Il Cagliari prosegue la sua corsa verso il traguardo della salvezza, dopo la sconfitta di venerdì a San Siro contro l’Inter. La precedente vittoria casalinga con la Cremonese ha dato ossigeno ai rossoblù che, rinfrancati da quel margine di 6 punti sulla zona rossa, osserveranno le partite di oggi e domani per gli aggiornamenti di classifica. Le difficoltà della squadra di Pisacane sono però ancora lì, con prestazioni che raramente hanno dato soddisfazione ai tifosi e un appiattimento più o meno generalizzato nel rendimento dei singoli.
In questo quadro, può essere utile capire come gli innesti del mercato invernale non abbiano di fatto inciso: per rendimento o scarso utilizzo. Analizziamo la situazione, uno per uno, ordinati per minuti giocati.
Ibrahim Sulemana: 11 presenze, un gol, 709 minuti giocati.Il centrocampista ghanese, utilizzato da Pisacane nelle rotazioni degli interni, in 5 occasioni ha disputato le partite per intero. In realtà, l’ex Bologna non ha portato particolari migliorie al reparto, a causa di un appannamento che non gli ha permesso di offrire un rendimento sufficiente.
Alberto Dossena: 7 presenze, un assist, 541 minuti giocati.Lanciato dal Cagliari e poi trasferitosi al Como con un’operazione ricca per le casse rossoblù, il centrale è poi incappato in un grave infortunio e quasi un anno di lontananza dal campo. Tornato in Sardegna in prestito secco per riassaporare la professione, ha mostrato delle incertezze: potrebbe rappresentare un innesto per la prossima stagione, se i lariani decidessero di fare un passo indietro nei suoi confronti, con una preparazione estiva che gli consentirebbe di “rimettersi in carreggiata” e ritrovarsi.
Agustín Albarracín: una presenza, 14 minuti giocati.Il mancino uruguaiano è talentuoso, ama accentrarsi da destra a sinistra per colpire le difese, ma fisicamente è molto leggero e necessita di irrobustirsi un pochino. Pisacane lo ha fatto debuttare in Serie A con il Pisa, senza concedergli altro spazio. Un altro profilo considerabile in ottica futura e non per l’immediato, pure per le dinamiche legate all’ambientamento a un calcio difficile come quello italiano.
Othniël Raterink: una presenza, 6 minuti giocati.Il laterale olandese di fascia destra è piuttosto chiuso nelle rotazioni e c’è più che altro la sensazione che sia stato portato per fare anticamera, pensando all’addio di Palestra e per strutturarsi – calcisticamente e come individuo – per la prossima stagione. In compenso, ha fatto vedere buone cose in Primavera.
Alen Sherri: mai utilizzato.Il momento più importante di questo suo ritorno a Cagliari, dopo uno sfortunato prestito al Frosinone segnato da un brutto infortunio, è stato diventare padre nelle scorse settimane. Panchinaro fisso dietro Caprile e un domani in Sardegna da decifrare, nonostante il contratto fino al 30 giugno 2027.
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