttando pure quel pizzico di fortuna che non guasta. Pisacane sta facendo un ottimo lavoro“.

    Difesa ed equilibrio

    Da esperto del reparto arretrato, l’ex capitano del Cagliari si sofferma sul ruolo di centrale destro: “Deiola non ha costituito una sorpresa. Un giocatore tatticamente molto accorto, che conosco fin dagli esordi. Ora il rientro di Mina è estremamente importante, negli ultimi anni ha costituito una sicurezza. Il reparto difensivo ha fatto molto bene, supportato da un equilibrio generale di squadra decisamente ottimo“.

    “Il capitano deve essere aiutato“

    Esperienza, carisma, consapevolezza, freschezza. Un cocktail di qualità che ogni allenatore sogna per la propria squadra, non certo facile da agguantare: “Per qualunque squadra, il giusto mix tra esperienza e gioventù rappresenta un’ottima opzione. Il gruppo e l’allenatore sono stati costruiti con intelligenza dal club. Essere il capitano del Cagliari è stato bellissimo per me, un ruolo che amplifica le emozioni sia positive che negative. Ma pure il capitano – così come qualsiasi altro elemento carismatico in rosa – deve essere aiutato, da solo non può far nulla. Chi indossa la fascia al braccio deve essere una pedina intelligente ed equilibrata, però necessita di supporto da parte di tutte le componenti“.

    Azzurri

    “Romano: una grande sorpresa, vanno fatti sinceri complimenti a chi lo ha portato. Nell’ambiente si sapeva che fosse molto promettente, però in pochi si sarebbero aspettati che fosse già così pronto. Maldini può aver trovato a Cagliari l’ambiente giusto per compiere il salto di qualità, che tutti stiamo aspettando da alcuni anni“.

    Un amore destinato a non finire mai

    “Da parte mia c’è un amore incredibile per i tifosi del Cagliari, la città e la Sardegna intera. Nel tempo ho sempre ricevuto grandi attestati di stima e affetto dai sostenitori. Un amore reciproco, che – quantomeno da parte mia – è destinato a non finire mai“.

    ® RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Parma, separazione a sorpresa con Carlos Cuesta

    Fulmine a ciel quasi sereno in casa Parma. Il club emiliano ha comunicato ufficialmente la separazione da Carlos Cuesta, che non è più l’allenatore della prima squadra. La decisione è arrivata nel pomeriggio odierno, durante la sosta per le Nazionali e appena una settimana dopo il successo per 2-1 contro il Genoa.

    Nel comunicato, il Parma spiega che la scelta è maturata dopo un confronto interno tra società e tecnico. Le parti hanno ritenuto venuti meno i presupposti per continuare insieme, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo del progetto sportivo. La separazione viene dunque presentata come una decisione condivisa.

    Un avvio complicato, poi la vittoria con il Genoa

    Cuesta lascia il Parma dopo un inizio di campionato da quattro punti in cinque giornate. Il percorso era cominciato con la sconfitta casalinga per 1-0 contro il Cagliari, seguita dal 2-0 subito sul campo della Juventus. Poi il pareggio con il Monza, la sconfitta per 2-1 a Como e, infine, il primo successo stagionale contro il Genoa.

    Proprio quest’ultimo risultato rende particolarmente inattesa la tempistica della decisione. Evidentemente, però, il nodo non riguardava soltanto la classifica: il comunicato insiste infatti sull’assenza delle condizioni necessarie per proseguire il lavoro avviato.

    Parma ora alla ricerca del nuovo allenatore

    La seduta di allenamento di lunedì 28 settembre sarà affidata allo staff tecnico del club, mentre la società lavorerà alla scelta della nuova guida. Il Parma ha ringraziato Cuesta e il suo staff per il lavoro svolto, attraverso il presidente Kyle J. Krause, il CEO Federico Cherubini e la direzione sportiva.

