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  • DopoGP Australia F1 2023 Questa roba NON è FORMULA 1
    Il Gran Premio d'Australia 2023 di Formula 1 passerà alla storia come la gara delle polemiche. Ci sono stati diversi episodi, dall'invasione di pista da parte di alcuni incauti tifosi alla fine della gara al ferimento di un appassionato per via di un detrito della monoposto di Kevin Magnussen. Ma proprio il danese ha generato il casus belli del caos di fine GP. Lo pneumatico sfilato dalla sua monoposto dopo la rottura del cerchio conseguente all'impatto contro le barriere ha indotto la direzione gara a sventolare bandiera rossa a meno di tre giri dal termine della corsa. Con così pochi chilometri da disputare, la ripartenza da fermo ha azzerato quanto visto fino a quel momento, spingendo chi era davanti a cercare di consolidare il proprio risultato e chi era indietro a tentare il tutto per tutto. Il risultato è stata una carambola che ha visto tre incidenti, uno dei quali - lo speronamento da parte di Logan Sargeant dell'Alpha Tauri di Nyck De Vries - non è nemmeno finito sotto investigazione da parte dei commissari, che hanno invece sanzionato Carlos Sainz. L'inevitabile terza bandiera rossa - è record in un singolo GP - ha generato altro caos, andando completamente ad oscurare la gara dei tre piloti a podio, Max Verstappen, Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Di questo e molto altro si parla nella nuova puntata di DopoGP, l'approfondimento sulla Formula 1 di Automoto.it. Ospite di Diletta Colombo ed Emiliano Perucca Orfei è il responsabile dell'inserto moblità del Foglio e opinionista di Sky, Umberto Zapelloni.
    48 min
  • DopoGP F1 2023 Jeddah Perez VINCE e convince ma CHE RED BULL
    Non possiamo girarci intorno: nel Gran Premio dell’Arabia Saudita 2023 di Formula 1 la Ferrari SF-23 è stata la quarta forza in pista. È uno schiaffo in pieno volto per la scuderia di Maranello, perché il tracciato saudita, liscio e gentile con le gomme e premiante per chi riesce ad esprimere tanta velocità di punta, avrebbe dovuto sorridere alla monoposto della Rossa. E invece le cose sono andate diversamente. Il degrado delle gomme – non significativo, a Jeddah – qui non c’entra nulla. La SF-23, soprattutto nel secondo stint con le hard, è stata semplicemente lenta. Charles Leclerc, a nostro avviso il miglior interprete del giro secco della F1 attuale, una pezza in qualifica riesce a metterla sempre. Ma quando si imbarca carburante a bordo e si calzano le gomme più dure, vengono inevitabilmente fuori le magagne. La fotografia della SF-23 a Jeddah restituisce l’immagine di una vettura inferiore a un’altra monoposto problematica, quella Mercedes W14 che le figure apicali del team di Brackley hanno sostanzialmente definito una causa persa allo stato attuale delle cose. Toto Wolff e compagine, però, hanno capito dove intervenire. Il vero problema della Ferrari è che non si comprende nemmeno esattamente dove stia, il problema. E così assistiamo al ritorno del “dobbiamo capire”, non più per bocca di Mattia Binotto – sotto la cui supervisione è nata la SF-23 – ma di Frédéric Vasseur, che oggi deve rispondere di un progetto che non ha coordinato. Il confronto con l’efficientissima Red Bull RB19 è impietoso. La SF-23, monoposto che durante la lunga pausa invernale aveva fatto parlare di sé tra incoraggianti riscontri al banco e tempi di un secondo più veloci non meglio identificati, non solo non sta incalzando la Red Bull, ma ha perso terreno. Nello stint con le hard, Leclerc e Sainz erano in media più lenti di un secondo rispetto a Verstappen e Perez, e mezzo secondo più lenti di quell’Aston Martin AMR23 che è ben lontana dall’essere uno specchietto per le allodole. La W14, invece, risultava circa tre decimi più veloce. Ma il confronto più impietoso, a ben vedere, è quello con la F1-75 dello scorso anno. La SF-23 è stata l’unica delle quattro monoposto di vertice a risultare meno veloce rispetto al 2022. Il deficit prestazionale, di circa sette decimi in media durante la gara, è parzialmente mitigato dal fatto che le modifiche apportate alla pista di Jeddah l’hanno resa leggermente più lenta. Ma resta comunque preoccupante, soprattutto alla luce dell’andamento delle rivali. Le ipotesi che si possono avanzare sono molte, a cominciare dalla mancata correlazione dei dati del simulatore con quelli della pista, che giustificherebbe il forte divario tra le aspettative della vigilia e quello che vediamo oggi. Ma la stessa Ferrari rigetta questa eventualità. L’altra sensazione è che la filosofia della F1-75 avesse dei limiti in termine di sviluppo di cui le attuali difficoltà potrebbero essere una conseguenza. La risposta a questi interrogativi al momento non c’è. E mentre la Ferrari cerca di capire come procedere, la Red Bull ci dà la sensazione di poter essere la nuova Mercedes dell’epoca 2014-2016. Ci vorrebbe tempo per capire che direzione prendere, come cambiare. Ma non c’è mai modo di tirare il fiato, in F1.
