Co.Scienza

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Co.Scienza episodes

  • Ragni e comunicazione (Puntata Centotrenta)
    In che modo i media riflettono il rapporto tra uomo e specifiche specie come i ragni?

    Una puntata che è una sorta di spinoff del primo episodio realizzato insieme alla dott.ssa Veronica Nanni (IUSS Pavia - Università di Torino). Nel primo episodio insieme abbiamo analizzato l'importanza della comunicazione delle specie spostando l'attenzione sul caso dei pipistrelli, indicati come pericolosi serbatoi di virus.

    Oggi l'attenzione è sui ragni, il punto di partenza è uno studio uscito su Current Biology (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960982222011277#!).

    Attraverso le parole e l'esperienza della ricercatrice proveremo a esplorare un percorso fatto di frame comunicativi, sfide di conservazione e paure ancestrali.

    In studio: Gianluigi
    25 min
  • Il protone e l'Intelligenza Artificiale (Puntata Centoventinove)
    Lo studio del protone e delle sue “componenti” è stato spesso associato, nel corso della storia, a notevoli complessità. La ricerca sulla struttura interna di questa particella è stata costellata di numerose ipotesi e approcci di ricerca, che hanno coinvolto i complessi strumenti che da decenni aiutano la comunità di ricercatori e ricercatrici che si occupano di fisica delle particelle.

    Sulla struttura interna del protone oggi è possibile avere elementi in più anche tramite l’apporto dell’AI, in particolare del machine learning. Nella puntata di oggi, attraverso l’analisi di una ricerca uscita recentemente su Nature, proviamo a raccontare e capire in che modo l’intelligenza artificiale può aiutare a scavare in questo argomento e più in generale nello studio delle particelle.

    Ospite della puntata è il professor. Stefano Forte, autore dello studio, ricercatore INFN e docente all’Università degli Studi di Milano.

    Qui trovate lo studio: https://www.nature.com/articles/s41586-022-04998-2

    In studio: Gianluigi
    42 min
  • Pianeti giovani caldi (Puntata Centoventotto)
    Nel corso di diverse puntate abbiamo raccontato, attraverso le esperienze e le voci dei ricercatori e delle ricercatrici, l’impatto che il James Webb Space Telescope.

    Nell’episodio di oggi proviamo a mettere a fuoco l’importanza di questo strumento nell’individuazione e nello studio degli esopianeti, con un riferimento particolare ai giganti gassosi caldi. Quello che viene definito hot jupiter è una tipologia di pianeta non presente nel nostro sistema solare, per questo è ancor più interessante da definire e studiare in sistemi lontani diversi anni luce dalla nostra stella.

    Il nostro ospite è Lorenzo Pino (INAF – Osservatorio Arcetri) che da anni si dedica allo studio di questi oggetti.

    Qui trovate il pre-print dello studio che ha identificato – attraverso i dati raccolti dal telescopio- CO2 in atmosfera di un esopianeta: https://arxiv.org/abs/2208.11692
    In studio: Gianluigi
    40 min
  • Megalodonte (Puntata Centoventisette)
    Il megalodonte è un superpredatore preistorico che da anni affascina e cattura l’immaginario dei paleontologi. In queste settimane sono arrivate novità importanti che hanno aiutato a ricostruire i movimenti e le caratteristiche di queste specie preistorica.
    Oggi ne parliamo partendo dalle ultime scoperte arrivate da uno studio recentemente uscito su Science Advances.

    Qui trovate lo studio: https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abm9424#con10

    L’intervista è stata registrata in inglese, il nostro ospite è il dott. Jack Cooper (Swansea University), autore della pubblicazione al centro della puntata.

    In studio: Gianluigi
    12 min
  • Cosa sono le brightest cluster galaxies? (Puntata Centoventisei)
    -Nuova puntata di Co.Scienza-

    Dopo la pausa estiva tornano le nuove puntate del podcast.

    Nell’episodio, attraverso un’intervista alla dott.ssa Claudia Pulsoni (Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physics), parleremo di brightest cluster galaxies. Conosceremo l’importanza di questi oggetti per lo studio dell’astronomia e dell’astrofisica e proveremo a tracciare un percorso sulle novità arrivate e che ci aspettiamo di capire attraverso lo studio delle BCGs.

    Lo spunto della puntata è un articolo uscito, che prova a determinare le forme e le strutture di questa particolare tipologia di galassie. Qui l’articolo: https://arxiv.org/abs/2205.15672

    In studio: Gianluigi
    30 min
  • Comunicare. Salvaguardare le specie (Puntata Centoventicinque)
    - Ultima puntata di agosto di Co.Scienza-

    Nei piani di conservazione e conoscenza delle specie c'è un aspetto che forse viene poco considerato, ovvero quello della comunicazione e della percezione mediatica di una specie. Questo elemento va a strutturare tutto un immaginario che è alla base del rapporto tra uomo, habitat e le determinate specie.