    Si apre dunque una nuova fase per i ducali, con la panchina che diventa improvvisamente uno dei dossier più caldi della Serie A durante la pausa internazionale.

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  • Ceferin sugli stadi italiani: “Situazione grave, ma segnali incoraggianti”

    Il futuro della Figc, il caso legato alla posizione di Giovanni Malagò, il percorso verso Euro 2032 e il tema degli stadi italiani sono stati al centro dell’intervista rilasciata dal presidente della UEFA Aleksander Ceferin alla Gazzetta dello Sport.

    Il numero uno del calcio europeo ha affrontato diversi temi legati alla governance sportiva e alle infrastrutture, sottolineando l’importanza dell’autonomia delle federazioni e della necessità di intervenire sul sistema degli impianti italiani.

    Il nodo dell’autonomia della Figc

    Sul possibile rischio di commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio e sulla situazione legata a Malagò, Ceferin ha preferito non entrare negli aspetti giuridici. “Vorrei ricordare che non è la prima volta che si solleva la questione delle ingerenze esterne nell’attività della Federcalcio: Fifa e Uefa hanno sempre insistito con chiarezza sull’autonomia delle federazioni”, ha dichiarato.

    Il presidente UEFA ha poi auspicato una soluzione rapida. “Mi auguro che gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell’ordinamento sportivo: l’aggravarsi della crisi istituzionale non fa bene a nessuno”, ha aggiunto. “È importante preservare l’indipendenza delle istituzioni sportive. Qualsiasi forma di ingerenza politica potrebbe minare la fiducia della UEFA e degli altri partner”, ha dichiarato.

    Il tema degli stadi italiani

    Uno dei punti principali dell’intervista ha riguardato la situazione degli impianti sportivi italiani. Secondo Ceferin, le infrastrutture del Paese non sono ancora all’altezza della tradizione calcistica italiana, anche se negli ultimi mesi sono arrivati segnali positivi.

    “Le infrastrutture calcistiche non sono nemmeno lontanamente all’altezza del prestigio di cui gode il vostro calcio. Ciononostante, ci sono stati passi avanti”, ha spiegato.

    Il presidente UEFA ha ricordato l’interesse manifestato da 13 città italiane, tra cui Cagliari, per ospitare gare di Euro 2032 e gli investimenti annunciati come segnali incoraggianti. “La gravità della situazione è stata compresa anche a livello istituzionale. Tuttavia, il tempo non gioca a favore di nessuno di noi. La disponibilità dimostrata va tradotta al più presto in passi concreti: l’unica cosa che conta per il successo”. 

    Il modello degli stadi di proprietà

    Ceferin ha individuato uno dei problemi principali nel modello gestionale degli impianti. “Non è solo una questione di soldi, ma soprattutto di modello. La maggior parte degli stadi in Italia è di proprietà dei comuni, mentre i club sono soltanto affittuari”, ha dichiarato.

    Secondo il presidente UEFA, questa situazione riduce l’incentivo dei club a investire direttamente nelle strutture. A complicare il quadro ci sarebbero anche procedure amministrative lunghe e possibilità di ricorsi che possono rallentare i progetti.

    “Gli esempi di Juve, Atalanta e Udinese dimostrano che, quando un club rileva lo stadio e ne assume la gestione, i risultati arrivano in tempi relativamente brevi. Per questo credo che Euro 2032 sia l’occasione giusta per migliorare questo modello e che l’Italia, con la collaborazione di istituzioni pubbliche, club e comunità locali, saprà coglierla”.

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  • Calcio femminile e solidarietà, in casa Cagliari una giornata speciale

    Una giornata dedicata al calcio femminile, alla solidarietà e ai valori dello sport. È quella andata in scena sabato 26 settembre 2026, organizzata da Suor Silvia Carboni, responsabile della comunità Casa Emmaus e del centro semiresidenziale BorgoTreMani, oltre che giocatrice della Nazionale italiana di Calcio delle Suore, con il supporto della Fondazione Carlo Enrico Giulini e del Cagliari Calcio.

