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Dal nuovo disco del pianista russo Dmitry Masleev, già vincitore del XV concorso Tchaikovsky di Mosca, al bel progetto di tango-jazz del compositore argentino Emilio Solla. Dal quartetto di percussionisti di Chicago Third Coast Percussion alla chitarra di Rui Carvalho, antologizzata in un disco di “musica atipica portoghese”. Tutto questo sarà al centro della puntata odierna di “Clandestini per scelta”.
Prima o poi doveva arrivare: un disco a tema dedicato all’emergenza che stiamo attraversando. L’ha composto e registrato a tempo di record il gruppo inglese "The Tiger Lillies" di Martyn Jacques, e si presenta come un diario in tempo reale della pandemia. Dall’igiene personale (sapone e disinfettante) ai colpi di tosse, dalla distanza sociale alle passeggiate solitarie al parco, dalla fobia per i rotoli di carta igienica agli scaffali dei supermercati desolatamente vuoti, fino alla domanda affidata alla canzone conclusiva: will we ever play again?, torneremo mai a giocare assieme?
Puntata speciale di "Clandestini per scelta" dedicata alla musica e alle canzoni per i più piccoli. O meglio, diciamo… ai grandi che furono piccini. Da "Scacciapensieri" a "Carosello", dalle avventure di Nick Carter alla curiosa sorte toccata in questi giorni di pandemia alla sigla di un programma televisivo nel quale Paolo Villaggio metteva in scena il personaggio di Giandomenico Fracchia, collega del più noto ragionier Fantozzi. Scopriamo insieme di che si tratta.
Al centro della puntata odierna di "Clandestini per scelta", quattro novità discografiche e una ristampa, tutte ad opera di interpreti femminili. Dall’accoppiata franco-brasiliana dei Birds on a Wire di Rosemary Standley e Dom La Nena, alla cantante di jazz francese Anne Ducros. Dalla ristampa di un oscuro disco di Nina Simone che presentava echi del suo soggiorno in Svizzera romanda fra gli anni ’70 e ‘80, al notevole esordio della giovane cantante e polistrumentista italiana Annie Barbazza. Ma troveremo anche il tempo per una sortita nordica, grazie al nuovo disco della cantante danese Amalie Bruun, in arte Myrkur.
Semplice canzone o piuttosto saga nordica, brano omerico, la nuova traccia pubblicata pochi giorni fa da Bob Dylan dal titolo Murder Most Foul e della durata di 17 minuti, arriva in un momento difficile per il mondo intero. Nel pubblicarla, il quasi ottantenne premio Nobel per la letteratura, l’ha accompagnata con parole che sono ormai il nostro ritornello: "abbiate cura di voi, mantenete le distanze, e che Dio sia con voi". Il Grande Vecchio della canzone americana è sempre lì, al nostro fianco, e la sua voce un’ancora di certezza in un mare di incertezza.
Murder Most Foul esplora l’assassinio di John F. Kennedy a Dallas come simbolo dell’inizio del declino dell’America, tracciando un ritratto di disillusione e cambiamento. La canzone celebra la musica, dai Beatles e Woodstock al jazz e a leggende come Thelonious Monk e Charlie Parker, come unica fonte di salvezza in un’epoca turbolenta.
Mai come in questo momento è importante sostenere i musicisti e il poco è rimasto dell’industria discografica, pagando per la musica che consumiamo e di cui beneficiamo. Nell’era dello streaming e del “tutto gratis”, la categoria dei musicisti e di chi vive di musica è, in queste settimane di emergenza, fra le più colpite. Se ne parla in questa puntata di “Clandestini per scelta”.
È il titolo del primo disco del giovane cantante irlandese David Keenan: “A beginner’s guide to bravery”, e sarà uno degli ascolti della puntata odierna di “Clandestini per scelta”. Una puntata che presenterà anche il nuovo lavoro del chitarrista americano Ty Maxon, sotto lo pseudonimo di Meadow Maker, oltre alla parziale riproposta di uno storico disco di Brian Eno: “Music for airports”.
A novant’anni dalla nascita e a dieci dalla morte, “Clandestini per scelta” questa settimana ricorda la figura di Jean Ferrat, chansonnier fra i più amati di Francia. Poeta dell’amore e della fratellanza, Ferrat fece dell’umiltà e della riservatezza la sua cifra umana e artistica. Parigino DOC, a metà degli anni ’60 decise di lasciare la metropoli per trasferirsi fra campagna e montagna, nell’amata regione dell’Ardèche, per vivere quella che chiamava “la vraie vie”.
Puntata interamente dedicata a un giovane autore di canzone, Matéo Langlois, fresco vincitore di un importante premio canoro francese come il Prix Moustaki. Pianista, sassofonista e beatboxer, Langlois è un autore che al suo esordio discografico, un breve disco di appena cinque tracce, già rivela una scrittura matura e un approccio alla canzone del tutto originale. Un nome insomma ancora clandestino, ma che non tarderà a far parlare di sé.
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Si fa presto a dire “musica indipendente”, ma di cosa si tratta? È un universo assai variegato, un dedalo di modi, stili e stilemi, di generi ed approcci originali al fare musica. Molti gioielli…
Tesori emersi dal passato, sperimentazioni del presente e curiosità senza tempo. Ovvero, ciò che si agita settimanalmente ai margini del mercato discografico.