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  • Cagliari, venerdì internazionale per quattro: Fadera, Liteta, Maldini e Romano

    Il Cagliari guarda con particolare attenzione agli impegni delle Nazionali. Sono quattro i rossoblù coinvolti nel programma di oggi, venerdì 25 settembre: Alieu Fadera, Joseph Liteta, Daniel Maldini e Alessandro Romano.

    Il primo a scendere in campo sarà Fadera, convocato dal Gambia per le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2027. Gli Scorpions ospiteranno la Somalia alle 18 all’Independence Stadium di Bakau, impianto che torna a ospitare una gara di qualificazione alla competizione continentale dopo diversi anni. Il Gambia è inserito nel gruppo C e Fadera rappresenta una delle principali alternative offensive della selezione guidata da Johnathan McKinstry.

    Liteta e Mutandwa sfidano l’Algeria

    Alle 21 toccherà invece allo Zambia di Joseph Liteta, altro giovane del Cagliari impegnato nelle qualificazioni africane. I Chipolopolo saranno ospiti dell’Algeria a Tizi-Ouzou, nella prima giornata del gruppo I.

    Nella selezione zambiana figura anche Kingstone Mutandwa, attaccante di proprietà rossoblù attualmente in prestito al Servette Ginevra. Mutandwa aveva già raggiunto il ritiro della Nazionale nei giorni scorsi, mentre Liteta era atteso successivamente nel gruppo che stava preparando la delicata trasferta contro le Volpi del Deserto. Dopo l’Algeria, lo Zambia tornerà in campo il 29 settembre contro il Togo.

    Maldini e Romano con l’Italia di Mancini

    La serata avrà infine una forte tinta azzurra. Alle 20.45, allo Stadio Olimpico di Roma, l’Italia affronterà il Belgio nella prima giornata della Nations League, inaugurando ufficialmente il nuovo corso di Roberto Mancini.

    Tra i convocati figurano due giocatori del Cagliari: Daniel Maldini e Alessandro Romano. Per quest’ultimo si tratta della prima convocazione assoluta con la Nazionale maggiore, all’interno di un gruppo profondamente rinnovato da Mancini.

    Un venerdì, dunque, nel quale il Cagliari sarà idealmente presente tra Bakau, Tizi-Ouzou e Roma, con quattro suoi giocatori chiamati a rappresentare altrettanti tasselli del sempre più internazionale mosaico rossoblù.

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  • CRAI Sport Center, continua il lavoro durante la sosta nazionali

    Il Cagliari continua a lavorare durante la pausa del campionato per gli impegni delle Nazionali. La squadra di Fabio Pisacane è scesa nuovamente in campo al CRAI Sport Center di Assemini per una nuova seduta di allenamento, portando avanti il programma preparato dallo staff tecnico in vista della ripresa della stagione.

    Anche questa sessione si è svolta senza i sette giocatori rossoblù impegnati con le rispettive rappresentative nazionali.

    Assenti i sette convocati

    Non hanno preso parte all’allenamento Alen Sherri, convocato dall’Albania, Adam Obert con la Slovacchia, Alessandro Romano e Daniel Maldini impegnati con l’Italia, Alieu Fadera chiamato dal Gambia, Joseph Liteta con lo Zambia e Juan Rodríguez a disposizione dell’Uruguay. Il resto del gruppo ha invece proseguito il lavoro agli ordini di Pisacane e del suo staff.

    Prima parte in palestra, poi lavoro sul campo

    La seduta odierna è iniziata in palestra, dove i calciatori sono stati impegnati in esercitazioni dedicate allo sviluppo della forza. Successivamente la squadra si è trasferita sul terreno di gioco per una serie di attività tecnico-tattiche.

    Il programma ha previsto esercitazioni di rondos, lavoro sul possesso palla e un torneo composto da diverse partitelle ad alta intensità.

    Un allenamento utile per mantenere ritmo e condizione durante la sosta, in attesa del ritorno di tutti i giocatori impegnati con le Nazionali.

    Ultima seduta della settimana

    Lo staff tecnico ha programmato una nuova sessione di lavoro per sabato 26 settembre, che sarà l’ultima della settimana. Il Cagliari continuerà così il proprio percorso di preparazione, sfruttando la pausa per migliorare la condizione fisica e consolidare i meccanismi della squadra.

