In uno dei suoi scritti più rappresentativi, l’Apologeticum, Tertulliano esprime la netta contrapposizione tra Atene e Gerusalemme, Filosofia ed Evangelo, i quali non hanno nulla in comune. Il cristiano cerca il Signore con la semplicità del cuore, senza contaminazione di stoicismo, platonismo e sofismo.
Fede in Cristo e sapienza umana si contraddicono: la morte del Figlio di Dio “è credibile, perché è una stoltezza”, la sua risurrezione “è certa, perché è impossibile”. Da qui nasce il suo motto: “Credo quia absurdum”, cioè “Credo in forza dell’assurdo”, perché l’uomo, con le sue capacità razionali, non può cogliere il mistero del divino.