    L’iniziativa ha unito momenti di confronto, sport e inclusione, coinvolgendo giovani, ex calciatrici e protagoniste del movimento femminile.

    La mattina all’Istituto Penale per i Minorenni di Quartucciu

    La giornata è iniziata con la Giornata Solidale all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Quartucciu, appuntamento reso possibile dalla collaborazione tra la Direzione della struttura e la Fondazione Carlo Enrico Giulini.

    Per l’occasione sono state coinvolte la Nazionale di Calcio delle Suore e le Glorie del calcio femminile italiano. Alcune delle partecipanti sono scese in campo per una partita di calcio a cinque contro un gruppo di ragazzi dell’istituto, mentre altre hanno collaborato alla preparazione del pranzo solidale.

    Lo sport è diventato così un momento di incontro e condivisione, contribuendo anche a superare stereotipi e pregiudizi attraverso una sfida sportiva particolare: ragazzi e suore insieme sul campo da calcio.

    Il quadrangolare al CRAI Sport Center

    Nel pomeriggio l’evento si è spostato al CRAI Sport Center, che ha ospitato un quadrangolare dedicato al calcio femminile.

    In campo si sono affrontate le Glorie del calcio femminile italiano contro la formazione Under 17 del Cagliari Calcio Women, mentre nella seconda gara si sono sfidate la Nazionale di Calcio delle Suore e il Team Giornaliste Sportive sarde.

    La prima partita è stata vinta dall’Under 17 rossoblù, mentre nella seconda ha avuto la meglio la Nazionale delle Suore.

    Le protagoniste della storia del calcio femminile

    Tra le giocatrici presenti nelle Glorie figuravano diverse ex calciatrici di Serie A, Serie B e Nazionale, tra cui Claudia Cuccu, Francesca Piu, Daniela Di Bari, Gioia Masia, Monica Cenciarelli, Francesca Cancellieri, Barbara Masala, Rosy Melis, Betty Secci, Anna Piras, Maria Lucarelli, Alessia Tarani e Francesca Lorenzetti.

    Madrina della serata è stata Antonella Carta, ex giocatrice di calcio a undici e calcio a cinque, con 31 reti in 120 presenze con la Nazionale italiana e inserita nella Hall of Fame del Calcio Italiano. A condurre il pomeriggio è stato il giornalista sportivo Vittorio Sanna, che ha raccontato le storie delle protagoniste attraverso interviste realizzate durante le partite.

    Il progetto del Cagliari Women

    Il direttore del Settore Giovanile del Cagliari Calcio, Max Canzi, ha sottolineato l’importanza della nascita della prima squadra femminile rossoblù. “È fondamentale che il Cagliari Calcio possa dare opportunità alle proprie tesserate del settore giovanile di continuare l’attività agonistica”, ha dichiarato, ricordando l’iscrizione della squadra al campionato di Eccellenza regionale femminile.

    Anche la presidente della Fondazione Carlo Enrico Giulini, Ilaria Nardi, ha evidenziato il valore dell’iniziativa, definendola un’occasione di confronto e di superamento degli stereotipi di genere: “Al di là del consueto incontro con una realtà esterna, che aiuta a mantenere e sviluppare la capacità di relazionarsi con la società, è stata anche l’occasione per i ragazzi di confrontarsi col calcio femminile”. 

    Calcio come strumento di inclusione

    Il fondatore e allenatore della Nazionale di Calcio delle Suore, Moreno Buccianti, ha ricordato come la squadra partecipi a iniziative benefiche e campagne di sensibilizzazione. “Il calcio da sempre rappresenta uno strumento di aggregazione, coesione, inclusione”, ha spiegato.

