da Brand a Friend

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  • Imitare SI, Imitare NO
    *Imitare SI, Imitare NO

    Imitare, emulare, ripetere quello che fanno gli altri, non ha nulla a che fare con il copiare.

    Copiare è il metodo naturale, sano ed efficace, per poter apprendere qualsiasi cosa.

    Imitare è invece il seguire un modello, un modo di fare, uno schema, non con lo scopo di apprendere, ma con lo scopo di ottenere lo stesso status di ciò che viene imitato.

    In particolare, l’imitare è relativo soprattutto alle apparenze, alle sembianze di qualcosa, ma non al fare propri i meccanismi, i dettagli e le conoscenze che producono quel risultato.

    Per questo penso che imitare sia equivalente al “mettere su una facciata”, mentre il copiare sia l’effettiva capacità di replicare qualcosa, avendone appreso i meccanismi intrinsechi più dettagliati.

    Ne consegue che, con le dovute eccezioni, non ho grande simpatia per chi imita (nonostante siano la stragrandissima maggioranza), ma apprezzo invece molto chi copia con cura e attenzione con lo scopo specifico di apprendere, e non con quello di farsi bello, di apparire o spacciarsi per qualcun altro in maniera indebita.

    Soprattutto riconosco nell’imitare un abbandonarsi alla superficialità, al fare una cosa semplicemente perché “tutti gli altri” fanno così.

    Questo è uno spreco totale delle nostre facoltà e potenzialità creative e ci insabbia in comportamenti e modi di fare, che spesso contraddicono i nostri principi etici e morali, con il solo vantaggio di uniformarci al gregge che ci circonda (quando il nostro scopo dovrebbe essere esattamente il contrario).
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    Morale della favola:

    Imitare, senza aver consapevolmente analizzato le ragioni e la validità di un certo comportamento o approccio, così come le sue finalità, può essere un comportamento deleterio, negativo, persino distruttivo.

    Imitare i comportamenti e modi di fare degli altri, nel promuoversi, nel fare marketing, nel proporre i propri prodotti e servizi, non è frequentemente la scelta migliore.

    Ogni situazione, prodotto, mercato ha le sue caratteristiche ed esigenze.

    Imitare l’approccio di altri, che non hanno le tue stesse caratteristiche e finalità, preoccupandosi più delle apparenze e delle sembianze che non del capire le logiche, i motivi e le ragioni dietro l’approccio, può spesso portare a risultati controproducenti e ad allontanare la possibilità di raggiungere rapidamente i propri obiettivi.

    Imitare ha senso quando si è indagato e appreso il perché e il senso del comportamento / approccio che si vuole adottare, e quando tale adozione serve specificamente a raggiungere i propri specifici obiettivi e ambizioni.


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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Keep on going" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://birocratic.bandcamp.com/track/nesting




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  • Copiare SI, copiare-NO
    *Copiare SI, copiare NO*

    Copiare o inventare?

    Certamente inventare, ma per riuscire farlo bisogna prima copiare tantissime volte da chi è bravo.

    Peccato che a scuola venga insegnato l’esatto contrario.

    Eppure, se guardi alla storie personali di grandi artisti, sportivi, innovatori, scoprirai che il loro metodo principale di apprendimento è stato il “copiare” dai grandi maestri.

    Non solo.

    Anche se vai in una scuola di pittura, di scherma, di arti marziali, di architettura, fisica o di scultura, uno dei metodi di apprendimento più frequentemente utilizzato è quello di allenarsi a riprodurre in maniera impeccabile i tratti, le mosse e le tecniche utilizzate dai grandi che ci hanno preceduto.

    Solo dopo aver appreso come copiare con cura e precisione, diventa possibile innovare e inventare cose che sembrano avere un altra qualità: il nostro personalissimo stile.

    E questa originalità e stile, non nasce altro che da un meraviglioso remix di ciò che abbiamo preso, copiato, e fatto nostro in un lungo periodo di tempo così da poterlo integrare come seconda natura. La creatività, l’originalità, l’innovazione nascono dalla propria abilità di saper rimescolare e riadattare in maniera unica, metodi, approcci e tecniche di altri, che nel tempo abbiamo fatto nostre.

