CentoParole

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By Gruppo Corriere del TicinoArtsBooks
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CentoParole episodes

  • La lezione di Gianrico Carofiglio: «È stupido avere solo certezze»
    Oggi vi racconto il libro di Gianrico Carofiglio Elogio dell’ignoranza e dell’errore, pubblicato da Einaudi.Autore celebratissimo di storie gialle e scrittore raffinato di racconti ancorati alla memoria della terra d’origine - la Puglia, Gianrico Carofiglio è anche saggista di rara profondità, come dimostrano i libri sull’uso del linguaggio e sulla «manomissione delle parole».Adesso, con il suo nuovo lavoro, l’ex magistrato barese si addentra su un altro terreno in parte già arato, quello dell’antidogmatismo. L’Elogio dell’ignoranza e dell’errore è sì, come ha detto qualcuno, il «tributo a due vocaboli che non godono di buona fama ma che […] andrebbero reinterpretati nella loro accezione positiva», dato che «dall’errore si può imparare e dall’ignoranza consapevole possono nascere opportunità di scoperta». Ma è anche, direi soprattutto, un manifesto lucido e appassionato sui guasti e sui veleni alimentati dalle troppe certezze, dalle marmoree convinzioni, dall’incapacità di dialogare e di cambiare idea, anche davanti a evidenze che pure, in qualche modo, lo imporrebbero. Buon ascolto!Se il libro di oggi ti ha incuriosito, ricorda che puoi avere lo sconto del 10% sui tuoi acquisti in libreria sia Mendrisio che a Savosa grazie alla CdT Club Card.
    11 min
  • I mille giorni della guerra in Ucraina e il «salvatore di bambini»
    Mercoledì 20 novembre saranno mille giorni dall’invasione russa in Ucraina. Mille giorni di una guerra che ha cambiato l’Europa e il mondo. Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, racconta il conflitto dal primo istante. Da quel 24 febbraio 2022, il giorno in cui i carri armati di Vladimir Putin puntarono dritti verso Kiev per cancellare l’Ucraina dalla storia.Sulla guerra sporca del Cremlino Scavo ha già scritto un libro alla fine del 2022, pubblicato da Garzanti e intitolato semplicemente Kiev. Adesso, a distanza di due anni, il giornalista - siciliano di nascita ma comasco d’adozione - ha deciso di aggiungere al quadro d’insieme un tassello importante, scegliendo di raccontare l’incredibile storia di Volodymyr Sahaidak, il direttore della casa per minori fragili di Stepanivka. Il «misterioso “Schindler dei bambini ucraini”». Buon ascolto!

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    11 min
  • Passato, memoria, morte: il tempo irrimediabilmente perduto di Rocco Schiavone
    Chi lo conosce, sa che Rocco Schiavone vive nel passato. Così come, molto spesso, vivono in un tempo che non ritorna gli assassini che Schiavone insegue e le vittime alle quali tenta di rendere giustizia. Indissolubilmente legata al passato, c'è la memoria. La vera protagonista dei romanzi di Antonio Manzini. Una memoria selettiva, fatta soprattutto di «quello che scegliamo di ricordare e, ancor di più, di quello che scegliamo di dimenticare».
    In questa puntata di CentoParole, Dario Campione ci racconta Il passato è un morto senza cadavere, di Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio. Nel quattordicesimo capito della ormai lunga vicenda che ha come protagonista il vicequestore romano, trasferito per punizione ad Aosta, «passato» è una parole chiave sin dal titolo.
    11 min
  • La guerra civile fredda che ha cambiato gli «Stati Divisi d'America»
    «A metà degli anni Venti di questo secolo, gli Stati Uniti appaiono», e con tutta probabilità sono, «un Paese attraversato da una guerra civile fredda». È questa la tesi principale dell’ultimo lavoro con cui Mattia Diletti, professore di Scienza politica alla Sapienza di Roma, ha tentato di mettere ordine in una situazione in realtà confusa e caotica: la realtà di una nazione che si appresta nuovamente a celebrare il suo giorno politicamente più importante senza avere, alle spalle, alcuna certezza.
    Un libro necessario, quello di Diletti, a cui Dario Campione dedica oggi la puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino. Questo è Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo, pubblicato da Treccani. «Un viaggio nell’America post guerra fredda» che è anche un’esplorazione dentro di noi, «americani di riflesso».