    1 hr 6 min
  • DopoGP F1 2023 Bahrain GP OK Verstappen ma la FERRARI cosìNON va bene
    Diletta Colombo, Emiliano Perucca Orfei e l'Ing. Andrea Adamo analizzano la domenica del GP del Bahrain 2023. E allora, bando agli indugi: chi sono i promossi e chi i bocciati del Gran Premio del Bahrain 2023, vinto da Max Verstappen su Red Bull? Scopriamolo insieme. Top: Max Verstappen & Red Bull La Red Bull ha cominciato la stagione nel migliore dei modi, con una doppietta. Che la RB19 fosse nata sotto una buona stella lo si era capito sin dal debutto della nuova monoposto della scuderia di Milton Keynes nei test pre-stagionali. Ma ciò che abbiamo visto nel primo GP del campionato è molto di più. La RB19, come la vettura che l'ha preceduta, è impeccabile nella gestione delle gomme. Lo dimostra il fatto che Max Verstappen abbia potuto inanellare 22 giri con la soft, senza accusare nessun degrado significativo. Ma Verstappen è in grado di metterci anche del suo, visto che a parità di strategia - soft-soft-hard per entrambi - non c'è stato nemmeno paragone con Sergio Perez, che aveva sì cominciato il weekend nel migliore dei modi, ma non è abbastanza per battere un cannibale come Max. Gli avversari sono avvisati. Top: Charles Leclerc Charles Leclerc rientra meritatamente nei top per aver fatto tutto il possibile. È partito nel migliore dei modi, ed è riuscito a tenersi alle spalle per un po' di giri Sergio Perez nonostante uno svantaggio doppio in termini di gomme, visto che il messicano montava le soft, e lui le hard. Ma i suoi sforzi sono stati completamente vanificati prima dal passo gara non esaltante della Ferrari, e poi, definitivamente, dalla sua power unit, che si è ammutolita improvvisamente sul finire della gara. Leclerc ancora una volta si ritrova a dover fare i conti con fattori totalmente fuori dal suo controllo, e il suo sguardo dopo il ritiro esprimeva più di mille parole la sua fortissima delusione. La stagione lunga, e ci auspichiamo che Charles possa rifarsi più in là. Top: Fernando Alonso “Che bella macchina da guidare”, ha detto Fernando Alonso via radio al suo ingegnere di pista mentre gestiva con grande tranquillità il suo terzo posto sul finire della gara. Era da almeno un decennio buono che Alonso non si produceva in una lode così aperta alla sua monoposto. E ne ha ben donde, visto che il passo con le hard mostrato dalla AMR23 nell'ultimo stint era degno di nota. Ma Alonso ci ha messo del suo, per issarsi sul podio, grazie a lotte serrate con Russell, Hamilton e infine Sainz. Fernando ha una classe innata nel corpo a corpo, e oggi ne abbiamo avuto la riprova soprattutto nel sorpasso sul suo vecchio nemico Lewis in curva 10. Con un Alonso e un'Aston Martin così, quest'anno ci sarà da divertirsi, anche se la Red Bull resta su un altro pianeta. Flop: Esteban Ocon Una sfilza di penalità come quella comminata ad Esteban Ocon in Bahrain non la vedevamo da tempo. I guai sono cominciati già dalla griglia di partenza, dove Ocon si è installato troppo avanti rispetto alla sua piazzola. La prima sanzione, da cinque secondi, è arrivata per questo motivo. La penalità non è stata poi scontata correttamente dall'Alpine, e Ocon si è visto così comminare un'altra sanzione, questa volta da dieci secondi. Non sarebbe finita qui, visto che Ocon si è pure prodotto in un eccesso di velocità in pitlane, beccandosi un'ulteriore sanzione da cinque secondi. Una gara di tregenda non poteva che finire ancora peggio, ed è arrivato pure il ritiro. Flop: McLaren Che la McLaren non fosse nelle migliori condizioni per iniziare la stagione 2023 di F1 lo si era capito fin dai test. Ma, se possibile, il weekend di gara di Sakhir è andato ancora peggio di quanto si potesse preventivare. Il primo GP in carriera di Oscar Piastri è finito con il ritiro dell'australiano, dopo il tentativo - vano - di sostituirgli il volante. Non è andata meglio a Lando Norris, che ha concluso la corsa in ultima posizione, dopo aver accusato anche dei problemi alla power unit. E il vero problema è che la MCL60, al netto di tutti gli inconvenienti, è una monoposto semplicemente mediocre. Che doccia fredda per la scuderia di Woking. Flop: Ferrari Cominciamo dalle buone notizie. La Ferrari nel GP del Bahrain ha finalmente mostrato una certa solidità nei pit stop, perfezionando anche una doppia sosta con Leclerc e Sainz senza un plissé. La cattiva notizia, invece, è che la Rossa incassa un pesante ritiro con Leclerc per un problema alla power unit che fa insinuare il dubbio che l'affidabilità a Maranello possa essere ancora un problema. Non è il modo migliore per ripartire, anche per il morale di Leclerc. La SF-23, poi, ha mostrato difficoltà nella gestione delle gomme, soprattutto con le hard. Con parecchio carburante a bordo, poi, la monoposto della Ferrari è risultata semplicemente più lenta della RB19. Il campionato, però, è lungo. Resta solo da capire quali siano i veri margini di miglioramento.
