Cose Turche News

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By Eleonora Masi, Riccardo Gasco, Samuele Abrami, Jacopo Franceschini, Sofia ChericiNewsNews CommentaryPolitics
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Cose Turche News episodes

  • 11 - Un Nowruz da ricordare
    ll 21 marzo, primo giorno di primavera, per molte popolazioni, tra cui quella curda, coincide con una ricorrenza importantissima che è quella del Nowruz (o Nawrūz), letteralmente “nuovo giorno”, cioè l’inizio di un nuovo anno secondo il calendario persiano. 

    Per i curdi questa è una celebrazione che non ha connotati religiosi, è una festa popolare molto colorata e sentita, nonché un’occasione, oggi più che mai, per affermare la propria identità.

    La primissima puntata di Cose Turche News è partita proprio con il racconto della nuova fase di apertura e dialogo sulla questione curda, culminata con l'attesa dichiarazione del leader del PKK Abdullah Öcalan, lo scorso 27 Febbraio: un vero e proprio appello per la pace e un invito al disarmo e allo scioglimento dell'organizzazione.

    Che ne è stato dopo l'annuncio e che ne sarà nel prossimo e lungo futuro? Come tutto questo si inserisce nella cornice tanto domestica quanto internazionale?

    In questa puntata speciale, ne parliamo con Murat Cinar, “giornalista in bilico tra Italia e Turchia”, collabora con molte testate, tra cui Il Manifesto, ha un suo podcast, Caffé turco con Murat Cinar, un canale YouTube e un canale Telegram “Notizie Turchia e dintorni”.

    Per approfondire:

    • La puntata del format di Murat Cinar "Il futuro di Rojava passa da Ankara?" con Riccardo e Samuele
    • L'articolo "Il Newroz a Diyarbakir tra festeggiamenti e detenzioni" su Kaleydoskop
    • Il romanzo "Alba" del leader dell'ex partito filo-curdo HDP Selahattin Demirtaş in carcere dal 2016, scritto proprio durante la prigionia (Feltrinelli)

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    30 min
  • 10 - Per riarmarsi "serve" la Turchia
    Stiamo vivendo un momento di forte instabilità globale che scuote profondamente l'Europa, inducendola a riflettere sulla propria sicurezza e autonomia strategica: in questo scenario il ruolo della Turchia emerge in tutta la sua forza. 

    Da sempre il suo esercito rappresenta il secondo più grande contingente della NATO dopo quello statunitense, ma adesso la Turchia emerge anche come partner strategico grazie alla crescita impressionante della sua industria della difesa, con esportazioni che nel 2024 hanno raggiunto i 7,2 miliardi di dollari. 

    In particolare, l'accordo tra l'italiana Leonardo e la turca Baykar per produrre avanzati droni UAV rappresenta un trampolino ideale per una cooperazione più ampia a livello europeo.

    Per approfondire:


    • "Is Turkey the key to Europe's security?" la videoinchiesta di Julia Hahn per DW
    • "Europe's defense awakening and its strategic partners: any place for Turkey?" di Riccardo Gasco e Samuele Abrami per IPC 
    • Can Turkey-Italy defense trade bring political benefits? intervista a Riccardo Gasco per Al Monitor
    • "Türkiye and Italy in the Mediterranean – Shared interests" di Riccardo Gasco - Institute of Social Studies
    • "Turchia: Cronistoria del coinvolgimento turco nel conflitto russo-ucraino" di Eleonora Masi per East Journal (2022)

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    14 min
  • 9 - È iniziato il Ramadan
    Lo scorso 1 marzo è iniziato il mese sacro di Ramadan per tutta la comunità musulmana così anche in Turchia che, pur essendo un Paese ufficialmente laico, ha una popolazione che dichiara in grandissima parte di seguire l’Islam, con una percentuale che oscilla tra il 96 e il 99%.

