Déjàvu - Pillole di Cinema

Déjàvu - Pillole di Cinema

By RKH StudioTV & FilmFilm History
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Déjàvu - Pillole di Cinema episodes

  • Da occhio del Novecento a Post-Cinema: quando il cinema perde certezze
    Il cinema è un dispositivo anche sociale in perenne trasformazione e la sua forma non ha mai smesso di mutare per rispondere a nuove esigenze. Una volta smaterializzato, tradotto in linguaggio numerico, è ora libero di migrare da un supporto all’altro, designando nuove modalità esperienziali. Stiamo parlando di quella che Henry Jenkins definisce Cultura Convergente, in cui si ridefinisce l’identità dei mezzi di comunicazione. Le abitudini di visione del pubblico subiscono un profondo mutamento e l’organizzazione personalizzata dei contenuti diventa la prassi di un tipo di fruizione completamente nuova. La logica della convergenza e la rivoluzione digitale sono caratteristiche di uno scenario che potremmo definire postmediale e alcune delle caratteristiche tipiche del cinema sembrano essere messe in discussione. Prima fra tutte la sua centralità culturale, quello che lo ha reso l’occhio del Novecento, ruolo in parte trasferito ad altri media. 

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    Scritto da Roberta Stefanini
    Sound design a cura di Manuel Mosso

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    10 min
  • Verso il Futuro: dalla fine degli anni Novanta al nuovo millennio
    Siamo alle soglie del nuovo millennio. È un periodo di rivoluzione che dà vita a un linguaggio visivo nuovo e profondamente diverso da quello utilizzato nel corso del Novecento: il computer diventa strumento fondamentale nel cinema degli anni Novanta, indispensabile nel nuovo millennio.

    Il cinema torna a essere spettacolo, ma, parallelamente, perde concretezza. 

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    8 min
  • La fine di un'era: gli anni Novanta
    A partire dagli anni Novanta, nei film inizia a comparire l'immagine digitale, che prende il posto della celluloide, che per cent'anni ha accompagnato il cinema. Prima che il digitale prenda definitivamente il posto dell'analogico, i registi degli anni Novanta danno prova di grande maestria nel mettere in scena le emozioni del reale, prima che tutto diventi effettivamente possibile. Partiremo dall’Iran per passare dall’estremo Oriente: Hong Kong, Taiwan, Giappone con il J-horror per tornare in Europa con Lars Von Trier e il Dogma ‘95, con Mathieu Kassovitz e L’Odio o con Michael Haneke e Funny Games.

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    10 min
  • The Greed Decade: gli scintillanti anni Ottanta
    Gli anni ‘70 si chiudono con rinnovati sintomi di guerra e precarietà. In questo momento storico i mass media hanno importanza fondamentale, dando voce a una complessità caotica di subculture, culture minori ecc e contribuiscono all’esplosione della cultura pop che azzera definitivamente i confini fra cultura alta e cultura bassa.  Il mercato dell’home video rappresenta la nuova novità del decennio.

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    14 min
  • Frammenti di identità: il cinema mondiale negli anni Settanta
    Al di là delle luci di Los Angels o New York, nel cinema degli anni Settanta si apre un mondo nuovo. Come abbiamo già visto la golden age 1945-1973 incrementa l'interdipendenza e la globalizzazione del mondo. L’espansione dei consumi di massa produsse un’omogenizzazione degli stili di particolarmente marcata in Nordamerica, Europa e Giappone, ma che si proiettò oltre i confini dell’occidente capitalistico. Nel 1973 la crisi petrolifera fece emergere gli elementi della crisi delle società occidentali, ma penso anche al golpe militare di Pinochet in Cile, all’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici, l’Iran si trasforma in una repubblica islamica fondata sui precetti del Corano ecc… Gli anni '70 sono, di fatto, anni di grande incertezza che si chiudono su rinnovati sintomi di guerra e precarietà. Vediamo come questo si ripercuote sul cinema. 