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  • Idrissi lavora per il rientro, ma tempi incerti: la parola d’ordine è prudenza

    Il ritorno di Riyad Idrissi si avvicina, ma il Cagliari non vuole accelerare i tempi. Il laterale rossoblù è fermo dallo scorso mese di marzo a causa della lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Dopo l’intervento chirurgico del 24 marzo, eseguito per la ricostruzione del legamento, il giocatore ha iniziato un lungo percorso di recupero che sta proseguendo secondo programma.

    La fine del periodo più difficile sembra ormai vicina, ma la società e lo staff medico intendono procedere con grande cautela.

    Un recupero senza fretta

    Idrissi ha superato i sei mesi dall’operazione e lavora già da tempo per ritrovare la migliore condizione fisica. Al momento non ci sono tempistiche ufficiali fissate dallo staff medico, ma il rientro in gruppo potrebbe avvenire con maggiore gradualità rispetto ad altri casi recenti.

    L’obiettivo del Cagliari è quello di garantire un ritorno completo e sicuro, evitando di esporre il giocatore a rischi eccessivi dopo un infortunio particolarmente delicato.

    La gestione del recupero di Idrissi arriva anche dopo il caso che ha coinvolto Mattia Felici. L’esterno rossoblù era tornato a disposizione in meno di sei mesi dopo il precedente problema al crociato, partecipando anche alla preparazione estiva con il gruppo.

    Successivamente è stato costretto a un nuovo intervento chirurgico per una lesione al crociato dell’altro ginocchio. Un infortunio che, secondo quanto emerso, non sarebbe direttamente collegato al primo problema fisico, ma che rappresenta comunque un elemento di riflessione sui tempi di recupero e sulla necessità di valutare ogni situazione individualmente.

    Possibile ritorno tra novembre e dicembre

    Per Idrissi, quindi, il Cagliari potrebbe scegliere una linea più conservativa. Anche se il rientro in gruppo almeno per gli allenamenti appare sempre più vicino, l’impiego in una gara ufficiale potrebbe slittare più avanti, con una possibile finestra tra novembre e dicembre.

    La priorità resta quella di restituire al tecnico Fabio Pisacane un giocatore pienamente recuperato e pronto ad affrontare i ritmi della Serie A.

    La fine del percorso si avvicina

    Dopo mesi lontano dal campo, Idrissi vede finalmente avvicinarsi il traguardo. Il laterale rossoblù continua a lavorare quotidianamente e il percorso di recupero entra nella fase finale.

    Il Cagliari punta a riaverlo a disposizione senza forzature, consapevole dell’importanza di gestire con attenzione il ritorno di un giocatore reduce da un lungo stop, giovane e con un importante potenziale per il futuro.

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  • Accardi, con Romano ha fatto ciò che non è riuscito ad Angelozzi con Palestra

    La crescita di Alessandro Romano è una delle storie più interessanti di questo avvio di stagione. Il centrocampista classe 2006, oggi protagonista con il Cagliari e convocato dalla Nazionale italiana, ha attirato l’attenzione dopo un percorso che sta bruciando tutte le tappe. La domanda che accompagna la sua esplosione è inevitabile: perché la Roma non ha puntato fino in fondo su di lui?

    Il percorso a Trigoria

    Romano è arrivato nel settore giovanile giallorosso e ha vestito le maglie di Under 17, Under 18 e Primavera. È proprio con la formazione Primavera che ha iniziato a mettere in mostra le proprie qualità: capacità di regia, talento tecnico, fantasia e anche un buon contributo realizzativo.

    Con la Primavera della Roma ha raccolto 11 gol e 5 assist in 63 partite, numeri che hanno attirato l’attenzione dello staff della prima squadra. L’allora tecnico Gian Piero Gasperini ha deciso di inserirlo nel gruppo dei grandi, portandolo ad allenarsi con la prima squadra e concedendogli anche l’esordio in Serie A contro Sassuolo e Lecce.

    A gennaio il percorso di crescita è proseguito con il trasferimento in prestito allo Spezia, in Serie B. Terminata l’esperienza ligure non certo fortunata e culminata con la retrocessione in C, Romano è tornato a Trigoria, ma nell’estate successiva il club si è trovato davanti a esigenze economiche legate alla gestione del bilancio.