    Il saper copiare è il cuore della creatività.

    Ma attenzione a non fraintendermi.

    Ci sono due modi molto diversi di copiare:

    Copiare per fregare.
    Copiare per apprendere.
    Copiare per innovare.
    Copiare per fregare, è quando si copia l’opera di altri, spacciandola per nostra.

    Copiare per apprendere, è quando si copia per far propria una tecnica, uno stile, un metodo di studio, produzione o lavoro. Questa è la maniera naturale in cui la maggior parte degli esseri viventi apprende. Dal parlare, al cacciare, allo scrivere o al cantare, è impossibile apprendere queste cose senza copiare da chi già le sa fare.

    Quindi, è una buona idea copiare?

    Assolutamente sì.

    Copiare è un’ottima idea, specialmente quando ciò viene fatto con la specifica intenzione di apprendere e far propria una certa conoscenza, non per risparmiare tempo e farsi belli con il lavoro di altri.

    Quindi, nella pratica di tutti i giorni, per chi come te è imprenditore indipendente, la strada giusta è quella di NON reinventare la ruota ogni volta che ce n'è bisogno. Se hai bisogno di realizzare un nuovo slogan, una nuova impaginazione, un libro o una pubblicità, non cercare di avere un’illuminazione divina e di realizzare un capolavoro se ispirato al punto gusto.

    Questo succederà naturalmente nel tempo, avendo avuto tanta esperienze di creazione in quel settore. Non prima.

    Finché non sei a quel punto, cerca grandi esempi e riferimenti di chi ti ha preceduto con successo e fai tuoi gli elementi, le tecniche e gli approcci che ha utilizzato.

    Una volta che hai fatto tuo lo skill, una volta che sai copiare perfettamente l’opera di chi ha dieci volte la tua esperienza, allora comincia ad innovare introducendo elementi, variazioni e modifiche che hai - anche in questo caso - appreso da altri, ma che applicherai in maniera diversa e originale alle tue opere.

    Così come nella musica, le note sono solo sette, ma le combinazioni possibili sono praticamente infinite.


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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Let's Go Surfing" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/lets-go-surfing



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    16 min
  • Condividere o tenere nascosto?
    *Condividere o tenere nascosto?*

    La condivisione pubblica, aperta, senza riserve è uno dei pilastri fondamentali della mia filosofia di comunicazione e marketing.

    Al contrario di quanto avveniva in passato, ho scelto di fare di ciò che era considerato un’eresia la mia più grande forza ed elemento di caratterizzazione.

    Mi trovo quindi frequentemente in situazioni nelle quali incontro imprenditori indipendenti che sono molto timorosi e scettici nel voler condividere le loro idee e i loro “segreti” online, pubblicamente. Ciò che li frena è la convinzione che ciò possa ridurre le loro opportunità di riuscita, favorendo allo stesso tempo la concorrenza.

    Ma è veramente così?

    E’ meglio davvero tenere tutte le proprie idee e riflessioni nella nostra testa, invece che condividerle pubblicamente sui nostri canali online?

    In passato, fino alla fine dello scorso secolo, e cioé fino alla fine degli anni 90 non solo era un’eresia il pensare di condividere pubblicamente le proprie scoperte, tecniche e metodologie (a meno di essere lautamente pagati per farlo), ma non era neanche tecnicamente possibile fare una cosa del genere. Non esistevano prima della metà degli anni 90 mezzi o media in grado di consentire a chiunque di poter condividere le proprie idee con un gran numero di persone.

    Con l’arrivo di Internet è cambiato tutto.

    Chiunque è diventato una casa editrice, una mini-TV, un giornale, rivista, radio.

    Esperti, inesperti, furbetti e truffatori matricolati hanno cominciato a scrivere e a condividere online le loro idee, i loro progetti, la loro visione e le loro scoperte.

    E così facendo, prima decine, poi centinaia e poi migliaia di persone hanno cominciato a scoprirli e ad interessarsi alle loro idee.

    Le aziende hanno cominciato a pubblicare e a condividere le loro visioni, idee, strategie e metodologie, allargando sempre di più i limiti di ciò che può essere condiviso senza creare attrito con il successo dell’azienda.