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    11 min
  • Gli Anni '70 USA: tra nuovi sguardi e l'ascesa del blockbuster
    9 agosto 1969. “Una giovane donna, bionda, incinta, era distesa sul fianco sinistro, proprio ai piedi del divano, con le gambe rannicchiate sullo stomaco in posizione fetale. Indossava un reggiseno a fiori, e degli slip con la stessa decorazione, ma il disegno era praticamente irriconoscibile a causa del sangue, che sembrava essere stato spalmato su tutto il corpo. Una corda di nylon bianca le era stata girata due volte attorno al collo; il capo di questa corda era stato passato sopra una trave del soffitto, mentre l'altro capo, disteso sul pavimento, portava a un altro corpo, di un uomo, a poco più di un metro di distanza". Questa è la descrizione del pubblico ministero al processo per “l’autentico mattatoio umano” che è stato l’eccidio di Cielo Drive. La donna incinta di cui si parla è Sharon Tate, attrice hollywoodiana e moglie del regista polacco Roman Polanski. Così si chiudono gli anni ‘60 del secolo scorso, un decennio luminoso, ma, si sa, dopo il giorno viene sempre la notte, almeno per un momento.

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    15 min
  • Sogni e Rivoluzioni: il cinema degli anni Sessanta negli Stati Uniti
    Il cinema non è più solamente una finestra attraverso la quale raccontare una storia e dei personaggi, ma è comunemente accettato come linguaggio a sé stante che ha a che fare anche con forma, spazio, colore e tempo. Anche qui in America, cominciano a sentirsi voci radicali. John Kennedy è stato assassinato nel 1963, Malcolm X nel 1965, crescono le proteste contro la Guerra nel Vietnam e gli incassi del cinema continuano a crollare. La televisione sembra essere preferita al cinema dalla maggioranza degli americani. Ma, anche se i maggiori successi del periodo sono “Ben Hur” e “Tutti insieme appassionatamente”, l’innovazione arriva da autori che guardano sempre di più al reale.

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    12 min
  • Il Nuovo Cinema: Europa e altri paesi
    L’espressione Nuovo Cinema comprenderà esperienze eterogenee, non sintetizzabili in una definizione univoca, ma accomunate da una forte volontà di rinnovamento sul piano organizzativo, immaginario e narrativo, rimettendo in discussione il cinema stesso. L’affermarsi del nuovo cinema è riconducibile anche all’affermarsi della trasformazione dell’orizzonte sociale, della cultura e dell’immaginario. I protagonisti sono giovani, che rifiutano i valori della famiglia, le prospettive della carriera, le abitudini, le ipocrisie della società organizzata, regole, tradizioni, convenzioni, religione. In particolare negli anni Settanta si sviluppa l’esigenza di nomadismo, fuga, dislocamento fisico e mentale. Così anche le regole di ripresa e montaggio si svincolano dalla messa in scena classica in favore di una maggiore libertà creativa.

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    15 min
  • Il cinema Italiano negli anni Sessanta
    La modernità cinematografica è l’insieme di esperienze eterogenee che dal secondo dopoguerra rivoluzionano il sistema stilistico e produttivo soprattutto su suolo europeo. In questo contesto l’Italia presenta linee dal gusto completamente diverso che vanno dalle riletture neorealiste, agli autori che esordiscono negli anni Cinquanta (Fellini e Antonioni), agli esordienti degli anni Sessanta (Pasolini), fino alle diverse facce del popolare come il western (Sergio Leone) o la commedia (Marco Ferreri). Gli anni Sessanta italiani iniziano nel 1959 quando, a Venezia, il Leone d’oro della mostra è assegnato a “Il Generale della Rovere” di Rossellini e a “La Grande Guerra” di Monicelli. Da qui comincia una sorta di rinascita del cinema italiano, rimettendo sugli schermi una serie di antieroi prima esclusi che da “Il sorpasso” di Dino Risi del 1962, affollano la commedia all’italiana. Il decennio d’oro è poi aperto dal trio Fellini-Antonioni-Visconti con rispettivamente “La Dolce vita”, “L’avventura”, “Rocco e i suoi fratelli”. Le nuove generazioni (a differenza del resto d’europa) sembrano non rompere con la generazione precedente ma anzi, si proclama sua erede.

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    11 min
  • La Nouvelle Vague
    Nel maggio del 1959 vengono presentati al Festival di Cannes “I quattrocento colpi” di Francois Truffaut e “Hiroshima Mon Amour” di Alain Resnais e da qui comincia il nuovo corso del cinema francese degli anni Sessanta. I due film manifesto, sono film effettivamente originali e da cui si conierà la formula Nouvelle Vague.

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Déjàvu - Pillole di Cinema è il podcast che racconta la storia del cinema attraverso gli occhi di chi la vissuta. Condotto da Roberta Stefanini e prodotto da Déjàvu Magazine e RKH Studio.