Questa fiaba dei Fratelli Grimm racconta la storia di una giovane e bella principessa, scambiata per una damigella e adibita a lavori umili a causa delle trame della sua serva che la convince di non essere all'altezza.
Secondo l’analisi morfologica di Propp, questa fiaba, rientra nella categoria dell’imprevisto: quell’evento che spariglia le carte, quel qualcosa, o qualcuno, che mette i bastoni tra le ruote: ecco l'imprevisto. A volte all’eroe, o all’eroina, tocca fare rientro in incognito, altre volte è un falso eroe a trarre in inganno chi aspettava.
Questa fiaba parla di come liberarsi dalle influenze negative che, come un vero e proprio lavaggio del cervello, alterano la percezione di noi stessi e della realtà, fino a farci dimenticare chi siamo. La Guardiana d’oche ci insegna la stima di sé e, soprattutto, l’importanza di guardarci dentro per risvegliare le forze dormienti, quelle forze magiche che ci permettono di fronteggiare e vincere gli ostacoli.