Questi testi analizzano la complessa evoluzione del Mediterraneo tra il 146 a.C. e il 600 d.C., evidenziando come Roma abbia trasformato il bacino in un'area commerciale e politica integrata denominata "mare nostrum". Le fontino esamina il ruolo cruciale delle rotte granarie, la vittoriosa lotta di Pompeo contro la pirateria e il consolidamento imperiale avvenuto con Augusto dopo la conquista dell'Egitto. Viene inoltre dato ampio risalto alla dimensione cosmopolita delle città portuali, dove la convivenza tra cittadini, liberti e schiavi ha favorito la diffusione di culti orientali e, successivamente, l'ascesa del Cristianesimo e la diaspora ebraica. La narrazione prosegue descrivendo la fase di disintegrazione dell'impero, segnata dalle invasioni barbariche, in particolare dei Vandali in Africa, e dalle devastanti epidemie di peste. Infine, il resoconto illustra i tentativi di Giustiniano di restaurare l'unità romana, delineando un passaggio epocale verso un Mediterraneo frammentato ma ancora percorso da vivaci scambi economici e culturali.