    46 min
  • DopoGP F1 2022 Abu Dhabi Vince MAX ma la FESTA di Vettel
    Il mondiale 2022 si conclude con un'altra gara bellissima, con tanti colpi di scena, e soprattutto grandi emozioni per l'ultima gara in Formula 1 di Sebastian Vettel, che ha commosso tutto il paddock. A Yas Marina è andato in scena l'ennesimo show di Max Verstappen, che ha dominato la corsa e portato il record di vittorie in una stagione a quota quindici. Mvp anche Charles Leclerc che con una prestazione perfetta, ed una Ferrari forte nel passo gara come non succedeva dal Gran Premio d'Austria, ha resistito a Sergio Perez diventando vice campione del mondo. Invece Carlos Sainz, ha potuto soltanto contribuire a far mettere al sicuro il secondo posto della classifica costruttori alla Ferrari, non andando oltre la quarta posizione. Gli obiettivi centrati dalla Ferrari arrivano dopo giorni complicati, con i rumors alla vigilia di Abu Dhabi, sulla sostituzione nel ruolo di Team Principal di Mattia Binotto con Cedric Vasseur. Inoltre come possiamo vedere dai dati degli stint e del passo gara, oltre che un'iniezione di fiducia per il 2023, sono proprio ciò che serve alla Ferrari per sfidare Verstappen e la Red Bull. Quando Verstappen e Perez hanno difeso le posizioni in partenza, sembrano avviati ad una doppietta facile. Invece proprio in questo momento nasce il capolavoro di Leclerc, dopo aver tentato un attacco nel primo giro non andato a buon fine, decide di non seguire le due Red Bull e non spingere subito. Infatti una F1-75, con la quale nelle Libere e qualifiche non aveva feeling al posteriore, a causa di un assetto mirato sulla gara che ha dato i suoi frutti, e che non gestiva così bene le gomme senza soffrire di degrado dal Gran Premio d'Austria. La F1-75 dalla nona tornata permette a Leclerc, prima di guadagnare e ridurre il gap ad un solo secondo da Perez costringendolo ad anticipare il pit stop, e poi di girare sugli stessi tempi di Verstappen. Cosa che non ha potuto fare Sainz, il quale persa la posizione al via finendo dietro ad Hamilton, battagliando con il pilota della Mercedes, ha spremuto i pneumatici ed è stato costretto ad andare sulla tattica a due soste. La Ferrari che sembrava aver fatto un errore, visto che Leclerc aveva il margine per fare la sosta e rientrare davanti a Perez, questa volta indovina la strategia. Leclerc e Verstappen fanno ancora una volta la differenza, infliggendo mezzo secondo ai compagni di squadra nel secondo stint, e poi girando sei e sette decimi più lenti di Perez e Sainz, quando faranno il secondo pit stop. Se Verstappen più volte quest'anno aveva messo in evidenza la capacità di essere gentile con le gomme, Leclerc soprattutto dopo la pausa estiva, è andato spesso in crisi con i pneumatici. Il capolavoro nella gestione gomme permette a Verstappen di aggiudicarsi il Gp e a Leclerc di diventare vice campione del mondo, resistendo a Perez che si è dovuto accontentare del terzo posto sia in gara che nella classifica piloti. Quindi come possiamo vedere dal grafico sul passo gara, Leclerc ha avuto un ritmo soltanto di un decimo più lento di Verstappen, e se fosse riuscito a partire in prima fila avrebbe potuto lottare per la vittoria. La performance di Leclerc e della F1-75, il muretto, che questa volta ha fatto le scelte giuste, pit stop perfetti e veloci, è proprio quello di cui ha bisogno la Ferrari insieme ad un motore più affidabile, per prendersi la rivincita nel 2023. Proprio per questo l'eventuale addio di Binotto, anche se smentito con un comunicato poco convincente, sarebbe un errore, considerando che la macchina 2023 è stata già deliberata e progettata, a patto che, la proprietà pensi che sia la persona giusta per riportare il titolo a Maranello. Invece la corsa di Yas Marina è stato un passo indietro per la Mercedes, con Russell e Hamilton che hanno faticato anche nel passo, e sperano in una macchina diversa per inserirsi nella sfida fra Verstappen e Leclerc nella prossima stagione.
