CentoParole

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By Gruppo Corriere del TicinoArtsBooks
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CentoParole episodes

  • Perché siamo schiavi dello smartphone e nessuno di noi vuole ribellarsi?
    È molto probabile che chi ascolta questo podcast lo faccia attraverso il suo smartphone. Niente di più ovvio. Lo smartphone è «l’oggetto con cui ormai passiamo la nostra vita. […] L’oggetto simbolo della nostra era, la merce che non solo è nelle mani della maggior parte degli esseri umani, ma che con più forza rappresenta l’attuale sistema economico-politico mondiale, il frutto più avanzato di circa ottant’anni di sviluppi non solo tecnologici, ma dell’intero sistema mondo».Secondo Juan Carlos De Martin, ordinario di Ingegneria informatica al Politecnico di Torino e docente al Berkman Klein Center for Internet & Society di Harvard, lo smartphone è «un oggetto diventato assolutamente indispensabile per vivere. Così centrale e importante che dobbiamo capirlo e chiederci se ci va bene che sia così o se invece non dovremmo provare a insistere perché sia diverso».Per questo motivo, e con queste premesse, De Martin ha scritto un saggio intitolato Contro lo smartphone. Per una tecnologia più democratica che Dario Campione definisce “indispensabile”. Un libro, cioè, che tutti dovrebbero leggere, e nel quale si spiega in modo chiaro che cos’è lo smartphone, chi l’ha inventato, com’è fatto, come funziona, chi lo produce, chi lo controlla, quali sono le sue conseguenze per la società, per l’ambiente, per la psiche umana. E come potrebbe essere cambiato. Buon ascolto!
    8 min
  • Insultare fa bene alla salute, ma le parole possono essere pietre
    Dimmi come insulti e ti dirò chi sei. O ciò che pensi. Il linguaggio d'odio è ormai un fenomeno virale: sui social media, che si caratterizzano per il loro parossismo offensivo; nel dibattito politico, caratterizzato spesso non dal confronto di idee ma da un rimpallo accelerato di insolenze; e, ammettiamolo, anche nel parlato quotidiano di ciascuno di noi. Gli insulti rappresentano il lato oscuro del vocabolario. Sono deplorevoli ma ineluttabili. E in qualche occasione sono addirittura necessari.
    «Nella sola lingua italiana, i vocaboli capaci di veicolare contenuti spregiativi e offensivi sono più di duemila». Filippo Domaneschi è professore associato di Linguistica all'Università di Genova e al vituperio, in tutte le sue forme verbali, ha dedicato un libro, Insultare gli altri, che ha le caratteristiche di un saggio scientifico ma si legge come un brillante pamphlet umoristico. È il libro che ci racconta oggi Dario Campione. Buon ascolto!
    9 min
  • Matteo Messina Denaro, il delirio del boss in agonia: «Non sono mafioso, sono un criminale onesto»
    Il blitz che il 16 gennaio di quest’anno ha portato alla cattura di Matteo Messina Denaro era stato chiamato in codice “Operazione Tramonto”. Sul boss trapanese, rimasto latitante per 29 anni e mezzo, si è ormai spentala luce. E anche le notizie che giungono dall’Aquila, dalle stanze dell’ospedale San Salvatore dove Messina Denaro è ricoverato dall’8 agosto scorso sorvegliato a vista da decine di agenti della polizia penitenziaria, parlano di un uomo giunto ormai alla fine dei suoi giorni.Cala il sipario sull’ultimo, tra gli stragisti dell’epoca corleonese, a finire in galera. Ma non termina certo la storia di Cosa Nostra, della mafia siciliana. Che pure tra grandi difficoltà, dovute soprattutto all’azione costante portata avanti da magistrati e investigatori in questi anni, tenta di riorganizzarsi. Di rimettersi in piedi. Magari facendo leva sull’aiuto di pezzi di borghesia incapace di staccare il proprio destino da quello dei criminali.Per capire che cos’è, oggi, Cosa Nostra, come sia cambiata nel tempo equali siano gli assetti e gli equilibri che la sorreggono, è certamente utile leggere il libro scritto a quattro mani dal procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia e dal giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo. La cattura, pubblicato da Feltrinelli, è molte cose insieme: la cronaca serrata e avvincente delle indagini che hanno portato i carabinieri del ROS ad arrestare Messina Denaro; il profilo a tratti completamente inedito del capomafia, la cui vita più recente è ricostruita sulla base di nuovi documenti, testimonianze, intercettazioni; ma anche un’analisi lucida e nitida della realtà criminale palermitana e siciliana. «Una storia in cui» il 16 gennaio «è stato messo un punto, ma» nella quale «non c’è ancora la parola fine».
