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Un viaggio nella poesia dub fra Kingston e il quartiere londinese di Brixton. È questo il tema della puntata odierna di "Clandestini per scelta". Ascolteremo tre dei più importanti poeti/musicisti dub di origini caraibiche: Linton Kwesi Johnson, Mutabaruka, e infine Roger Robinson, recente vincitore del T.S. Eliot Prize per la sua raccolta di poesie “A portable paradise” edita da Peepal Tree, primo poeta nero ad aggiudicarsi il prestigioso premio letterario britannico.
Max Richter, Rachel Grimes, Dustin O'Halloran, Mari Samuelsen e, a giorni, anche i fratelli Brian e Roger Eno. Sono alcuni dei musicisti e dei compositori che la casa discografica Deutsche Grammophon ha messo sotto contratto negli ultimi mesi, tutti musicisti associabili al filone del cosiddetto "new classical". Di che si tratta? È solo un'astuta mossa di mercato o c'è di più? Se ne parla nella puntata odierna di "Clandestini per scelta".
Quando si dice "rock dell’Anatolia" non si parla di musicisti originari dell’Anatolia che suonano il rock, ma di una stagione musicale in cui diversi generi musicali sviluppatisi in Occidente, la musica pop, il rock, la psichedelia, la musica funk, la disco music o il prog-rock, furono amalgamati o accostati da giovani musicisti turchi alla tradizione folklorica della loro terra. È il tema della puntata odierna di "Clandestini per scelta", puntata dove per sommi capi si proverà ad illustrare una stagione ricca di fermento e che sta suscitando l’interesse di numerosi studiosi.
Quattro novità discografiche d’ambito colto in provenienza dall’Islanda al centro della puntata odierna di “Clandestini per scelta”. Un quartetto d'archi formato da musicisti islandesi, il Siggi String Quartet, due compositrici donne, Maria Huld Markan Sigfusdottir e Anna Thorvaldsdóttir, e un compositore/produttore che si muove fra la dimensione colta e le nuove tendenze della musica elettronica, Valgeir Sigurðsson. Scopriremo come al centro dell’opera di questi giovani compositori e musicisti vi sia la sua natura in tutte le sue forme e in tutte le sue manifestazioni.
Due tradizioni musicali rigorose e dai codici ferrei come il fado e il flamenco stanno forse trovando delle interpreti in grado di scalfirne le convenzioni. Tre anni fa ci riuscì la giovane cantante spagnola Rosalìa con il disco "Los Angeles", e oggi tocca alla portoghese Lina con un nuovo disco di fado rivisto in chiave sperimentale. Dietro entrambi i progetti, la figura del chitarrista e produttore catalano Raül Refree. Se ne parla nella puntata odierna di "Clandestini per scelta".
Tre novità (o quasi) d’ambito contemporaneo nel sommario di “Clandestini per scelta” di oggi. Anzitutto il nuovo disco del quartetto d’archi newyorchese Brooklyn Rider e del violinista irlandese Martin Hayes, poi il nuovo disco del collettivo americano Bang on a Can All-Stars, interprete della musica di Jeffrey Brooks, e infine il nuovo disco del compositore e clarinettista siriano Kinan Azmeh, da poco premiato con l’Opus Klassik Award.
Puntata di "Clandestini per scelta" interamente dedicata al nuovo disco del gruppo Hamon Martin Quintet, intitolato "Clameurs". Un originale viaggio nella tradizione della canzone popolare bretone e, insieme, nella storia del canto d’impegno civile dei chansonnier del secondo Novecento.
Quarta e ultima puntata di un breve viaggio che "Clandestini per scelta" ha compiuto nelle scorse settimane a caccia delle canzoni dalle sillabe sciocche. Dai canti marinari ai film di Walt Disney, dal canto scat agli equilibrismi delle novelty song d'inizio Novecento, da "Ciribiribin che bel faccin" a "Ob-La-Di, Ob-La-Da" dei Beatles.
Terza tappa questa settimana di un viaggio che "Clandestini per scelta" sta compiendo a caccia delle canzoni dalle sillabe impossibili. Dai canti marinari ai film di Walt Disney, dal canto scat agli equilibrismi delle novelty song d'inizio Novecento, da "Ciribiribin che bel faccin" a "Ob-La-Di, Ob-La-Da" dei Beatles. Questa settimana, tappa hawaiiana.
Seconda tappa questa settimana di un viaggio che "Clandestini per scelta" sta compiendo a caccia delle canzoni dalle sillabe impossibili. Dai canti marinari ai film di Walt Disney, dal canto scat agli equilibrismi delle novelty song d'inizio Novecento, da "Ciribiribin che bel faccin" a "Ob-La-Di, Ob-La-Da" dei Beatles.
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Si fa presto a dire “musica indipendente”, ma di cosa si tratta? È un universo assai variegato, un dedalo di modi, stili e stilemi, di generi ed approcci originali al fare musica. Molti gioielli…
Tesori emersi dal passato, sperimentazioni del presente e curiosità senza tempo. Ovvero, ciò che si agita settimanalmente ai margini del mercato discografico.