    Una maggioranza che è quasi totalità, ulteriormente legittimata dai 20 anni di governo filo-islamico dell'AKP: tra tradizioni millenarie e circostanze contemporanee, come è cambiata la celebrazione di questo mese seguendo quella che molti definiscono una “via turca” all’Islam?
    Le generazioni più giovani sono partecipi degli stessi rituali, oppure se ne discostano? E quanto costa in piena crisi economica un iftar a Istanbul, ovvero la cena che rompe il digiuno al tramontar del sole?

    Per approfondire:


    • Il paper "Is There a Turkish Islam? The Emergence of Convergence and Consensus" di M. Hakan Yavuz
    • La storia delle dimissioni del CEO di Zorlu raccontata da un articolo di Reuters
    • Un approfondimento di AP sulla tradizione dei "mahya", i messaggi religiosi luminosi che vengono appesi da un minareto all'altro delle moschee
    • Un articolo di France 24 sugli effetti dell'inflazione durante il Ramadan in Turchia del 2024
    • La tradizione della Ramazan pidesi vista da un articolo del Daily Sabah
    • La serie tv "Crashing Eid" su Netflix sul Ramadan, anche se vissuto da una famiglia saudita
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    18 min
  • 8 - Turchia discarica d'Europa?
    Prendendo spunto da un recente titolo del Guardian “Turkey said it would become a ‘zero waste’ nation. Instead, it became a dumping ground for Europe’s rubbish” ovvero “La Turchia si proclamerebbe una nazione a impatto zero, invece è diventata la discarica dei rifiuti europei”, in questa puntata parliamo delle peculiari quanto controverse figure dei raccoglitori di rifiuti in Turchia e dei progressi del Paese nel riciclo. Approfondiamo le dinamiche di crescente transizione energetica e tocchiamo, inevitabilmente, il tema degli effetti della crisi climatica, soprattutto a Istanbul.

    Per approfondire, consigliamo:
    • L'articolo del Guardian da cui siamo appunto partiti: “Turkey said it would become a ‘zero waste’ nation. Instead, it became a dumping ground for Europe’s rubbish” di Alexander Clapp
    • Il film di Netflix "Paper Lives" che ha come protagonista proprio un raccoglitore di rifiuti
    • Il reportage di Italo Rondinella "Professione? Raccolgo rifiuti" per RSI
    • Il piano sul cambiamento climatico della Municipalità di Istanbul (in inglese)
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    15 min
  • 7 - I turchi e l'alcol
    Da anni ormai, in particolare dopo la pandemia da covid-19 del 2020, si registra un'impennata nella produzione di alcol di contrabbando in Turchia.

    La crisi economica ha visto una crescita di tutti i prezzi dei beni di consumo, di prima necessità e non, anche dell’alcol, complice poi una tassa che dal 2002, cioè dalla primissima vittoria di Erdoğan alle elezioni parlamentari, è gradualmente cresciuta fino a raggiungere il +2500%, in particolare sulla bevanda nazionale, il distillato raki.

    Difficile non farne una questione di natura anche religiosa: per la società, infatti, è diventato un ulteriore strumento di polarizzazione, in un Paese laico, ma a maggioranza musulmana, dove di alcol non legalizzato si può morire, come è accaduto a 38 persone lo scorso Gennaio a Istanbul. 

    Per approfondire il tema, come sempre consigliamo:
    • l'approfondimento "Spike in deaths unlikely to curb bootleg alcohol use in Turkey" di Turkey recap
    • un articolo di Can Sezer per Reuters sull'aumento del consumo di whiskey e le conseguenze sui piccoli produttori vinicoli in Turchia
    • la storia del Yeni Raki, la bevanda nazionale
    • la cronologia delle tasse sull'alcol in Turchia
    • il podcast Spotify Original "Metanolo" che racconta di una vicenda similare accaduta in Italia alla fine degli anni '80
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    19 min
  • 6 - L'opposizione in manette
    Sul fronte politico interno in Turchia sono settimane molto movimentate: la campagna di arresti nei confronti delle voci di opposizione si è intensificata, non solo contro i sindaci delle municipalità guidate dall’opposizione ma anche contro giornalisti e altre figure di spicco della società turca.