    L’economia è diventata rapidamente, nel giro di poco più di 10 anni, un’economia di informazioni, dove non la scarsità, ma l’abbondanza è la caratteristica principale.

    Ne consegue quindi che in un’economia delle informazioni dove domina l’abbondanza, chi scompare dalla realtà è chi non pubblica, chi non condivide, chi rimane silenzioso perché timoroso e preoccupato sul cosa dire.

    Chi non è presente nel flusso delle notizie, dei social, dei siti online oggi è come se non esistesse.

    “Non ha neanche un sito web” è una frase che senti dire quando incontro una di quelle aziende o consulenti che sono rimasti indietro nel tempo e che pensano ancora di poter sopravvivere senza partecipare al dialogo che si è aperto online.

    “Ma Robin, se condivido online il mio progetto, la mia idea, rischio che qualcuno me la rubi e la faccia prima di me, e poi io che faccio?”.

    Questa è la perplessità più frequente che sento.

    Chi la manifesta, spesso non si rende conto che le idee le hanno tutti, e che averne una, non ci rende speciali o particolarmente attraenti, a meno che siamo in grado di realizzarla.

    Ma quanti chance abbiamo secondo te di realizzare un’idea che teniamo nascosta?

    Zero.

    Oggi chi è ricercato, chi vale, chi è richiesto a gran voce, non è chi ha idee, ma chi è in grado di farle conoscere prima (venderle al pubblico) e poi di realizzarle. Chi sa trovare persone e risorse ideali per trasformare idee in realtà, spendendo poco e avendo dimostrato sul campo di saper ottenere risultati concreti in tempi brevi.

    Quindi vediamo un attimo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di tenere per sé le proprie idee, così come i pro e i contro di condividerle apertamente:
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    A) Tenere Le Idee Nascoste

    *Pro*
    Nessuno te le può rubare (assumendo che solo tu possa avere avuto quell’idea tra milioni di persone)

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    *Contro*
    Finché la tua idea non è realizzata è come non averla avuta, visto che non ne puoi parlare a nessuno.

    E’ più difficile trovare partner, collaboratori e investitori, visto che a meno che non ci parli personalmente, facendo sottoscrivere degli accordi di confidenzialità, nessuno può venire a conoscenza delle tue idee.
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    B) Condividere Pubblicamente

    *Pro*

    - Condividendo idee valide puoi da subito guadagnare reputazione e credibilità, semplicemente perché non solo hai avuto un’idea valida, ma soprattutto perché sei riuscito ad articolarla e a presentarla in maniera chiara agli altri.

    - Chi è interessato alla tua idea, è in grado di contribuire o vede un ottimo investimento si farà avanti per saperne di più, per conoscerti e per trovare forme di collaborazione.

    - Condividendo la tua idea potrai confrontarti più facilmente con altri che hanno fatto o tentato percorsi simili e scoprire quali ostacoli hanno dovuto superare e che problemi hanno incontrato.

    - Condividendo idee, metodologie e risorse di valore, pubblicamente, senza chiedere nulla in cambio, offre la possibilità di farsi apprezzare e di accrescere la propria reputazione e credibilità a costo zero.

    - Condividendo, puoi entrare in contatto con persone e organizzazioni affini al tuo progetto che possono contribuire, esempi, idee e suggerimenti che possono migliorare la tua idea originale del 1000%.

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    *Contro*

    - Dovrai darti da fare per condividere. Comunicare in maniera efficace cosa hai nella testa di modo che gli altri non solo capiscano, ma siano affascinati e coinvolti richiede tanta dedizione e allenamento.


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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Movin" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/movin-w-blue-wednesday




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    16 min
  • Business strategy in tempi di crisi economica
    *Business strategy in tempi di crisi economica*

    Alla luce della più grande crisi della storia economica moderna qual è la strategia di business più sensata da prendere in considerazione ORA?

    Se non lo hai ancora fatto, inizia subito a creare un tuo business online.

    Se hai già un business fisico come un negozio, organizzati e preparati in modo da poter continuare a farlo funzionare senza avere più una presenza fisica (oppure riconsidera, il settore e la nicchia di mercato in cui operare).

    Posizionati in un nicchia specifica di mercato - ciò vuol dire scegliere in maniera scientifica un problema, un interesse o un’esigenza specifica relativa ad un gruppo di persone ben definito.