    13 min
  • Storia di Halloween, la festa sacra che affonda nella notte dei tempi
    Oggi vi racconto il libro di Jean Markale Halloween. Storia e tradizioni, pubblicato da L’Età dell’Acquario.«Dolcetto o scherzetto» sono soliti urlare i bambini che, nella maggior parte dei Paesi anglosassoni - ma sempre di più anche in molte altre parti del mondo - la sera del 31 ottobre saltellano di porta in porta in cerca di caramelle e dolciumi. Con in mano una zucca scavata a forma di teschio, simbolico ricovero per il loro bottino zuccheroso, e travestiti da Dracula, zombie o altre figure spaventose della cultura hollywoodiana, simboleggiano - forse del tutto inconsapevolmente - le anime dei morti che visitano il mondo dei vivi. E tramandano in forme rinnovate, senza averne la minima coscienza, un’antichissima tradizione culturale pre-cristiana, risalente con ogni probabilità ad almeno 2.500 anni fa.Sì, perché oggi Halloween è soltanto la notte spensierata e allegra dei più piccoli, oppure il pretesto per raccontare al cinema o nelle serie Tv le storie fanta-horror di irriducibili ammazza-vampiri. Ma nel mondo celtico e druidico delle Isole britanniche del VII o del VI secolo avanti Cristo, quella che allora era chiamata la festa di Samain nulla aveva di giocoso. Era, piuttosto, uno spaventoso rito di passaggio. Era la notte in cui i morti e i vivi lasciavano aperte, gli agli altri, le porte dei rispettivi mondi. La notte in cui lo spazio e il tempo si fermavano. La notte in cui tutto era possibile.Non sono molti, in italiano, i libri che parlano di Halloween, delle sue origini e della sua evoluzione. Uno dei più noti, pubblicato ormai quasi 20 anni fa dalle Edizioni dell’Acquario, è quello di Jean Markale, scrittore e poeta parigino scomparso a 80 anni nel 2008 e protagonista, in vita, di alcuni epici scontri con il mondo accademico che ne giudicava l’opera «debole» dal punto di vista scientifico. Pure imperfetto, il libro di Markale tuttavia aiuta, e molto, a riconoscere i legami profondissimi che uniscono Halloween con la tradizione e la cultura dell’Occidente pre-cristiano e cristiano, e soprattutto serve a far capire come la festa del 31 ottobre tutto sia tranne che una trovata commerciale nata negli Stati Uniti per assecondare il mondo del business hollywoodiano.
    11 min
  • Lego, l'idea «rubata» che ha rivoluzionato la storia del giocattolo
    Oggi vi racconto il libro di Jens Andersen Lego. Una storia di famiglia, pubblicato da SalaniIn tutto il mondo, ogni anno, almeno 90 milioni di bambini ricevono una scatola di Lego in regalo, e fino a 10 milioni di adulti acquistano un set Lego per sé stessi. I mattoncini di plastica colorata a otto bottoni sono probabilmente parte della vita di ciascuno di noi. Ma la loro storia - sorprendente e, in qualche passaggio, persino incredibile - non è altrettanto familiare.Anche per questo, forse, il giornalista danese Jens Andersen - che ha avuto accesso agli archivi aziendali e ha potuto intervistare a lungo Kjeld Kirk Kristiansen, ex presidente e amministratore delegato di Lego, nonché nipote del fondatore Ole Kirk Christiansen - ha deciso di scriverla. E ne ha tratto un libro di oltre 400 pagine, pubblicato alla fine del 2021 in Danimarca e adesso tradotto in italiano dalla casa editrice Salani.Buon ascolto!