    Per Anna Piras, coordinatrice del settore femminile del Cagliari, la nascita della squadra rossoblù “rappresenta un passo importante compiuto dalla società. Parteciperemo al campionato di Eccellenza e sicuramente per le ragazze sarà una grande esperienza”. Sulla stessa linea Gioia Masia, ex calciatrice con alle spalle sessanta presenze con la Nazionale Italiana: “Celebrare la nascita della squadra femminile del Cagliari Calcio, da sarda, è un orgoglio. Sono contenta di poter dare il mio contributo in una giornata importante. La Sardegna merita di tornare ad alti livelli”.

    Infine la capitana del Team Giornaliste Sportive, Francesca Melis: “Scendere in campo non solo per raccontare, ma anche per giocare, è un privilegio che non capita spesso. Essere parte di questa giornata, in un contesto che unisce sport, inclusione e solidarietà, ed indossare le scarpette da calcio, mi ricorda perché ho scelto questo mestiere: raccontare storie che valgono, e ogni tanto avere la fortuna di viverle in prima persona. Ho seguito negli anni la storia di Casa Emmaus e del lavoro silenzioso che porta avanti ogni giorno e chi, come Suor Silvia, ha fatto della propria vita un ponte tra fragilità e rinascita”.

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  • Tresoldi, guarda Romano: stai con la Germania!

    Italia-Belgio, esattamente come Bosnia-Italia, è solo una partita di calcio. Il risultato è figlio di episodi di campo, commentabili in maniera anche aspra quando si tratta di errori grossolani, ma che non devono diventare il simbolo di un movimento allo sfascio. Perché se l’Italia non vede un Mondiale da oltre 12 anni e non passa i gironi da 20, gli episodi di campo sono gli ultimi dei problemi. I problemi veri stanno fuori dal rettangolo verde.

    Basta vedere ciò che accadde, appunto, contro la Bosnia: un palo di Kean, un rigore sbagliato da Pio Esposito. Fossero entrati, Gravina sarebbe ancora al suo posto, la figuraccia con Malagò e Maldini non sarebbe mai avvenuta, a fare il ct ci sarebbe ancora Gattuso e non avremmo visto la parabola del figliol prodigo in salsa Figc con il ritorno di Mancini. Ma l’Italia è culturalmente un paese di Tafazzi, dove per non cambiare nulla si deve stravolgere tutto, ottenendo sempre risultati al limite dell’autolesionismo.

    Un paese per non giovani

    E se il ritorno di Mancini è stato gradito solo al Circolo Canottieri di Roma, su una cosa almeno erano tutti d’accordo con il ct: bisogna ripartire dai giovani, rischiarli e fargli fare esperienza. Una roba che ha messo tutti talmente d’accordo da portare a vere e proprie campagne mediatiche per la naturalizzazione di alcuni prospetti contesi da nazionali estere, tra cui Alessandro Romano e Nicolò Tresoldi.

    Il primo, cresciuto calcisticamente in Italia e protagonista oggi al Cagliari, ha accettato subito di buon grado la corte. Il secondo, nato a Cagliari ma cresciuto in Germania, ancora si dice al 50-50. E allora per Tresoldi non può che partire un consiglio dalla Sardegna: non cascarci, resta lì!

    Ciò che è accaduto con Romano è quanto di più Tafaziano poteva accadere in Italia. Un giocatore che è stato corteggiato dalla Figc, che è stato voluto fortemente dal ct, su cui i media si sono spesi per portarlo a scegliere l’azzurro, massacrato da esuberanti pagellisti al primo passaggio sbagliato.

    Scoraggiante

    Quindi perché parliamo di progetto giovani se poi non ce li meritiamo? I giovani per imparare devono sbagliare e non devono aver paura che un passaggio vada male, devono capire che la giocata si può rischiare, così come devono capire che una leggerezza può essere fatale in campo. Quanto può aver insegnato quel passaggio sbagliato a Romano? Tantissimo, molto più che se avesse fatto gol. Questa è la crescita.