    Comincia a costruire subito (se già non le hai e non le puoi mostrare) le credenziali che dimostrino la tua competenza e credibilità in quel settore specifico.

    Cura e coltiva le relazioni dirette con ognuna delle persone interessate alla tua offerta e fai in modo che non siano abbandonate a se stesse. Crea uno spazio dove seguire e curarle.

    Inizia a vendere. Sperimenta, testa, esplora.

    Per coloro che non avevano un negozio fisico, ma la cui attività si basava principalmente su qualcosa che avveniva fisicamente (animatori, insegnanti, fotografi, videomaker, etc.) è saggio pensare da subito a qualcosa che sostituisca / rimpiazzi / migliori la loro attività e che possa essere svolto 100% online.

    In questi casi devo pensare a qualcosa di simile, che valorizzi le mie competenze ma che non richieda la presenza fisica. In alcuni sarà necessario ripensare integralmente la propria attività e fare proprie nuove competenze.

    Una strada veloce per poterle far proprie è quella di affiancare qualcuno che è già esperto e navigato in quel settore.

    Don’t wait to do this until it is indispensable. Do it ahead of time.

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    Info Utili


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    "Ocean" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/ocean




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    16 min
  • Come fare un podcast che domina la sua nicchia di mercato
    *Come fare un podcast che domina la sua nicchia di mercato*

    Come creare valore e aumentare la propria credibilità a livello esponenziale curando la propria nicchia di mercato in un podcast.

    Che cosa intendo con curare la propria nicchia di mercato?

    Intendo il monitorare, seguire, ascoltare e leggere quello che tutti i migliori giornalisti, blogger, podcast e video maker nella mia nicchia dicono, scrivono, condividono per poi estrarre e distillare le cose più interessanti che hanno detto. Una specie di audio-telegiornale del settore nel quale presenti, contestualizzi e commenti la crema di ciò che è stato detto estraendo spezzoni e passaggi dai podcast originali.

    Non un lavoro alla portata di tutti, ed è proprio per questo che lo suggerisco. Solo chi è veramente un conoscitore, o un grande appassionato e studioso della propria nicchia di mercato, può portare avanti con successo una sfida del genere.

    L’impegno richiesto da un podcast così strutturato penso possa essere ben ripagato dalla unicità formidabile del format, dalla visibilità che potrà concedere tirando in ballo e citando ogni volta fonti diverse e rilevanti nel settore, e dalla inevitabile crescita di credibilità e reputazione che verrà attribuita a chi dimostrerà di essere in grado di portare avanti una produzione di questo genere.

    Il vantaggio in termini di risparmio di tempo che si offre ai propri lettori è immenso.
    Tutti gli autori dei podcast che vengono “citati” ricevono pubblicità gratuita e la sola citazione nel podcast che li raccoglie li eleva a punti di riferimento rilevanti.

    E’ una situazione win-win dove tutti hanno un beneficio: il podcaster che lo fa, gli altri autori di podcast coinvolti e gli ascoltatori.



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    Info Utili


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    "Palm Trees" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/palm-trees




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    11 min
  • Come monetizzare un podcast
    *Come monetizzare un podcast*

    I modelli di monetizzazione che possono essere applicati a chi pubblica un podcast sono più o meno gli stessi che possono essere adottati da chi crea contenuti di altro tipo (testi, guide, video, etc.).

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    I più utilizzati sono questi:

    1) Abbonamento / sottoscrizioni:
    Gli ascoltatori pagano per accedere al tuo podcast o ad una versione speciale ed esclusiva non disponibile a tutti - la versione gratis esce ad esempio una volta a settimana e la versione Premium tutti i giorni.

    2) Crowdfunding (es.: Patreon):
    Gli ascoltatori donano una somma mensile per sostenere e partecipare in qualche modo alla produzione del tuo podcast (attraverso la possibilità di sottoporre domande, di influenzare i temi trattati, di scegliere e votare i prossimi ospiti da intervistare, etc.).

    3) Sponsorship / pubblicità:
    Il podcast è finanziato da servizi e prodotti che sponsorizzano l’intera puntata, una sezione specifica, oppure che inseriscono pubblicità vere e proprie nella programmazione.