    1 hr 3 min
  • DopoGP F1 2022 Brasile Vince Russell e la Mercedes FA PAURA
    Chi l’avrebbe mai detto che un obiettivo apparentemente trascurabile come il secondo posto nel mondiale piloti avrebbe causato discussioni a distanza degne di una telenovela? Sergio Perez e Charles Leclerc nel Gran Premio del Brasile 2022 di Formula 1 hanno entrambi invocato un avvicendamento di posizioni che non è mai arrivato per motivi diversi. Ferite ancora aperte e rancori non metabolizzati si sono mostrati in tutta la loro potenza sul volgere del termine di una stagione che, evidentemente, ha lasciato degli strascichi da non sottovalutare. Nel caso di Sergio Perez, a rifiutare l’ordine di scuderia è stato il suo blasonatissimo compagno di squadra, Max Verstappen, che con sufficienza via radio ha ricordato di aver già esposto il suo punto di vista a riguardo e di non voler sentire ragioni. Dal canto suo, Perez ha ringraziato sarcasticamente il team, aggiungendo che Verstappen “ha fatto vedere chi è davvero”. “Non so perché si sia comportato così – ha rincarato la dose Sergio parlando con i media ispanofoni dopo la gara -. Se ha vinto due mondiali è grazie a me”. Secondo quanto spifferato da alcuni giornalisti olandesi, molto vicini all’entourage di Verstappen, Max avrebbe un conto in sospeso con Perez perché quest’ultimo avrebbe ammesso a Marko, Horner & Co di aver volontariamente commesso un errore in qualifica a Montecarlo per impedire al compagno di squadra di migliorarsi. Ma anche se fosse davvero così, era necessario, a mondiali già assegnati e viste le posizioni di cui si parla, mettersi a fare i capricci? In molti hanno ravvisato delle similitudini con il famigerato caso “Multi 21”, a Sepang nel 2013. Ma si dimenticano che in quel caso Sebastian Vettel e Mark Webber stavano lottando per la vittoria, e non per un sesto posto che, in questo momento del campionato, non ha alcun valore. Si dirà che i piloti sono delle belve, pronte a non lasciare nemmeno le briciole alla concorrenza. Verrebbe da pensare, però, che non valga la pena rischiare di incrinare i rapporti con il proprio gregario per minuzie del genere. Quello che dice Perez sui mondiali di Verstappen potrebbe sembrare esagerato, ma in realtà ha ragione. Se non fosse stato per quella poderosa difesa su Hamilton ad Abu Dhabi, abbastanza aggressiva da contenerlo, ma mai fuori dal consentito, molto probabilmente oggi Verstappen godrebbe di un palmares diverso. Va da sé che l’atteggiamento di Perez a Yas Marina non è stato un regalo, ma un aiuto dovuto da parte di un secondo pilota. Ma cosa costava ricambiare il favore a giochi chiusi? La verità è che, per quanto la corazza di Verstappen si sia allentata con la vittoria del primo mondiale, il vecchio Max è ancora pronto a esplodere se provocato. Lo dimostra anche il commento sul contatto con Hamilton in Brasile. “Io non avevo nulla da perdere, lui si è giocato la gara”, ha commentato con fare luciferino. Max è cresciuto con una figura di riferimento che non gli ha mai fatto sconti, ed è portato a trattare nello stesso modo il prossimo. Dopotutto, se questo destino è toccato a lui in passato, perché gli altri non dovrebbero subire lo stesso trattamento? In questo, è uguale al padre che lo ha forgiato con il fuoco di mille rimproveri. Questa, però, non è una reazione degna di un campione. Se Verstappen è di fatto il sole cui gira intorno il sistema della Red Bull, Leclerc vorrebbe ricoprire lo stesso ruolo in Ferrari. Ma è evidente che la situazione sia molto diversa. A fine gara, Charles ha chiesto uno scambio di posizioni con Carlos Sainz che il suo ingegnere di pista, Xavier Marcos Padros, non gli ha concesso, vista la pericolosa vicinanza di un cliente scomodo come Fernando Alonso a complicare la situazione. Quell’ironico “sì, mamma mia” in risposta al “lavoro straordinario” di Marcos racchiude tutta la rabbia repressa di Leclerc. A ben vedere, l’episodio di ieri è rappresentativo di una frustrazione che va ben oltre il singolo episodio, per quanto possa essere stato fastidioso. Leclerc sembra patire il ruolo non centrale che riveste nei piani della sua scuderia. Vorrebbe essere il fulcro del progetto, e al momento non lo è. Anzi, è Carlos Sainz il pilota che pare meglio integrato nel complicato meccanismo della scuderia di Maranello. Charles diventa passivo-aggressivo quando non viene ascoltato. Sembra che abbia persino perso la voglia di far valere le sue opinioni, come se fosse convinto, in cuor suo, che non verranno prese in considerazione. O, peggio, che siano ritenute valide solo fuori tempo massimo. Leclerc sembra spento, svuotato, come se non vedesse l’ora di mettersi alle spalle una stagione cominciata con ben altri presupposti, oseremmo dire vincenti. Ma il vero problema, d'ora in avanti, riguarda il futuro...