    La Roma aveva infatti la necessità di realizzare alcune plusvalenze per rispettare gli impegni derivanti dal settlement agreement firmato con la UEFA nel 2022.

    La scelta del Cagliari

    Sul giocatore si erano interessati anche altri club, con proposte basate sulla formula del prestito con diritto di riscatto. La Roma e il calciatore, però, avrebbero preferito una soluzione definitiva: il club per ottenere un’operazione utile a bilancio, il giocatore per trovare una squadra pronta a puntare concretamente su di lui.

    La scelta è così ricaduta sul Cagliari, che ha chiuso l’operazione con un prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva di 6,5 milioni di euro, bonus inclusi. Nell’accordo non sono stati inseriti né un diritto di recompra per la Roma né una percentuale sulla futura rivendita.

    L’operazione del Cagliari

    La scelta del club rossoblù si sta rivelando particolarmente azzeccata. Il direttore sportivo Pietro Accardi è riuscito a portare in Sardegna un giovane talento con margini di crescita importanti, garantendo al Cagliari un investimento a condizioni favorevoli.

    Forse la Roma non c’ha visto lungo sul giocatore, ma il Cagliari è stato bravo a garantirselo alle condizioni più favorevoli. Romano ha poi trovato immediatamente spazio e fiducia sotto la guida di Fabio Pisacane, diventando uno dei protagonisti del grande avvio di stagione rossoblù.

    Il confronto con il caso Palestra

    L’operazione Romano mostra una grande differenza con quella di Marco Palestra l’anno scorso.

    Il giocatore, valorizzato in Sardegna ma in prestito secco dall’Atalanta, è poi stato ceduto dal club bergamasco per una cifra importante di ben 60 milioni di euro, senza che il Cagliari potesse beneficiare economicamente dell’operazione.

    Una situazione che aveva lasciato qualche riflessione all’interno dell’ambiente rossoblù, specialmente da parte del presidente Tommaso Giulini che si era complimentato sì con l’ex ds Guido Angelozzi per aver portato in rosa un giocatore così forte, ma che non ha mai nascosto il suo disappunto per la formula del prestito secco.

    Una posizione, quella contraria ai prestiti secchi, che Giulini aveva già espresso anni fa per il caso di Luca Pellegrini. Al tempo il terzino fu una grande rivelazione di casa Cagliari, arrivato a gennaio 2019 proprio dalla Roma in prestito secco e poi rivenduto in estate dai giallorossi alla Juventus per oltre 20 milioni dopo mezza stagione in Sardegna. Il Cagliari riottenne Pellegrini in prestito dai bianconeri, ma di quei 20 milioni non vide un euro, nonostante la valorizzazione fosse interamente di marca rossoblù.

    Giulini ora spera che la storia di Romano possa avere un epilogo diverso e che il talento del centrocampista possa trasformarsi anche in un’importante opportunità sportiva ed economica per il Cagliari. E se plusvalenza dovesse essere, grande merito andrebbe al lavoro del ds Accardi.

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  • Ranieri: “Romano nell’Italia? Ci avevo parlato, fa piacere abbia detto sì”

    La nuova Italia di Roberto Mancini si prepara all’esordio in Nations League contro il Belgio e, a poche ore dalla sfida dell’Olimpico, arrivano le parole di Claudio Ranieri, presidente del Club Italia e direttore tecnico della Nazionale.

    Intervenuto a margine dell’iniziativa “Il calcio torna in piazza” nel quartiere Garbatella a Roma, Ranieri ha parlato del momento degli azzurri, del lavoro svolto negli ultimi mesi e del rapporto tra giocatori esperti e giovani talenti.

    “Noi andiamo avanti, siamo uomini di campo”

    Tra gli argomenti affrontati anche la situazione legata ai vertici federali. “Se mi pesa l’incertezza sui vertici federali? No, nemmeno nella programmazione. Noi andiamo avanti, sono uomo di campo e dobbiamo fare bene in campo. Gli altri facessero quello che reputano giusto”, ha dichiarato Ranieri.

    Il direttore tecnico ha poi spiegato il proprio lavoro dopo la nomina arrivata circa due mesi fa. “Mi occupo di tante cose, alcune più da vicino, altre meno, perché il lavoro è tantissimo. Per fortuna ho validi sostituti che possono aggiornarmi su tutte le materie”, ha aggiunto.