    4) Promozione di prodotti affiliati:
    Il podcast si finanzia attraverso la recensione di prodotti e servizi terzi che, offrono commissioni sulle vendite.

    5) Vendita di info-prodotti (corsi, guide, ebook, etc.):
    Il podcast viene utilizzato come veicolo per promuovere costantemente servizi o prodotti informativi creati ad hoc per il proprio pubblico.

    6) Vendita di consulenze:
    Il podcast racconta storie di problemi realmente avvenuti e di come sono stati risolti, promuovendo in maniera discreta consulenze dirette a distanza (chiamate via Skype e similari).
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    La mia esperienza personale.
    Io non uso il podcast come strumento per monetizzare in maniera diretta. Il podcast è per me uno strumento per farmi conoscere e farmi apprezzare nel tempo da chi è mio cliente, sostenitore o da chi lo deve ancora diventare. E’ uno strumento per condividere valore, farmi apprezzare e farmi conoscere più da vicino.


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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Rainy Days" by Joakim Karus - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/rainy-days




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    19 min
  • Puoi essere un buon podcaster?
    *Potresti essere un buon podcaster?*


    Come fare per valutare?

    In generale, coloro che hanno maggiori possibilità di realizzare un podcast ed avere successo sono coloro che:

    - Hanno delle idee e desiderano condividerle

    - Sono pensatori, strateghi più che esecutori, produttori

    - Sanno parlare in buon italiano, sapendo esprimere in maniera chiara e comprensibile le proprie idee

    - Hanno storie, aneddoti, esempi continui di come affrontare i problemi caratteristici della propria nicchia

    - Amano aumentare la loro credibilità, visibilità e prestigio, senza doversi mettere a scrivere

    - Vogliono sviluppare una relazione più personale ed intima con il proprio pubblico





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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Show Love" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/show-love



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    13 min
  • Come trascrivere automaticamente un podcast (gratis)
    *Come trascrivere automaticamente un podcast (gratis)*


    Perché trascrivere un podcast:

    a) Per creare note di accompagnamento al podcast - indice dei contenuti del podcast

    b) Per poter produrre altri contenuti: es.: un articolo, un post per i social, un video con sottotitoli, etc. sullo stesso argomento



    Fino ad oggi, se volevo trascrivere l’audio di un podcast avevo queste alternative:

    1) Scrivere il testo del podcast prima di registrare la puntata e leggere il testo nella puntata.

    2) Sbobinare a mano, a registrazione avvenuta, riascoltando passo-passo l’audio e trascrivendolo a mano.

    3) Utilizzare un servizio online che fa trascrizioni da audio o video, tipo Castingwords o Rev.

    4) Utilizzare un servizio online che trascrive automaticamente audio o video come Headliner.app, e altri



    Come fare una trascrizione automaticamente di un podcast usando Google Documenti:

    1) Prepara la registrazione della puntata del tuo podcast da trascrivere come se la volessi riascoltare attraverso i tuoi altoparlanti


    2) Apri un Documento di Google


    3) Vai nel menu “Strumenti” e seleziona “Digitazione Vocale”


    4) Clicca sul bottone con il microfono per avviare la dettatura


    5) Avvia il playback dell’audio del tuo podcast


    6) Lascia che Google Documenti interpreti e trascriva.
    *Nota Bene: Mentre Google Documenti trascrive il tuo audio, vedrai che la trascrizione si ferma e poi riprende dopo un pò. Questo è del tutto normale perché Google Documenti cerca di capire dal “contesto” delle altre cose che dici quali sono le parole corrette da inserire. Per questo non vedi la trascrizione apparire simultaneamente al playback dell’audio.

    A seconda di quanto chiaro e comprensibile e l’audio originale del tuo podcast tanto più precisa e accurata sarà la trascrizione.

    7) Quando sarà terminato l’audio del tuo podcast, potrai verificare e correggere a mano i punti dove la trascrizione automatica ha commesso degli errori.