    1 hr 6 min
  • DopoGP F1 2022 Messico Vince SEMPRE lui Max Verstappen Ferrari in difficoltà
    Nuovo show e record di Max Verstappen nel Gran Premio del Messico, conquistando la quattordicesima vittoria stagionale e diventando il pilota ad aver ottenuto più successi in Formula 1, superando Michael Schumacher e Sebastian Vettel. Proprio la gara di ieri ha ricordato quelle dei due tedeschi, Verstappen girando sempre con lo stesso passo sia con le soft che con le medie, e candidandosi come loro ad aprire un ciclo. L'olandese ha confermato anche di essere di essere un cannibale e che non ha nessuna voglia di fermarsi ai due titoli mondiali vinti, non concedendo nulla a Lewis Hamilton, che anche per una strategia sbagliata si è dovuto accontentare di nuovo del secondo posto, così come il compagno di squadra Sergio Perez del gradino più basso del podio nella corsa di casa. Fra i bocciati della gara messicana George Russell che ha perso due posizioni con una brutta partenza e venendo nuovamente sconfitto in gara da Hamilton, ma soprattutto la Ferrari. Carlos Sainz e Charles Leclerc, i quali a causa di una F1-75 che continua a fare passi indietro, hanno potuto solo limitare i danni Prestazione che come possiamo vedere dai dati, fa scattare un nuovo campanello d'allarme dopo quello di Austin. Se la Ferrari in qualifica aveva illuso di aver sacrificato il giro, per evitare i problemi di degrado gomme delle ultime gare, fin dalla partenza si è capito che non è stato così. Sainz e Leclerc non sono mai riusciti a tenere il passo non solo di Verstappen e Hamilton, ma anche di Perez e Russell. Oltre che per un motore con molti cavalli in meno di Red Bull e Mercedes per evitare problemi d'affidabilità, anche di un assetto che ha costretto sia Sainz che Leclerc a continue correzioni, e rischiare più volte di perdere il controllo della macchina. Invece Verstappen effettuava un'altra magia, ed è proprio nel primo stint che costruirà la sua vittoria. L'olandese dimostra che non ha solo un gran talento e piede ma è un maestro nella gestione dei pneumatici facendo il pit stop soltanto al 24° giro. Hamilton che aveva una mescola di svantaggio, era riuscito a tenere il suo passo nella prima parte di gara, e sembrava poter lottare per il successo, visto che quando il rivale ha effettuato la sosta aveva un distacco di appena un secondo e mezzo. Proprio il pit stop sarà il momento chiave del Gran Premio del Messico. Verstappen con le medie continua a martellare sull'1.22 basso, mentre Hamilton con le hard fatica venendo messo sotto pressione da Perez. Infatti come già successo in altre occasioni, con le gomme bianche non darà quella marcia in più ad Hamilton come capitato tante volte negli anni passati, ma anzi non solo fatica a rispondere come nel primo stint ai tempi di Verstappen, ma è costretto a difendersi da Perez. La strategia della Mercedes denota un errore di sottovalutazione degli avversari, visto che la RB18 ha più volte dimostrato di essere una vettura gentile con le gomme, e difficilmente sarebbe crollata nel finale, permettendo ad Hamilton di riavvicinarsi a Verstappen. Per quanto riguarda la Ferrari la situazione non cambia con le medie, con Sainz e Leclerc che pur riducendo il gap rispetto al primo stint, accusano sette decimi da Verstappen a parità di mescola. Quello che preoccupa più rispetto alla gara Spa è che la gara più brutta della stagione è arrivata su una pista sulla carta favorevole alla F1-75. Invece come la scorsa settimana a preoccupare non è tanto il distacco nel passo gara complessivo di quasi un secondo da Verstappen che nuovamente ha confermato di essere lui a fare la differenza ma non la RB18, ma quello sulle Mercedes. Ancora una volta considerando quanto vantaggio aveva ad inizio stagione sulla Mercedes, si capisce che al di là della TD39 la Ferrari è tornata ad avere i soliti problemi cronici che si porta dietro da anni, mancata correlazione fra pista e fabbrica che con il nuovo simulatore sembrava aver risolto che sta causando difficoltà a trovare il set-up, e tenere il passo nello sviluppo degli avversari. Proprio per questo Interlagos diventa fondamentale, per capire definitivamente se la Ferrari indietro al 2019 ed è tornata terza forza, o può nella prossima stagione prendersi la rivincita.