    Nella puntata attraverso l'esempio dei pipistrelli, da anni indicati come serbatoi di virus, e quindi pericolosi per l'uomo, approfondiremo la relazione tra media, percezione e piani di conservazione di una specie.

    L'ospite della puntata di oggi è la dottoressa Veronica Nanni (IUSS Pavia), che da anni si occupa di studiare queste relazioni e il rapporto tra biologia, ecologia e mass media.

    Qui trovate lo studio al centro della puntata: https://doi.org/10.1016/j.biocon.2022.109591
    37 min
  • Le prime immagini di JWST (Puntata centoventiquattro)
    Le prime e tanto attese immagini del telescopio spaziale James Webb sono state pubblicate. Un punto d'arrivo e di partenza scientifico che nascondono le complessità di uno degli strumenti più complessi mai costruiti dall'uomo. Del significato di questi primi dati scientifici raccolti, della meraviglia delle prime immagini e dei prossimi obiettivi del telescopio parliamo con il dott. Giuseppe Cataldo (NASA).

    Sul nostro canale potete recuperare tutte le altre puntate dedicate al telescopie e alle sue prossime campagne scientifiche.
    Qui trovate le immagini: https://www.nasa.gov/webbfirstimages

    Crediti immagine copertina: NASA, ESA, CSA, and STScI
    In copertina:
    25 min
  • Chaos in biology and ecology (Puntata Centoventitre)
    Il caos è una caratteristica connaturale alle popolazioni e ai sistemi naturali?

    Un nuovo articolo uscito su Nature Ecology & Evolution cambia il punto d’osservazione della questione, provando ad analizzare specie e ambienti ragionando su questa domanda.

    Nella puntata di oggi affrontiamo il significato, le declinazioni della parola caos applicata alla biologia e all'ecologia, e lo facciamo con il ricercatore e le ricercatrici che hanno portato avanti il lavoro.

    A raccontarci le coordinate per studiare un sistema caotico ci sono: Tanya Rogers (NOAA), Stephen Munch (NOAA – Università della California Santa Cruz) e Bethany Johnson (Università della California Santa Cruz).

    L’intervista è integralmente in inglese.

    Qui trovate l’articolo: https://doi.org/10.1038/s41559-022-01787-y
    14 min
  • Il delta del Mekong. La geografia di un ecosistema (Puntata Centoventidue)
    Un delta di un fiume iconico e di fondamentale importanza per tutto un ecosistema naturale e antropico come il Mekong è un "laboratorio" interessante in cui si possono misurare e osservare molti cambiamenti che avvengono nell’ambiente circostante, anzi è lo stesso fiume a modellare la geografia di tutto ciò che ha intorno.

    Capire come prevedere e strutturare azioni e piani efficaci di salvaguardia è di capitale importanza non solo per gli scienziati, ma soprattutto per i policymaker e per gli abitanti della zona.

    Nella puntata di oggi, grazie alle parole del dott. Simone Bizzi (Università di Padova), facciamo un focus sul delta del Mekong e più in generale su problematiche e sfide che chi studia gli ecosistemi fluviali si trova ad affrontare.

    Il punto di partenza è un articolo uscito su Science che ha provato a raccogliere e raccontare la situazione, portando esempi che provengo da vari ambiti di ricerca e che sono stati collezionati in questi anni.

    Qui trovate l’articolo: https://www.science.org/doi/10.1126/science.abm5176

    In studio: Gianluigi
    30 min
  • Studiare terremoti attraverso la fibra ottica (Puntata Centoventuno)
    Un’infrastruttura tecnologica e portante come quella dei cavi sottomarini di fibra ottica potrebbe diventare, nel prossimo futuro, un elemento fondamentale per raccogliere dati e monitorare i terremoti sui fondali marini.

    Le profondità oceaniche restano ancora poco studiate e se monitorate, anche da un punto di vista sismico, potrebbero offrire nuove prospettive di ricerca.

    L’idea arriva da uno studio uscito su Science e nella puntata di oggi proviamo a raccontare il contesto, le possibilità e la tecnologia alla base di questa novità, offrendo un nuovo punto di vista anche nell’analisi dei fondali oceanici.

    L’ospite della puntata è il dott. Giuseppe Marra, del National Physical Laboratory.

    Qui trovate lo studio: DOI: 10.1126/science.abo1939
    Voce: Gianluigi

    Credit icona mondo: Flaticon
    32 min

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