    Il gruppo azzurro tra esperienza e giovani

    Ranieri ha parlato anche dell’atmosfera all’interno della Nazionale. “I ragazzi stanno bene e c’è grande complicità tra i giovani e i meno giovani. Quelli più grandi indicano la via, gli altri aggiungono spensieratezza”, ha spiegato.

    L’auspicio è che la squadra possa affrontare il debutto con serenità e con il sostegno del pubblico dell’Olimpico. “Mi auguro che giochino con tranquillità e serenità e che il pubblico ci sostenga perché abbiamo bisogno del tifo dell’Olimpico per battere il Belgio”, ha dichiarato.

    Il lavoro sui giovani

    Uno dei punti centrali del nuovo percorso azzurro riguarda la valorizzazione dei giovani. Ranieri ha spiegato che il monitoraggio dei talenti viene portato avanti attraverso una rete di osservatori. “Non sono io a visionare, abbiamo osservatori che ci aggiornano su tutto e stiamo facendo grandi cose”, ha raccontato.

    Tra i giovani convocati c’è anche Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari, che ha scelto l’Italia dopo il percorso nelle selezioni giovanili della Svizzera.

    Ranieri ha parlato del lavoro fatto con i giocatori che avevano dubbi sulla nazionale da rappresentare. “Ho avuto la possibilità di parlare con quei ragazzi che erano in dubbio tra la nostra nazionale e quella di un altro Paese. Ho parlato con tutti e parecchi hanno detto sì, questo mi fa molto piacere”, ha spiegato. Alla domanda su come sia riuscito a convincerli, la risposta è stata semplice: “Parlando”.

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  • Il Cagliari parte forte, i lettori di CalcioCasteddu non si illudono: “Obiettivo salvezza”

    Il grande inizio di stagione del Cagliari ha acceso entusiasmo e speranze, ma la maggior parte dei tifosi sceglie la prudenza. È questo il risultato del sondaggio proposto da CalcioCasteddu sulla partenza della squadra di Fabio Pisacane, protagonista di un avvio di campionato particolarmente positivo.

    Nonostante i risultati ottenuti nelle prime giornate, il pensiero prevalente tra i sostenitori rossoblù è chiaro: l’obiettivo principale deve rimanere la salvezza.

    La maggioranza sceglie la cautela

    Il rendimento del Cagliari ha sorpreso per qualità delle prestazioni e continuità di risultati, ma i lettori che hanno partecipato al sondaggio non vogliono lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.

    La linea più condivisa è quella di mantenere equilibrio e concentrazione, affrontando il campionato partita dopo partita. Una posizione che riflette anche la consapevolezza delle difficoltà di una stagione lunga in Serie A, dove confermarsi dopo un ottimo avvio rappresenta una sfida altrettanto importante.

    C’è anche chi guarda più in alto

    Accanto alla maggioranza più prudente, però, emerge anche una componente significativa di tifosi che vede nel Cagliari attuale qualcosa di più rispetto a una semplice squadra chiamata alla lotta salvezza.

    L’organizzazione mostrata dalla squadra, la solidità difensiva e il rendimento di diversi protagonisti hanno alimentato l’idea che il gruppo possa puntare a un percorso più ambizioso.

    Il momento positivo ha infatti portato entusiasmo attorno a giocatori come Elia Caprile, Daniel Maldini, Alessandro Romano e Paul Mendy, elementi diventati centrali nel progetto rossoblù.

    L’equilibrio resta la parola chiave

    Il sondaggio fotografa quindi due anime del tifo cagliaritano. Da una parte c’è chi preferisce non fare programmi oltre il necessario e mantenere come riferimento la permanenza in Serie A.

    Dall’altra c’è chi, senza dimenticare l’importanza della salvezza, intravede margini per vivere una stagione diversa rispetto alle aspettative iniziali.

    Il campo sarà come sempre a dare le risposte, ma una certezza emerge: il Cagliari è riuscito a riportare entusiasmo nell’ambiente.

    Il Cagliari e la partenza sprint: l'obiettivo resta la salvezza o si può sognare?

    Piedi per terra, c'è solo l'obiettivo salvezza.
    66.77%
    Squadra forte, bisogna essere ambiziosi.
    33.23%

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  • Tresoldi tra Italia e Germania, Pedullà: “Lasciamolo a loro, non è come Romano”

    Il futuro internazionale di Nicolò Tresoldi resta ancora da definire. L’attaccante del Club Brugge, nato a Cagliari nel 2004, non ha ancora scelto se rappresentare l’Italia o la Germania a livello di Nazionale maggiore.