    10 min
  • L’incredibile storia del regista cileno che si fece beffe del generale Pinochet
    Se diciamo 11 Settembre la memoria corre al 2001, al collasso delle Torri gemelle, al mondo che guarda inorridito gli attentati suicidi dei terroristi di Al Qaeda a New York e ad Arlington, in Virginia. Ma per la mia generazione, e anche quelle precedenti, certo, c’è stato un altro 11 Settembre. Altrettanto tragico, doloroso, indimenticabile. Il giorno in cui, nel 1973, 50 anni fa, i militari golpisti del generale Augusto Pinochet cancellarono nel sangue la democrazia in Cile.Dario Campione ha pensato a lungo quale libro avrebbe potuto raccontare meglio di altri l’11 Settembre 1973. E fino all’ultimo era convinto che Il generale e il giudice, di Luis Sepúlveda, fosse la scelta inevitabile. Ma poi, si è imbattuto in uno straordinario racconto scritto nel 1985 da Gabriel García Márquez e pubblicato a più riprese in italiano da Mondadori: Le avventure di Miguel Littín, clandestino in Cile. Buon ascolto.
    8 min
  • Prometeo e le streghe: storia di Oppenheimer, l’uomo che volle la bomba atomica (ma poi se ne pentì)
    Il 16 ottobre 1945, durante la cerimonia di commiato dalla direzione dei laboratori di Los Alamos, Robert Oppenheimer disse, profetico, alle centinaia di persone che con lui avevano lavorato al “Progetto Manhattan”: «I popoli di questo mondo devono unirsi, oppure moriranno. Questa guerra, che tanto ha devastato la Terra, ha scritto queste parole. La bomba atomica le ha pronunciate affinché tutti gli uomini le comprendessero».
    Dopo aver voluto brandire la spada infocata dell’Arcangelo, convinto che fosse l’unico modo per evitare in futuro altri conflitti, altri inutili spargimenti di sangue, Robert Oppenheimer aveva compreso di aver commesso un grandissimo errore. Di aver aperto le porte del mondo al
    diavolo. Alla morte. Confessava a sé stesso e agli altri che la distruzione di Hiroshima e Nagasaki era stata «un tragico errore». Chiedeva che a questo errore si ponesse rimedio.
    Nel clima della guerra fredda, però, questa presa di coscienza non gli fu perdonata. Anzi, fu vistadalla parte più conservatrice dell’America repubblicana come un autentico tradimento. L’uomo che aveva dato agli Stati Uniti l’atomica fu «scomunicato», additato come nemico, messo ai margini. Divenne «la vittima» più importante e «famosa del maccartismo».
    Il celebrato film di Cristopher Nolan ha rimesso al centro dell’attenzione la storia di Robert Oppenheimer. Come sempre, la forza delle immagini, la potenza narrativa del cinema, hanno fatto presa sulle coscienze. E aperto fortunatamente una breccia di nuova consapevolezza anche nelle giovani e giovanissime generazioni, quelle che, forse, non avevano mai nemmeno sentito parlare dello scienziato newyorchese.
    Ma chi volesse andare alla radice di questa storia, conoscerla più in dettaglio, dovrebbe leggere il libro da cui Nolan ha tratto tutte le informazioni: la monumentale biografia pubblicata 18 anni fa da Martin J. Sherwin e Kai Bird e ristampata adesso in italiano da Garzanti, editore che pure l’aveva già tradotta nel 2007 senza tuttavia riscuotere grande successo.
    8 min
  • Tutte le sfumature del Giallo d'estate, buone vacanze e buona lettura
    Vi ha abituati alle recensioni dei «suoi» libri. Ma oggi Dario Campione non vi racconterà uno di quei libri, vi suggerirà piuttosto alcuni titoli per l’estate. «Contravvenendo alle regole (per una volta), in questo ultimo appuntamento prima della pausa estiva ho pensato di non parlarvi di qualcosa che ho letto. Ma di qualcosa che ho intenzione di leggere: alcuni dei libri che ho scelto per la mia estate. Un piccolo atto di presunzione che, spero, vorrete perdonarmi».
    Ecco la lista:
    - La rivolta delle Cariatidi, di Petros Markaris, La Nave di Teseo;
    - Nulla si distrugge: Un'avventura del commissario Bordelli, di Marco Vichi, Guanda;
    - L’uomo del Bogart Hotel, di Emilio Martini, Corbaccio;
    - La banda dei carusi, di Cristina Cassar Scalia, Einaudi;
    - Il tempo delle iene, di Carlo Lucarelli, Einaudi;
    - I fantasmi si vestono nudi, di Loriano Macchiavelli, Solferino.
    CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, con questa 35. puntata va in vacanza. Buone vacanze a tutti. Ci risentiamo a settembre!