    12 min
  • Johan Cruijff e gli eroi tristi del pallone: come il calcio può spiegare la vita
    Oggi vi racconto il libro di Simon Critchley A cosa pensiamo quando pensiamo al calcio, pubblicato da Einaudi. Ordinario di filosofia alla New School for Social Research di New York, dove dal 2011 tiene la cattedra intitolata ad Hans Jonas, Simon Critchley è considerato tra i più influenti filosofi angloamericani. Ha scritto libri su Derrida, Gadamer, Heidegger, Adorno, Lacan e molti altri, ma è diventato una star della pubblicistica contemporanea soprattutto con i suoi studi su David Bowie, sull’umorismo e sul calcio. Elementi portanti della cultura pop che il filosofo inglese ha saputo trasformare in argomenti speculativi. Il calcio, in particolare, è sempre stato materia prediletta di Critchley che nel 1988 avrebbe voluto scrivere la sua tesi di dottorato parlando di Kenny Dalglish, il calciatore scozzese del Liverpool eroe dell’infanzia e dell’adolescenza del filosofo, appassionato tifoso dei Reds sin da bambino. L’Università dell’Essex non glielo permise: il calcio, a quel tempo, non era considerato «una questione con un imballaggio abbastanza filosofico». Ma Critchley non si è mai arreso. Un po’ come, sul campo, il suo idolo. Per decenni ha continuato a farsi domande sul gioco del pallone. Fino a quando, nel 2018, è finalmente riuscito a vendicarsi di quel rifiuto degli anni universitari pubblicando il libro di cui parliamo oggi; il libro in cui ha applicato il suo sguardo filosofico alla passione che lo ha accompagnato per tutta la vita: il calcio, appunto.
    11 min
  • Da Agno al Nazareno: storia di Elly Schlein, la ticinese che ha conquistato il PD
    Oggi vi racconto il libro di Elly Schlein L'imprevista. Un’altra visione del futuro, scritto con Susanna Turco e pubblicato da Feltrinelli. «A Elly Schlein piace mangiare i panini degli autogrill, le lasagne, le patate al forno, canticchiare le canzoni che passa la radio, guardare Sanremo commentandolo con le amiche su Facebook minuto per minuto, secondo un rito stabilito nel 2009 e che non si è interrotto nemmeno con l’arrivo alla segreteria del Pd, staccare un po’ la notte giocando ai videogiochi (dalle saghe storiche di Super Mario e Zelda a Grand Theft Auto, ma si diverte ancora coni primi “punta e clicca” come Monkey Island e giura di aver finito tutti gli Assassin’s Creed), passare un pomeriggio in Fiera a Bologna, anche cimentandosi in pubblico e senza paura di perdere. “Sono una gamer, una nerd degli anni ’90,” è una delle sue sintesi più efficaci. Per descrivere quel poco di vita che si tiene fuori dal lavoro, si intende (per il resto è doverista e instancabile, sfiancante). Una giocatrice di Trivial, di Cluedo, di ping pong, di biliardo. Una cinefila dura e pura, da Festival di Locarno mattina pomeriggio e sera, altro rito celebrato da oltre vent’anni. Una appassionata di musica, capace di elencare brano per brano intere discografie». La giornalista dell’Espresso Susanna Turco riassume così la segretaria nazionale del Partito Democratico all’inizio del librobiografia scritto a quattro mani con la stessa Schlein e uscito poche settimane fa. Titolo: L’imprevista. «Ritratto di una leader riluttante, che all’Università, a Bologna, era molto più presa dai cineforum (con il sogno di fare la regista) che dalla voglia di candidarsi alle elezioni studentesche. Una ragazza, nata in Svizzera, […] che ha imparato a conoscere il mondo nella sua scuola multietnica, e poi a Locarno: «non viaggiavo tanto, il cinema era il mio modo per conoscere le altre culture, imparare le diversità», dice. Una leader inaspettata, «per gli altri ma anche per sé stessa», che ha deciso di superare per una volta la regola autoimposta di non parlare mai della propria vita per un obiettivo politico: mostrare che la sua ascesa alla guida del Pd non è stato un caso, ma l’esito di un percorso molto complicato, durato almeno dieci anni.Buon ascolto!