    Il giovane centravanti ha deciso di prendersi tempo per valutare con attenzione le prospettive offerte dalle due federazioni, evitando una scelta affrettata che potrebbe condizionare il suo percorso futuro. “Ci rifletto e sono al 50 e 50, entrambe le nazioni significano molto per me”, ha spiegato Tresoldi.

    Il legame con due Paesi

    La situazione del giocatore nasce da una storia personale articolata. Tresoldi è nato in Sardegna nel 2004 da padre italiano, Emanuele Tresoldi, ex calciatore, e da madre argentina.

    Ha trascorso l’infanzia a Gubbio, dove il padre giocava, prima di trasferirsi in Germania all’età di 13 anni. Proprio in Germania ha completato la propria formazione calcistica, fino a diventare uno dei punti di riferimento della Germania Under 21.

    Attualmente veste la maglia del Club Brugge, dopo aver costruito il proprio percorso tra settore giovanile e calcio professionistico.

    Nessuna decisione immediata

    Per il momento Tresoldi continuerà quindi a vestire la maglia della Germania Under 21. La scelta definitiva sulla Nazionale maggiore arriverà più avanti, dopo ulteriori valutazioni da parte del giocatore, forse dopo l’Europeo di categoria dell’estate prossima.

    La sua situazione rappresenta un caso simile a quello di altri giovani con doppia possibilità di rappresentanza internazionale, chiamati a scegliere il percorso più adatto alla propria carriera.

    Il confronto con Alessandro Romano

    Sul possibile approdo di Tresoldi in azzurro è intervenuto anche il giornalista Alfredo Pedullà, che ha commentato la vicenda durante una trasmissione di Sportitalia. Il riferimento è anche ad Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari, che recentemente ha scelto l’Italia dopo il percorso nelle giovanili della Svizzera.

    “Lasciamolo a loro. Abbiamo bisogno di gente convinta, non è che dobbiamo aspettare Tresoldi tutta la vita” ha affermato Pedullà. “Anche Romano aveva la possibilità di fare una scelta diversa, ma ha scelto l’Italia. O vieni o non vieni. Romano ha fatto una scelta e fine, ma Tresoldi se è 50-50 può andare da un’altra parte”.

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  • Italia-Belgio, Mancini ha scelto i 23: Maldini e Romano ci sono, Sebastiano Esposito in tribuna

    A poche ore da Italia-Belgio, prima sfida del nuovo percorso azzurro in Nations League, Roberto Mancini ha definito il gruppo dei 23 giocatori che prenderanno parte alla gara dell’Olimpico.

    La principale esclusione riguarda Nicolò Zaniolo, che non sarà nemmeno in panchina. L’attaccante è tra gli undici giocatori destinati alla tribuna insieme a Pessina, Bastoni, Ghilardi, Kouadio, Ruggeri, Ricci, Fagioli, Inacio, Vergara e Sebastiano Esposito. Bastoni non sarà disponibile per squalifica.

    L’esclusione di Zaniolo apre così spazio a Nicolò Cambiaghi, che è stato inserito regolarmente nel gruppo dei 23 e che era già indicato tra i favoriti per completare il tridente.


    Romano e Maldini presenti

    Nella lista definitiva ci sono entrambi i giocatori del Cagliari convocati da Mancini: Alessandro Romano e Daniel Maldini.

    In particolare, Romano è atteso da una serata speciale: il centrocampista rossoblù è alla sua prima convocazione con la Nazionale maggiore e resta candidato a partire dall’inizio contro il Belgio. Nell’ultimo allenamento Mancini lo ha infatti provato in mezzo al campo insieme a Barella e Tonali.


    Pio Esposito e Kean, la coppia provata

    Per il reparto offensivo il commissario tecnico ha a disposizione Pio Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca, Maldini e Cambiaghi.

    Le indicazioni emerse alla vigilia portano verso un tridente composto da Cambiaghi, Pio Esposito e Kean, con la coppia formata dall’attaccante dell’Inter e da quello del Como provata a lungo durante gli allenamenti.


    I 23 scelti da Mancini

    Portieri: Donnarumma, Carnesecchi, Vicario.

