Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione, io sono l’avvocato Fabio Loscerbo. Oggi parliamo di segnalazione SIS, cioè della segnalazione nel Sistema Informativo Schengen, un tema che nella pratica incide in modo decisivo sulla libertà di circolazione, sul diritto al rientro in Italia e, più in generale, sulla posizione giuridica dello straniero. Il punto centrale è questo: che cosa accade alla segnalazione SIS quando un provvedimento di espulsione viene annullato da un giudice?
La risposta non è sempre quella che molti si aspettano, e lo chiarisce bene una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Settima, pubblicata il 2 febbraio 2026, numero 724 del 2026, resa nel giudizio iscritto al ruolo generale numero 2589 del 2025 tar campagnia segnalazione sis. In questo caso, il giudice di pace aveva annullato un decreto prefettizio di espulsione. La Questura, in esecuzione di quell’ordinanza, aveva correttamente provveduto a cancellare la segnalazione SIS collegata a quello specifico decreto. Tuttavia, successivamente, risultava ancora presente un’altra segnalazione, fondata non su quel decreto prefettizio, ma su una misura espulsiva di natura penale, disposta con una sentenza di condanna divenuta irrevocabile negli anni precedenti. Il ricorrente ha quindi promosso un giudizio di ottemperanza, sostenendo che l’annullamento dell’espulsione dovesse comportare la cancellazione di ogni segnalazione pregiudizievole.
Il TAR Campania ha però chiarito un principio fondamentale, che va detto con estrema chiarezza: l’annullamento di un decreto di espulsione produce effetti solo sulla segnalazione SIS che da quel decreto trae origine. Non travolge, né rende inefficaci, altre segnalazioni fondate su titoli diversi, come una misura espulsiva conseguente a una condanna penale. In altre parole, il Sistema Informativo Schengen non è una “voce unica”, ma un contenitore di segnalazioni giuridicamente autonome. Ogni segnalazione vive o muore in base al proprio presupposto legale. Se quel presupposto resta valido, la segnalazione resta legittima. Questo è un punto cruciale nella pratica difensiva: non basta ottenere l’annullamento di un’espulsione per ritenere automaticamente “pulita” la posizione SIS. Occorre sempre verificare l’origine concreta della segnalazione, distinguere tra provvedimenti amministrativi e misure di natura penale, e valutare se esistano titoli ancora efficaci. La sentenza del TAR Campania ci ricorda, senza giri di parole, che il diritto dell’immigrazione è fatto di stratificazioni e che la tutela passa dalla precisione giuridica, non dagli automatismi. Su questi temi torneremo ancora, perché la segnalazione SIS resta uno degli snodi più delicati e meno compresi dell’intero sistema. Grazie per l’ascolto e al prossimo episodio di Diritto dell’Immigrazione.
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