    11 min
  • Intelligenza artificiale, come vincere la paura di un fantasma che non c'è
    Oggi vi racconto il libro di Stefano Moriggi e Mario Pireddu L'intelligenza artificiale e i suoi fantasmi. Vivere e pensare con le reti generative, pubblicato da Il Margine. C’è un fantasma che si aggira un po’ ovunque nel mondo, avrebbe forse scritto il vecchio Karl Marx se fosse vissuto ai nostri giorni. È il fantasma dell’Intelligenza artificiale generativa, lo spauracchio della contemporaneità. La frontiera tecnologica che suscita tanta eccitazione quanta ansia. E angoscia. E alimenta il vecchio e mai sopito conflitto tra apocalittici e integrati: tra chi guarda al futuro con ottimismo e chi, invece, non nasconde il proprio sbigottimento di fronte al nuovo, all’incognito. «Come sempre accade con le tecnologie che iniziano a diffondersi su larga scala, dopo un (iniziale) entusiasmo, cominciano ad arrivare le prime preoccupazioni, per non dire le prime inquietudini». La riflessione è di Stefano Moriggi, filosofo dell’educazione e autore con Mario Pireddu di un libro in cui si parla di intelligenza artificiale da prospettive inedite. Gli apocalittici descritti da Moriggi e Pireddu vedono ovunque «fantasmi», gli spettri del declino dell’umanità, condannata a sottomettersi, prima o poi, alla macchina, al computer super intelligente e performante. Nella sfida tra intelligenze - quella umana e quella tecnologica - i moderni apocalittici si votano alla sconfitta quasi senza combattere. Ma sbagliano.Buono ascolto!Se il libro di oggi ti ha incuriosito, ricorda che puoi avere lo sconto del 10% sui tuoi acquisti in libreria grazie alla CdT Club Card.  
    10 min
  • Delitti in cerca d'autore tra i «Vuoti di memoria» del commissario Soneri
    Oggi vi racconto il libro di Valerio Varesi Vuoti di memoria, pubblicato da Mondadori. A tre anni di distanza dall’ultima indagine torna il commissario Soneri, uno dei più interessanti e originali investigatori della provincia italiana. Nata dalla fantasia del giornalista di Repubblica Valerio Varesi, la vita letteraria di Soneri ha ormai superato il quarto di secolo. La prima inchiesta - Ultime notizie da una fuga - risale infatti al 1998. Mentre Vuoti di memoria è il diciassettesimo capitolo della tormentata storia del commissario, un personaggio «le cui indagini sono spesso un pretesto per raccontare le contraddizioni del presente». Soneri «coltiva l’arte del dubbio, è perennemente in bilico esistenziale» e non ama un granché l’azione. Preferisce sicuramente pensare, guardare dentro alle persone e al loro mondo, consapevole che la logica, applicata alle inchieste, non sempre può essere considerata una scienza esatta. «Non si riflette mai abbastanza su ciò che appare scontato - dice il commissario nel libro - La realtà si presenta sempre per ciò che è: un groviglio, un abbaglio, un costante equivoco». «Credo di possedere una mia cifra narrativa che è forse più vicina al noir francese, vale a dire un romanzo che contiene un’indagine condotta da un poliziotto, ma su un fatto che ha grande rilevanza sociale e che può essere rappresentativo di un problema che riguarda tutti noi. Insomma, un romanzo “impegnato” - ha sottolineato in un’intervista Varesi - Papa Bergoglio dice che un pastore deve puzzare del suo gregge. Io dico che uno scrittore deve sporcarsi le mani con la cronaca e la società che lo circonda. Questo, nella grande letteratura avviene sempre, ma è un dovere pressante per il noir, genere che dev’essere necessariamente inquietante e a suo modo eversivo, anche rispetto alla cronaca di cui è una filiazione». Vuoti di memoria si inserisce pienamente in questo filone. Il suo punto focale, al di là della trama gialla, è appunto una riflessione sulla memoria. La memoria che cambia con il tempo. La memoria irrimediabilmente trasformata dall’avvento del computer e della Rete. La «memoria artificiale. Diventata - dice Soneri nel libro - ormai indispensabile. La grande memoria che, alla lunga, ci annienterà, ci renderà sterili, privi di pensiero autonomo». Che ci farà elaborare ragionamenti su dati prestabiliti e ci condurrà «in massa verso un pensiero unico».Buon ascolto!Se il libro di oggi ti ha incuriosito, ricorda che puoi avere lo sconto del 10% sui tuoi acquisti in libreria grazie alla CdT Club Card.  
    12 min

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«CentoParole» è un podcast del Corriere del Ticino, scritto e realizzato da Dario Campione. Non sappiamo mai cosa leggere, eppure abbiamo le librerie piene, il kindle senza memoria disponibile. Ecco…