    1 hr 2 min
  • DopoGP F1 2023 Jeddah Perez VINCE e convince ma CHE RED BULL
    Non possiamo girarci intorno: nel Gran Premio dell’Arabia Saudita 2023 di Formula 1 la Ferrari SF-23 è stata la quarta forza in pista. È uno schiaffo in pieno volto per la scuderia di Maranello, perché il tracciato saudita, liscio e gentile con le gomme e premiante per chi riesce ad esprimere tanta velocità di punta, avrebbe dovuto sorridere alla monoposto della Rossa. E invece le cose sono andate diversamente. Il degrado delle gomme – non significativo, a Jeddah – qui non c’entra nulla. La SF-23, soprattutto nel secondo stint con le hard, è stata semplicemente lenta. Charles Leclerc, a nostro avviso il miglior interprete del giro secco della F1 attuale, una pezza in qualifica riesce a metterla sempre. Ma quando si imbarca carburante a bordo e si calzano le gomme più dure, vengono inevitabilmente fuori le magagne. La fotografia della SF-23 a Jeddah restituisce l’immagine di una vettura inferiore a un’altra monoposto problematica, quella Mercedes W14 che le figure apicali del team di Brackley hanno sostanzialmente definito una causa persa allo stato attuale delle cose. Toto Wolff e compagine, però, hanno capito dove intervenire. Il vero problema della Ferrari è che non si comprende nemmeno esattamente dove stia, il problema. E così assistiamo al ritorno del “dobbiamo capire”, non più per bocca di Mattia Binotto – sotto la cui supervisione è nata la SF-23 – ma di Frédéric Vasseur, che oggi deve rispondere di un progetto che non ha coordinato. Il confronto con l’efficientissima Red Bull RB19 è impietoso. La SF-23, monoposto che durante la lunga pausa invernale aveva fatto parlare di sé tra incoraggianti riscontri al banco e tempi di un secondo più veloci non meglio identificati, non solo non sta incalzando la Red Bull, ma ha perso terreno. Nello stint con le hard, Leclerc e Sainz erano in media più lenti di un secondo rispetto a Verstappen e Perez, e mezzo secondo più lenti di quell’Aston Martin AMR23 che è ben lontana dall’essere uno specchietto per le allodole. La W14, invece, risultava circa tre decimi più veloce. Ma il confronto più impietoso, a ben vedere, è quello con la F1-75 dello scorso anno. La SF-23 è stata l’unica delle quattro monoposto di vertice a risultare meno veloce rispetto al 2022. Il deficit prestazionale, di circa sette decimi in media durante la gara, è parzialmente mitigato dal fatto che le modifiche apportate alla pista di Jeddah l’hanno resa leggermente più lenta. Ma resta comunque preoccupante, soprattutto alla luce dell’andamento delle rivali. Le ipotesi che si possono avanzare sono molte, a cominciare dalla mancata correlazione dei dati del simulatore con quelli della pista, che giustificherebbe il forte divario tra le aspettative della vigilia e quello che vediamo oggi. Ma la stessa Ferrari rigetta questa eventualità. L’altra sensazione è che la filosofia della F1-75 avesse dei limiti in termine di sviluppo di cui le attuali difficoltà potrebbero essere una conseguenza. La risposta a questi interrogativi al momento non c’è. E mentre la Ferrari cerca di capire come procedere, la Red Bull ci dà la sensazione di poter essere la nuova Mercedes dell’epoca 2014-2016. Ci vorrebbe tempo per capire che direzione prendere, come cambiare. Ma non c’è mai modo di tirare il fiato, in F1.
    1 hr 6 min
  • DopoGP F1 2023 Bahrain GP OK Verstappen ma la FERRARI cosìNON va bene
    Diletta Colombo, Emiliano Perucca Orfei e l'Ing. Andrea Adamo analizzano la domenica del GP del Bahrain 2023. E allora, bando agli indugi: chi sono i promossi e chi i bocciati del Gran Premio del Bahrain 2023, vinto da Max Verstappen su Red Bull? Scopriamolo insieme. Top: Max Verstappen & Red Bull La Red Bull ha cominciato la stagione nel migliore dei modi, con una doppietta. Che la RB19 fosse nata sotto una buona stella lo si era capito sin dal debutto della nuova monoposto della scuderia di Milton Keynes nei test pre-stagionali. Ma ciò che abbiamo visto nel primo GP del campionato è molto di più. La RB19, come la vettura che l'ha preceduta, è impeccabile nella gestione delle gomme. Lo dimostra il fatto che Max Verstappen abbia potuto inanellare 22 giri con la soft, senza accusare nessun degrado significativo. Ma Verstappen è in grado di metterci anche del suo, visto che a parità di strategia - soft-soft-hard per entrambi - non c'è stato nemmeno paragone con Sergio Perez, che aveva sì cominciato il weekend nel migliore dei modi, ma non è abbastanza per battere un cannibale come Max. Gli avversari sono avvisati. Top: Charles Leclerc Charles Leclerc rientra meritatamente nei top per aver fatto tutto il possibile. È partito nel migliore dei modi, ed è riuscito a tenersi alle spalle per un po' di giri Sergio Perez nonostante uno svantaggio doppio in termini di gomme, visto che il messicano montava le soft, e lui le hard. Ma i suoi sforzi sono stati completamente vanificati prima dal passo gara non esaltante della Ferrari, e poi, definitivamente, dalla sua power unit, che si è ammutolita improvvisamente sul finire della gara. Leclerc ancora una volta si ritrova a dover fare i conti con fattori totalmente fuori dal suo controllo, e il suo sguardo dopo