    Riferimenti:

    Google Documenti
    https://docs.google.com

    CastingWords
    https://castingwords.com

    Rev
    https://rev.com

    Sbobina.it
    https://sbobina.it





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    Info Utili


    • Musica di questa puntata:
    "Stay Cool" by Joakim Karud - disponibile su Bandcamp:
    https://joakimkarud.bandcamp.com/track/stay-cool




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    17 min
  • Futuro del podcasting (Trends)
    Futuro del podcasting (Trends)

    Che cosa intravedo nel prossimo (a breve) futuro, per chi fa podcasting.

    1) Interviste di Settore
    Podcaster che si specializzano nell’intervistare persone / addetti ai lavori in un settore specifico, o su un tema particolare. Con continuità nel tempo.

    2) TOC interactive
    Indicizzazione completa del podcast di modo che posso cliccare e andare a qualsiasi punto dello stesso, non dovendolo ascoltare obbligatoriamente in maniera lineare. Vedi http://smashnotes.com/

    3) Podcast Curation
    Discovery di contenuti e passaggi interessanti da altri podcast con commento, opinione e analisi.
    Intravedo una tipologia di podcast dove forse non sentirò mai la vera voce del podcaster / autore. L’autore potrà scrivere i testi e farli interpretare ad una voce artificiale, e concentrare i suoi sforzi nel trovare, raccogliere e “pulire” passaggi audio estratti da altri podcast che raccolti insieme in un episodio, esplorano un argomento particolare.

    5) AI Soundtracks. Colonne sonore per podcast generate automaticamente e su misura per le esigenze del podcaster. (per ora c'è https://evokemusic.ai/)

    6) Cross-Format Content Production
    Da un podcast vengono prodotti più o meno automaticamente tutta una serie di contenuti più leggeri e utilizzabili sui social media come *storie*, micro-video in stile Lumen5 o semplici post..

    7) Formati Brevi (ed anche più lunghi)
    Prevedo una crescita importante dei formati brevi, sotto i 10 minuti.

    8) Trascrizione Integrata
    E' dietro l'angolo l'integrazione di funzioni di trascrizione automatica per qualsiasi strumento o servizio dove si registrano o pubblicano podcast

    9) Ascolto in Qualsiasi Lingua
    Questo richiederà un pochino più di tempo ma la tecnologia in realtà è già qui. Tra motori di trascrizione automatica in qualsiasi lingua e software in grado di convertire qualsiasi testo in voci umane sempre più realistiche, ciò che manca è soltanto di attendere che i tool di trascrizione automatica migliorino ancora un pò la loro precisione e poi ci dovremmo essere.




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    "Wants To" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
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  • Podcasting: Come fare una buona intervista
    Podcasting: Come Fare una Buona Intervista

    10 consigli pratici.

    1) Organizza un pre-colloquio con l’intervistato per capire bene con chi hai a che fare.
    Mettiti d’accordo prima con l’intervistato sui tempi di risposta che ha a disposizione; se può andare a ruota libera o altro.

    2) Introduci bene, offri contesto e non dare nulla per scontato, ma spiega con chiarezza le cose. Spiega la rilevanza dell’intervistato per la tua nicchia.

    3) Detta i tempi dell’intervista.

    4) Sintetizza, cristallizza ciò che l'interlocutore dice, sia per vedere se hai capito bene sia per rendere più semplice e chiaro agli ascoltatori ciò che è stato detto.

    5) Non interrompere mai il tuo interlocutore. Non fare domande prima di lasciar finire il discorso.

    6) Fai domande interessanti, precise, curiose e profonde. Scava. Chiede il perché. Non fa chiacchiericcio e PR. Mette in difficoltà, laddove necessario, l’interlocutore (in maniera cortese ed educata, come farebbe un buon giornalista - non ce ne sono più).

    7) Non anticipare le risposte. Non mette le risposte in bocca all’interlocutore. Fa domanda serie, aperte.

    8) Non riderti addosso per fare il simpatico. Serio, investigativo. No al modello TV amicone. Limita le domande di cortesia.

    9) Fai da tramite delle domande che il pubblico fa o vorrebbe fare

    10) Sii trasparente - fornisci apertamente info sul suo motivo di intervista, rapporti, relazioni, interessi e vantaggi.






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    • Musica di questa puntata:
    "Backhome" by Moose Dawa - disponibile su Bandcamp:
    https://birocratic.bandcamp.com/track/stay-gold




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