    Difensori: Kayode, Ahanor, Calafiori, Coppola, Scalvini, Di Lorenzo, Mancini.

    Centrocampisti: Romano, Mandragora, Tonali, Doumbia, Zoma, Frattesi, Barella.

    Attaccanti: Pio Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca, Maldini, Cambiaghi.


    Gli undici in tribuna

    Non prenderanno invece parte alla sfida contro il Belgio Pessina, Bastoni, Ghilardi, Kouadio, Ruggeri, Ricci, Fagioli, Inacio, Vergara, Zaniolo e Sebastiano Esposito.

    Il quadro è dunque definito. Per il Cagliari, l’attenzione sarà soprattutto su Alessandro Romano, pronto a vivere il possibile esordio con la maglia azzurra dopo essere stato una delle sorprese dell’avvio di stagione rossoblù.

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  • Deiola: “Inizio a pensare che quello di centrale difensivo sia il ruolo più adatto a me”

    Vent’anni separano quel primo cartellino conservato con cura dal presente. Alessandro Deiola aveva appena 11 anni quando iniziò il suo percorso nel Cagliari. Oggi è il capitano della prima squadra e uno dei protagonisti dell’avvio di stagione dei rossoblù.

    In un’intervista a La Nuova Sardegna, il centrocampista ha raccontato quanto quel piccolo ricordo continui ad avere un significato speciale: “Lo guardo e mi fa pensare al percorso che ho fatto per arrivare dove sono: sacrifici, gioie e delusioni. Una motivazione in più per non spegnere il sogno di quel bambino di rappresentare la squadra e i tifosi”.

    Un legame profondo con la maglia che Deiola ha ribadito anche in occasione della vittoria di Bergamo, sottolineando l’importanza del percorso personale e dell’appartenenza al club.


    “Avevo fiducia già dall’inizio”

    Il capitano aveva percepito segnali positivi già durante la preparazione estiva. Le prime giornate hanno poi confermato quelle sensazioni, con il Cagliari capace di ottenere quattro vittorie nelle prime cinque partite.

    “Avevo fiducia già in avvio di stagione perché ho avuto subito l’impressione che i nuovi avessero un ottimo spirito di adattamento”, ha spiegato Deiola. Il segreto, secondo il capitano, è soprattutto nella forza del gruppo: “Con me ci sono ragazzi eccezionali, giocatori forti. Ma quello che emerge è che la forza del gruppo aiuta a ottenere i risultati”.


    Niente paragoni con il Cagliari dello scudetto

    L’inizio di campionato ha inevitabilmente alimentato paragoni con il leggendario Cagliari dello scudetto. Deiola, però, preferisce mantenere i piedi per terra.

    “Stiamo facendo qualcosa di magico. Magari paragonarci ai rossoblù del 1970 è eccessivo. Dobbiamo stare tranquilli e soprattutto umili e pensare a giocare partita dopo partita”, ha sottolineato.

    Il capitano ha poi rivolto un pensiero ai tifosi, protagonisti di un sostegno costante: “Ci godiamo i risultati e siamo felici per i tifosi che meritano di vivere questo momento vista la passione con cui ci sostengono”.


    Il rapporto speciale con Pisacane

    Alla base del momento positivo c’è anche il rapporto tra Deiola e Fabio Pisacane. I due si conoscono da molti anni e in passato sono stati anche compagni di squadra.

    “Il nostro rapporto va ben oltre il campo di gioco. È facile per me lavorare con lui visto che prima siamo stati anche compagni di squadra e ci conosciamo da tanto tempo”, ha raccontato il capitano.

    Deiola non si è detto sorpreso dalla preparazione dell’allenatore: “So quanto abbia studiato e quanto si sia preparato per arrivare ad avere la panchina del Cagliari. Ha idee molto interessanti e sa bene come gestire un gruppo”.


    La miglior difesa è un lavoro di squadra

    Uno dei dati più significativi dell’avvio rossoblù riguarda la fase difensiva. Il Cagliari ha incassato appena due reti e può contare su una retroguardia particolarmente solida.

    Per Deiola, però, il merito non può essere attribuito soltanto ai difensori o a Elia Caprile: “Si arriva a questi livelli solo grazie al sacrificio di tutti. La miglior difesa si può realizzare solo grazie a tutta la squadra”.