    Invece no, noi in Italia dobbiamo subito affrettarci a metterlo nella casellina del peggiore in campo, o sottolineare che, poverino, “non è Rodri”. Beh si potrebbe obiettare che anche chi scrive di calcio massacrando un esordiente non sia poi Gianni Brera. Perché se non si capisce la differenza tra lasciar sbagliare un 20enne e vedere un 30enne che ancora non sa come mettere il corpo nei contrasti, forse si può anche passare ad altre pagine del proprio quotidiano, non per forza lo sport. Detto da un povero pubblicista di un’umile testata dal nome buffo per i continentali.

    Tresoldi, scappa da questi qui!

    Ed è proprio da Casteddu che forse è il caso di lanciare un appello a un nostro conterraneo partito in Germania a cercare migliori fortune. Nicolò Tresoldi è meglio che non ceda al corteggiamento, è meglio che aspetti con pazienza Klopp, visto che ha tutte le qualità per far parte di un progetto decisamente più ambizioso di quello italiano.

    Romano, purtroppo, si è fidato della Figc e forse già qualche pensiero di “chi me l’ha fatto fare” è sorto. Perché il centrocampista del Cagliari di sicuro avrà imparato dai suoi errori in campo e uscirà migliorato, ma l’Italia resta un paese che non impara mai e per chi ha la doppia nazionalità si è dimostrato un posto da evitare.

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  • Zoff difende Romano: “Ha giocato solo una partita, serve fiducia”

    Il nuovo corso della Nazionale italiana guidato da Roberto Mancini continua a far discutere dopo il debutto in Nations League contro il Belgio.

    A intervenire sul momento degli azzurri è stato anche Dino Zoff, storico portiere della Nazionale, che ai microfoni di Repubblica ha analizzato la situazione della squadra e difeso le scelte del commissario tecnico, compresa quella di puntare sui giovani.

    La reazione

    Zoff ha sottolineato il momento delicato vissuto dall’Italia dopo la terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo. “Il momento è quello che è e la prima partita giocata dopo la terza esclusione di fila dal Mondiale speravo di giocarla come Dio comanda”, ha dichiarato.

    “Comprendo la tensione, è la conseguenza dei tanti traguardi mancati”, ha spiegato. Tra gli aspetti positivi, però, Zoff ha evidenziato la reazione nella ripresa contro il Belgio. “Di positivo mi prendo la reazione di un secondo tempo giocato alla pari contro un bel Belgio”, ha aggiunto.

    La difesa dei giovani e di Romano

    Uno dei temi principali del nuovo ciclo riguarda l’inserimento dei giovani. Zoff ha apprezzato la scelta di Mancini di dare spazio ai talenti emergenti, ma allo stesso tempo ha invitato a non mettere in discussione giocatori esperti come Di Lorenzo e Barella. “Mi piace la scelta di puntare sui giovani, ma non capisco le critiche a Di Lorenzo e Barella. Chi vogliamo far giocare? In Nazionale devono esserci i migliori”, ha dichiarato.

    Il riferimento principale è stato anche ad Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari lanciato titolare contro il Belgio. Dopo l’errore che ha portato al gol degli avversari, il classe 2006 è stato oggetto di critiche, ma Zoff ha scelto una linea diversa. “Fiducia in Romano? Come si fa a non dargliela, ha fatto solo una partita…”, ha affermato.

    La sfida del secondo mandato di Mancini

    Zoff ha poi parlato del ritorno di Mancini sulla panchina azzurra. “Credo in lui, è uno che ha sempre fatto bene”, ha detto.

    Secondo l’ex campione del mondo, però, il compito del commissario tecnico sarà più complicato rispetto alla sua prima esperienza. “Avrà un compito più arduo rispetto al primo mandato. Arriviamo da un periodo nero”, ha spiegato. “È anche vero che peggio di così non si può fare. Questo va a suo favore: è più facile crescere”, ha concluso.

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