il ritiro esprimeva più di mille parole la sua fortissima delusione. La stagione lunga, e ci auspichiamo che Charles possa rifarsi più in là. Top: Fernando Alonso “Che bella macchina da guidare”, ha detto Fernando Alonso via radio al suo ingegnere di pista mentre gestiva con grande tranquillità il suo terzo posto sul finire della gara. Era da almeno un decennio buono che Alonso non si produceva in una lode così aperta alla sua monoposto. E ne ha ben donde, visto che il passo con le hard mostrato dalla AMR23 nell'ultimo stint era degno di nota. Ma Alonso ci ha messo del suo, per issarsi sul podio, grazie a lotte serrate con Russell, Hamilton e infine Sainz. Fernando ha una classe innata nel corpo a corpo, e oggi ne abbiamo avuto la riprova soprattutto nel sorpasso sul suo vecchio nemico Lewis in curva 10. Con un Alonso e un'Aston Martin così, quest'anno ci sarà da divertirsi, anche se la Red Bull resta su un altro pianeta. Flop: Esteban Ocon Una sfilza di penalità come quella comminata ad Esteban Ocon in Bahrain non la vedevamo da tempo. I guai sono cominciati già dalla griglia di partenza, dove Ocon si è installato troppo avanti rispetto alla sua piazzola. La prima sanzione, da cinque secondi, è arrivata per questo motivo. La penalità non è stata poi scontata correttamente dall'Alpine, e Ocon si è visto così comminare un'altra sanzione, questa volta da dieci secondi. Non sarebbe finita qui, visto che Ocon si è pure prodotto in un eccesso di velocità in pitlane, beccandosi un'ulteriore sanzione da cinque secondi. Una gara di tregenda non poteva che finire ancora peggio, ed è arrivato pure il ritiro. Flop: McLaren Che la McLaren non fosse nelle migliori condizioni per iniziare la stagione 2023 di F1 lo si era capito fin dai test. Ma, se possibile, il weekend di gara di Sakhir è andato ancora peggio di quanto si potesse preventivare. Il primo GP in carriera di Oscar Piastri è finito con il ritiro dell'australiano, dopo il tentativo - vano - di sostituirgli il volante. Non è andata meglio a Lando Norris, che ha concluso la corsa in ultima posizione, dopo aver accusato anche dei problemi alla power unit. E il vero problema è che la MCL60, al netto di tutti gli inconvenienti, è una...
    46 min
  • DopoGP F1 2022 Austin Max Verstappen VINCE il GP degli USA Ma che Hamilton
    Grande spettacolo come nelle qualifiche anche in gara ad Austin, dove è andato in scena il nuovo show di Max Verstappen. L'olandese ha risposto a chi ha messo in dubbio la vittoria dei suoi due mondiali per lo sforamento del budget cap della Red Bull nel 2021, ed ai fischi ingiusti ricevuti da alcuni tifosi in questo week end, con una delle più belle prestazioni della stagione. Successo dal sapore speciale, perché gli ha consentito di entrare sempre di più nella storia della Formula 1, raggiungendo le tredici vittorie di Michael Schumacher e Sebastian Vettel, ma soprattutto gli ha permesso di salutare uno dei primi a credere nel suo talento Dietric Mateschitz. La fame di Verstappen nonostante il titolo conquistato due settimane fa, ha impedito a Lewis Hamilton di aggiudicarsi la prima corsa del 2022 e comunque può essere soddisfatto della miglior Mercedes dell'anno. Altra gara difficile per la Ferrari che ha perso al via Carlos Sainz, e Charles Leclerc ha rimontato, ma è stato condizionato dai soliti problemi di gestione gomme della Ferrari, che gli hanno impedito di tenere il passo di Verstappen e Hamilton, e fanno scattare un campanello d'allarme in vista del 2023, come possiamo vedere dal grafico del passo gara. L'ingresso della safety car nel corso del 18° giro, infatti sembrava permettere a Leclerc che aveva allungato il primo stint, di tornare in corsa per la vittoria. Invece il monegasco con le hard non solo non è riuscito anche quando con un sorpasso bellissimo si è liberato di Perez, a tenere il passo di Verstappen e Hamilton, ma non ha staccato il messicano e Russell. Questo perché la F1-75 ancora una volta in gara non è stata forte come nel giro secco, e ha messo in evidenza il suo solito punto debole, il degrado gomme. Leclerc nonostante dei primi sei sia stato l'ultimo a cambiare le gomme, ha dovuto alzare il suo ritmo, con Perez e Russell che si sono riavvicinati. Leclerc non potuto sfruttare un altro episodio favorevole l'errore al pit stop della Red Bull che l'aveva fatto tornare in pista davanti a Verstappen, ma l'altro limite della F1-75 la velocità di punta sul dritto, anche con una power unit nuova e aggiornata, non gli ha permesso di contrastare il rivale. Verstappen sfruttando la forza della RB18 in rettilineo lo ha superato con facilità lanciandosi alla caccia di Hamilton, invece Leclerc come nel secondo stint ha dovuto alzare il ritmo e ha perso contatto. Al di là di una Red Bull che si è dimostrata ancora una volta la macchina migliore in gara, quello che fa scattare un campanello d'allarme per il 2023 in casa Ferrari, è una Mercedes che ha annullato un gap di oltre un secondo rispetto ad inizio stagione sulla F1-75 e si candida a sfidante di Verstappen l'anno prossimo, mentre la Rossa ha plafonato le sue prestazione come nel 2017 e 2018, e non è riuscita a risolvere i problemi che l'hanno costretta a dire addio al mondiale.
