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  • DopoGP F1 2022, Singapore Perez VINCE il GP del NULLA COSMICO!
    Una volta era il contorno a giustificare una gara sulle strade di Singapore, ma dopo la pandemia e le varie restrizioni, è venuto a mancare in parte anche quello e la solita inutile colonna di auto in fila, non ha dato quelle emozioni che la Montecarlo dell'est pretende di dare. Alla fine, con la vittoria di Sergio Perez in attesa di giudizio federale (non ha rispettato la norma delle 10 macchine di distanza dalla safety car) davanti alla Ferrari di Charles Leclerc, abbiamo assistito a un'ora e quindici minuti di nulla cosmico. Ovvero, tutti in fila in attesa delle migliori condizioni meteo. Infatti, la gara è partita con un'ora di ritardo per il classico temporale equatoriale. E con la pista bagnata che non si asciugava mai, la partenza e la prima ora e 15 è passata nella noia totale, salvo qualche safety car per rimuovere lo sventurato di turno. Poi, il colpo di coda: con l'ultima safety car, per sistemare le barriere colpite da Tsunoda,

    Leclerc si è fatto sotto a Perez e con il dubbio di una possibile penalizzazione di 5 secondi (detto via radio dalla Ferrari al suo pilota) abbiamo assistito a 12 giri di gara vera. Cioè i due hanno tirato come matti, ruote bloccate, sbandate, controsterzi. Quello che si chiede a un GP e a piloti professionisti. Poi il crollo: Leclerc che ha mollato il colpo e Perez che vince con 7,6 secondi di vantaggio. Abbastanza per far fronte a una possibile penalizzazione decisa dalla giuria. Che per inciso, probabilmente dormiva alla grande se dopo 50 minuti dall'episodio incriminato, non aveva ancora preso una decisione e aveva rimandato tutto al dopo gara. Questa in sintesi la cronaca di quanto accaduto a Singapore, un GP che meriterebbe di essere rivisto. Per la lunghezza e inutilità del tracciato, con curve tutte uguali ma con percorsi obbligati da fare. Visto che pagano pure gli hotel attorno alla pista, si è gentilmente pensato di farci passare il tracciato. E così curve piccole e strette, tratti senza significato. E durata di due ore garantita con i giri percorsi quasi sempre inferiori ai 60 programmati. Ma la chiave di volta, di questo GP, sta tutto nella partenza.

    E' lì che la Ferrari e Leclerc si sono giocati il risultato. Infatti, a parità di tempo di reazione fra Charles e Perez (0,29 secondi) la Red Bull ha impiegato due decimi in meno da 0 a 100 all'ora, segno di una trazione e di una mappatura del motore ed elettronica migliore della Ferrari. E lo si è visto in quei famosi 12 giri di corsa ravvicinata, con Leclerc che pur aprendo il DRS, l'ala mobile, non riusciva mai a raggiungere Perez per tentare un sorpasso: "Non so se sia merito della trazione o del motore" dice imbarazzato Adrian Newey, il papà di questa Red Bull piglia tutto. Veramente lo sa ma non vuole dirlo..."Sì vero, lo so ma non voglio dirlo. Diciamo però che Ferrari, pur potendo essere più veloce in fondo al dritto, non aveva la possibilità di prenderci perché noi, col nostro assetto, eravamo più rapidi in ripresa. Come si è visto al via". Quindi se Leclerc fosse rimasto davanti al via sarebbe cambiato qualcosa? "Probabilmente avrebbe vinto lui, quindi dire che la corsa si è decisa alla partenza è corretto".

    Degli altri poco da dire: Verstappen è sembrato ciccio pasticcio per gli errori a ripetizione: da una partenza al rallentatore, agli errori in frenata e spiattellamento delle gomme. Ha colto un settimo posto all'ultimo giro superando Vettel mentre il giro prima era stato Hamilton, altro pasticcione (con toccata contro le barriere e lungo in frenata) per non dire di Russell che ha concluso in fondo la giornata no della Mercedes. Il duello in cui 12 titoli mondiali lottavano per la settima posizione, fa capire il livello della gara. Sul podio anche Carlos Sainz, una gara anonima e incolore, come Norris e Ricciardo, che almeno con le McLaren hanno ottenuto un quarto e un quinto posto di rilievo. Domenica si replica in Giappone, a casa Honda, e vincere il titolo mondiale lì potrebbe essere forse la spiegazione di quanto avvenuto a Verstappen a Singapore. Pensiamo male? Ma no, in F1 non serve pensare. Lo fanno già...
    1 hr 1 min
  • DopoGP F1 2022, Monza La SAFETY CAR c'è ma la ROSSA no...
    AMonza s'impone Max Verstappen: è stato il pilota della Red Bull ad aggiudicarsi il Gran Premio d'Italia, sedicesima prova del mondiale 2022 di Formula 1. Quella di Monza è la sua trentunesima vittoria della carriera, raggiungendo Nigel Mansell l'undicesima stagionale. Verstappen protagonista di un'altra rimonta come all'Hungaroring e Spa, ha preceduto uno sfortunato Charles Leclerc, penalizzato dalla virtual safety car, tolta quando stava facendo il pit stop. Stesso discorso per Carlos Sainz autore della miglior gara in Ferrari, rimontando quattordici posizioni rispetto alle qualifiche, che non ha potuto attaccare George Russell che completa il podio. Bel recupero anche di Lewis Hamilton quinto davanti a Sergio Perez, ritirato alla sua ultima Monza Sebastian Vettel, così come Fernando Alonso.

