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Il titolo dell’odierna puntata di “Clandestini per scelta” è insieme il titolo della traccia di chiusura del nuovo disco di Jac Berrocal, David Fenech e Vincent Epplay e un richiamo alla nuova raccolta di ninna nanne del pianista francese Bertrand Chamayou. Fra sonno e pacatezza, fra il cullante invito ad affidarsi alle braccia di Morfeo e le sognanti atmosfere della chitarra di Blake Mills, ma anche, per chiudere, un curioso incontro fra Čajkovskij e il nord est brasiliano.
Masha Vahdat, Mohsen Namjoo, Hooshyar Khayam, Bamdad Afshar, Arash Pandi, Ata Ebtekar. Nomi che sono un bel cimento da pronunciare in radio per chi è di madre lingua italiana, ma che oggi proveremo non solo a pronunciare ma anche a proporre all’ascolto. Sono infatti i musicisti iraniani protagonisti della puntata odierna di “Clandestini per scelta”, dedicata a cinque novità discografiche che ci parleranno di una “Persia parallela”.
Musica dalla Bulgaria fra tradizione e contaminazione. Questo il tema della puntata odierna di “Clandestini per scelta”. Dai temi d’impianto folklorico e nel solco della tradizione vocale bulgara che anni fa ci fece scoprire il “coro delle voci bulgare”, fino al tentativo di annettere quella tradizione al mare magnum della world music o alle sperimentazioni a cavallo fra jazz e rock. Ce n’è, come si suol dire, per tutti i gusti.
“Clandestini per scelta” torna in Turchia per una puntata di novità discografiche e di ristampe a cavallo fra rock psichedelico e world music. Tre anticipazioni per iniziare, i tre nuovi dischi annunciati della cantante Gaye Su Akyol e di due gruppi come gli Altin Gün e i Mogollar. A seguire un’antologia dedicata al pioniere del sintetizzatore in Turchia, Gökcen Kaynatan, e infine il primo disco di un gruppo attivo in Tracia, al confine fra Grecia, Bulgaria e Turchia, denominato Evritiki Zygia.
Quattro novità discografiche in arrivo dal nord Europa nella puntata odierna di “Clandestini per scelta”. Nell’ordine ci interesseremo infatti al nuovo disco del trio danese dei Hvalfugl, della cantante estone Maarja Nuut, di un nuovo lavoro del percussionista norvegese Erland Dahlen e infine del trio, sempre norvegese, ma con la “new entry” del chitarrista svedese David Stackenäs, dei Ballrogg.
Cinque proposte d’ambito jazz nella puntata odierna di “Clandestini per scelta”. Dalla pubblicazione di un concerto di Keith Jarrett da parte di ECM, a una doppia proposta al femminile: l’esordio del supergruppo Artemis e il nuovo disco della compositrice Maria Schneider. Chiuderemo poi con le Cosmic Vibrations del cantante Dwight Trible e un ricordo del compositore americano Duane Tatro, scomparso di recente a 93 anni e protagonista dimenticato del West Coast Jazz di metà anni ’50.
Da giovedì 08 a giovedì 22 ottobre 2020
La scomparsa di Juliette Gréco ha sancito la chiusura di un’epoca in cui la canzone aveva facoltà non solo emozionare, ma anche di far pensare e smuovere le coscienze. Musa di Saint-Gérmain-des-Prés, interprete di impareggiabile gusto e raffinatezza, Juliette Gréco ha contribuito come pochi altri a fare della canzone una forma d’arte che dalle cantine della Parigi del dopoguerra seppe conquistare le scene dei principali teatri francesi e internazionali. “Clandestini per scelta” dedica tre puntate alla figura di Juliette Gréco, ripercorrendo le tracce principali della sua carriera.
Da giovedì 08 a giovedì 22 ottobre 2020
La scomparsa di Juliette Gréco ha sancito la chiusura di un’epoca in cui la canzone aveva facoltà non solo emozionare, ma anche di far pensare e smuovere le coscienze. Musa di Saint-Gérmain-des-Prés, interprete di impareggiabile gusto e raffinatezza, Juliette Gréco ha contribuito come pochi altri a fare della canzone una forma d’arte che dalle cantine della Parigi del dopoguerra seppe conquistare le scene dei principali teatri francesi e internazionali. “Clandestini per scelta” dedica tre puntate alla figura di Juliette Gréco, ripercorrendo le tracce principali della sua carriera.
Da giovedì 08 a giovedì 22 ottobre 2020
La scomparsa di Juliette Gréco ha sancito la chiusura di un’epoca in cui la canzone aveva facoltà non solo emozionare, ma anche di far pensare e smuovere le coscienze. Musa di Saint-Gérmain-des-Prés, interprete di impareggiabile gusto e raffinatezza, Juliette Gréco ha contribuito come pochi altri a fare della canzone una forma d’arte che dalle cantine della Parigi del dopoguerra seppe conquistare le scene dei principali teatri francesi e internazionali. “Clandestini per scelta” dedica tre puntate alla figura di Juliette Gréco, ripercorrendo le tracce principali della sua carriera.
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Si fa presto a dire “musica indipendente”, ma di cosa si tratta? È un universo assai variegato, un dedalo di modi, stili e stilemi, di generi ed approcci originali al fare musica. Molti gioielli…
Tesori emersi dal passato, sperimentazioni del presente e curiosità senza tempo. Ovvero, ciò che si agita settimanalmente ai margini del mercato discografico.