    Una filosofia già espressa dal capitano dopo il successo di Bergamo, quando aveva parlato della necessità che ogni giocatore facesse “una corsa in più per il compagno”.


    Deiola centrale: una nuova dimensione

    C’è infine una novità tattica che sta caratterizzando questa stagione: Deiola viene utilizzato anche da difensore centrale, ruolo nel quale sta offrendo risposte positive.

    Il capitano ha ammesso di iniziare a considerarlo una possibile collocazione definitiva: “Sto iniziando a pensare che davvero quello di centrale di difesa sia il ruolo più adatto a me”.

    Una trasformazione resa più semplice dalla presenza di Pisacane, che conosce bene le sue caratteristiche e può sfruttarne anche la precedente esperienza da centrocampista. Del resto, come spiegato dallo stesso Deiola, il ruolo di difensore non è completamente nuovo: “Nasco difensore nelle giovanili, per poi essere spostato a centrocampo. Ho comunque la fortuna di avere un allenatore che mi conosce bene”.

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  • Capozucca esalta il Cagliari: “Pisacane ha superato l’esame, Romano grande acquisto”

    Il Cagliari continua a raccogliere consensi dopo un avvio di campionato che lo ha portato ai vertici della classifica. A commentare il momento dei rossoblù è stato Stefano Capozucca, ex direttore sportivo del club, intervenuto ai microfoni di TMW Radio.

    Per Capozucca, i risultati ottenuti finora vanno oltre le previsioni, soprattutto considerando il successo conquistato sul campo dell’Atalanta: “Sicuramente è un avvio oltre ogni aspettativa. La vittoria di Bergamo nessuno la dava, e dà valore al lavoro di Pisacane”.


    Capozucca promuove Pisacane

    L’ex dirigente conosce Fabio Pisacane da molti anni e ne ha seguito il percorso sin dai primi passi. “È un ragazzo che conosco da giovanissimo, l’ho avuto al settore giovanile a Genova, poi è arrivato a Cagliari che si è rivelato un ottimo acquisto anche da calciatore”, ha raccontato.

    Capozucca ha quindi sottolineato una caratteristica che, a suo giudizio, ha accompagnato Pisacane durante tutta la sua carriera: la curiosità. Una qualità che oggi, secondo l’ex ds, gli sta permettendo di affrontare con profitto anche il nuovo ruolo.

    “Ha sempre avuto curiosità, in tutte le cose. Poi ovvio che le difficoltà in questo mestiere aumentano ma l’esame l’ha superato bene”, ha aggiunto.


    “Il Cagliari è più maturo e concreto”

    Nel giudizio di Capozucca c’è anche un’evoluzione della squadra rispetto alle aspettative iniziali. “Il Cagliari non pensavo fosse così migliorato, ma lo vedo maturato. È migliorato Pisacane, molto più concreto nelle decisioni, e poi c’è questo Romano che è un giocatore che ha fatto bene a prenderlo”.

    L’ex dirigente ha infine descritto una squadra più dinamica e pragmatica: “La vedo più dinamica, concreta come squadra”.


    Romano, subito un esame importante

    Il centrocampista rossoblù è pronto intanto a vivere una giornata speciale con la Nazionale italiana. Alessandro Romano dovrebbe infatti partire titolare nella sfida contro il Belgio, in quello che sarebbe il suo esordio in azzurro.

    Capozucca invita però alla prudenza: “Dire che è pronto non lo so, secondo me è un esame importante. Arriviamo da un periodo non felice della Nazionale, sarà un impegno molto difficile per l’Italia”.

    Per il giocatore del Cagliari, dunque, si presenta immediatamente un’occasione di grande rilievo: “Avrà un’occasione importante in un momento non facile”, ha concluso l’ex direttore sportivo.


    Cagliari sorpresa della Serie A

    Alla domanda sulla sorpresa del campionato, Capozucca non ha avuto dubbi: “Il Cagliari”.

    L’ex ds ha indicato invece l’Inter come squadra più forte, mentre ha sottolineato il valore della Roma di Gian Piero Gasperini, tecnico per il quale non nasconde la propria simpatia: “La Roma se la può giocare, anche se l’Inter è la più forte”.

    Un altro riconoscimento, quindi, per il Cagliari di Pisacane, protagonista di un avvio che continua a suscitare attenzione anche tra gli addetti ai lavori.

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