    Al via Leclerc resiste a Russell e prende la testa della corsa seguiti da Ricciardo, Gasly e Verstappen. Leclerc prova a scappare, ma Verstappen glielo impedisce superando con facilità Gasly e Ricciardo. Oltre all'olandese a regalare spettacolo è Sainz, che di forza si libera di Perez, e guadagna diverse posizioni con una serie di sorpassi. Verstappen non perde tempo e dopo aver fatto il giro veloce supera Russell, e si lancia alla caccia di Leclerc. Stesso discorso per Sainz che passando le Aston Martin, Zhou, De Vries e Alonso, salendo in sesta posizione. Verstappen invece si avvicina a Leclerc, riducendo il gap ad 1.5, con Perez che si sacrifica anticipando il pit stop per vedere come vanno le hard. Il messicano all'uscita dai box ha fiamme sull'anteriore destra, che risolve dopo qualche curva, mentre continua lo show di Sainz che fa esplodere i tifosi della Ferrari superando anche Norris, e Gasly. Nel momento in cui Sainz porta l'attacco al francese, finisce l'ultima Monza di Vettel, e viene applicata la procedura della virtual safety car. Leclerc tenta di approfittarne per fare il pit stop al 13° giro, ma proprio quando è ai box la gara riparte, e torna in pista quarto precedendo Ricciardo. A permettergli di mandare in temperature le gomme ci pensa Sainz che supera Ricciardo, con Verstappen che senza traffico può imporre il suo ritmo e vola sul passo dell'1.25 alto.

    Verstappen continua ad essere l'unico a girare sull'1.25 con Leclerc che riesce a guadagnargli soltanto qualche decimo a giro, e con il suo ingegnere vedendo il ritmo del rivale e come vanno le soft, decide di andare sulle due soste. Invece Verstappen allunga il suo stint fino al 26°giro, e Leclerc torna leader della gara. Alle loro spalle nuovo duello fra Hamilton e Alonso, con l'inglese che supera con facilità il rivale, conquistando la sesta posizione. Verstappen appena torna in pista con una serie di giri veloci guadagna un secondo al giro a Leclerc, che quando vede il rischio di uscire dai box dietro a Russell alla 34° tornata fa il secondo pit stop. Invece anche Alonso che in precedenza si era lamentato di problemi alla macchina, è costretto al ritiro. Sainz dopo aver fatto la sosta passa di nuovo di forza Perez, e Hamilton compie un doppio sorpasso su Norris e Gasly. Verstappen nonostante gomme usate prima gira sullo stesso passo di Leclerc, e poi perde soltanto mezzo secondo al giro. Leclerc risponde con una serie di giri veloci e inizia a ridurre il gap ma Verstappen prosegue a girare su un passo costante impressionate, con Sainz che mette nel mirino il gradino più basso del podio di Russell.

    Il ritiro di Ricciardo sembra poter riaprire la gara nel 47° giro, con Verstappen, Leclerc, Russell e Sainz che fanno il pit stop. Invece la difficoltà della safety car, a ricompattare il gruppo fa sì che la corsa non riparta tra i fischi dal pubblico. Verstappen può festeggiare la prima vittoria a Monza, e la quarta consecutiva, davanti ad un furioso Leclerc, Russell, Sainz, Hamilton e Perez. Completano la top Norris, Gasly, De Vries che va a punti alla prima gara in Formula 1, e Zhou. Undicesimo Ocon seguito da Schumacher, un anonimo Bottas, Tsunoda, Latifi e Magnussen.
    56 min
  • DopoGP F1 2022, GP d'Olanda A Zandvoort stravince (sempre lui) Max Verstappen
    Altra Domenica difficile per la Ferrari in Olanda, con una F1-75 che anche su una pista sulla carta perfetta per le sue caratteristiche, che fa aumentare la preoccupazione in vista del Gran Premio d'Italia. Oltre a non riuscire a contrastre il padrone di casa Max Verstappen, la Rossa è stata più lenta anche delle due Mercedes, e soltanto il talento di Charles Leclerc l'ha portata sul podio, mentre la corsa di Carlos Sainz è stata rovinata da errori nelle due soste che lo hanno fatto scivolare all'ottavo posto. Situazione che ricorda quanto successo nel 2018 quando dopo l'errore di Sebastian Vettel ad Hockenheim, la Ferrari crollò. La stessa cosa sta accanendo quest'anno dal Paul Ricard quando Leclerc andò a muro, e da quella gara, la F1-75 non ha avuto più le stesse prestazioni, mentre Red Bull e Mercedes sono cresciute. Invece Verstappen ha regalato nuovamente spettacolo vincendo la gara di casa, superando come ad Abu Dhabi Lewis Hamilton, che insieme alla Ferrari è l'altro sconfitto di giornata, visto che è stato battuto dal compagno di squadra George Russell, e si è dovuto accontentare della quarta posizione.

    La Ferrari ha illuso per qualche giro, con Leclerc che dopo aver provato ad attaccare Verstappen, riusciva a tenere il suo passo. Invece dalla dodicesima tornata Verstappen allungava, mentre Leclerc era costretto ad alzare il suo ritmo, a causa di una F1-75 che ancora una volta non riusciva a gestire le gomme come la RB18, quando ad inizio stagione era il suo punto di forza. Problema peggiorato nelle ultime due gare, lasciando sempre più pensare sia dovuto alla direttiva TD39, oltre ad aggiornamenti che hanno fatto perdere l'equilibrio aerodinamico alla F1-75. Più in difficoltà Sainz che non ha mai avuto il ritmo del compagno così come Perez, e lo spagnolo veniva messo sotto pressione da Hamilton il quale ha cercato di sorprendere Verstappen insieme a Russell allungano il primo stint.

    La Ferrari andava ancora più in crisi con le medie, e Leclerc perdeva definitivamente contatto da Verstappen. Gli avversari dell'olandese diventavano i due piloti Mercedes, con Hamilton e Russell che con le hard volavano ed erano i più veloci in pista, girando tre e cinque decimi più rapidi di Verstappen. Infatti la W13 come ha dimostrato nelle altre gare, sul passo è più competitiva del giro secco, e come le altre Frecce d'Argento con le gomme dure cambiava ritmo.

    Verstappen approfittando della virtual safety car causata da Tsunoda rimane in testa, ed anche le Mercedes anticipano la sosta per stare davanti a Leclerc. A parità di gomme la Mercedes dimostra di essere la seconda forza, avendo un passo ancora migliore di Verstappen che stava gestendo un vantaggio di undici secondi su Hamilton. Invece sulla Ferrari come già era successo a Budapest la hard non funziona, con Leclerc e Sainz che oltre ad accusare un distacco di un secondo da Verstappen e le Mercedes, girano più lenti anche di Perez.

    La gara si riapre quando Bottas parcheggia la macchina sul rettilineo. Proprio come ad Abu Dhabi Verstappen fa il pit stop, tornando in pista mentre Hamilton prosegue, a differenza di Russell che farà la scelta giusta. Hamilton alla ripartenza perde subito la prima posizione, con Verstappen che si riprendere la leadership della gara dimostrando ancora una volta la forza della RB18 superandolo anche senza DRS con facilità. L'inglese viene passato anche dal compagno di squadra Russell e da Leclerc. Nonostante il podio per la Ferrari anche questo stint è negativo, con Leclerc che a parità di mescola, oltre a prendere un secondo da Verstappen, ha un passo di sette decimi più lento di quello di Russell. Verstappen dimostra ancora una volta che è lui a fare la differenza, con Perez che non ha mai avuto il suo passo, e alla ripartenza è stato superato da Sainz, e soltanto per la penalità della spagnolo taglia il traguardo quinto.
    1 hr 5 min
  • DopoGP F1 2022, SPA Max Verstappen è su un altro pianeta...
    Nuova impresa a Spa di Max Verstappen, che partendo dal fondo della griglia è riuscito a vincere, con una prestazione impressionante che entra di diritto nella storia della Formula 1, effettuando la rimonta più veloce di sempre. La grande gara dell'olandese oltre che del suo talento, è merito della RB18, che a Spa è stata superiore in tutte le condizioni alla Ferrari, e per la prima volta in questa stagione è nettamente piu' veloce della F1-75. Sergio Perez ha completato la prova di forza e la doppietta della Red Bull, non riuscendo a contrastare Verstappen, tagliando il traguardo con un distacco di diciotto secondi. Per la Ferrari quella in Belgio è la sconfitta più pesante della stagione, nonostante avesse sacrificato le qualifiche per la gara ed era convinta con il caldo di poter ribaltare la situazione, ed invece ha sofferto per tutta la corsa di usura gomme, con Carlos Sainz che è riuscito a difendere il gradino più basso del podio, precedendo George Russell. Ancora peggio è andata a Charles Leclerc, condizionato dalla visiera a strappo di Verstappen finita nella presa del freno anteriore destro, ed ha visto vanificare la sua rimonta per la decisione della Ferrari di cambiargli le gomme per tentare il giro veloce a due giri dalla bandiera a scacchi, ed invece è stato penalizzato di cinque secondi per aver superato i limiti di velocità nella corsia dei box.

    La gara per la Ferrari sembrava essere iniziata bene, con Sainz che in partenza ha difeso la prima posizione e allungare su Perez. Invece lo spagnolo fin dai primi giri ha iniziato ad andare in crisi con le gomme, che l'hanno costretto ad alzare il suo passo e a dover anticipare la sosta. Problemi inaspettati per la Ferrari, che in qualifica aveva giustificato il distacco di sei decimi presi da Verstappen, con la scelta di andare su un assetto mirato per la gara, aumentando rispetto a Venerdì il carico aerodinamico. All'inseguimento di Sainz oltre a Perez arrivava Verstappen, che aveva già dato una prima dimostrazione della sua superiorità, girando sugli stessi tempi dello spagnolo nonostante i tanti piloti superati. La Mercedes ancora una volta in gara si trasforma, con Russell che a parità di mescola ha avuto nel primo stint un passo di due decimi più lento di Sainz. Invece Leclerc è costretto a ricostruire la gara con una serie di sorpassi che lo riportano in zona punti.

    Lo show di Verstappen prosegue all'inizio del secondo stint, e dopo aver inflitto un secondo e due a Sainz lo supera, andando al comando della gara. Da quel momento Verstappen martella sull'1.52 basso, passo che solo lui riuscirà a tenere, mentre i suoi avversari non riescono ad avvicinare quei tempi. Invece Sainz è sempre più in difficoltà e lento, ed oltre a vedere andare in fuga Verstappen e Perez, è più lento anche di Russell che si avvicina. Il grande campanello d'allarme per la Rossa della gara di Spa, è che la F1-75 perdeva dalle Red Bull e da Russell nel T2, settore caratterizzato da molte curve punto forte della Ferrari. Proprio il gap accusato in questo tratto di pista può essere spiegato dalla direttiva TD39, ma la controprova si avrà a Zandvoort pista nella quale il carico aerodinamico sarà fondamentale, anche perchè Leclerc ha avuto un ritmo migliore del compagno di squadra.

    Verstappen vola anche nel terzo stint, rifilando sotto la bandiera a scacchi diciotto secondi a Perez. Alle loro spalle Sainz che sembrava essere sempre in crisi con le gomme, chiedendo al suo ingegnere se era possibile fare un'altra sosta, visto che perdeva quattro decimi al giro da Russell, ed invece nel finale è riuscito a migliorare i suoi tempi ed allungare e mettere al sicuro il podio. Sainz salvava la gara Ferrari, che con Leclerc commetteva un altro errore di strategia, facendogli effettuare il pit stop quando non aveva il margine per stare davanti ad Alonso, e dopo aver riconquistato la quinta posizione a poche curve dal traguardo, viene penalizzato di cinque secondi e retrocesso in sesta posizione.
    1 hr
  • DopoGP F1 2022, Ungheria Strategie FERRARI a raccontarle NON ci si crede
    Alla Red Bull è bastato un solo giro in Ungheria per capire che le gomme hard non rappresentavano una soluzione percorribile nel GP di ieri. Dopo la gara, sia Max Verstappen che Chris Horner hanno rivelato che la strategia iniziale della scuderia di Milton Keynes si basava sull’impiego delle bianche nel primo stint. Ma dopo aver accusato difficoltà nel mandare in temperatura le soft guadagnando la via dello schieramento, la Red Bull si è resa conto che la hard, soprattutto tenendo conto del potenziale arrivo della pioggia, non doveva essere usata.

    “Sarebbe stato assurdo cominciare la gara con le hard, soprattutto considerando il meteo – ha commentato Chris Horner ad Autosport -. Abbiamo deciso di far partire entrambi i piloti con la soft, il che implicava due soste. Ma siamo riusciti a far funzionare la nostra visione, eseguita alla perfezione”. “La nostra strategia è andata a farsi benedire dopo i giri verso lo schieramento – ha spiegato Verstappen ad Autosport – abbiamo dovuto cambiarla in corsa, scegliendo una diversa. Ma non penso che sia così difficile per il team. Sono flessibili, e sanno come lavorare”.


    Una flessibilità, quella sottolineata da Verstappen, che evidentemente la Ferrari esibisce solo nel reagire di istinto alle chiamate della Red Bull. Il muretto della Rossa non ha fatto tesoro di quanto stava accadendo in pista calibrando la strategia di Charles Leclerc, nonostante i riscontri che arrivavano dalle due Alpine e dalla Haas di Kevin Magnussen, in palese difficoltà nella gestione della hard. Il compound più duro della gamma scelta da Pirelli, assai complesso da portare nella corretta finestra di utilizzo e vulnerabile a eventuali neutralizzazioni, nonché a un peggioramento del meteo, avrebbe avuto flebili potenzialità solo nel caso di una strategia a una sosta.

    L’ammissione di colpa della Ferrari non è arrivata dalle dichiarazioni del team principal Mattia Binotto, lesto a sottolineare le difficoltà prestazionali di una Ferrari penalizzata dalle basse temperature anziché toccare il punto dolente della strategia, ma ben prima. La sosta di Leclerc per montare le soft è la dimostrazione della scelta infelice di una Ferrari che si ostina a giocare in modo conservativo con le sue chiamate del muretto, senza avere mai il coraggio di osare. La Rossa interviene in corsa solo per coprirsi dall’avversario, finendo per infilarsi in gineprai da cui non riesce ad uscire. E così la paura di sbagliare induce effettivamente all’errore.


    La Red Bull ha un faro nella notte che la guida nelle strategie. Si chiama Hannah Schmitz, numero uno delle chiamate della scuderia di Milton Keynes. In Red Bull dal 2009, è la mente che gestisce il manipolo di uomini incaricati di tirare fuori il coniglio dal cilindro. Senza mai perdere la lucidità. Lo ha sottolineato Verstappen a The Race. “Hannah è stata incredibilmente calma oggi. È straordinaria”. Così come lo è il suo esempio per le bambine e le ragazzine di oggi, che possono contare su un caso concreto e di successo per tentare una strada che è tutt’ora considerata da molti una prerogativa da uomini. L’importanza della rappresentazione sfuggirà a molti, ma ha una potenza incredibile.

    Spostandoci dalla questione prettamente strategica alle prestazioni, chi sottolinea il passo con le rosse di Sainz, incapace di tenere testa a un arrembante Lewis Hamilton, osserva la monoposto sbagliata. Dopo aver montato le soft, Leclerc si è prodotto in un ritmo incalzante, che non è purtroppo servito a nulla. Se avesse allungato lo stint con le medie, anziché marcare a uomo Verstappen, forse la gara sarebbe terminata diversamente. Non c’è dubbio sul fatto che la Ferrari abbia risentito delle temperature basse, e non è la prima volta che succede, nel 2022. Ma la Red Bull, in occasioni in cui si è rivelata manifestamente inferiore – vedi Monaco – ha osato il tutto per tutto, centrando l’obiettivo. E anche questa è una delle caratteristiche imprescindibili di un top team.
    1 hr 3 min
  • DopoGP F1 2022, Francia LECLERC a MURO. Vince Verstappen. Mondiale finito
    La Ferrari può davvero lottare per il mondiale nel 2022? È questa la domanda che risuonava ai tempi delle prime trionfali uscite di una F1-75 nata sotto una buona stella, a differenza delle monoposto che l’avevano immediatamente preceduta. Il mosaico per conquistare un’iride, però, è molto più complesso della sola performance della vettura. E il caso della Rossa lo esemplifica alla perfezione.

    Per imporsi su una concorrenza agguerrita – e preparatissima per una lotta mondiale, peraltro – come la Red Bull è necessario molto altro. Serve essere impeccabili dal punto di vista strategico, senza aver paura di osare quando necessario, né tantomeno di rimanere sui binari della ragione nel caso in cui eventi esterni spariglino le carte in tavola. Bisogna avere una visione chiara dell’assetto della scuderia, senza avere paura di scontentare qualcuno per il bene comune e lasciando che eventuali discussioni avvengano a porte chiuse. Fronti, questi, su cui la Rossa nel 2022 non è stata impeccabile.


    Ma è necessaria anche l’affidabilità. I tecnici preferiscono avere una vettura prestazionale, ma fraglie, che lenta ed efficiente. D’altronde, è più semplice aggiustare la prima della seconda, intervenendo in corsa durante il campionato. Sbilanciare il delicato equilibrio tra performance e affidabilità, però, è un rischio che non sempre porta i suoi frutti. La Ferrari non poteva fare altrimenti, nel 2022. Il congelamento dei motori comportava un’inevitabile audacia per non rimanere relegati in posizioni da comprimario nei prossimi anni. I punti persi nella prima parte della stagione per la mancata tenuta della F1-75, però, sono troppi.

    Ultimo fattore, ma non meno importante, è la perfezione dei piloti. Nell’economia di una stagione, un errore da penna blu come quello di Leclerc in Francia è accettabile. Ma diventa devastante nel caso in cui il contesto non lasci spazio a sbavature di queste proporzioni. Se la F1-75 fosse stata affidabile quanto performante, e il team sempre preciso nelle scelte, Leclerc avrebbe potuto permettersi un errore del genere senza dover prorompere in un urlo che ben rappresentava la sua rabbia nei propri confronti. Ma la realtà è ben diversa.


    Dopo una domenica in cui si è nuovamente raccolto molto meno di quanto sia stato seminato, è difficile vedere il lato positivo della situazione per i tifosi della Ferrari, piegati da anni di delusioni devastanti. Per trovarlo, vale la pena riavvolgere il nastro alla fine dello scorso anno. Dopo un terzo posto nel mondiale costruttori non degno del proprio blasone, ma nettamente migliore rispetto al nadir del 2020, la Ferrari poteva sperare di rivelarsi l’outsider nel 2022 solo a patto di superare di slancio le aspettative. E così è stato. Ciò che la Ferrari ha colto nella prima parte di campionato lascia l’amaro in bocca, ma è sintomo di una grande crescita.

    La cattiva notizia è che la Ferrari è ancora troppo acerba per poter lottare per il mondiale. La buona, però, è che ha tutte le carte in regola – e le risorse – per imparare dai propri errori e costruire qualcosa di grande nel breve termine. Dopo tre lustri di digiuno di vittorie, esortare i tifosi della Rossa a pazientare ancora può sembrare una richiesta fuori luogo. Ma la verità è che la Ferrari deve solo lavorare di fino per tornare ad essere una superpotenza della F1. Basta avere il coraggio di cambiare alcune cose. E l’umiltà di imparare dai propri errori.
    1 hr
  • DopoGP F1 2022 Austria LECLERC vince, anzi STRAVINCE!
    Prova di forza ma anche rimpianti per la Ferrari nel Gran Premio d'Austria, con Charles Leclerc protagonista di una prestazione superlativa, superando ben tre volte Max Verstappen in pista. Il monegasco ha cancellato nonostante un brivido nel finale per un problema all'acceleratore, la delusione per Silverstone e le ultime cinque gare tornando alla vittoria, è salito al secondo posto della classifica piloti, riducendo il distacco da Verstappen a meno 38. La Scuderia di Maranello ancora una volta raccoglie meno di quanto meritasse, con una F1-75 perfetta come a Melbourne e più veloce per tutta la corsa rispetto alla Red Bull gestendo meglio le gomme, ma a causa di un nuovo problema d'affidabilità, non ha consentito a Carlos Sainz di farle piazzare l'uno-due, e guadagnare più punti a Leclerc. Proprio il ritiro dello spagnolo ha permesso a Verstappen di limitare i danni, ed a Lewis Hamilton di conquistare il terzo podio di fila e battere nuovamente George Russell, che ha perso il duello con il compagno di squadra, a causa della penalizzazione per il contatto nel primo giro con Sergio Perez.

    Il capolavoro di Leclerc nasce in partenza, quando a differenza della Sprint Race non prova a superare al via Verstappen, ma cerca di rimanergli vicino e mettergli pressione. Verstappen prova a sfruttare la forza della Red Bull nel primo giro e sul dritto, e far finire Leclerc fuori dalla zona DRS, ma non ci riesce. La F1-75 come aveva già dimostrato a Baku con la nuova ala posteriore ha recuperato il gap di efficienza aerodinamica della RB18, ed ha un passo migliore con Leclerc che rimane sempre a mezzo secondo da Verstappen che è in crisi con le gomme. Leclerc rompe gli indugi nel 12° giro, ma il primo attacco non va a buon fine con Verstappen che resiste, arrendendosi nella 14° tornata quando il pilota della Ferrari si prende con un sorpasso perfetto la leadership della gara. Leclerc rompe gli indugi anche perchè Sainz che all'inizio non riusciva a tenere il loro passo, si stava avvicinando e nel 10° giro aveva guadagnato mezzo secondo.

    Da quel momento Ferrari e Verstappen vanno su due strategie diverse, e il secondo stint è poco indicativo. Verstappen anche con le Hard dopo qualche giro inizia a lamentare vibrazioni alle gomme, probabilmente dovuto ad set-up sbagliato dalla Red Bull che ha sbilanciato la RB18, e a temperature più basse rispetto a qualifiche e Sprint. Invece se Leclerc una volta che ha superato Verstappen per la seconda volta, amministra il vantaggio e cerca di gestire le gomme, Sainz migliora il suo ritmo e gira sui tempi di Leclerc, ed è di qualche millesimo più veloce.

    La forza della Ferrari è ancora più netta nel terzo stint, dove Verstappen nonostante run più brevi di Leclerc e Sainz non riesce a tenere il loro ritmo. L'olandese sempre in crisi con le gomme è costretto a subire il terzo sorpasso di Leclerc che vola, e Sainz lo mette nel mirino. Sainz quando ormai era pronto ad attaccare Verstappen viene tradito dalla F1-75 con il retrotreno della Ferrari numero 55 che va in fiamme, costringendolo al ritiro ed a dire addio probabilmente alle sue speranze di tornare in corsa per il mondiale, e a scendere di corsa dalla vettura.

    La Ferrari quando viene applicata la procedura della virtual safety car a differenza di Silverstone decide di far cambiare le gomme a Leclerc e non cadere nel tranello dei meccanici Red Bull, che avevano finto di tornare ai box nella speranza che il monegasco rimanesse in pista. La gara però come già era successo tante volte quest'anno, sembrava voltare le spalle alla Ferrari, con Leclerc che via radio chiede di controllare la macchina, per un problema all'acceleratore. Quando la corsa riparte Leclerc fa una nuova magia, nonostante l'acceleratore rimanga aperto anche in curva, riesce ad impedire a Verstappen di approfittare del suo problemi, e riporta la Ferrari nel giorno del 90° anniversario del Cavallino Rampante alla vittoria in Austria dopo 19 anni.
    1 hr 8 min
  • DopoGP F1 2022 Silverstone Sainz VINCE ma la strategia in FERRARI non è da mondiale...
    Gran Premio della Gran Bretagna che ha regalato forti emozioni, con il bruttissimo incidente al via fortunatamente senza conseguenze, ed una gara spettacolare decisa negli ultimi giri. Domenica dai due volti in casa Ferrari, che vince in casa della Red Bull e della Mercedes, ma penalizzando Charles Leclerc. Sul gradino più alto del podio è salito Carlos Sainz, che dopo aver ceduto la prima posizione al compagno di squadra l'ha riconquistata alla ripartenza, prendendosi di forza la prima vittoria della carriera in Formula 1. Successo arrivato grazie alla decisione della Ferrari di fargli effettuare il pit stop quando è entrata in pista la safety car, a differenza di Charles Leclerc che come a Monaco per una strategia sbagliata del muretto, non sfrutta i problemi di Max Verstappen per guadagnargli punti. Ad approfittare dell'errore della Scuderia di Maranello sono stati Sergio Perez che da ultimo, dopo il contatto con Leclerc ha tagliato il traguardo secondo, e Lewis Hamilton autore della sua migliore prestazione stagionale, che gli ha permesso di salire sul podio nella gara di casa.

    La corsa per la Ferrari si era messa bene all'11° giro, quando Verstappen, che fino a quel momento sembrava avere un passo migliore delle rosse, improvvisamente rallenta, Sainz si riprende la leadership della gara, e Leclerc sale al secondo posto. E' proprio in quel momento che c'è stata la prima incertezza del muretto Ferrari, Leclerc nonostante abbia perso del carico aereodinamico nel contatto con Perez, è più veloce di Sainz, ed Hamilton si avvicina a suon di giri veloci. Leclerc quando ha pista libera per il pit stop di Sainz, per essere rimasto troppo vicino al compagno di squadra, ha gomme molto rovinate e non può rispondere ai tempi di Hamilton. La Mercedes a Silverstone per la prima volta è stata la macchina più forte in pista, avendo un ritmo di tre decimi migliore della Ferrari, con Hamilton che oltre ad avere il miglior passo con le medie, è riuscito ad allungare il primo stint, confermandosi un maestro nella gestione gomme.

    La Ferrari come già era accaduto a Montreal cambia marcia quando monta le hard. Però l'incertezza al muretto anche all'inizio del secondo stint, con Sainz che è ancora più lento di Leclerc il quale chiede di poter attaccare, ma il suo ingegnere gli dà l'ok soltanto al trentunesimo giro. Leclerc quando va in testa vola allungando con facilità, avendo un passo di sei decimi migliore di quello di Sainz. Nelle poche tornate fatte con gomme bianche, Hamilton è stato più veloce delle Ferrari avendo pneumatici più freschi, e puntava proprio su questo per andare all'attacco di Leclerc e Sainz nel finale. Poco attendibile il passo della Red Bull nella seconda parte di gara, con Perez impegnato nella rimonta, e Verstappen in grande difficoltà per un problema al fondo.

    Leclerc quando Esteban Ocon, dopo aver superato Verstappen parcheggia la macchina in pista, era saldamente in testa con un vantaggio di 4.2 su Sainz, 6.1 e 28.8 nei confronti di Hamilton e Perez. Sia al pit stop che alla ripartenza, e come a Montecarlo viene ribadito quale sia il grande problema in casa Ferrari: le gerarchie. Quando c'è l'ingresso della safety la Ferrari preferisce non fare un doppio pit stop, mettendo in difficoltà Leclerc, visto che oltre ad avere due mescole di svantaggio, per mandare in temperatura le hard ci vogliono alcuni giri. La Ferrari ha provato a rimediare chiedendo a Sainz di coprire le spalle a Leclerc, ma lo spagnolo non ha accettato l'ordine scuderia ed ha attaccato il compagno di squadra alla ripartenza e conquistando la vittoria. Situazione nettamente diversa, da quanto successo in Red Bull a Baku, nonostante Perez sia in corsa per il mondiale gli è stato chiesto di lasciare passare Verstappen, proprio come avveniva ai tempi di Michael Schumacher. La Ferrari ha vinto a Silverstone, ma non con il pilota che sta lottando per il titolo, e a fine stagione questi punti potrebbero essere decisivi, con il grande rischio di aver deteriorato i rapporti fra la squadra e Leclerc.
    1 hr 3 min
  • DopoGP F1 2022 Baku DISASTRO Ferrari Vince Max Verstappen
    BAKU - Se vuoi vincere le gare, prima devi finirle. E' un vecchio adagio delle corse che si sposa perfettamente con la situazione della Ferrari, ancora una volta KO con entrambe le vetture e, cosa più grave, ancora una volta con Leclerc in testa alla corsa, proprio come in Spagna. Che ci sia un problema tecnico è evidente. Oltre alle due rosse anche Alfa Romeo e Haas si sono ritirate per problemi legati alla power unit. In Spagna erano stati tre i motori rotti fra Ferrari e team clienti, a Baku il bollettino si è allungato e se si aggiunge che anche Montecarlo ha avuto le sue vittime, nonostante non sia pista di motore, appare evidente che le prestazioni ci sono, manca l'affidabilità.

    Se si tratta di un particolare difettoso, il guasto sarebbe facile da individuare e risolvere. Se invece sono vari problemi, dall'impianto idraulico al turbo o al recupero di energia, ebbene diventa difficile capire dove mettere le mani con l'aggravante che domenica si corre in Canada e non c'è tempo per risolvere niente. Per cui meglio incrociare le dita e sperare in bene. Se la parte meccanica è stato il tallone di Achille della Ferrari, gli aspetti positivi sono le prestazioni. Sia in qualifica sia in gara, per quei 20 giri almeno, Leclerc era veloce e quindi la macchina c'è. Stavolta pure la strategia col pit anticipato è stata buona, visto che con quelle gomme non solo Leclerc avrebbe dovuto fermarsi ancora (impensabile fare 40 giri con lo stesso treno) ma si sarebbe trovato davanti alle due Red Bull e pure loro avrebbero dovuto fermarsi una volta. Quindi l'idea era buona e indovinata.

    Riassumendo: piloti in forma (almeno Leclerc perché Sainz cede spesso sul più bello), macchina competitiva e strategia indovinata. Peccato che la parte negativa riguardi la meccanica, che ha ceduto. Come dicono quelli esperti di corse, se hai una macchina veloce che si rompe, la puoi sempre irrobustire, se ne hai una lenta che non si rompe, non è detto tu riesca a renderla veloce. Ecco, a Maranello devono irrobustire. E visto che in Bahrain e Jeddah, a parità di piste calde e impegnative col motore, la Ferrari era davanti, urge riprendere il filo del discorso e riportare le cose come stavano.
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  • DopoGP F1 Monaco 2022 Non lo MERITAVI Charles Vince Perez DISASTRO FERRARI
    Il Gran Premio di Monaco 2022 di Formula 1 va in archivio con la vittoria di Sergio Perez e una coda lunga di polemiche che affronteremo in separata sede. Perché qui vi racconteremo i nostri top e flop della corsa nel Principato. E allora, bando agli indugi.

    Top: Sergio Perez
    Sul podio, Perez era visibilmente commosso. Perché con il successo di ieri ha sorpassato Pedro Rodriguez, l'uomo a cui si ispirava il casco che indossava a Monaco, diventando il pilota messicano più vincente in F1. Un traguardo che può sembrare minuscolo. Ma non lo è per l'unico pilota dell'America Latina in F1 oggi.

    Top: Charles Leclerc
    La forza di Charles Leclerc sulle stradine che lo hanno visto bimbo sta tutta in quel giro strozzato da una bandiera rossa in qualifica. Talmente straripante da valergli quattro decimi di vantaggio sulla concorrenza nella parte completata. Ma quel non finito così esaltante, che faceva brillare gli occhi a Charles post qualifica, non era premessa di un successo, ma di un altro impeto destinato a essere smorzato dalle circostanze. La scarsa lungimiranza strategica della Rossa lo ha relegato ai piedi del podio in una corsa che, vista la velocità della Ferrari, avrebbe dovuto portare a casa senza un plissé. L'ancora di Charles è il suo grande talento. Per vincere un mondiale, però, non basta solo questo.

    Top: Fernando Alonso
    Dicevamo pocanzi che a Monaco non importa quanto si sia più veloci degli altri, se non si riesce a passare. Quel vecchio volpone di Fernando Alonso, forte della sua pluridecennale esperienza sulla pista del Principato, lo sa benissimo. E così ha deciso di girare con fierezza due secondi più lentamente della concorrenza, togliendosi la soddisfazione di tenersi alle spalle una sua vecchia conoscenza, quel Lewis Hamilton che, di fatto, è una delle sue vittime preferite.

    Flop: muretto Ferrari
    Per vincere il mondiale di Formula 1 il talento dei piloti e la bontà delle monoposto non sono sufficienti. Il mosaico per un team di successo è formato da tanti altri tasselli, uno dei più importanti dei quali è indubbiamente la strategia. La mancanza di tempismo e di lungimiranza del muretto Ferrari in questo ambito è ormai un problema cronico, visto che si ripresenta ciclicamente da anni.

    Flop: Daniel Ricciardo
    Sentendo parlare Daniel Ricciardo in conferenza a Monaco, abbiamo provato un moto di tenerezza nel vedergli brillare gli occhi descrivendo la pista su cui ha colto alcune tra le migliori prestazioni in carriera. Ed è per questo che fa ancora più male vederlo annaspare verso il fondo della griglia, mentre il suo compagno di squadra si dimostra efficace nonostante non sia al 100% della condizione a causa di una tonsillite.

    Flop: Mick Schumacher
    Gli incidenti sono un imprevisto che i team mettono in conto nell’allocazione del budget per una stagione. Ma quando i botti si fanno più frequenti, e pure violenti, è inevitabile che costituiscano un’emergenza finanziaria. Lo schianto contro le barriere di Mick Schumacher a Monaco potrebbe costare alla Haas oltre un milione di euro. La monoposto tranciata in due è una metafora efficace di quello che potrebbe restare a breve della carriera di Schumacher in F1.
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