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  • DopoGP F1 2022, Suzuka VERSTAPPEN è due volte CAMPIONE DEL MONDO
    Max Verstappen bicampione del mondo di F.1. Vince gara e titolo a Suzuka, casa della Honda, in un GP sponsorizzato Honda con una Honda che prima si ritira e poi conferma l'appoggio alla Red Bull fino al 2025 e poi chissà. Una cosa normale, sembrerebbe. Invece no. La disputa del GP, partito con la pioggia e sospeso dopo tre giri, di cui due dietro alla safety car, ripreso dopo due ore e 18 minuti dalla sospensione e ripartito con partenza lanciata e fermata dopo 29 giri, ovvero allo scadere del tempo massimo previsto per una gara di F.1 (due ore in condizioni normali, tre ore con pioggia), ha sempre visto l'olandese davanti a tutti. Quindi, dal punto di vista sportivo nulla da eccepire: è stato bravissimo, specie al primo via quando Leclerc lo ha infilato alla prima curva e Verstappen ha replicato all'esterno con una manovra da applausi a scena aperta.

    Poi la sospensione, le polemiche per lo svolgimento ridotto, il finale in cui Leclerc, nel difendersi da Perez, ormai senza gomme taglia l'ultima chicane e "accompagna" il messicano verso l'erba, costringendolo all'esterno. Secondo al traguardo, penalizzato dalla giuria e posizione ceduta a Perez. Risultato, il terzo posto di Leclerc a tavolino assegna il mondiale a Verstappen. Questi i fatti, sulle opinioni ci si può scrivere un libro perché alcune cose non hanno convinto. Mettendo in ordine i fattori, si comincia con la gara. La partenza era bagnata ma tutti hanno montato le gomme intermedie quando era chiaro ci volevano le full wet. E infatti, con Sainz che va a sbattere senza nemmeno completare mezzo giro, Vettel per prati, altri in ordine sparso qua e là, l'ingresso della safety car era logico così come la sospensione con bandiera rossa. Si sapeva da prima, quindi perché farli partire subito? Oppure perché non hanno obbligato a montare gomme da bagnato estremo come accaduto nel secondo via, lanciato, con condizioni meteo migliori? Mistero.Altro mistero: bandiera rossa, gara sospesa, e Gasly che arriva a 250 all'ora con trattori contromano che stanno recuperando i rottami di Sainz. Lui che urla e sbraita, ma dal box nessuno gli ha detto niente? Possibile che non sapesse che la gara era interrotta e quindi ha corso un rischio lui e fatto correre ai commissari? Altro punto: visto che la gara era sospesa, perché far entrare subito i trattori? Non c'era fretta e potevano aspettare che tutti fossero ai box. Mah, tanta fretta per stare fermi due ore e mezza a far niente...

    Ultimo aspetto, l'ultima curva. Che Leclerc ci abbia provato, dopo essersi difeso con una Ferrari mangia gomme, ci sta. All'ultima curva ci avrebbe provato chiunque. Quindi non gli si può imputare niente. Che ci sia un regolamento ben chiaro e con precedenti illustri (vedi Vettel in Canada con Hamilton, e non era l'ultima curva) era evidente. Così come la penalizzazione. E infatti Leclerc non ha aperto bocca, lo ha fatto Mattia Binotto da casa. Logico, deve difendere la squadra e quindi logicamente si appella a tutto. Quindi una federazione che una volta tanto mostra rapidità di decisione, e prima del podio fa capire quale è la classifica (ricordiamo Suzuka 1989 e il tempo trascorso o altre gare più recenti) viene criticata. Se aspetta a prendere una decisione, viene criticata. E le critiche vanno sempre a senso unico: contro la Ferrari. E allora, l'ultima domanda da un GP del Giappone che ha fatto acqua, è la seguente: per quale valida ragione la FIA, Liberty Media e pinco pallino dovrebbero avercela contro la Ferrari che è l'unica squadra che tira il mondiale, fa fare il pieno di tifosi e aumenta l'interesse a livello mondiale? Se qualcuno ha una risposta vera, siamo pronti a rivedere alcuni giudizi precedenti. Grazie
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