    Negli ultimi giorni, si è acceso un dibattito attorno alla parola turcs turp, che significa "rafano" o "rapa", facendo riferimento a un detto turco per dire che "la sfida più grande deve ancora arrivare". Questo concetto è stato al centro di un discorso politico che riflette la crescente pressione sulla leadership dell’opposizione. Il sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu ha denunciato pubblicamente quello che definisce un sistema giudiziario politicizzato, citando i procedimenti contro di lui e altri sindaci dell’opposizione. Ha sottolineato come un esperto testimone, già coinvolto in diverse inchieste contro esponenti dell'opposizione, sia il vero "rafano" ancora da sradicare, ovvero il prossimo grande ostacolo imposto dal governo. Poco dopo il suo intervento, è stata aperta una nuova indagine contro di lui per presunta interferenza nei procedimenti giudiziari.

    [Puntata registrata il 12 febbraio 2025]

    Per approfondire, consigliamo:


    1. la Puntata 4 di Cose Turche "A 10 anni da Gezi"
    2. il libro "Arrestati" di Can Dündar, edito da Nutrimenti
    3. il paper di Kerem Kılıçdaroğlu "Change in political party strategy and organization in Turkey: the Republican People’s Party in government and in opposition"
    4. il paper di Kursat Cinar, Meral Ugur-Cinar e  Ali Acikgoz "Turkey’s Republican People’s Party (CHP): A Longue Durée Analysis"
    5. le puntate della newsletter Turkey recap: "One bey or another", "Revenge is a radish bet served cold" e "The Mansurian candidate"
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    16 min
  • 5 - A due anni dal terremoto
    Una puntata speciale per ricordare il terribile terremoto che colpì il sud-est della Turchia e le regioni settentrionali della Siria il 6 Febbraio 2023.

    Alle 4.17 di due anni fa, la vita di oltre due milioni di persone è cambiata per sempre. Il sisma di magnitudo 8 della scala Richter ne ha spezzate più di 55mila: una tragedia immane che oggi ripercorriamo per capire quello che è successo, ma soprattutto per sapere quello che succede ora con la ricostruzione e le condizioni di chi è sopravvissuto.

    E lo facciamo grazie a un ospite, Filippo Cicciù, giornalista che lavora per l’Ansa e la Radiotelevisione Svizzera Italiana a Istanbul, appena tornato proprio dalle commemorazioni che si sono svolte in quelle zone. 

    [Puntata registrata il 6 febbraio 2025]

    Per approfondire:

    • la settima puntata di Cose Turche, con Mahmut, originario di Adıyaman, registrata a pochi giorni dal terremoto
    • la puntata speciale di Cose Turche dal PodFest di Parma 2023 proprio con Riccardo Gasco
    • il pezzo "Il sisma visto da Antakya. Un racconto" di Riccardo Gasco per Kaleydoskop
    • il reportage di Sofia Chierici "Never on the stand: How Turkey's officials pay no price for earthquakes death" per The New Arab [ENG]


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    30 min
  • 4 - Fiamme e negligenza
    Nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 2025, un grosso incendio è scoppiato al Grand Kartal Hotel, a Kartalkaya, località sciistica nei pressi di Bolu, in Turchia (siamo tra Istanbul e Ankara, a nord-ovest del Paese). 

    Una struttura di 12 piani costruita negli anni '70 che, al momento dell'incendio, ospitava ben 238 persone perché in queste settimane le scuole in Turchia sono chiuse per la pausa invernale. 

    Ci sono 79 morti, più di 50 feriti e 11 arrestati per una vicenda che da subito si è contraddistinta come l'ennesimo esempio di inadeguatezza degli edifici, negligenza nei soccorsi e clientelismo. 

    [Puntata registrata il 27 Gennaio 2025]

    Per ulteriori approfondimenti sulle tematiche affrontate:
    • Il libro "L'oro della Turchia" di Giovanna Loccatelli
    • I tweet di Yavuz e Boşuna Tıklama dai nuovi palazzi di Bostancı a Istanbul
    • Il documentario "Ekümenopolis: City without limits" di Imre Azem (in turco - sub eng)
    • Il documentario "Das Kapital" sulla speculazione edilizia a Istanbul (in turco)
    • Il podcast di Pablo Trincia per Sky Italia, prodotto da Chora Media "E poi il silenzio. Il disastro di Rigopiano"
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    17 min
  • 3 - L'anno della famiglia
    Il presidente della repubblica turca Erdoğan è solito assegnare un "tema" a ogni anno di governo per proiettare in quella direzione le proprie azioni, e il 2025 è stato ufficialmente designato come l’ “anno della famiglia” in Turchia. 

    Questo implicherà un certo numero di riforme e di sussidi in una cornice ben precisa: un paese sempre più conservatore dal punto di vista religioso, con una popolazione molto giovane se paragonata a paesi europei come l’Italia, ma che eppure registra un certo calo della natalità.

    Lo stesso presidente spesso ripete che: “Un figlio significa solitudine, due significa rivalità, tre significa equilibrio e quattro significa abbondanza.” aggiungendo altrettanto spesso che lo stato deve proteggere i bambini dalle ideologie deviate, perverse e innaturali delle comunità LGBTQI+ con tutto ciò che ne consegue in termini di libertà e diritti fondamentali, ma anche per il ruolo della donna in un Paese dove nel 2024 si è registrato il più alto tasso di femminicidi della propria storia, gran parte dei quali avvengono all’interno delle mura domestiche, per mano di familiari.

    [Puntata registrata il 22 Gennaio 2025]

    Oltre all'ascolto vi consigliamo:
    • la lettura dell'articolo "Nella Turchia di Erdoğan non c'è spazio per la comunità LGBT" di Futura D'Aprile - Domani
    • la lettura del libro “La famiglia nella ‘nuova’ Turchia: Donne, politica e religione al tempo di Erdoğan” di Chiara Maritato - Mimesis edizioni
    • una breve storia del Pride a Istanbul (in inglese) 
    • la visione della serie tv turca "Kulüp" (The Club) su Netflix in cui una ragazza madre, per giunta appartenente a una minoranza, cresce una figlia da sola nella Turchia degli anni '50
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    17 min
  • 2 - Il minimo per (soprav)vivere
    Da Gennaio 2025, il salario minimo mensile in Turchia è passato da circa 17.000 a 22.104 lire turche (pari più o meno a 600€, considerando la fluttuazione giornaliera del cambio) con un aumento del 30%. 

    Una manovra che ha infuocato l'opinione pubblica costituita da una popolazione che da anni affronta un'inflazione disarmante: se l'Italia nel 2024 ha chiuso l'anno all'1,3%, la Turchia si attesta sul 44,3%.

    Al di là dei numeri, cosa implica tutto questo per la vita quotidiana delle persone dentro e fuori da Istanbul?

    Chi meglio di chi ci abita, come Riccardo e Samuele, può dircelo!

    [Puntata registrata il 14 gennaio 2025]

    Qualche link utile per chi volesse approfondire:
    • L'articolo di Valeria Talbot per ISPI "Turchia: priorità economiche all'ombra delle tensioni regionali"
    • L'articolo "EBRD keeps Turkiye forecast unchanged but notes improvements" di Dilara Sari (ENG)
    • L'articolo di Adam Samson "The Erdogan whisperer behind Turkey's economic pivot" per il Financial Times (ENG)
    • La newsletter Economy Recap di Turkey Recap a cura di Azra Ceylan (in inglese, a pagamento)
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    15 min

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