    9 min
  • Troppi scrittori e pochi lettori: il paradosso del mondo che non ama i libri
    Come ci sono film che parlano di cinema, così ci sono libri che si occupano di scrittura, libri che raccontano altri libri. Non mi riferisco ai saggi critici, ai testi di storia della letteratura. No. Parlo di volumi nei quali gli autori solitamente annotano le proprie letture e le fanno germogliare. Le trasformano in riflessioni, idee, spunti. O, nel caso di Franco Marcoaldi, in idiosincrasie e in illuminazioni. Pensieri brevi, quelli di Marcoaldi, che si riallacciano spesso all’attualità. Confermando l’assunto che tra le pagine diun buon libro, anche di un buon libro antico, e non necessariamente un classico, ci sono sempre «tracce» del presente. Leggere ha una «natura dolcemente eversiva», dice Franco Marcoaldi. «Alleggerisce delle infinite zavorre di luoghi comuni che ci impediscono di agire con la nostra testa». Scardina. O dovrebbe farlo. Perché insegna, magari involontariamente, a mettere in discussione. A passare «dalla veritas alla varietas».
    Dario Campione ci racconta il libro di Franco Marcoaldi In breve. Incontri, idiosincrasie, illuminazioni, pubblicato da La Nave di Teseo. Buon ascolto!
    8 min
  • Se Shakespeare abita a Oslo: la vita in nero di Harry Hole
    Ci sono personaggi che si amano a prescindere dalle storie in cui sono immersi. E nella serialità gialla, anche se – nel nostro caso – sarebbe meglio utilizzare il francese noir, questo sentimento incondizionato sfiora il parossismo. Harry Hole, il poliziotto norvegese distrutto dall'alcool e da una vita oltre ogni ragionevole limite, è uno di questi personaggi. Nato dalla fantasia di Jo Nesbø ormai più di 25 anni fa, nel 1997, con il romando Il pipistrello, Hole si è affermato come uno dei simboli del filone investigativo nordico.
    Dario Campione ci racconta il tredicesimo gradino della verticale discesa nell'inferno della vita di Harry Hole: Luna Rossa, un romanzo di una forza e di una bellezza abbaglianti. Ha un ritmo incessante, febbrile. Uno di quei libri che è impossibile non leggere d'un fiato, dall'inizio alla fine.
    7 min
  • Filosofia di Raffaella Carrà: la rivoluzione gentile di un'antidiva
    Il 18 giugno 2023 Raffaella Carrà avrebbe compiuto 80 anni. Ha detto il regista spagnolo e premio Oscar Pedro Almodóvar che «la Carrà non è (stata soltanto) una donna, (quanto piuttosto) uno stile di vita». E perché no?, anche una filosofia di vita, così come suggerisce Marina Visentin nel libro di cui Dario Campione ci parla oggi, Raffasofia. Per trovare la felicità-tà-tà (l'accento sulla A). Quale filosofia di vita è presto detto. Quella generata da un «bisogno profondo di libertà e di autonomia, che Raffaella Carrà ha incarnato per tutta la vita».
    «Sono stata e sono una donna libera e spero di aver dato a tutte le donne il coraggio di esserlo – diceva di sé la showgirl emiliana –. Il pubblico femminile mi segue perché sente che ci sono, sono dalla loro parte. E quando posso lo dimostro sempre, anche in privato». Buon ascolto!
    9 min
  • Qualche mese della vita di Michel Houellebecq, ovvero le noiose acrobazie di un erotomane non pentito
    È giusto, corretto o anche soltanto opportuno parlare di un libro che non è piaciuto? Raccontare cioè, al pubblico di CentoParole, qualcosa che forse è inutile leggere. Alla fine, le riflessioni di un collega, Pixel, hanno convinto il nostro Dario Campione ad andare proprio in questa direzione. Già, perché Pixel ha detto: «Vorrei poter condividere con te non soltanto il piacere di una cosa bella, ma anche un'arrabbiatura; sentire l'energia di una scarica di collera».Forse collera è un termine un po' eccessivo, ma l'irritazione o il malessere generati da un'attesa delusa e da pagine che ti fanno rimpiangere i soldi spesi per acquistare il libro, ecco quelli possono essere in effetti un buon argomento di discussione. Tutto ciò per far comprendere i motivi alla base della valutazione che il nostro Dario ha fatto dell'ultima opera dello scrittore francese Michel Houellebecq, Qualche mese della mia vita, un pamphlet uscito in contemporanea per Flammarion e La Nave di Teseo e annunciato come l'ennesimo lavoro geniale di uno degli intellettuali più provocatori e meno compiacenti della scena europea. Mosso evidentemente da un irrefrenabile desiderio di giustificare le proprie azioni, Houellebecq racconta nel suo libro una versione molto personale della battaglia legale che lo ha visto contrapposto al collettivo artistico olandese Kirac (Keeping It Real Art Critics). Buon ascolto.
    6 min

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«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco…