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  • DopoGP F1 2022 GP di SPAGNA Che PECCATO Charles Vince Verstappen
    BARCELLONA - Un nooo gridato via radio al suo box e il sogno di vincere il GP di Spagna è svanito per Charles Leclerc. Il 27 giro si è rivelato fatale per la Ferrari, che in queste gare aveva mostrato una affidabilità unica e imbattibile, portando sempre in fondo alle gare il monegasco. Con la vittoria di Max Verstappen davanti al compagno Sergio Perez, il mondiale è più aperto che mai con uno zero in casella per Leclerc che compensa i due zeri registrati da Verstappen. La doppietta Red Bull è maturata con un gioco di squadra in cui il team ha saputo giostrare e sopperire al problema tecnico di Verstappen, alle prese con il DRS rotto (l'ala mobile posteriore) e cambiare le posizioni con Perez, andato al comando, dimostrando così di avere in casa due piloti complementari che sopperiscono ai problemi di ognuno.

    Ferrari invece deve consolarsi col quarto posto di Sainz dopo che lo spagnolo ha avuto problemi in partenza e sul finire era stato pure superato da Hamilton per la quarta piazza. E parlando di Hamilton e Mercedes, sul podio è salito anche George Russell, con una gara grintosa, priva di sbavature ma, cosa più importante, con un ritmo mostruoso specialmente da parte di Hamilton. Infatti alla terza curva Lewis è stato toccato da Magnussen, è tornato ai box e ripartito con oltre 50 secondi di distacco dal vertice. Il suo ritmo di gara e la risalita fino al quarto posto, a pochi secondi dal compagno Russell, è stata impressionante. Proprio negli ultimi due giri ha dovuto mollare per l'aumento delle temperature che hanno consigliato di tirare i remi in barca e cedere la posizione a Sainz.

    Detto del recupero Mercedes, con un Russell che ha messo a dura prova Verstappen, la gara sembrava decisa fin dalla prima curva a vantaggio della Ferrari di Leclerc, partito al palo e rimasto in testa alla prima curva. Il ritmo di gara non era esaltante ma riusciva a controllare Verstappen e Russell mentre Sainz, con la partenza ritardata, era finito subito dietro. Poi il primo episodio chiave al 6 giro Sainz finiva in testacoda e riusciva a ripartire dalla sabbia ma ormai le posizioni di testa erano andate. Due giri dopo, stessa curva, toccava a Verstappen incappare nello stesso errore e perdere la posizione su Russell che reggeva bene il ritmo di Leclerc. Poi il fattaccio: "No, no, noooo" via radio di Leclerc al 27.giro faceva capire qualcosa di grave sulla Ferrari e infatti era costretto al ritiro. "Lunedì il motore sarà a Maranello e faremo una indagine per capire cosa sia successo, per ora non posso dire nè ipotizzare niente" ha detto il responsabile della GES Mattia Binotto. A quel punto, con Russell davanti e Perez in rimonta, Verstappen veniva richiamato ai box per cambiare la strategia, anche perché col DRS rotto non riusciva a superare la Mercedes.

    In Red Bull lasciavano il compito a Perez, che eseguiva perfettamente, al pit stop Verstappen passava finalmente Russell e a quel punto la Red Bull chiedeva al messicano di farsi da parte: "Grazie compagno, grazie davvero" ha detto via radio Verstappen a Perez che con questo sacrificio ha mostrato di essere un vero uomo squadra e la Red Bull con una formazione capace di intercambiare i piloti all'occorrenza mentre la Ferrari, perso Leclerc, non aveva Sainz dietro per giocarsi la vittoria, cosa difficile visto che è mancato il passo al di là dell'errore. Domenica prossima si corre a Montecarlo, gara di casa, nel vero senso della parola, di Leclerc con la sua grande voglia di rivincita mondiale. Altri eroi di giornata: Alonso, partito ultimo e arrivato 9 e senza un problema al pit stop poteva fare meglio e Bottas che era 4 con l'Alfa Romeo Sauber che ha concluso 6 col calo di gomme sul finire di gara.
    1 hr 2 min
  • DopoGP F1 Imola 2022 Quando il PREDESTINATO è Max Verstappen
    Dominio di Max Verstappen ad Imola, che ha completato la tripletta conquistando dopo pole, Sprint race anche la gara, rispondendo alla prova di forza di Charles Leclerc a Melbourne, raggiungendolo a quota due vittorie stagionali. Sergio Perez ha permesso alla Red Bull di piazzare la prima doppietta in casa di una Ferrari lontana dai livelli dell'Australia, e che ha pagato la giornata negativa dei suoi piloti. Se Leclerc ha sbagliato la partenza e per cercare di superare Perez è andato a muro e ha visto scendere a 27 i punti di vantaggio su Verstappen, Carlos Sainz per il contatto con Daniel Ricciardo si è dovuto subito ritirare come a Melbourne. Hanno approfittato del primo passaggio a vuoto di Leclerc, Lando Norris per salire sul podio, e George Russell che si è aggiudicato nettamente il confronto con un Lewis Hamilton sempre più in crisi con la W13.

    Il momento decisivo della corsa è al via quando Verstappen difende la prima posizione, mentre Leclerc viene superato da Perez e Norris e scivola in quarta posizione. Infatti Leclerc non appena si libera di Norris inizia a girare sui tempi della Red Bul ed a ridurre il distacco su Perez. Invece Verstappen ne approfitta per andare in fuga grazie ad una Red Bull che anche sul bagnato come in tutto il week end è stata una macchina ben bilanciata e la più forte ad Imola.

    Il primo pit stop è stato un altro momento importante della gara. Se Verstappen torna in pista sempre in prima posizione, la decisione della Red Bull di anticipare la sosta di Perez sembrava non essere stata una mossa giusta. Leclerc quando esce dai box è davanti al messicano, ma non con un margine di sicurezza che gli consenta di scaldare bene le gomme, e deve cedere la seconda posizione, a causa di un pit stop non perfetto come negli altri Gran Premi della Ferrari più lento di un secondo di quello della Red Bull.

    Verstappen ribadisce sull'asciutto come nella Sprint race, che la Red Bull ha imparato dagli errori di Melbourne e grazie anche alla riduzione del peso, ha fatto un grande passo in avanti. Però Leclerc dimostra che fra Ferrari e Red Bull il divario non è quello visto in gara, considerando che non ha sofferto di graining come Sabato e nel secondo stint è stato più veloce di Perez, ma per la superiorità della RB18 sul dritto rispetto alla F1-75, e l'impossibilità di usare il DRS non ha potuto provare il sorpasso.

    La Ferrari va sulla tattica delle due soste con Leclerc per cercare di sorprendere la la Red Bull che però risponde subito. Leclerc appena supera Norris si riavvicina nuovamente a Perez, ma questi giri sono la fotografia di come il dominio di Melbourne, abbia dato troppe certezze alla Ferrari che ha deciso di non portare aggiornamenti ad Imola. La F1-75 tranne nelle FP1 è mai stata più veloce della RB18 come a Melbourne, e costringe Leclerc che non si accontenta del terzo posto, a tentare il tutto per tutto per superare Perez e commette un errore andando a muro alla Variante Bassa, ed è costretto al terzo pit stop per cambiare l'ala, e alla rimonta nel finale per limitare i danni.

    Grande prestazione di Norris, che oltre ad approfittare dell'errore di Leclerc per salire sul podio, dimostrando ancora una volta di essere uno dei piloti più forti sul bagnato, ha confermato la McLaren come terza forza del campionato. Ancora una volta Russell salva la Mercedes, piazzandola al quinto posto grazie ad una grande partenza e difendendosi nel finale da Valtteri Bottas, mentre Hamilton continua soffrire il porpoising più del compagno di squadra che gli ha impedito di superare Pierre Gasly in tutto il secondo stint. Bella gara anche per Sebastian Vettel che sfruttando la pioggia e poi difendendosi sull'asciutto ha riportato l'Aston Martin in top ten come nelle qualifiche.
    55 min
  • DopoGP F1 2022, Australia | Leclerc: "Questa Ferrari è una BESTIA..." TOP Vittoria!
    Rossa come il fuoco e nera come la paura che incute agli avversari: vedendo la Ferrari F1-75 il giorno della sua presentazione, con le sue forme sinuose e aggressive e la livrea rossonera, non potevano che venire in mente le parole che Herbert Kilpin usò all’atto della creazione del Milan. La F1-75 non ha solo l’aspetto da diavolessa, però. Lo è davvero, in pista. Tagliente e precisa, con la sua impeccabile trazione, la monoposto della Rossa eccelle in particolare nelle curve lente e in accelerazione, ma è completa in tutto. Merito sia di una filosofia aerodinamica e meccanica azzeccata, che di un motore che non ha nulla da invidiare all’omologo di casa Honda a livello di performance, e che lo surclassa in termini di affidabilità.

    Il destino ha voluto che la diabolica monoposto della Ferrari unisse le forze con un angelo. Charles Leclerc, il ragazzo che tutte le madri sognerebbero come genero, capace di rapire sia la loro attenzione che quella delle loro figlie, ha il volto di un principe delle favole, ma la determinazione d’acciaio, temprato com'è dal dolore di perdite pesanti, che l'hanno piegato, ma non spezzato. Di angelico, però, nel 2022 sembra avere anche la disposizione. In pista, appare tranquillo, capace di misurare alla perfezione i propri sforzi, senza eccedere in aggressività. È persino moderato nei festeggiamenti dopo le sue vittorie, come se sentisse di trovarsi in un ambiente naturale, nella condizione che gli appartiene. Non ha bisogno di strafare, Charles. Nella F1-75 ha trovato la sua metà perfetta.

    Ciò che poteva rappresentare il suo limite più grande, quell’ardore agonistico che lo spingeva oltre il limite delle potenzialità della sua monoposto, inducendolo all'errore, è sparito nel momento in cui si è ritrovato per le mani una vettura che risponde perfettamente alle sue esigenze, scorrevole e docile pur nella sua indubbia potenza. E con la F1-75 si forma il ritratto di un pilota diverso, sicuramente più maturo, non più tormentato dall’impossibilità di cogliere quei risultati che per un talento come lui sono naturali.

    Leclerc, però, rifugge l’idea di un Charles 2.0. Dice di essere sempre stato così. E a ben vedere, ha ragione. È una questione di percezione. Lui lo sapeva già, come sarebbero andate le cose. Noi no. Potevamo solo intuirlo. Per comprendere appieno la caratura di Leclerc, già intravista con lampi di talento puro anche negli anni più bui con la Ferrari, serviva una monoposto come la F1-75, capace di evidenziare la differenza tra un ottimo pilota – come il compagno di squadra di Leclerc, Carlos Sainz – e un fuoriclasse, come Charles.

    E con la diavolessa F1-75, ad avere foga non è più Leclerc, ma Sainz. Carlos sta reagendo con l’impazienza che turbava Charles gli scorsi anni, perché sente sfuggirgli dalle mani un ruolo alla pari con Leclerc. Sainz si trova nel momento più difficile della sua esperienza con la Ferrari, alle prese con l’esplosione della supernova Leclerc e con una trattativa per il rinnovo del contratto che non lo vede nella posizione di forza ottenuta lo scorso anno da formichina. Perché Leclerc non è più una cicala.

    Sainz dovrà prendere coscienza del fatto di non potersi esprimere allo stesso livello di Leclerc. Valtteri Bottas lo ha spiegato bene, parlando del confronto con Lewis Hamilton: prima o poi, nella carriera di un pilota, può capitare di trovare qualcuno semplicemente migliore di te. E l’unica soluzione, in questi casi, è accettarlo. Solo così Carlos si metterà nella condizione di togliersi delle soddisfazioni. Con la F1-75, anche lui può partecipare alla festa Rossa. Ma non nel ruolo che avrebbe sperato. Perché la diavolessa ha scelto l’angelo.
    1 hr 6 min
  • DopoGP F1 2022, Jeddah | Verstappen VINCE, Leclerc CONVINCE in Arabia Saudita
    Nella seconda gara del mondiale Max Verstappen si prende la rivincita vincendo il Gran Premio dell'Arabia Saudita, confermando di essere l'uomo da battere per il titolo, beffando a tre giri dal termine Charles Leclerc. Per la Ferrari il bilancio è comunque positivo, su una pista più adatta alle caratteristiche della Red Bull ha allungato nella classifica costruttori, portando di nuovo due piloti sul podio con Carlos Sainz terzo precedendo Sergio Perez. Altra gara anonima per la Mercedes con George Russell quinto, mentre Lewis Hamilton dopo le brutte qualifiche di Sabato, non è andato oltre il decimo posto.

    Nel primo stint, Perez dopo aver difeso la prima posizione al via, riesce ad allungare, con Leclerc che dopo alcuni giri cambia marcia e si avvicina al passo del messicano, e nel momento in cui viene applicata per la prima volta la virtual safety car, ha un distacco di tre secondi. Verstappen che in partenza aveva superato Sainz, nei primi giri con le medie ha avuto le stesse difficoltà di Sabato, non avendo lo stesso ritmo del compagno di squadra. Sainz come in Bahrain ad inizio gara non ha il passo di Leclerc, e perde contatto dai primi tre. Primo stint dai due volti per la Mercedes con Russell, che con una mescola di vantaggio è più lento di tre decimi di Hamilton che era partito con le hard.

    Dopo la prima sosta la gara cambia. Perez viene penalizzato dalla virtual safety car, con Leclerc, Verstappen e Sainz che rientrati il giro successivo lo passano. Da quel momento la corsa diventa il secondo round del Bahrain, con la sfida fra Leclerc e Verstappen, per la vittoria. La Ferrari conferma di avere qualcosa in più sul passo della Red Bull anche con le dure, con Leclerc che dopo aver tenuto dietro alla ripartenza Verstappen prima dei ritiri di Ricciardo, Alonso e Bottas allunga, e Sainz che è l'unico a tenere il ritmo che stacca Perez. Non migliora la situazione per Russell, che ha un passo di un secondo superiore a quello di Leclerc e Verstappen.

    La virtual safety car questa volta penalizza Leclerc, che quando viene data bandiera verde, si ritrova Verstappen alle sue spalle. Fra i due nasce una nuova grande sfida in cui viene premiata la scelta della Red Bull di scaricare la macchina per avere più velocità di punta in rettilineo, mentre la Ferrari aveva puntato su una vettura più carica. Verstappen dopo due grandi difese di Leclerc, si prende la leadership delle gara, anche sfruttando la doppia bandiera gialla nell'ultimo giro, che impedisce al rivale di provare a riprendersi la prima posizione. La Ferrari conferma di aver sofferto più della Red Bull a mandare in temperatura alla ripartenza le hard, con Perez tornato sui livelli di inizio gara che mette pressione a Sainz, il quale riesce a difendere il terzo posto. In difficoltà anche negli ultimi giri Russell, mentre Hamilton paga il ritardo con cui gli è stato chiesto di fare la sosta quando la pit lane era chiusa, riuscendo soltanto ad entrare in zona punti.
    1 hr 3 min
  • DopoGP F1 2022, Bahrain | STRAVINCONO Leclerc e la Ferrari!
    Alla fine, dopo anni di tormentone, al ragazzo monegasco vestito di rosso è stata data la famigerata macchina. E Charles Leclerc non ha disatteso le aspettative, nel Gran Premio del Bahrain 2022 di Formula 1. Potendo finalmente contare su una monoposto, la F1-75, dotata di un ottimo motore e con basi telaistiche e di aerodinamica assai efficaci, Charles non ha affatto peccato di foga, come era costretto a fare quando cercava di portare vetture mediocri là dove ragionevolmente non potevano stare. Mantenendo un encomiabile sangue freddo, Leclerc ha dosato alla perfezione l'aggressività, nella lotta contro Max Verstappen.

    Il Leclerc di qualche tempo fa, dopo i sorpassi in curva 1 da parte del campione del mondo in carica, avrebbe tentato il tutto per tutto subito. Non è stato così in Bahrain. Anziché incaponirsi in un tentativo di controsorpasso immediato, Charles ha deciso di aspettare, assicurandosi di essere in zona DRS nel rettifilo che porta a curva 4, in modo tale da trovarsi nella condizione perfetta per rispondere con la giusta dose di cattiveria alle aggressioni di Max. Così facendo, ha spinto Max ad alzare ulteriormente l'asticella al terzo tentativo, e lo ha indotto a esagerare e a prodursi in un bloccaggio che gli ha consentito di passarlo già prima di curva 2.

    L'ottima condotta di Leclerc nel corpo a corpo ha portato Verstappen a sollecitare eccessivamente i suoi freni, già provati dal surriscaldamento prima delle staccate estreme cui è stato costretto Max per stare davanti al rivale. E ha consentito a Charles di allungare dopo la bagarre con il ragazzo con cui si azzuffava in pista già ai tempi dei kart. Tutto merito della fiducia nelle potenzialità di una monoposto che, finalmente, non obbliga Leclerc a strafare, e gli consente di leggere la gara con maggiore razionalità.


    Lo si è visto anche alla ripartenza dopo il regime di Safety Car causato dall'Alpha Tauri di Pierre Gasly in fiamme a bordo pista. Non solo Leclerc ha giocato la carta dell'elastico - tipica strategia di scuola hamiltoniana - ma ha pure approfittato di un vizietto di Verstappen. Max, per restare il più vicino possibile a Leclerc, si è quasi affiancato al monegasco, all'interno e fuori traiettoria, prima dell'ultima curva. Charles ha reagito con grande prontezza, approfittando della condizione di svantaggio del rivale per prendere lo slancio necessario a mantenere la testa della corsa.

    In Bahrain, Leclerc ha voluto mandare un messaggio a Verstappen, ricordandogli che può essere aggressivo tanto quanto l'olandese. Ma al piede caldo ha abbinato anche un invidiabile sangue freddo. Charles, questa volta, ha lasciato l'emotività fuori dall'abitacolo. Sfruttando una F1-75 nata sotto una buona stella, Leclerc ha dimostrato di aver superato i suoi limiti di gioventù. Charles è pronto per lottare per il mondiale. E con un Cavallino finalmente tornato rampante, ci sono buone probabilità che lo possa fare.
    1 hr 13 min
  • F1 Abu Dhabi 2021 | Alla fine Verstappen è CAMPIONE DEL MONDO!
    Chi l’avrebbe mai detto, alla vigilia del gran finale di Abu Dhabi, che Nicholas Latifi sarebbe stato l’uomo chiave della sfida mondiale tra Lewis Hamilton e Max Verstappen? Il canadese della Williams, abituato al suo ruolo di onesto mestierante nel canovaccio variegato della F1, è stato catapultato dalla sua tranquilla vita da mediano a una chiassosa, indesiderata ribalta da un impatto con le barriere che lo ha reso il casus belli della vittoria mondiale di Verstappen. A sei giri dal termine, Latifi stava lottando con Mick Schumacher quando è occorso il fattaccio che ha ribaltato un risultato già scritto.

    Hamilton stava gestendo con agio una gara che sembrava sua, evitando i cordoli e coccolando le sue hard a fine vita per veleggiare verso l’ottavo titolo mondiale e diventare leggenda delle leggende, quando l’incidente di Latifi ha causato la Safety Car che lo avrebbe messo al muro di lì a poco. Ironia della sorte, un episodio che ha visto coinvolto il figlio di Michael Schumacher ha negato a Lewis la possibilità di battere il Kaiser per numero di mondiali vinti, diventando statisticamente il più vincente di sempre. Però il destino c’entra relativamente, in questo complesso intreccio.

    Vista senza approfondire, pare una sceneggiatura scritta da una penna non esattamente brillante. Il vecchio leone Hamilton, con le hard consunte, si è ritrovato alle calcagna il giovane quanto famelico Verstappen, galvanizzato dall’odore di sangue del suo rivale e dalle performanti soft, che aveva calzato pochi giri prima. Lewis, a quel punto, non aveva scampo. Max lo ha mangiato in un sol boccone, prendendosi tutto: gara, mondiale, lacrime di papà Jos, genitore spesso inclemente con il figlio, forgiato dal fuoco di mille rimproveri nel campione che è finalmente diventato.

    Max Verstappen ha meritato ampiamente il mondiale, su questo non ci piove. Avrebbe chiuso anche prima la partita, senza il doppio zero di Silverstone e dell’Hungaroring. Max è più veloce di Lewis, che, tuttavia, è più scaltro di lui in pista, vista la grandissima esperienza. A Max manca solo un tassello per diventare la migliore versione di sé stesso. Dovrebbe capire quando alzare il piede, farsi ragioniere se serve, senza difendersi costantemente come se fosse solo in pista. Ciò che lo ha reso campione, paradossalmente, potrebbe limitarlo nei suoi successi futuri. Ma Max e Lewis, splendido vincente e onorevole perdente, sono stati oscurati dall’ennesimo pasticcio della direzione gara.

    Non è la conclusione del mondiale che si meritavano Max Verstappen e Lewis Hamilton, due veri e propri fuoriclasse. Si sono spesi fino in fondo, sciogliendosi in un abbraccio che vale più di mille parole al termine di una stagione estenuante. Non fosse successo ciò che è andato in scena ieri, staremmo discutendo di questo gesto, delle loro prodezze in pista, di una stagione fatta della materia delle leggende. E invece la F1 ha inquinato uno dei mondiali più belli della sua storia con un finale pasticciato, degno di un libro scritto male. E questo sì che non le fa onore.
    57 min
  • F1 Qatar 2021 | Hamilton VINCE, Verstappen CONTIENE i danni
    Più che in stile Far West, la lotta per il mondiale 2021 di Formula 1 è sul genere Middle East, viste le ultime gare della stagione. A prescindere da chi siano il buono, il brutto e il cattivo in Mercedes e Red Bull - lasciamo a voi la scelta - la sensazione è che la sfida mondiale si possa risolvere per un pugno di giri. E non parliamo necessariamente delle ultime tornate della stagione. D'altronde, nell'arco di poche gare l'aria pare cambiata. Il titolo sembrava aver preso la via di Max Verstappen, ma le vittorie di Lewis Hamilton in Brasile e in Qatar hanno ridotto a sole otto lunghezze lo svantaggio del pilota inglese, alla ricerca dell'ottavo titolo mondiale della sua straripante carriera.

    Dando un'occhiata al layout della pista di Jeddah, teatro del Gran Premio dell'Arabia Saudita il prossimo 5 dicembre, viene da pensare che la Mercedes possa essere assai competitiva su quello che la F1 ha definito il circuito cittadino più veloce del mondo. Se Hamilton dovesse imporsi nella penultima gara stagionale, gli scenari potrebbero essere due: Lewis e Max potrebbero arrivare a pari punti, o Verstappen potrebbe godere di un vantaggio di uno o due lunghezze, a seconda di chi coglierà il giro più veloce in gara.

    E proprio il punticino per il giro più veloce rischia di avere un'importanza spropositata in un mondiale così combattuto. Non deve stupire, quindi, che in Qatar Verstappen si sia addirittura fermato a due giri dal termine per montare le performanti soft e assicurarsi così, a tutti i costi, il crono più rapido in gara. La Red Bull, così facendo, ha corso un rischio: i meccanici del team di Milton Keynes sono solitamente molto precisi e veloci nelle soste, ma l'imprevisto è sempre dietro l'angolo, soprattutto se la posta in gioco è così alta. A ben vedere, Max aveva già in saccoccia il giro più veloce, ma in Red Bull non hanno voluto lasciare nulla al caso, anche se il ritiro di Valtteri Bottas metteva al riparo da una possibile beffa nelle fasi finali. Addirittura lo stesso Hamilton, pur essendo nella posizione di chi aveva maggiormente da perdere, ha chiesto via radio di fermarsi.

    Che il giro più veloce stesse diventando sempre più rilevante lo si è intuito con il passare delle gare, quando Mercedes e Red Bull hanno cominciato ad utilizzare le seconde pedine, Bottas e Perez, per strappare il primato in gara alla scuderia avversaria. Ma il fatto che anche i due top driver, Hamilton e Verstappen, si stiano scomodando in prima persona - o comunque scalpitino per farlo, contro il volere del team - dimostra che gli stessi protagonisti sono consapevoli che questo mondiale, al netto di imprevisti vari, potrebbe arrivare fino al termine con i giochi aperti, per entrambi i campionati. Certo, Verstappen in Arabia Saudita avrà a disposizione il suo primo vero match point, ma deve sperare in un ko tecnico di Hamilton, troppo competitivo nelle ultime gare per ritrovarsi fuori dalla zona podio a Jeddah senza qualche colpo di scena.

    Ma il punticino per il giro più veloce potrebbe addirittura rivelarsi decisivo. Basta immaginarsi uno scenario esplosivo: un contatto tra i due contendenti per il titolo ad Abu Dhabi. Se si ritirassero entrambi, potrebbe bastare un piccolo punto a fare la differenza, o forse anche nessuno, visto che Verstappen, a pari merito, si aggiudicherebbe il titolo per il maggior numero di vittorie conquistate durante la stagione. A quel punto, la direzione gara, che non possiamo definire coerente e decisa nel corso del 2021, avrebbe una bella gatta da pelare. E la scelta di non decidere sull'episodio del Brasile, non mettendo nemmeno sotto investigazione Verstappen, apre il fianco a una potenziale difficoltà nel giudicare futuri contatti. La direzione gara, ormai è evidente, ha il terrore di condizionare il mondiale. Ma scegliendo di non farlo a Interlagos, potrebbe aver preparato il terreno per un gran finale degno della suspense precedente. E allora sì che la lotta potrebbe decidersi per un pugno di giri veloci.
    1 hr 12 min
  • F1 Brasile 2021 | Hamilton VINCE e riapre il MONDIALE
    Dedicato a quelli che “Hamilton vince solo perché ha l’auto migliore”. Certo, effettivamente la Mercedes in Brasile era la monoposto da battere, ma l’inglese ha dato l’ennesimo saggio del suo infinito talento, pari solo alla sua smisurata voglia di continuare a vincere: al sabato ha rimontato 15 posizioni in 24 giri e la domenica dopo essere scattato da metà schieramento si è tuffato all’inseguimento di Verstappen. A differenza di altre gare però, stavolta l’inglese sentiva di avere il mezzo per farcela e non ha desistito, nemmeno quando l’avversario lo ha accompagnato fuori pista con una manovra discutibile: ha insistito, si è avvicinato, è rimasto lì, ci ha provato, si è riavvicinato e ci ha riprovato là dove sapeva che non ci sarebbe stata possibilità di replica. Il Mondiale continua a pendere inesorabile verso Verstappen, ma vederli gareggiare insieme è stata un’emozione preziosa per tutti quelli che amano davvero la F1. Anche per questo, voto 10 e lode a Hamilton, campionissimo vero e non solo per il suo palmarès.

    Per un Hamilton più che mai focalizzato sulla vittoria come unico risultato possibile, in Brasile abbiamo visto un Verstappen forse un po’ più calcolatore: certo quando l’inglese gli è arrivato a tiro non ci ha pensato un momento a tirare la staccata (senza preoccuparsi troppo di riuscire a fare la curva…), ma forse al sabato poteva rendere la vita un po’ più difficile a Bottas. Nel dubbio, voto 8,5: gestisce il vantaggio.

    A proposito, in Brasile si è rivisto anche il finlandese: bravo a involarsi al comando al sabato, la domenica ha superato Perez grazie al rallentamento generale proprio mentre doveva fare il pit stop. Però pensare di andare a prendere Verstappen era fuori questione. Va bene anche così, voto 7,5, più solido del solito.

    Quarto Perez, e tutto sommato il risultato ci sta considerando che la Red Bull non era competitiva quanto la Mercedes a Interlagos: bravissimo a replicare su Hamilton in occasione del primo tentativo di sorpasso dell’inglese, la bandiera gialla gli fa perdere un podio che avrebbe anche meritato. Vero è anche, però, che una volta scavalcato da Bottas non ha fatto molto per andare a riprendersi il 3° posto. Voto 7, compitino.

    Primo degli altri Leclerc, e con l’affidabilità ormai a prova di bomba delle monoposto di F1 moderne questo significa un 5° posto: non proprio un risultato da festeggiare, ma insieme al 6° posto di Sainz consente alla Ferrari di rafforzare il terzo posto in classifica costruttori. I numeri dicono che va bene anche così, certo rispetto a Mercedes e Red Bull i distacchi rimangono abissali. Il monegasco da parte sua al sabato dà l’impressione di faticare di più, poi la domenica si riprende, ma senza mostrare numeri particolari. Del resto quelli davanti a lui erano imprendibili e alle sue spalle non correva grossi rischi. Voto 7, massimo risultato possibile.

    Ha qualcosa da recriminare invece Sainz, soprattutto per quanto di buono aveva fatto vedere al sabato: certo la partenza della gara di domenica non è delle migliori, ma vale anche per lui quanto detto per il compagno di squadra. Più di così non poteva fare, al di là del duello iniziale proprio con Leclerc. Voto 7, certezza.

    Un po’ sottotono invece la gara di Gasly, per lo meno considerando il potenziale mostrato sul giro secco: la brutta partenza del sabato compromette poi anche la sua gara di domenica, perché rimontare con un’Alpha Tauri è po’ più difficile che con una Mercedes. Voto 7 comunque, anche perché se non fosse per lui a Faenza avrebbero poco da stare allegri…

    A punti, nell’ordine, anche Ocon e Alonso, con una Alpine tutt’altro che inguardabile, ma nemmeno particolarmente competitiva: il francese ha disputato un week end regolare, lo spagnolo si è complicato la vita con una brutta partenza al sabato, salvo recuperare la domenica. Voto 7 per entrambi perché con quella monoposto più di così non si può pretendere.

    Chiude la zona punti Norris, sfortunatissimo nel contatto al via che gli ha di fatto distrutto la gara, oltre alla posteriore sinistra. Peccato perché al sabato aveva dimostrato di potersela giocare con le Ferrari: voto 7 sulla fiducia.

    Fuori dai punti, voto 4 a Tsunoda, che sembra avere ingranato la retro rispetto ai progressi mostrati nelle ultime gare: lento in qualifica, in affanno nella garetta del sabato, la domenica si infila dove non c’è spazio, Stroll giustamente chiude e volano pezzi di carrozzeria. Ecco, i pezzi di ala erano l’unica cosa che volava in Brasile.
    1 hr 16 min
  • F1 Messico 2021 | SUPER Max VERSTAPPEN in fuga
    Tutto in una curva, poi 71 giri di noia totale. O quasi. Al via Max Verstappen ha saputo sfruttare la scia delle due Mercedes di Bottas ed Hamilton e alla prima curva ha superato entrambi con una manovra decisa all'esterno della piega. Applausi, 10 e lode e fine della gara, perché da quel momento in poi per Hamilton c'è stato solo un mesto e vano inseguimento, mentre per Bottas l'inizio della disfatta.

    Perché per non dare fastidio ad Hamilton il finnico ha anticipato la frenata, lasciando passare sia Verstappen all'esterno sia Lewis all'interno, solo che ha prestato il fianco a Ricciardo che lo ha centrato mandandolo in testacoda a centro curva. Nel mucchio seguente sono rimasti coinvolti anche Tsunoda e Mick Schumacher, ma nel parapiglia se ne è avvantaggiato Giovinazzi che ha guadagnato 5 posizioni in un colpo solo. Da questo momento la corsa è praticamente finita.

    Verstappen continuava a guadagnare su Hamilton e Lewis continuava a chiedere dove fosse più veloce, arrivando alla mesta conclusione a metà gara: "Ragazzi, niente da fare questi qui sono molto più veloci di noi, non ce la facciamo". Fine delle trasmissioni. A questo punto, fra il solito svarione del box Alfa Sauber che chiama ai box con 15 giri di anticipo Giovinazzi, mettendolo fuori dai punti (festeggeranno a fine gara con Rakkonen 8 quando potevano avere due macchine in zona punta ma da loro funziona così...), l'attenzione è tutta per l'idolo di casa,

    Sergio Perez, che conduce la gara pure per qualche giro più che altro per far vedere un messicano in testa al GP del Messico (anzi di Città del Messico, perché la gara era intitolata alla città capitale federale e non allo stato come era consuetudine). Alla fine Perez non ce la farà e Hamilton col secondo posto limita i danni in classifica generale anche se Verstappen, con la vittoria in Messico, porta il vantaggio su Hamilton a quasi una gara: ovvero 19 punti contro i 25 della vittoria del primo posto, escluso il punto in più per il giro veloce (andato a Bottas che però è fuori dalla top 10 e quindi non lo prende) e ad esclusione della gara sprint brasiliana che potrebbe dare qualche consolazione e speranza ad Hamilton. Perché da quello che si è visto in Messico, contro questa Red Bull e contro Verstappen c'è poco da fare e l'espressione di Hamilton dopo il GP fa capire che se ne sia reso conto anche lui e sia pronto al passaggio di consegne.

    Per la Ferrari una corsa positiva contro la McLaren in classifica generale, ma negativa in quanto a prestazione visto che il duo Leclerc Sainz è sempre rimasto fuori dalla lotta. A un certo punto, via radio, hanno detto a Leclerc di lasciar passare Sainz ma prima di farlo ne ha combinate di ogni. Poi, visto lo svantaggio contro Gasly, bravo e primo degli altri (quarto) con l'Alpha Tauri, Sainz ha ridato la posizione a Leclerc beccandosi anche in giro di distacco. Il quinto posto di Leclerc viene sancito da un distacco di 1 minuto, 21 secondi e 37 millesimi. Che sui 71 giri di gara fa la bellezza di una media di 1,1 secondi al giro. Anche se qualcuno vanta il supermotore, il minuto e passa in gara sarà duro da recuperare in futuro, a meno di miracoli vari. Ma la F.1 è tecnica per cui restiamo in fiduciosa attesa. Fra sette giorni in Brasile, gara sprint, la terza, bocciata dai fans ma apprezzata da Liberty Media. Chissà che sondaggi guardano prima di prendere certe decisioni. Ma questo è un altro discorso...
    1 hr 4 min
  • F1 USA 2021 | È un COTA amaro per Hamilton. Verstappen domina il Gran Prix
    Ha vinto Verstappen e lo ha fatto alla Hamilton, ovvero controllando la corsa senza farsi prendere dal nervosismo e gestendo tutto al limite pur in un duello a distanza. Senza dubbio nel GP Usa la vittoria di Max su Hamilton è di quelle pesanti. Non solo perché porta a 12 punti il vantaggio in classifica generale a 5 gare dalla fine, ma proprio perché a livello mentale è stata una battaglia senza esclusione di colpi.
    E pensare che alla prima curva Verstappen si è fatto sorprendere, ha tentato di chiudere subito Hamilton, partito meglio, ma finendo largo ha rischiato di rovinare tutto. Da quel momento in poi è stata una corsa sul ritmo, sulla strategia e sui pit stop. Anticipati quelli Red Bull e con ragione. Dopo il primo pit, con Hamilton davanti ma rientrato al box 3 giri dopo, il vantaggio di Lewis è scomparso, anzi si è trovato indietro di 6 secondi rispetto al rivale. Altra tirata e altro pit, sempre anticipato per Red Bull e Lewis che replica secco a Toto Wolff che gli dice di rientrare: "Lasciamo stare fratello, so che succede".

    E infatti, dopo un secondo pit ritardato, con gomme più fresche rispetto a quelle Red Bull, la previsione di Hamilton è andata vicina alla realtà: "Negli ultimi tre giri ci giochiamo tutto". Non è successo, perché contro questo Verstappen c'è poco da fare. E' un talento che adesso ha anche esperienza e sta dimostrando di sapersi gestire, anche se alla prima curva la frittata sembrava fatta. Alla fine il secondo e 1.3 di distacco è stato sufficiente per avere ragione di un mastino come Hamilton che dalla propria espressione sembra aver capito che il suo settennato stia per concludersi.

    Il resto della truppa, praticamente inesistente. Perez terzo fa felice la Red Bull, ma è staccatissimo a 42 secondi dal primo. Leclerc bravo a portare al quarto posto la Ferrari dopo una gara senza infamia e senza lode si è beccato 52 secondi di distacco con Sainz settimo superato pure da Bottas sul finire, dopo il solito pit stop a rilento (posteriore sinistra che non si aggancia) è addirittura a oltre 1 minuto e 23. Il resto tutti doppiati, Norris escluso.
    Su una pista da un minuto e 40 al giro, beccarsene uno di distacco fa capire a che livello hanno viaggiato i primi due. E quindi, visto che sono praticamente allo stesso livello, con un Verstappen forse un po' più fresco di Hamilton (età anagrafica e situazione team) il finale di stagione dovrà per forza di cose vedere la Mercedes tirare fuori qualcosa in più rispetto ad ora. Cosa difficile ma non impossibile, anche se fra due settimane in Messico la Red Bull è favorita ancora come si è visto in passato.
    Venendo alla corsa degli altri, la Ferrari ha avuto la meglio sulla McLaren con Leclerc e insieme a Sainz ha consentito alla rossa di recuperare dei punti in classifica generale per il quarto posto. Quello che conta, però, è che le modifiche al motore sembrano funzionare e che la strada imboccata appare quella buona. Però di lottare contro Red Bull e Mercedes per la vittoria, non se ne parla proprio. Almeno per ora.

    Su una pista che ha ampie curve e traiettorie diversificate, si sono visti un po' di duelli nelle retrovie con tanto di ruotate fra Raikkonen e Alonso, Alonso e Giovinazzi e via di questo passo. Se davanti la tensione era tutta sul filo dei secondi, dietro c'è stata battaglia vera. Peccato che Giovinazzi sia arrivato 11 dietro a Vettel e non abbia beccato un punto. La solita strategia Sauber a favore di Raikkonen di fatto lo aveva messo fuori, visto che ha cambiato le gomme 7 giri prima di Kimi ed era in crisi. Speriamo che il suo attenersi agli ordini del team possa essergli utile in futuro, da quanto si vede in pista si fatica a capire alcune cose...
    59 min

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